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Intervista a Luca Catalano

di Anacarnil di Laurelindórenan

A rispondere alle domande dell'intervista è Luca, chitarrista, manager e webmaster del gruppo. 

D: Come è nata l'idea di un progetto dal nome così ambizioso?
R: L'idea risale al 2003: fin da quando ho letto "Il Silmarillion" la prima volta ho sempre desiderato esprimermi a livello musicale ispirato ad un'opera letteraria così complessa. E' come porsi di fronte a "La Divina Commedia" o all'"Iliade": hai di fronte un immenso patrimonio culturale da poter sfogliare e da cui attingere per proporre poi la tua musica e cioè il tuo puro punto di vista artistico sull'opera. Ho conosciuto Gianluca Castelli nel 2004 e gli ho sottoposto il progetto: ha letto il libro in meno di una settimana e ci siamo messi a lavorare sui primi brani. Mio fratello Marco nel frattempo stava componendo delle musiche che ben si sposavano con le nostre idee e quindi è stato coinvolto immediatamente nel progetto. Attualmente restiamo noi tre i compositori principali anche se in alcuni brani comincia ad esserci la firma di altri protagonisti.
Quando poi si è cominciato a parlare di performance live è nata l'esigenza di scegliere il nome del progetto; in principio eravamo titubanti a scegliere Ainur per senso di reverenza verso Tolkien poi abbiamo letto dei saggi scritti da lui stesso (credo in "La Realtà in Trasparenza") in cui esortava a continuare la sua opera: non abbiamo più avuto dubbi e ci siamo battezzati Ainur anche perché il nostro obiettivo ultimo è proprio scrivere "L'Ainulindalë" cioè la musica della creazione.

D Chi sono gli Ainur? Dalle foto si notano molte facce giovani... 
R
: Bella domanda: gli Ainur sono tanti... ti mando l'elenco dei nomi e dei rispettivi personaggi che ognuno rappresenta.
I personaggi sono stati attribuiti in base al ruolo e ad alcune peculiarità personali che ognuno possiede: è un po' un gioco ma alcuni ci si rispecchiano molto.

Luca Catalano: Manwë,
Gianluca Castelli: Aulë,
Marco Catalano: Ulmo,
Wilma Collo: Vairë,
Federica Guido: Yavanna,
Urania Pinto: Varda,
Simone Del Savio: Tulkas,
Massimiliano Clara: Mandos,
Elena Richetta: Nessa,
Alessandro Armuschio: Oromë,
Giuseppe Ferrante: Lórien,
Luca Marangoni: Melkor,
Cecilia Lasagno: Estë,
Chiara Garbolino: Nienna,
Chiara Marangoni: Arien,
Daniela Lo Russo: Vána,
Carlo Perillo: Fionwë,
Alberto Paolillo: Olórin

Ci sono tante personalità e provenienze negli Ainur: la regola di base è che tutti debbano aver letto le opere di Tolkien (anche se non tutte). In effetti l'età media è molto giovane: ci sono addirittura alcuni che non hanno ancora 18 anni (Alberto ne ha 15!!) ed è proprio questa miscela d'età e di esperienze diverse che contribuisce alla multiformità del nostro lavoro e alla poliedricità del linguaggio che è essenziale per descrivere un mondo variegato e complesso come quello de "Il Silmarillion".
 

D  Quali strumenti accompagnano le canzoni degli Ainur? Come vi presentate ai vostri concerti?
R: A ttualmente la formazione è composta da: pianoforte, organo, moog, tastiere, chitarra acustica, chitarra elettrica, chitarra classica, basso elettrico, violino, viola, violoncello, flauto, clarinetto, corno francese, corno da caccia, arpa e 6 voci soliste.
Per i nostri concerti abbiamo diverse formazioni: dalla più allargata (19 elementi sul palco più 3-4 tecnici fuori palco) alla più stretta (7-8 elementi in tutto) a seconda dell'occasione che ci si presenta. Non sempre infatti abbiamo a disposizione grandi teatri e quindi siamo costretti a rivedere formazione e repertorio. Alcuni elementi del gruppo inoltre sono professionisti e sono sovente impegnati in opere classiche.

