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Intervista a Ivan Cavini

di Anacarnil Di Laurelindórenan e Gianluca Comastri

Ci siamo fatti raccontare da Ivan Cavini in persona la storia della sua attività di illustratore e di com'è arrivato a realizzare la mostra Tolkien Expo.

D: Ad un certo punto hai capito che il disegno era uno dei tuoi mezzi di espressione più efficaci. Come è avvenuto?
R: La mia passione per il disegno si intravede subito all'età di quattro anni. Ne sanno qualcosa i proprietari di automobili: avevo talmente voglia di dimostrare il mio estro che niente mi fermava e allora, a volte, con i chiodi mi divertivo a disegnare sulle carrozzerie delle automobili. Non per niente nel quartiere mi avevano soprannominato "Ivan il Terribile"!

D: Quando e come hai capito che era "giunto il momento" di rendere pubbliche le tue illustrazioni, di tramutare cioè una passione personale in un vero e proprio mezzo per comunicare e per esprimerti ad ampio spettro?
R
: Non ha senso disegnare e tenere poi le proprie opere nel cassetto. Se si vuole tramutare un hobby in una professione bisogna avere il coraggio di proporsi sul mercato e accettare le critiche. Ho frequentato la scuola dell'Arte di Faenza e l'Istituto grafico Pubblicitario di Bologna. Negli anni seguenti ho seguito alcuni corsi di fumetto e scenografia presso scuole private, ma l'unica scuola che mi ha preparato al lavoro è stato il lavoro stesso. Ho girato alcuni anni con la cartella sotto braccio tra Modena, Bologna e Milano per elemosinare lavoro presso le case editrici, ma pagavano pochissimo e mi sono reso conto che prima sarei dovuto diventare un nome conosciuto.

D: Come è poi maturata la tua formazione artistica?
R: Collaborando con Walt Disney, RaiSat, studi scenografici, case editrici e buttandomi in progetti di vario genere. Realizzavo illustrazioni di pochi centimetri per figurine e scenografie per trasmissioni televisive di 7 metri per 3. Ho imparato a disegnare in digitale nel momento in cui mi è stato chiesto di farlo.

D: Che cosa principalmente ti ha colpito dei miti e delle narrazioni di Tolkien, e in che modo questo ciclo narrativo ha influenzato la tua opera?
R: Illustrazione, letteratura, cinema, fumetto, scultura, film d'animazione, siti web e molto altro è stato realizzato da artisti o semplici appassionati per illustrare ed approfondire il romanzo di John Ronald Reuel Tolkien. Se uno scrittore, fra i maggiori studiosi al mondo di letteratura anglosassone medievale, riesce a coinvolgere tanti stili espressionistici e tante culture diverse, significa che nei suoi libri parla di ciò che l'umanità affronta quotidianamente: valore e codardia, amicizia e odio, lealtà e inganno, caduta e riscatto. Leggenda o poema cavalleresco, il romanzo di Tolkien racchiude quegli elementi e quelle atmosfere che riescono ad ispirare un'intera generazione di artisti ed a coinvolgere il grande pubblico. Collaborare alla creazione della mostra internazionale “Immagini dalla Terra di Mezzo”, mi ha dato la possibilità di conoscere e approfondire molti aspetti del romanzo, e darne una mia personale interpretazione.

D: Quando è nata e come è maturata l'idea del Tolkien Expo?
R: L'idea è dei fratelli Davide e Andrea Martini, io mi sono aggregato in un secondo tempo. Si voleva creare una mostra che avvicinasse all'arte figurativa il grande pubblico, quello che non è mai entrato in un museo, bambini compresi. L'importanza del tema era fondamentale. C'era un grande interesse per il fantasy, noi eravamo tutti entusiasti de "Il Signore degli Anelli" e di lì a poco sarebbe uscito l'omonimo film di Peter Jackson.

D: Un tuo bilancio personale del Tolkien Expo, anche al di là dei numeri che ne hanno decretato un indiscutibile successo?
R: E' stata un'esperienza indimenticabile: ho incontrato i più importanti illustratori fantasy del mondo, ho fatto conoscere le mie opere a migliaia di persone, ho viaggiato molto e mi sono divertito... cosa potrei chiedere di più?

D: Dicevi però che non sono state solo rose e fiori, ma che purtroppo qualche spina si è fatta sentire. Quali sono state le difficoltà organizzative principali?
R: La risposta degli illustratori è stata eccezionale e inaspettata, quindi a livello di "ideazione e creazione" della mostra non ci sono stati grossi problemi, ma quando si propone un evento artistico che ruota attorno all'epopea cavalleresca di Tolkien, qualche amministratore obietta che fa parte della letteratura mitologica anglosassone, e quindi, non appropriato alla cultura locale. Ma anche quando si trovano delle collaborazioni promettenti, a volte, agli impegni presi non seguono i fatti.

D: Quindi, Imola segna la fine di questa bella avventura o possiamo lasciare una piccola speranza al popolo degli appassionati?
R: Io sarei disponibile a nuove avventure, ma ci siamo resi conto che l'impegno che la mostra richiede è diventato insostenibile. La cosa incredibile è che abbiamo raccolto decine di migliaia di visitatori, centinaia di pagine di rassegna stampa, e dobbiamo chiudere. Dovrebbe diventare un lavoro a tempo pieno, ma i conti non tornano.

D: Per finire, quali saranno i tuoi progetti per il domani, a livello generale?
R: Ho appena realizzato le bozze per un fumetto fantasy in collaborazione con lo Studio Mistral, ma il progetto al quale sto puntando maggiormente è un libro di illustrazioni monografico (62 pagine) sul mondo dell'illustrazione e dell'animazione, indirizzato ad un pubblico giovane con la passione per il disegno e per le varie espressioni d'arte figurativa e di comunicazione. Lo scopo principale del libro sarà quello di scoprire le tecniche di realizzazione di illustrazione e animazione ma anche di fumetto e scenografia, con un'attenzione particolare all'atteggiamento necessario per acquisire professionalità. Ci saranno immagini fantasy e immagini naturalistiche, oltre a commenti, bozzetti ed un glossario tecnico per familiarizzare con i termini usati dai professionisti. I testi saranno brevi e informali, non sarà didattico ma divulgativo delle mie esperienze. L'introduzione al libro è di Angelo Montanini, illustratore di nota fama e Docente di figura e rendering presso l' IED di Milano. Il filo conduttore del libro sarà nascosto nel titolo: “La Penna e la Spada” ovvero: “La Delicatezza del dettaglio e l'Incisività del colore”, “La Preparazione del lavoro e l'Espressività istintiva” oppure: la Natura e il Fantasy, la Diplomazia e la Guerra, la Poesia e l'Onore, la Carezza e il Dolore… Due aspetti contrapposti nella vita e nell'arte che, uniti, rafforzano l'uomo e i suoi talenti. In questi giorni sto ultimando le bozze del libro che presenterò ad alcuni editori, sperando di destare interesse e riuscire a realizzare una buona pubblicazione.




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