Focus On
 
 

 

Un ponte sul web che porta al cuore del Mito

Diventa difficile trovare le parole per descrivere efficacemente un sito come Bifröst. Difficile perché è dedicato a un tema assolutamente ineffabile come la Mitologia, in tutti i suoi aspetti noti e meno noti - il che non può che destare ammirazione e rispetto ai massimi livelli per dei cultori della mitopoiesi quali non possono non essere coloro che si dividono tra mondo primario e Terra di Mezzo.

Parlare dunque dell'interfaccia web, dire del motivo ricorrente dell'Arcobaleno quale ponte verso il Mito attraverso le quattro sezioni in cui è suddiviso il vasto e scelto materiale pubblicato, sarebbe riduttivo e fuorviante. Il cuore di un sito del genere sta tutto nelle informazioni che offre. Dunque scegliamo di raccontarlo per quello che contiene, almeno in parte e a grandi linee, invitando chi legge a visitarlo per scoprire da sé il resto.

Una sola piccola annotazione per i tolkieniani: anche nelle nostre pagine si fa un gran parlare dei testi nordici che costituiscono la principale fonte per la mitologia di Arda, vale a dire l'Edda e il Kalevala. Bene, su Bifröst si possono consultare.

Detto questo, la parola ai recensori.

STUDI (di Ecthelion della Fonte)

La parte in assoluto più dettagliata ed interessante di Bifröst è una sezione ancora in costruzione, di cui si può solo intravedere ciò che diventerà. È la sezione degli Studi, che si propone di andare ad analizzare a fondo gli archetipi comuni a molte mitologie antiche: la creazione del cielo e della terra, la separazione delle acque, il diluvio, la caduta dei progenitori dell’uomo. Per ora si possono leggere solo due articoli, ma essi sono già di grande interesse, molto precisi e dettagliati, e vanno ad analizzare l’ebraismo in relazione con le principali religioni antiche presenti nella zona.

Il primo articolo tratta della separazione del cielo e della terra: dapprima viene esposta la concezione esiodea della creazione, dal Caos, di una realtà ordinata, con la terra che nasce spontaneamente dal Caos, e genera poi Urano, il cielo; dall’unione dei due, poi, nascerà la vita. L’attenzione si sposta poi sui Sumeri, per cui in origine era l’acqua indistinta, da esse sorse un monte che era assieme terra e cielo, e dall’unione di terra e cielo nacque l’aria, il vento, che li separò, e passa poi ai miti egizi, in cui invece a predominare è il sole, che impone al cielo di non partorire più (concetto, questo, comune a molte mitologie, che vanno così a spiegare come mai il processo cosmogonico si sia ad un certo punto arrestato). Assai interessante è anche la digressione, poi, sui miti anatolici (hittiti ed hurriti), che ci presentano una grande lotta per il predominio fra gli dei, che porta poi al sconfinamento delle varie divinità in diversi aspetti della realtà. Anche quello della lotta fra gli dei, che poi porta spesso all’evirazione di uno di essi, è un archetipo piuttosto comune, presente ad esempio nella mitologia greca, in cui Crono evira il padre Urano, e Zeus poi lotta con il primo, suo padre, per la supremazia sul cosmo. L’universo, per emergere nella sua forma ordinata, ha dovuto lottare contro il Caos che vi era in origine, ha dovuto lottare per far sì che cielo e terra fossero separati, e non proseguissero la generazione della realtà in modo caotico. Questa è, sorprendentemente, un’idea comune a religioni di popoli molto diversi.

Il secondo articolo, forse ancora più interessante, tratta in realtà di quello che pare un aspetto marginale di una cosmogonia: la separazione delle acque. Si vede evidente la connotazione di lotta sottesa a questi miti, una lotta che porta un dio ad emergere sugli altri. Il primo esempio è quello di Yahweh. Proprio il Dio della tradizione ebraico-cristiana: in origine era una delle tante divinità cananee, inserito in un regolare pantheon, ed aveva poteri legati agli eventi atmosferici, come molte delle divinità principali delle mitologie indeuropee (Giove-Zeus, ma anche il dio cananeo e poi fenicio e cartaginese Ba’al, dio del tuono, che sconfisse le altre divinità), e dovette imbarcarsi in una fiera lotta per la supremazia contro gli altri dei, ed in particolare contro le forze del mare. Nella tradizione ebraica ciò appare solo velatamente, nella lotta di Yahweh contro Rahab, una sorta di Lucifero marino, un angelo riottoso che si rifiuta di sottostare alla legge di Dio, e viene per ciò punito; nella Bibbia ciò è ancora meno evidente, in quanto si accenna solo a Yahweh che “separa le acque”, cioè divide quelle di superficie da quelle di profondità che però, non volendo sottostare a questo obbligo, tentano di ribellarsi. L’articolo sviscera i paralleli in merito fra l’ebraismo e le concezioni di altre religioni medio-orientali, come quella babilonese; ma il vero punto focale del lavoro è l’esposizione dei miti ugaritici, scoperti nel 1929. Ugarit era una civiltà Cananea antica, e da un raffronto attento con la Bibbia si è stabilito che il politeismo ugaritico doveva essere assai simile alla religione ebraica delle origini. Dio era uno dei tanti, in origine. La lotta fra Yahweh e Rahab si ripropone nel combattimento fra Ba’al e Yam, principe del mare, in cui il dio della pioggia e del tuono vince. I paralleli si spingono poi oltre: curiosamente, Ba’al muore contro una nuova divinità, Mot, la Morte; ma poi risorge, e lo sconfigge, per poi sedere sul suo trono, vittorioso. Esattamente come Osiride torna dai morti, esattamente come Cristo risorge, e sconfigge la morte. La trattazione si conclude, poi, con l’analisi del mito greco, e con un parallelo assai interessante fra la dea marina Teti (la madre di Achille), molto vicina etimologicamente alla babilonese Tiamat, dea delle acque salate; questo a testimonianza che le due culture, che i due mondi, oriente e occidente, erano in origine molto più legati di quanto oggi si possa credere, e che le prove di ciò sono davanti agli occhi di chiunque, come i curatori di Bifröst, vogliano mettersi a studiare in modo analitico ed intelligente miti che sono, in un modo o nell’altro, sotto gli occhi di tutti.

