HOBBITON 11
SAN DANIELE
3-4-5 Settembre 2004


Hevensday, 24 Taglieraio Calendario della Contea
tolkienil signore degli anelliassociazione tolkienianahobbit

 

Dall'intervento di "Legolas Greenleaf ", dei Giardinieri del Colle di Bologna, intervento inviato alla mailing list dei Listari, riceviamo e volentieri ripubblichiamo nel nostro speciale questo divertentissimo resoconto della Festa a lungo attesa. Per le risposte e la prosecuzione della discussione vi rimandiamo alla citata mailing list e al newsgroup de IFeSTosi. Buona lettura... e grazie all'autrice per questo simpaticissimo contributo.

Prosciubbiton 2 - La vendetta

Ciao a tutti i LIstari!

Posto finalmente il resoconto della mia Hobbiton 11, che per maggiormente funestarvi comparirà sia sulla ML che sul NG.

Dunque, veniamo a cominciare:

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La mia hobbiton comincia giovedì mattina. Viaggio in treno fino a Bologna per raggiugere la mitica "mamma giardiniera" Athelas, che mi scarrozzerà in auto per il resto del tragitto. In stazione incontro anche la terza componente della macchinata dell'andata, Alessandra (aiuto, il nick?!?) giunta da San Benedetto del Tronto con un treno dalla partenza antelucana. Sconcertata dall'ennesima "bazza" di Athelas (che oltre ad organizzare i raduni negli hotel chic di Bologna riesce a parcheggiare l'auto DENTRO alla stazione) mi accingo alle 3 ore e qualcosa di viaggio.

Giungiamo in quel di San Daniele nel primo pomeriggio, e in zona Hobbiton ci sono solo gli elettricisti (disse Mordor: "Mi raccomando, ragazzi, arrivate presto che c'è un sacco da fare..." mah!), quindi decidiamo di prendere un caffè (per Alessandra un "thè verde" che si rivela inopinatamente essere infuso di menta). Incontriamo per prima la famiglia dei Soffiatromba di Firenze, raminghi in cerca di lavoro da fare, e mi comunicano la ferale notizia: per la prima notte non c'è la palestra per dormire.

Finalmente si materializza Renzo e cominciamo a spostare tavoli e banchetti per organizzare la disposizione degli stand: Renzo e Athelas che si sbracciano simil direttori d'orchestra, noi che portiamo panche e tavoli con la stessa compostezza di uno squadrone di orchetti ubriachi.
Io e Lorenzo, uno dei Soffiatromba, stiamo gia progettando di spianare un paio di tavoli e dormire lì sopra, ma la soluzione al problema palestra arriva più tardi da Beleg: io finisco in una splendida singola prevista non ho capito per chi, Lorenzo dorme in tenda. C'è chi può e chi non può... :-)

Entro sera arrivano legioni di volontari Uruk-hai (si sospetta che Fabio-Mordor li abbia forgiati nelle cantine dei prosciuttifici di San Daniele...) ma continuano a mancare i gazebo, quindi si cazzeggia
amabilmente fino all'ora di cena. A cena, tavolata di 40 persone da"Scarpan", ordino tagliolini al prosciutto e per secondo prosciutto e melone. Sto per chiedere un caffè al prosciutto ma mi fermo appena in tempo.
Al termine, stando bene attenta a non grugnire troppo, salgo sulla macchina del PPP (Paolo Paron Presidentissimo) e giungiamo all'albergo dopo aver sbagliato strada "solo" 3 volte.

Il mattino seguente sono arrivati i gazebo: due arnesi alti come la torre di Orthanc da sistemare sotto i malcapitati alberi del parchetto. C'è chi propone di risolvere il problema con una sega circolare ma sarebbe poco tolkieniano. Io mi dò alla macchia con la scusa di salutare un amico di Udine e al mio ritorno è tutto perfettamente sistemato.
Athelas deve avere qualche potere magico...

Cominciano ad arrivare volti noti. Beorn subisce suo malgrado un saluto rumoroso (al grido "Orsacchiotto!" gli sono saltata al collo in mezzo a decine di persone), ma i bolognesi si fanno desiderare fino a sera, quando in lontananza vedo giungere Eglauriel con lo stendardo dei Giardinieri del Colle (è bellissimo! bellissimo! chi ha parlato di olio Sasso non ha capito la PROFONDA SIMBOLOGIA del disegno - nonché credo prenderà le botte da Gaerhauthad, la disegnatrice. Occhio che è imparentata con Shelob!).

