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La (non così) nascosta arte

Di Matteo "Erumer" Tognela

In ogni realizzazione cinematografica vengono coinvolte svariate persone; gli unici tuttavia ad essere comunemente ricordati sono quelli a cui associamo un volto perché direttamente presenti sulle scene. Gli attori insomma. Tra quelli “nascosti”, i protagonisti del dietro le quinte, al massimo il regista.
Questo per un pubblico “generico”; appassionati di colonne sonore, ad esempio, si interesseranno pure del compositore, e così via.

Avviciniamoci al nostro ambito, quello tolkieniano: di quell'imponente lavoro cinematografico che è la trilogia de Il Signore degli Anelli avremo chiari e presenti i nomi degli attori, di Peter Jackson... ma essendo un pubblico un po' più attento e particolare, sapremo anche della fondamentale presenza dietro le scene di artisti del calibro di John Howe ed Alan Lee.

Ciò che mi ha stupito, anche per il fatto di essere personalmente interessato a calligrafia tradizionale e legata alla Terra di Mezzo, è stato scoprire solo di recente l'origine dei lavori che tanto avevo ammirato nei film... quali?

Ogni scritta! ogni singolo carattere, dal cartello “no admittance” fuori da Bag End prima della festa, al libro di Mazarbul... alle cartine! quelle splendide mappe riprodotte nei poster che spesso si trovano nelle case dei tolkieniani... ai menu nei DVD! ...alla scritta dell'anello!

E' tutta opera dell'artista neozelandese Daniel Reeve (vedasi la recensione).

L'inserimento di opere calligrafiche, librarie, scrittorie in genere all'interno dei film assume un significato profondo e suggestivo: pensate a come sia stato un libro, uno di quei silenti oggetti che riposano sui nostri scaffali, a mettere in moto, a generare a produrre i film, le associazioni, le web community... mette i brividi riflettere sul potere, sull'energia sprigionata da un libro, che in un certo senso “usa” gli uomini per oggettivare ciò che contiene, per tessere fila tra le trame del mondo reale. Libri (altri da quelli di Tolkien) che non dimentichiamo han fatto combattere guerre, condannare, esaltare, guidato rivoluzioni, ucciso, reso martiri.

Ed ora, un'occasione cinematografica porta un artista a generare nuovo materiale cartaceo, libri, pergamene... dei legittimi “figli” del libro da cui tutto è partito. Da ricordi di biologia: tra le caratteristiche fondamentali richieste per l'attribuzione del titolo di “essere vivente”, c'è proprio questa, di riproduzione ed istinto alla continuazione della specie. Suggestivo, se non inquietante.

È inoltre questa una riaffermazione dell'arte della carta nell'epoca del digitale, del manoscritto nell'era del computer... ma inserito nel digitale e con l'ausilio del computer stesso. Si è operata una sintesi ed una dimostrazione di possibilità di coesistenza tra tecniche antiche e nuove che fa bene sperare per una società che nella sua evoluzione non dimentichi la bellezza di ciò che ha ereditato dal passato.

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