SEZIONE GERMANICA (di Ecthelion della Fonte)

Nel ricchissimo panorama culturale e mitologico europeo grandissima importanza ha la mitologia di area germanico-scandinava, che racchiude le epopee mitologiche di tutti quei popoli che oggi vediamo accomunati da una simile lingua: i Germani, che popolavano le terre al di là del Reno al tempo dell’Impero Romano, gli Anglosassoni che migrarono nell’isola di Britannia e si sovrapposero alla preesistente cultura celtica, e poi gli Scandinavi, impropriamente più noti come Vichinghi, che si insediarono nell’area di Norvegia, Svezia, Danimarca ed Islanda. Bifröst si propone di illustrare le mitologie proprie di tutte queste ricchissime culture, che per quanto abbiano un origine comune, si sono poi differenziate assai nel corso dei secoli. Per ora è stata attivata solo la sezione riguardante i miti norreni, all’interno della quale l’unica parte ad essere completa è al momento quella concernente la cosmogonia; il resto seguirà a breve (il sito aggiorna piuttosto di frequente). Le sezioni successive a quella sulla creazione dell’Universo prevedono una serie di trattazioni sui singoli dei di Ásgarðr, da Óðinn a Hel, passando per i vari Loki e Þórr; e poi una sezione dedicata ai miti degli dei, che ci presentano la vita quotidiana degli Æsir: i viaggi di Þórr, le tenzoni di intelletto di Óðinn con gli onniscienti giganti, e le varie avventure degli dei. Infine, di tutte la sezione più affascinante, che segna il compimento della mitologia nordica: Il dramma del mondo è stata intitolata, e racchiude quel corpus di miti che portano dall’uccisione di Baldr, figlio di Óðinn, al Ragnarøkkr, il Crepuscolo degli Dei, la battaglia che segna la fine del mondo conosciuto, la battaglia predetta da Óðinn sin dall’alba dei tempi, che però il Dio, per rispetto del destino che governa tutto il mondo, decide di non evitare in alcun modo.

Già dall’esposizione sommaria del programma del sito, si notano alcune peculiarità: la prima che salta all’occhio è la scelta di utilizzare, nella trattazione, i nomi originali, con i caratteri che sono usati nelle traduzioni filologicamente più accurate per indicare quei fonemi, tipici dell’antico norvegese, che sono mal trasponibili nell’alfabeto latino; perciò in luogo dell’usuale Thor, troviamo il più corretto Þórr, ed Óðinn è la lezione più corretta al posto del più familiare Odino. Questa scelta, decisamente felice per un appassionato ed esperto in materia, che non si sente spaesato nel leggere una lettera in luogo di un’altra, può però esser di difficile digestione per un pubblico più occasionale; ma a mio avviso è stata un’ottima decisione, in quanto Bifröst si propone di essere ben diverso da un “normale” sito di divulgazione: cerca di andare a fondo dei miti e delle leggende delle diverse culture, mostrando aspetti sconosciuti anche a quanti già sono un po’ esperti in materia. Seconda peculiarità è l’assenza, almeno nel progetto iniziale, dei miti che riguardano gli eroi di Miðgarðr, e non solo i loro dei: manca ogni riferimento a Sigurðr ed ai Volsunghi, per esempio. In ogni caso, il progetto sulla mitologia è ricco e completo, e per quanto si potrebbero aggiungere lunghissimi capitoli sulle saghe eroiche (presenti per altre aree culturali, invece), già così il lavoro sta in piedi eccellentemente.