In serata, concerto dei Myrdinn (a cui qualcuno dovrebbe spiegare che Nimrodel non è Luthien e Amroth è un re elfico e non un umano come Beren) e dei Lingalad (apprezzati la prima sera nonostante il sonno, ma sono diventati il tormentone del Salone del Fuoco - non per colpa loro, naturalmente).

Dopo il concerto mi si materializzano davanti alcuni dei Proudneck: le dolci dame (!) Hirilaelin e Luinel e i prodi cavalieri (?) Thildur e Bard.
Tra una chiacchiera e l'altra si fa tardi, li saluto appena in tempo per non mettermi a ballare il Time warp con arco e frecce e mi dirigo verso l'hotel palestra.

Sabato mattina non posso più sottrarmi al mio dovere: dopo una sostanziosa colazione hobbit mi dirigo a capo chino verso il banchetto dei libri pronta ad essere asservita ai voleri dell'inflessibile
Athelas. Passo la mattinata dietro al suddetto banchetto tentando di vendere edizioni deluxe illustrate a chi mi chiede di sfogliare "lo Hobbit a fumetti" (sempre illustrazioni sono, suvvia!) mentre continuano a comparire volti noti della ML e del NG. Uno per tutti (perché parla per 200) il mitico Mandos con l'immancabile maglietta Jackson-buster.

All'ora di pranzo ci sediamo di nuovo da "Scarpan" per il pranzo dei salumier... ehm, pardon, Giardinieri del colle. Acchiappiamo l'ultimo tavolo libero all'interno, ed è un bene perché poco dopo un tuono fa tremare stoviglie, bicchieri e le innumeri bottiglie di grappa schierate sul bancone (con il rischio di un incidente etilico che avrebbe ubriacato tutta San Daniele). La pioggia dura circa 15 secondi, giusto il tempo per allagare il mio arco che giaceva allo scoperto e credo anche qualcuno dei pranzanti negli ameni tavoli all'aperto. Durante il pranzo si segnala Eisenturm, che per tenere fede alla sua fama (vedi resoconto del pranzo giardiniero di qualche mese fa) spazzola, oltre al suo, metà del primo di Athelas e altrettanto di Eglauriel. Tentando disperatamente di competere con cotale titano, io finisco il tortino ai mirtilli di Alessandra.

In piena digestione, mi avvio ad assistere alla presentazione del libro"Il padre oscuro" scritto dal nostro LIstaro Thildur, ma appena giunta nella sala conferenze mi vedo venire incontro il suddetto Thildur con l'aria ispirata che declama: "Oh, elfo dal piede leggero che hai attraversato correndo le pianure di Rohan per giungere in soccorso degli amici dalla Contea, e che all'occorrenza riesci a scendere una rampa di scale con lo skateboard... vai subito a prendere una copia del libro che qui siamo senza". Come si fa a dire di no? Lancio l'arco a Beorn e mi avvio in corsa con la faretra che saltella al mio fianco e il pranzo che saltella nello stomaco e riesco ad arrivare appena in tempo, mentre mi rendo conto che, se l'abito non fa il monaco, nemmeno il nick in questi casi serve a molto. Riprendo fiato durante la presentazione (peraltro interessantissima, non vedo l'ora di leggere il libro) e sto ancora respirando a fatica durante la conferenza di Pat e Trevor della English
Tolkien Society. Seguono le conferenze del rappresentante belga e di quello francese, a metà della quale ho ripreso fiato e mi avvio di nuovo verso gli stand.

Quivi, nel loco dove più tardi si terrà il Salone del Fuoco, è in corso un torneo di spada cortese. Vorrei proporre una gara di tiro con l'arco, più consona alle mia capacità, ma a meno di infilzare qualcuno non trovo bersagli a portata di mano. Per ovviare propongo una gara di "frecce in equilibrio" - vedi foto alla pagina http://www.gest.unipd.it/~jake/hobbiton2004/ma la proposta riscuote scarso successo.

Nel frattempo si prepara la sfilata, e in quanto Araldo dei Giardinieri (nonché unica Guardia Armata, Stalliere e Sturalavandini Reale - sapete, siamo in pochi, si fa tutto in famiglia) devo portare lo stendardo.
Legioni di elfi, uomini e nani senza stendardo si assiepano dietro al nostro vessillo, ma per poter essere Giardinieri anche solo per un'ora bisogna dare prova di bolognesità: gli aspiranti Giardinieri dovranno pronunciare correttamente e tutti in coro la parola "Sòcmel" (se non sapete cosa significa chiedetelo a loro - gliel'abbiamo detto solo dopo).

