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A passeggio tra arte, artigianato, storia e...

Nell'epoca odierna in cui la corsa verso la modernità ad ogni costo sta relegando le tradizioni al rango di vetusti orpelli e la caccia al guadagno facile e cospicuo sta chiudendo l'era delle botteghe artigiane, siamo estremamente lieti di aver trovato, in quell'angolo di meraviglie che è Siena, un uomo che ama il suo mestiere e che ha trovato il modo di infondere nuovi spunti all'arte della lavorazione della pelle, facendone qualcosa di attuale e di estremamente interessante.
Ecco, nelle parole dello stesso artigiano/artista, la storia della Casa della Pelle, ripercorsa a suon di domande e risposte.

D: Paolo Infunti, come e quando è nata l'attività di Casa della Pelle?
R: Quest'attività è iniziata nel 1985, come riparazione di pelletteria e vendita di produzione propria; poi con il tempo abbiamo cominciato a rifornire gli alberghi con accessori per la clientela e per i documenti. Nel 2000, in occasione del rinnovo dei costumi per il Palio di Siena, abbiamo lavorato nella realizzazione di corazzette, cinture, foderi etc. per 10 Contrade. Ultimamente, su commissione del comune di Pian di Meleto (PU), abboamo realizzato una serie di scudi araldici delle famiglie nobili locali, esposti nel castellodei Conti Oliva ?

D: Vivere e lavorare in una città come Siena vuol dire respirarne ogni giorno l'atmosfera storica: quanto è importante nella vostra vita quotidiana e nel vostro mestiere coltivare e tramandare la tradizione culturale?
R
: Il mestiere della pelletteria l'abbiamo imparato nel la zona del Valdarno, dove esiste una tradizione della lavorazione del cuoio. Per quello che riguarda la conoscenza della costruzione di costumi medievali o rinascimentali ci avvaliamo della consulenza di alcuni professori, studiosi ed artisti di Siena, che vanta da secoli un' Università di grande valore, ed una grande quantità di documentazione archivistica. Il fatto poi che la città viva da sempre una particolare passione per la storia medievale e per le tradizioni, fa sì che questo interesse anche da parte nostra per questo mondo e per le epoche passate non vada a decadere.

D: Come è scaturita l'idea di affiancare prodotti di pelletteria tradizionale a prodotti più "inusuali", storici o di fantasia? E, a vostro sentore, quale tipo di prodotto ha maggior successo in generale ?
R: Mediante la conoscenza di alcuni amici associati con GRVItalia, è nata l'idea di costruire anche costumi fantasy. Certamente questa costruzione di costumi ed accessori d'epoca o fantasy ha più richiamo del normale lavoro di pelletteria, che chiunque può trovare anche nelle bancarelle .

D: A lato della grande ondata di passione per la ricostruzione storica, che sta montando negli ultimi anni, sta marciando anche una riscoperta collettiva del fantastico. La vostra posizione è più tradizionalmente "purista" oppure siete favorevoli a proporvi anche per una potenziale clientela con interessi del genere ?
R: Non siamo per il purismo ad oltranza! Qualsiasi idea, purché realizzabile, è ben accetta. Ovviamente, pur rispettando l'idea che un costume sia "fantastico", cerchiamo però di attenerci per quanto possibile a modelli storici, non solo per una questione di buon gusto, ma anche per l'effettiva comodità di chi lo deve indossare .

D: Più in generale, cosa ne pensate delle ambientazioni e delle ricostruzioni di fantasia ?
R: Benissimo! E' un modo di avvicinare giovani e meno giovani sviluppando anche la fantasia, che altrimenti viene tenuta segregata dall'ambiente quotidiano e dalla nostra società.


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