Per andare più nello specifico, la sezione sulla Cosmogonia comprende sei parti, che vanno dal racconto della creazione del Mondo fatto da una Veggente ad Óðinn (uno dei canti dell’Edda poetica) ai miti appresi sul mondo da re Gylfi in Ásgarðr. Questi due primi capitoli sono molto riassuntivi, ed espongono brevemente i contenuti dei due racconti in questione, il primo poetico ed il secondo in prosa; quelli successivi, invece, vanno ad esporre più sistematicamente la cosmologia nordica, partendo dalla creazione del cosmo a partire dal Ginnungagap, il Grande Vuoto primordiale, da cui nascono i diversi piani, ed il gigante Ymir. Si narra della nascita dei primi dei, creati da una vacca, “sorella” di Ymir, che leccando del sale foggiò il capostipite degli Æsir, i cui nipoti Óðinn, Vili e Vé, avrebbero poi ucciso Ymir, dalle cui ossa si sarebbe creato il mondo. Subito dopo è spiegata la creazione di tutti quei fenomeni, atmosferici e fisici, legati strettamente alla natura: mare, venti, fuoco, stagioni, sole, luna, alternarsi del giorno e della notte. Viene dunque il momento della creazione dell’uomo e della donna, il primo da un tronco di frassino, la seconda da un olmo, dei lupi, della cui stirpe il maggiore e più terribile è Fenrir, e dei nani, generatisi spontaneamente dai resti di Ymir, ma foggiati dagli Æsir; peraltro è curioso leggere i nomi dei nani nordici, ripresi fortemente da Tolkien per i suoi personaggi: basti pensare che fra essi figura Ganndálfr, “Elfo ingannatore”. Chiude la serie la narrazione dei Nove Mondi, cioè l’aspetto prettamente cosmologico della mitologia norrena, e cioè come si dipanano le varie regioni dell’Universo dal Frassino Yggdrasil.

SEZIONE SLAVA (di Elisabetta Biondi)

La sezione “Miti” per ora si concentra sull'area russa (Slavi orientali) trattando tre argomenti principali: il pantheon della Russia precristiana e le saghe di Volch Vseslav'evi¹, Vol'ga Svjatoslavovi¹, Svjatogor e Mikula Seljaninovi¹.

Per quanto riguarda il primo “macroargomento”, il saggista ha dovuto “fare di necessità virtù”, poiché (come viene spiegato in un apposito paragrafo) le fonti autorevoli a disposizione sono poche e avare di informazioni – essendo perlopiù un semplice catalogo di nomi, redatto da ecclesiastici il cui scopo era cancellare le tradizioni pagane russe!

Dopo un interessante saggio introduttivo sulle origini e sui caratteri principali delle culture slave (completo di cartine esplicative), si passa ai saggi dedicati a ciascuno degli antichi dei; l'originalità di questa descrizione sta nel fatto che, per estrapolare caratteristiche e prerogative della divinità non si parte da un testo di riferimento, ma dall'accurata analisi linguistica del suo nome e dal confronto con i pantheon delle varie culture pagane europee. Il risultato è una serie di saggi approfonditi ed accattivanti, che forniscono tutte le ipotesi formulate sull'argomento e propongono spesso una propria sintesi conclusiva.

Le figure degli eroi russi presentate sono invece tratte dalle byliny (antichi canti popolari russi, qui riportati in prosa); in questo caso è molto interessante scoprire l'esito della figura dell'eroe nella cultura russa, in bilico tra Oriente e Occidente anche nei temi e nei miti. Volch Vseslav'evi ¹ è l'eroe-stregone dai poteri immensi e terribili, forse ispirato a una figura storica, che conquista il mitico “regno indiano” (forse identificato con Kiev); il giovane condottiero Vol'ga Svjatoslavovi¹ si imbatte nel “prodigioso aratore” Mikula Seljaninovi¹ (che incarna la forza misteriosa e celata della “Madre Umida Terra”, importante tema comune a tutte le tradizioni slave) e dopo un confronto-scontro i due si alleeranno; Mikula è il trait-d'union con l'ultimo personaggio, Svjatogor, figura inquieta e tragica, non eroica ma che “subisce” il proprio destino, quasi una personificazione delle antiche credenze che svaniscono.

Bella la parte “museale”, prevalentemente formata da quadri ottocenteschi, ma ancora più notevole è l'ampio spazio dedicato ai “Percorsi”: qui si trovano una serie variegata di spunti (letterari, artistici, musicali etc.) per l'approfondimento non soltanto della già trattata area russa, ma di tutte le altre non meno importanti culture di lingua slava – e da questo catalogo si intuisce anche la grande preparazione del saggista che l'ha redatto!

La sezione slava, curata da Koë¹ej Vessmertij, è interessante già solo per la sua esistenza, poiché tratta di una parte della cultura europea poco conosciuta e studiata (sia da stranieri che dagli stessi studiosi “locali”) e la sua originalità è pressoché intrinseca; in più, la precisione e la preparazione approfondita dell'autore sugli argomenti trattati fanno rimpiangere che non ci siano (ancora) analoghi saggi sulle altre culture dell'area.

.

Indice
Intervista
 
 
 
           
Home    |    Progetto Tolkien    |    Chi Siamo     |    Copyright    |    Aiuto   |   Scrivici
© 1999- 2004 Eldalie.it Spazio Offerto da Gilda Anacronisti