A proposito di costumi: palma d'oro dei personaggi inquietanti va all'Uomo lupo e soprattutto al Mago Zurlì: http://faggiorosso.auroraproject.net/hobbiton11/slides/HPIM0631.html che il microfono rivela essere un intervistatore. Credeva di mimetizzarsi? Nella foto, Bard risponde alle domande di questo losco figuro. Mi sai mica dire che voleva?

Giunge la sera e iniziano gli spettacoli. Mi ritrovo insieme a Lug a tentare di vedere la prima delle messe in scena organizzate dagli armati, ma l'impresa è assai ardua - sapete, noi elfi alti... :-(((
Il fosso di Helm me lo sono praticamente perso, riuscendo in compenso ad assistere alle avventure dell'Ignudo Orchetto Tedoforo: prima non riesce ad accendere la torcia, poi rompe quella che gli hanno portato, poi sparge liquido forse infiammabile in mezzo ai piedi del pubblico, poi finalmente armato di fiaccola si sente dire che non è ancora il suo turno.
Quello che non mi è sfuggito per niente è il concerto: già, ero una di quel centinaio di sciamannati che saltavano davanti al palco anche quando la canzone non era di quelle ballabili e impediva a quelli seduti per terra di vedere qualcosa. Ma è stato davvero bellissimo, e ne approfitto per ringraziare Isa, che è stata la prima a saltare in piedi, ed Ered Luin, che è riuscito a far ballare danze quasi irlandesi ad un sacco di gente che non sapeva nemmeno da che parte cominciare. Una nota di colore: ho ballato circa 15 secondi con il FeSToso Bubbo e mi sono sentita sugli autoscontri - abbiamo travolto ballerini, pubblico e anche il palco, ma quella volta ha vinto lui...

Torno dal concerto con l'aria di una appena uscita dalla doccia ma l'odore di una appena uscita da un letamaio e tento di riprendere fiato per leggere durante il Salone del Fuoco. Quest'anno sembrava davvero una cosa seria, con una scenografia stupenda e un braciere che per i primi 10 minuti non ha fatto troppo fumo. Nascosto nell'ombra stava il Nano Nudo (per la storia di tale nome chiedete a Beleg) e relativi alcuniparentichenonmiricordo, da ringraziare per la scena e per le splendide letture finali. Si segnalano inoltre (ma se ne è già ampiamente parlato) i due orchetti dialettali - cui spero seguirà ampliamento della geniale idea - e i corsari a Umbàr. Infine, last but
not least, il "grande capo Ghan-Buri-Ghan", di cui sto ancora aspettando il poster con autografo.

Al Salone del Fuoco segue il più godereccio Salone dell'Alcool, prolungamento della serata dai risvolti a tratti inquietanti (a un certo punto abbiamo sentito dolce musica di flauti scendere dalla collina lungo il sentiero - i Myrddin che tornavano verso casa o troppo vino speziato?!?). Chiacchiere e bevute si prolungano fino alle 5.30 del mattino, quando Zorronel l'araldo ubriaco decide che forse è il caso di andare a dormire per essere in grado di dire almeno il proprio nome alla conferenza del mattino seguente. Io, Elendil, Ered Luin, Karis e Glorfindel ci rechiamo barcollanti verso l'hotel palestra.

Il mattino seguente, il fuoco incrociato del russare di Elendil ed Ered mi sveglia alle 8. Una doccia gelata mi sveglia ancor di più. Dopo la prima e la seconda colazione sono pronta per affrontare una mattinata dietro al banchetto dei libri (pensate, Athelas mi ha affidato anche la cassa!!!). Riesco a vendere un'edizione deluxe e mi autoproclamo "Re dei venditori flet a flet di Bosco Atro".

Quando riesco a schiodarmi dal banchetto dei libri (Athelas: "vado a fare un giretto e torno subito!" - mai fidarsi!) è già la fine della mia hobbiton: riesco appena a fare in tempo a salutare qualcuno che è ora di partire, questa volta sul bolide di Frodo della famiglia dei Gaffieri. Viste le scarse ore di sonno mi addormento come un ciocco e sogno una chilometrica fila di uomini a cavallo alla barriera di Mestre.

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Alfin son giunta a casa. E' ora di salutare gli amici vecchi e nuovi incontrati durante la festa più bella dell'anno. Butto in lavatrice mantello, arco e frecce (?!?) e mi preparo alla lunga attesa del momento in cui potrò dire di nuovo "Mae govannen, mellyn!"

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Namarie,
Legolas Greenleaf
"A volte ritornano"

 

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