Dall'intervento di "Legolas Greenleaf ", dei Giardinieri del Colle di Bologna, intervento inviato alla mailing list dei Listari, riceviamo e volentieri ripubblichiamo nel nostro speciale questo divertentissimo resoconto della Festa a lungo attesa. Per le risposte e la prosecuzione della discussione vi rimandiamo alla citata mailing list e al newsgroup de IFeSTosi. Buona lettura... e grazie all'autrice per questo simpaticissimo contributo.
Prosciubbiton 2 - La vendetta
Ciao a tutti i LIstari!
Posto finalmente il resoconto della mia Hobbiton 11, che per maggiormente
funestarvi comparirà sia sulla ML che sul NG.
Dunque, veniamo a cominciare:
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La mia hobbiton comincia giovedì mattina. Viaggio in treno fino a
Bologna per raggiugere la mitica "mamma giardiniera" Athelas, che mi
scarrozzerà in auto per il resto del tragitto. In stazione incontro
anche la terza componente della macchinata dell'andata, Alessandra
(aiuto, il nick?!?) giunta da San Benedetto del Tronto con un treno
dalla partenza antelucana. Sconcertata dall'ennesima "bazza" di Athelas
(che oltre ad organizzare i raduni negli hotel chic di Bologna riesce a
parcheggiare l'auto DENTRO alla stazione) mi accingo alle 3 ore e
qualcosa di viaggio.
Giungiamo in quel di San Daniele nel primo pomeriggio, e in zona
Hobbiton ci sono solo gli elettricisti (disse Mordor: "Mi raccomando,
ragazzi, arrivate presto che c'è un sacco da fare..." mah!), quindi
decidiamo di prendere un caffè (per Alessandra un "thè verde" che si
rivela
inopinatamente essere infuso di menta). Incontriamo per prima la
famiglia dei Soffiatromba di Firenze, raminghi in cerca di lavoro da
fare, e mi comunicano la ferale notizia: per la prima notte non c'è la
palestra per dormire.
Finalmente si materializza Renzo e cominciamo a spostare tavoli e
banchetti per organizzare la disposizione degli stand: Renzo
e Athelas che si sbracciano simil direttori d'orchestra, noi che
portiamo panche e tavoli con la stessa compostezza di uno squadrone di
orchetti ubriachi.
Io e Lorenzo, uno dei Soffiatromba, stiamo gia progettando di spianare
un paio di tavoli e dormire lì sopra, ma la soluzione al problema
palestra arriva più tardi da Beleg: io finisco in una splendida singola
prevista non ho capito per chi, Lorenzo dorme in tenda. C'è chi può e
chi non può... :-)
Entro sera arrivano legioni di volontari Uruk-hai (si sospetta che
Fabio-Mordor li abbia forgiati nelle cantine dei prosciuttifici di San
Daniele...) ma continuano a mancare i gazebo, quindi si cazzeggia
amabilmente fino all'ora di cena. A cena, tavolata di 40 persone da"Scarpan", ordino tagliolini al prosciutto e per secondo prosciutto e
melone. Sto per chiedere un caffè al prosciutto ma mi fermo appena in
tempo.
Al termine, stando bene attenta a non grugnire troppo, salgo
sulla macchina del PPP (Paolo Paron Presidentissimo) e giungiamo
all'albergo dopo aver sbagliato strada "solo" 3 volte.
Il mattino seguente sono arrivati i gazebo: due arnesi alti come la
torre di Orthanc da sistemare sotto i malcapitati alberi del parchetto.
C'è chi propone di risolvere il problema con una sega circolare ma
sarebbe poco tolkieniano. Io mi dò alla macchia con la scusa di salutare
un amico di Udine e al mio ritorno è tutto perfettamente sistemato.
Athelas deve avere qualche potere magico...
Cominciano ad arrivare volti noti. Beorn subisce suo malgrado un saluto
rumoroso (al grido "Orsacchiotto!" gli sono saltata al collo in mezzo a
decine di persone), ma i bolognesi si fanno desiderare fino a sera,
quando in lontananza vedo giungere Eglauriel con lo stendardo dei
Giardinieri del Colle (è bellissimo! bellissimo! chi ha parlato di olio
Sasso non ha capito la PROFONDA SIMBOLOGIA del disegno - nonché credo
prenderà le botte da Gaerhauthad, la disegnatrice. Occhio che è
imparentata con Shelob!).
In serata, concerto dei Myrdinn (a cui qualcuno dovrebbe spiegare che
Nimrodel non è Luthien e Amroth è un re elfico e non un umano come
Beren) e dei Lingalad (apprezzati la prima sera nonostante il sonno, ma
sono diventati il tormentone del Salone del Fuoco - non per colpa loro,
naturalmente).
