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Eventi, emozioni, curiosità: la Fiera dell'immaginario e del fantastico

Quale miglior modo di divulgare l'immaginario e il fantastico, se non quello di renderli concreti, vivibili, reali? Ecco che dunque la Compagnia dell'Anello della Contea di Gorizia indice un primo, grande raduno dedicato a chi opera nel mondo del fantastico con passione, originalità, creatività ed ingegno.
EpicaMente (in Rete all'indirizzo http://www.epicamente.net/) è un luogo d'incontro, non solo virtuale, tra appassionati e creativi "del settore" per dare visibilità alla loro opera, consentire scambi di esperienze, allargare i reciproci orizzonti.

L'evento è in programma a Gorizia, nella splendida cornice del Castello, da giovedi 8 a domenica 11 dicembre 2005, giorni in cui la corte ospiterà l'immaginario ed il Fantastico: Harry Potter, Narnia, Il Signore degli Anelli, la Fantascienza... insieme giovani talenti e professionisti, studiosi ed appassionati per vivere emozionanti giornate di arte, musica, divertimento, cultura e curiosità. In un vero castello, in una Contea millenaria, sarà offerta l'occasione di incontrare autori ed artisti, discutere e confrontarsi sui grandi temi della letteratura del fantastico .

Il programma, consultabile sul sito e in perenne ridefinizione causa l'aggiungersi o il confermarsi di ospiti e attrattive (come sempre avviene in questi casi, ne sappiamo qualcosa noi...) prevede la presenza di stand di associazioni culturali e ditte, spazi di creatività libera per artisti, giochi di ruolo, eventi musicali e teatrali.

Direttore artistico della manifestazione un volto notissimo anche su queste lande, vale a dire Paolo Gulisano - il quale firma anche un trafiletto in cui analizza, con la sua solita competenza e cognizione di causa, il senso del costante ricorso al mito e alla leggenda dell'uomo: «la letteratura dell'immaginario può essere lo specchio dei gusti, degli umori e addirittura della condizione psicologica dell'epoca moderna, esprimendo i dubbi, le paure, le domande insoddisfatte, le esigenze profonde dell'animo umano.
I miti, i simboli, le leggende e le tradizioni ci rivelano noi stessi, e il mito e il simbolismo medievale di Artù forse più di ogni altro.
Al centro di tutto il Medio Evo c'era il simbolo: la vita dell'uomo medievale era inscritta in un universo simbolico, dove ogni forma del pensiero, artistica, mistica, teologica, si basava su di esso. L'esperienza quotidiana era esperienza spirituale, nutrita dai simboli che la provocavano, la animavano, le conferivano un valore profondo. L'abilità narrativa e la fervida immaginazione di chi scolpiva le cattedrali gotiche, con i suoi mostri e le sue creature fantastiche, o di chi scriveva la storia della Cerca del Santo Graal o le peripezie di un Re e della sua spada incantata adoperavano il linguaggio del simbolo, che trasfigurava la realtà stessa, ed è stato capace di mantenere la sua intensità e il suo valore, trascorrendo, inattaccabile, il tempo e la storia» (all'indirizzo http://www.epicamente.net/fascinodellepica.htmè consultabile l'articolo completo, di cui si ringrazia per la gentile concessione parziale).

La grafica del sito ricalca quella consueta cui Roberto Amadi e Barbara Paoletti sono avvezzi (vedi la recensione relativa a "Per la Contea") e riporta anche una serie di riferimenti ad artigiani, autori e creatori di oggettistica in tema.

Indice
La recensione
 
 
 
           
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