D : Qual'è la canzone che meglio vi rappresenta e perché? 
R: Da un sondaggio non ufficiale penso che la canzone che meglio ci rappresenta sia "The Fall of Gondolin": il motivo risiede nel fatto che sia la struttura delle liriche sia del brano musicale è completa sia della nostra componente classica sia di quella più folk, sia di quella rock e persino newage. Il tema trattato in questo brano infatti è a dir poco essenziale nell'economia del libro: abbiamo cercato di ritrarre la vicenda a partire dalla celebrazione della città di Gondolin fino alla sua caduta con il terribile assedio operato da Morgoth. Il finale ritrae i combattimenti dei capitani di Gondolin (Glorfindel e Ecthelion) contro Gothmog. 

D: La scelta dei testi in Inglese è sicuramente più rispettosa dell'opera del Professore. Ma questo non vi crea problemi nel rapporto con il pubblico? Realizzerete anche canzoni in Italiano?
R: Sono felice di rispondere a questa domanda: sono dell'idea che chi si pone nei confronti di Tolkien cercando una trasposizione in italiano cada in un'ovvia contraddizione. Tolkien era un filologo ed un amante della lingua inglese nelle sue moltepici forme a tal punto che spesso litigò con gli editori stranieri dei suoi libri per le scelte linguistiche di traduzione di alcuni suoi vocaboli.
Ci siamo subito posti il problema della lingua come tema capitale e la nostra compositrice dei testi (Wilma Collo) è un'esperta conoscitrice nonché insegnante di lingua inglese. Spesso abbiamo addirittura chiesto a lei di cimentarsi nell'inglese antico per cogliere i momenti solenni ed epici de "Il Silmarillion".
Tutta questa attenzione per i dettagli linguistici ci ha portato ovviamente al problema della comunicazione qui in Italia: nei nostri concerti infatti prima di ogni brano proiettiamo dei filmati introduttivi in cui spieghiamo il tema del brano nella maniera più esaustiva possibile. Ciò ci ha portato alla creazione di veri spettacoli multimediali poiché alla componente musicale si è aggiunta quella cinematografica e recentemente anche la danza. Elena Richetta infatti oltre ad essere un'ottima cantante è una ballerina di danza classica e moderna e ha realizzato delle coreografie per alcuni brani che esegue dal vivo.
Non credo che realizzeremo mai perciò musiche in italiano.

D : Avete mai pensato di cantare vicende Tolkieniane tratte da "Il Signore degli Anelli" o da "Lo Hobbit"? 
R : Il nostro obiettivo è quello di musicare l'intero "Silmarillion" di cui "Lo Hobbit" e "Il Signore degli Anelli" sono un'appendice essenziale. Sono già in lavorazione brani sulla Terza Era e credo che ci cimenteremo anche nel musicare le altre due opere essenziali di Tolkien. A questo proposito vorrei aggiungere che alcune nostre composizioni oltre a basarsi molto da vicino a "Il Silmariilion" prendono spunto anche dalla "History of Middle Earth" poiché in quest'ultima sono trattati in maniera più esaustiva molti brani che ne "Il Silmarillion" sono solo accennati.

D : Quali sono i vostri progetti futuri?
R: Attualmente stiamo registrando il nostro primo cd che s'intitola "From Ancient Times": in esso sono contenute le nostre prime composizioni e per i titoli rimando al nostro sito. A fine anno cominceremo credo a parlare del nostro secondo cd: "Narn i Hîn Húrin" che avrà come tema appunto il Lai dei Figli di Húrin cioè l'intera saga di Túrin Turambar. Il terzo cd sarà probabilmente incentrato completamente sul Lai di Leithian cioè su Beren e Lúthien. Il quarto s'intitolerà "The Fall of Númenor" quindi ti lascio immaginare. Poi seguirà "The Wars of Beleriand" e poi chissà...
C'è anche in cantiere la trilogia intitolata "Tales from The First Age" sempre che il nostro produttore non si stanchi prima...


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