IL FARDELLO
Cupi bagliori lungi intravedo
ove la morte mi tende un tranello;
reclama con odio ciò che possiedo
l'oscuro Signore che brama l'Anello
La mente vacilla tra nebbie e paludi
è come macigno il fardello che porto.
Il vento risuona in tetri preludi
colmando il mio cuore di muto sconforto.
Il Fato m'attende d'abissi e di fuoco:
che il ciclo si chiuda! Null'altro è importante !
La speme e il coraggio sfinito ora invoco
tra ombre e fantasmi, reietto viandante
Accetto la sorte per me già assegnata
sereno nell'anima per quello che ho dato;
di perle gelate la fronte impregnata
mi tergo, ed ascolto il mio esile fiato.