FESTIVAL TOKIENIANA 2007
BUCCINASCO
28/4-1/5/2007


Hevensday, 17 Trimoscato Calendario della Contea
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La Terra di Mezzo e la vecchia Mediolanum...


Tolkien a Milano: ovvero come incontrare un pezzo diTerra di Mezzo con Elfi, Hobbit e Nani nei paraggi del Castello Sforzesco in una giornata umida di inverno che fa tanto Oxford. Centinaia di appassionati dello scrittore inglese si sono dati appuntamento lo scorso 21 febbraio per una convention che ha avuto luogo in pieno centro del capoluogo meneghino, convocati dall’associazione Tolkieniana Net guidata da Edoardo Volpi Kellermann, pianista e compositore, autore del brano "Festa in Casa Baggins",che da venticinque anni, da quando rimase fulminato dalla lettura del Signore degli Anelli coltivava il sogno di costruire una comunità di appassionati del mondo di Tolkien. Il raduno dei fans degli Hobbit ha avuto il suo culmine nel concerto tenuto al Teatro dal Verme, che ha visto come grande protagonista il Maestro Alessandro Ferrari, direttore d’orchestra scaligero che ha diretto anche la Royal Philarmonical Orchestra.
Ferrari ha composto La Sinfonia degli anelli, un lavoro musicale di chiara ispirazione Tolkieniana, un poema sinfonico originale che si discosta dalla tradizionalità classica sia nella tematica che nella rappresentazione, con voce narrante, cantanti, flautisti elfici e bassisti orcheschi...
Ferrari non è l’unico artista italiano che si è lasciato ispirare da Tolkien: uno straordinario folksinger di nome Giuseppe Festa, milanese più noto in Canada e in Inghilterra che in Italia, ha musicato le poesie di Tolkien e le canta portandole in giro per il mondo, con la benedizione di Priscilla Tolkien, la anziana figlia dello scrittore. L’ispirazione tolkieniana è in grado di suscitare le più diverse e straordinarie produzioni, come nel caso di Luisa Vassallo, tranquilla impiegata e mamma ligure, che si è dedicata allo studio minuzioso della gastronomia tolkieniana (ebbene sì, c’è anche questa!) e ha pubblicato un libro di ricette Hobbit che ha ottenuto un prestigioso Premio internazionale, il Gourman Award. Incredibile Tolkien: a più di cinquant’anni dall’uscita del capolavoro letterario Il Signore degli Anelli e a cinque anni dalla trilogia cinematografica il fascino discreto di questo professore di Oxford, studioso di miti, cattolico a tutto tondo, non accenna a declinare, anzi. Le dimensioni del suo successo testimoniano il suo significato di maestro, in una società che di buoni maestri ne ha un disperato bisogno.
Al Teatro dal Verme c’erano diverse generazioni di lettori, dai più giovani, cresciuti con negli occhi le immagini del film, ai più anziani, quelli che leggevano Tolkien negli anni ’70 quasi di nascosto, quando l’intellighentia-snob lo bollava come un autore politicamente scorretto. Queste barriere e questi pregiudizi sono ormai crollati, e lo si può verificare nel grande mondo di Internet, dove in Italia fa da mattatore Gianluca Comastri con il suo sito www.eldalie.it, che vanta decine di migliaia di contatti, e dove nel forum vengono approfonditi tutti gli aspetti della fantastica opera tolkieniana.
Direttori d’orchestra e semplici ragazze che si cuciono da sole i loro vestiti elfici, impiegati ed ingegneri informatici, tutti accomunati dalla grande passione per questo mondo fantastico, per un autore, Tolkien, che va ormai considerato non solo uno scrittore di successo, ma anche un autentico classico.
Sono ormai numerosi gli studi usciti su di lui, dopo i lavori pionieristici di Emilia Lodigiani e Adolfo
Morganti, a cui in anni recenti si sono aggiunti il giornalista Andrea Monda e perfino il sottoscritto,
medico epidemiologo che è uscito dalle fila degli appassionati per diventare saggista e prendersi cura dei messaggi tolkieniani. Ed ecco così rivelato un Tolkien che non ti aspetti, che non è solo (anzi, non lo è per niente) l’autore di un romanzone d’evasione pieno di creature immaginarie e strane, ma colui che ha genialmente riproposto, in pieno ventesimo secolo, il genere letterario epico, ridando dignità letteraria all’antichissimo genere della narrativa dell’immaginario. Il professore di Oxford è divenuto così un maestro, un punto di riferimento esistenziale per generazioni di lettori che si sono commosse ed esaltate alla lettura delle sue pagine epiche - così
lontane dal realismo spesso squallido che ha imperato a lungo in letteratura- che narravano giustappunto di eroi, di regni perduti da restaurare,di signori del male contrapposti ad elfi, cavalieri e piccole gentili creature, pronte però ad ogni sacrificio per il trionfo del bene: gli Hobbit, personaggi peculiarmente ed assolutamente tolkieniani.
Questo è ciò che cercano gli appassionati attraverso la musica, la cucina, i siti internet legati a Tolkien: rivivere il sapore e l'odore di quel mondo, mai veramente scomparso e mai veramente esistito.
Dietro a queste storie, dietro agli hobbit e agli elfi, traspare la concezione tolkieniana della bellezza, che è segno visibile della grazia, a sua volta riflesso di una più grande Grazia. La bellezza trova la sua origine e la sua consistenza in Dio, e rende presente nelle realtà create la bellezza divina. Nella contemplazione dello spettacolo di un bosco, dei fiori, delle montagne, degli alberi tanto cari al professore di Oxford, nell’ammirazione per le cose ben fatte dei nani o degli hobbit, c’è l’amore per questa bellezza che ci può ricondurre a Dio e salvare il mondo. Questa bellezza, che come dimostra la tanta sofferenza che percorre la Terra di Mezzo, la fatica del cammino di rinuncia di Frodo, la dura condizione dell’esilio di Aragorn e la sua lotta per la giustizia e il diritto, il dramma di Beren e Luthien, che ha ispirato l’opera sinfonica di Alessandro Ferrari, non prescinde dal problema del male, è visibile e presente come grazia.
In qualche modo i ragazzi che giocano con le orecchie a punta di plastica come i frequentatori delle web communities o gli artisti che dipingono gli scenari elfici della Terra di Mezzo lo sanno, e ne hanno una grande nostalgia. Volpi Kellermann lo sa, e sorridendo sornione da appuntamento a tutti per il prossimo mega-raduno di fine aprile, a Buccinasco, alle portedi Milano, Terra di Mezzo.

[Si ringrazia Paolo Gulisano per averci fornito l'originale dell'articolo commissionatogli dal settimanale Oggi]

 

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