Dopo il concerto mi si materializzano davanti alcuni dei Proudneck: le
dolci dame (!) Hirilaelin e Luinel e i prodi cavalieri (?) Thildur e
Bard.
Tra una chiacchiera e l'altra si fa tardi, li saluto appena in tempo
per non mettermi a ballare il Time warp con arco e frecce e mi dirigo
verso l'hotel palestra.
Sabato mattina non posso più sottrarmi al mio dovere: dopo una
sostanziosa colazione hobbit mi dirigo a capo chino verso il banchetto
dei libri pronta ad essere asservita ai voleri dell'inflessibile
Athelas. Passo la mattinata dietro al suddetto banchetto tentando di
vendere edizioni deluxe illustrate a chi mi chiede di sfogliare "lo
Hobbit a fumetti" (sempre illustrazioni sono, suvvia!) mentre continuano
a comparire volti noti della ML e del NG. Uno per tutti (perché parla
per 200) il mitico Mandos con l'immancabile maglietta Jackson-buster.
All'ora di pranzo ci sediamo di nuovo da "Scarpan" per il pranzo dei
salumier... ehm, pardon, Giardinieri del colle. Acchiappiamo l'ultimo
tavolo libero all'interno, ed è un bene perché poco dopo un tuono fa
tremare stoviglie, bicchieri e le innumeri bottiglie di grappa schierate
sul bancone (con il rischio di un incidente etilico che avrebbe
ubriacato tutta San Daniele). La pioggia dura circa 15 secondi, giusto
il tempo per allagare il mio arco che giaceva allo scoperto e credo anche
qualcuno dei pranzanti negli ameni tavoli all'aperto. Durante il pranzo si
segnala Eisenturm, che per tenere fede alla sua fama (vedi resoconto del
pranzo giardiniero di qualche mese fa) spazzola, oltre al suo, metà del
primo di Athelas e altrettanto di Eglauriel. Tentando disperatamente di
competere con cotale titano, io finisco il tortino ai mirtilli di
Alessandra.
In piena digestione, mi avvio ad assistere alla presentazione del libro"Il padre oscuro" scritto dal nostro LIstaro Thildur, ma appena giunta
nella sala conferenze mi vedo venire incontro il suddetto Thildur con
l'aria ispirata che declama: "Oh, elfo dal piede leggero che hai
attraversato correndo le pianure di Rohan per giungere in soccorso degli
amici dalla Contea, e che all'occorrenza riesci a scendere una rampa di
scale con lo skateboard... vai subito a prendere una copia del libro che
qui siamo senza". Come si fa a dire di no? Lancio l'arco a Beorn e mi
avvio in corsa con la faretra che saltella al mio fianco e il pranzo che
saltella nello stomaco e riesco ad arrivare appena in tempo, mentre mi
rendo conto che, se l'abito non fa il monaco, nemmeno il nick in questi
casi serve a molto. Riprendo fiato durante la presentazione (peraltro
interessantissima, non vedo l'ora di leggere il libro) e sto ancora
respirando a fatica durante la conferenza di Pat e Trevor della English
Tolkien Society. Seguono le conferenze del rappresentante belga e di
quello francese, a metà della quale ho ripreso fiato e mi avvio di nuovo
verso gli stand.
Quivi, nel loco dove più tardi si terrà il Salone del Fuoco, è in corso
un torneo di spada cortese. Vorrei proporre una gara di tiro con l'arco,
più consona alle mia capacità, ma a meno di infilzare qualcuno non trovo
bersagli a portata di mano. Per ovviare propongo una gara di "frecce in
equilibrio" - vedi foto alla pagina
http://www.gest.unipd.it/~jake/hobbiton2004/ma la proposta riscuote scarso successo.
Nel frattempo si prepara la sfilata, e in quanto Araldo dei Giardinieri
(nonché unica Guardia Armata, Stalliere e Sturalavandini Reale - sapete,
siamo in pochi, si fa tutto in famiglia) devo portare lo stendardo.
Legioni di elfi, uomini e nani senza stendardo si assiepano dietro al
nostro vessillo, ma per poter essere Giardinieri anche solo per un'ora
bisogna dare prova di bolognesità: gli aspiranti Giardinieri dovranno
pronunciare correttamente e tutti in coro la parola "Sòcmel" (se non
sapete cosa significa chiedetelo a loro - gliel'abbiamo detto solo
dopo).
