
Tutto nacque da una Grande Musica...
Così inizia la
presentazione con la quale gli Ainur, gruppo musicale del Torinese, accolgono
il visitatore nella home page del loro sito. Chiaramenti
ispirati alla letteratura del Professor Tolkien, con la scelta del
nome dei Rampolli del Pensiero di Ilúvatar mostrano la notevole
ambizione del loro progetto.
Il sito si presenta semplice e pulito, ma
allo stesso tempo con una linea grafica sobria ed elegante. Nella
parte bassa dello schermo, affiancati sulla stessa riga, ci sono
i link alle diverse sezioni: la Home, la sezione Ainur destinata
a presentare il gruppo, le News, le date dei Concerti, le Foto,
Contatti e Links.
Il gruppo, così come appare nella sezione
Ainur, comprende più di venti componenti, considerando
gli autori di testi e musiche, l'ampio numero di interpreti, il
numero ancora maggiore di musicisti e i tecnici. Cliccando sui nomi
di una dozzina di loro, si accede ad una scheda personale, dove
tra le altre informazioni, è riportato il nome dell'Ainu che
hanno scelto per sè. Nella sezione Foto possiamo vederli
all'opera in alcuni dei concerti tenuti nel 2005 e in studio di
registrazione, mentre chi è interessato ad assistere alle loro
performance deve tenere d'occhio la sezione Concerti,
dalla quale si nota che per ora le date sono state perlopiù
nel territorio della provincia di Torino.
Il lavoro del gruppo è documentato nella
sezione News: la musica degli Ainur si propone di cantare le vicende
raccontate nel Silmarillion, dagli eventi in Valinor, alle
battaglie tra i Figli di Ilúvatar e gli eserciti di Morgoth, fino
ad arrivare alla Caduta dell'Isola di Dono. In cantiere c'è anche
un intero concept-album sul Lai di Leithian. Inoltre, proprio nel
mese in cui sto scrivendo (giugno 2006), è in fase di registrazione
negli studi di Electromantic il primo disco (dal sito si dice che
il suo nome sarà 'Tales from First Age', ma
nell'intervista viene detto che sarà invece 'From Ancient
Times') ed è possibile seguire giorno per giorno il diario
delle registrazioni dei pezzi.
Esiste poi in questo sito una interessante
Download Area, in cui si può scoprire la produzione degli Ainur:
per alcuni brani è disponibile una scheda con una presentazione
del pezzo, i testi e, in alcuni casi, anche il file audio in
formato mp3 di una versione demo; ancora, sono presenti video
e le locandine originali dei concerti. Peccato che tale gustosissima sezione
non sia inserita direttamente tra quelle nella parte bassa della
schermata, ma che sia raggiungibile solo cliccando su di un link
all'interno della notizia che parla dell'apertura di tale area;
in questi ultimi giorni però, è stata linkata direttamente nella
sezione Home.
Musicalmente parlando, il progetto Ainur non
è naturalmente una rock band e nemmeno un semplice coro: ad accompagnare
le voci dei cantanti, c'è una piccola orchestra di fiati, archi,
pianoforte, tastiere e batteria. I testi sono rigorosamente in inglese,
ad opera di Wilma Collo.
UN'ANALISI MUSICALE
Sono disponibili quattro frammenti dei brani da concerto, circa
un minuto a canzone. A dispetto del diffuso cliché "fantasy = musica
celtica", gli Ainur seguono uno stile più eterogeneo, che occhieggia
più alla musica leggera moderna che a quella popolare irlandese
(l'uso del pianoforte ne è una prova, essendo estraneo alla tradizione
popolare di quei luoghi), con un appena accennato sguardo alla new
age.
In "The beginning of days" inizialmente si opta per un'atmosfera
semplice, quasi ingenua, dagli echi leggeri, pop, come in una
canzone infantile - nelle intenzioni tutto questo sta a significare
la purezza originale del mondo durante la Primavera di Arda (essendo
i frammenti di solo un minuto e mezzo, non è possibile verificare
la
suddivisione in tre parti cui si accenna nella presentazione del
canto).
Ben diverso il registro di "The power of unlight - Ungoliant", dedicato
appunto all'ottenebramento di Valinor da parte dell'orrendo ragno.
E la scelta di uno stile operistico, fortemente drammatico e incisivo
(ottimo il cantante) si rivela molto azzeccata ed originale.
In "Eärendil & Elwing" si ritorna invece al pop, anche se i
toni si fanno più profondi ed appassionati, più lirici rispetto
a "The beginning of days".
A metà fra i due poli "classico" e "leggero", si situa "Ulmo's voice",
evocazione del dio dell'acqua, con melodie originali che sembrano
richiamare lo scorrere dei ruscelli o le gocciole sulle pareti di
una grotta - forse il brano più originale e caratteristico dei quattro
presentati
.