A proposito di costumi: palma d'oro dei personaggi inquietanti va
all'Uomo lupo e soprattutto al Mago Zurlì:
http://faggiorosso.auroraproject.net/hobbiton11/slides/HPIM0631.html che il microfono rivela essere un intervistatore. Credeva di
mimetizzarsi? Nella foto, Bard risponde alle domande di questo losco
figuro. Mi sai mica dire che voleva?
Giunge la sera e iniziano gli spettacoli. Mi ritrovo insieme a Lug a
tentare di vedere la prima delle messe in scena organizzate dagli
armati, ma l'impresa è assai ardua - sapete, noi elfi alti... :-(((
Il fosso di Helm me lo sono praticamente perso, riuscendo in compenso ad
assistere alle avventure dell'Ignudo Orchetto Tedoforo: prima non riesce
ad accendere la torcia, poi rompe quella che gli hanno portato, poi
sparge liquido forse infiammabile in mezzo ai piedi del pubblico, poi
finalmente armato di fiaccola si sente dire che non è ancora il suo
turno.
Quello che non mi è sfuggito per niente è il concerto: già, ero una di
quel centinaio di sciamannati che saltavano davanti al palco anche
quando la canzone non era di quelle ballabili e impediva a quelli seduti
per terra di vedere qualcosa. Ma è stato davvero bellissimo, e ne
approfitto per ringraziare Isa, che è stata la prima a saltare in piedi,
ed Ered Luin, che è riuscito a far ballare danze quasi irlandesi ad un
sacco di gente che non sapeva nemmeno da che parte cominciare. Una nota
di colore: ho ballato circa 15 secondi con il FeSToso Bubbo e mi sono
sentita sugli autoscontri - abbiamo travolto ballerini, pubblico e anche
il palco, ma quella volta ha vinto lui...
Torno dal concerto con l'aria di una appena uscita dalla doccia ma
l'odore di una appena uscita da un letamaio e tento di riprendere fiato
per leggere durante il Salone del Fuoco. Quest'anno sembrava davvero una
cosa seria, con una scenografia stupenda e un braciere che per i primi
10 minuti non ha fatto troppo fumo. Nascosto nell'ombra stava il Nano
Nudo (per la storia di tale nome chiedete a Beleg) e relativi
alcuniparentichenonmiricordo, da ringraziare per la scena e per le
splendide letture finali. Si segnalano inoltre (ma se ne è già
ampiamente parlato) i due orchetti dialettali - cui spero seguirà
ampliamento della geniale idea - e i corsari a Umbàr. Infine, last but
not least, il "grande capo Ghan-Buri-Ghan", di cui sto ancora aspettando
il poster con autografo.
Al Salone del Fuoco segue il più godereccio Salone dell'Alcool,
prolungamento della serata dai risvolti a tratti inquietanti (a un certo
punto abbiamo sentito dolce musica di flauti scendere dalla collina
lungo il sentiero - i Myrddin che tornavano verso casa o troppo vino
speziato?!?). Chiacchiere e bevute si prolungano fino alle 5.30 del
mattino, quando Zorronel l'araldo ubriaco decide che forse è il caso di
andare a dormire per essere in grado di dire almeno il proprio nome alla
conferenza del mattino seguente. Io, Elendil, Ered Luin, Karis e
Glorfindel ci rechiamo barcollanti verso l'hotel palestra.
Il mattino seguente, il fuoco incrociato del russare di Elendil ed Ered
mi sveglia alle 8. Una doccia gelata mi sveglia ancor di più. Dopo la
prima e la seconda colazione sono pronta per affrontare una mattinata
dietro al banchetto dei libri (pensate, Athelas mi ha affidato anche la
cassa!!!). Riesco a vendere un'edizione deluxe e mi autoproclamo "Re dei
venditori flet a flet di Bosco Atro".
Quando riesco a schiodarmi dal banchetto dei libri (Athelas: "vado a
fare un giretto e torno subito!" - mai fidarsi!) è già la fine della mia
hobbiton: riesco appena a fare in tempo a salutare qualcuno che è ora di
partire, questa volta sul bolide di Frodo della famiglia dei Gaffieri.
Viste le scarse ore di sonno mi addormento come un ciocco e sogno una
chilometrica fila di uomini a cavallo alla barriera di Mestre.
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Alfin son giunta a casa. E' ora di salutare gli amici vecchi e nuovi
incontrati durante la festa più bella dell'anno. Butto in lavatrice
mantello, arco e frecce (?!?) e mi preparo alla lunga attesa
del momento in cui potrò dire di nuovo "Mae govannen, mellyn!"
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Namarie,
Legolas Greenleaf
"A volte ritornano"