IL GIORNO IN CUI SGUAINAMMO LE SPADE INSIEME
Stridono le spade scintilanti...
Cozzano corpi contro corazze...
Fischiano fugaci le frecce di fuoco...
[...] di Frasiabella
(Laura Vignati)
continua su Area Amici sezione Poesie





ed auguri ai bombadilli eldalici 









Aperte da poco le prenotazioni biglietti !
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Thalasîdh
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Lo so, sono molto insistente ma: -Quindi "af" e "o" (quest'ultimo colla traduzione inglese di "about")??? -"fae" VS "faer"??? -"fn"???? - "eth" e "on"??? Attestati? Usabili nei nomi propri x connotarli femminilmente o maschilmente (es: Abbondio [significa: abbondante] = Ovrol -> Ovrolon)???????? - "ned" (in) come lo usate/usereste??? Intendo: se dovete dire "nel", cioé in+il, scrivete "ned in" o "ned [in]" (sottinteso "in" perché diventa troppo lungo) ??? - "stà" "stò"... bella questione! Come faccio a dire "stò bevendo"?? Il verbo stare non esiste, e poi è in un certo senso un modo di dire nostro, e il verbo essere è incerto (molto a mio parere)... sottintendo???? -"Come và?" un'altra espressione intraducibile... "come vivi?" andrà bene??? ...???????? scussate ancora x l'insisteza e vi sarei grato se tentaste di rispondere a tutto!!!! “Eccola là, si erge splendida alla vista e luminosa, e le sue torri trafiggono i cieli sopra il Colle di Guardia in mezzo alla pianura” - suil, Thalasîdh·e·Gil-galadrim Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 09-04-2003 18:24 | |
Walthanar
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Per "-on", "-eth" io farei come dici tu Ned, se ho spazio uso anche "i"/"in", altrimenti sottintendo, ma è una scelta "licenziata" e discutibile il verbo "stare" come lo intendi tu è un present continuous in inglese, si esprime col presente Sindarin, a quanto sembra. -W- Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 09-04-2003 19:07 | |
Thalasîdh
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Cioé "stò cacciando" -> "caccio"??? In effetti...esempio: la frase "guarda come stò imparando il Sindarin" se la mutiamo in "guarda come imparo il Sindarin" non cambia di senso... arguto! “Eccola là, si erge splendida alla vista e luminosa, e le sue torri trafiggono i cieli sopra il Colle di Guardia in mezzo alla pianura” - suil, Thalasîdh·e·Gil-galadrim Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 09-04-2003 19:13 | |
Eliadelin
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Thalasîdh il 09-04-2003 18:24 ha scritto: -Quindi "af" e "o" (quest'ultimo colla traduzione inglese di "about")??? Se devo essere sincera, af non l'ho mai sentito... O inteso come "a proposito di" invece c'è nell'ultimo dizionario di Ladavas, quindi dovrebbe essere corretto, anche se mi risulta nuovo. -"fae" VS "faer"??? Io propendo per fae, visto che è usato anche nel "Lamento per Gandalf", nella colonna sonora della Compagnia dell'Anello: [...] i fae narchannen [...] "[...] lo spirito lacerato [...]". -"fn"???? Mi sembra strano che esista questo "dittongo" (chiamiamolo così) in Sindarin, non è un suono molto elfico... Tuttavia credo di averlo trovato non ricordo dove, in una parola... Cercherò di ricordarmi! - "eth" e "on"??? Attestati? Usabili nei nomi propri x connotarli femminilmente o maschilmente (es: Abbondio [significa: abbondante] = Ovrol -> Ovrolon)???????? Attestati dove? Mi dite dove posso trovare un documento che parla delle desinenze maschili e femminili in Sindarin? Forse ce l'ho tra i milioni di folgi stampati... ![]() Comunque -eth c'è in molti nomi femminili: Haleth (non è elfico però), Hareth, ecc. anche se personalmente trovo che come desinenza femminile sia più adatta -wen, che indica "fanciulla". E' molto comune (Morwen, Arwen, Eärwen, e chi più ne ha più ne metta). -on è molto comune, quindi penso possa andare bene. (Tra l'altro, per il maschile di Tindomerel avevo proposto a Firiel Tindomion, anche se è Quenya). - "ned" (in) come lo usate/usereste??? Intendo: se dovete dire "nel", cioé in+il, scrivete "ned in" o "ned [in]" (sottinteso "in" perché diventa troppo lungo) ??? Nell'ultimo dizionario di Ladavas, ned è tradotto come "in" soltanto; però nel dizionario precedente, era tradotto anche come "nel", quindi "in+il". Io personalmente preferisco pensarlo come "nel", senza aggiungere anche l'articolo i/in. Per esempio, "nel bosco" si potrebbe dire ned eryn: può darsi poi che ned i eryn non sia sbagliato, solo mi sembra troppo "carico". - "stà" "stò"... bella questione! Come faccio a dire "stò bevendo"?? Il verbo stare non esiste, e poi è in un certo senso un modo di dire nostro, e il verbo essere è incerto (molto a mio parere)... sottintendo???? Non esistendo affato il verbo essere in Sindarin, io userei semplicemente il presente, senza farmi troppi problemi... "bevo", per dire "sto bevendo", ecc. Ad essere proprio pignoli, si potrebbe usare il participio presente, sottintendendo il verbo essere "[sono] bevente", ma mi pare terribile... ![]() -"Come và?" un'altra espressione intraducibile... "come vivi?" andrà bene??? Uhm... In Quenya se non vado errata si dice Macuilëlya ná mára?. Se Mornon ci dice la traduzione letterale (parola per parola) potremmo tentare di tradurla in Sindarin, che ne dite? Allora, ho risposto a tutto? Se ho lasciato qualcosa e/o volete che risponda a qualcos'altro, ditemelo che aggiungo, stasera dovrei avere un altro po' di tempo PS: Per la questione del nín: nel primo dizionario di Ladavas c'è scritto: -nin: mio, nei miei riguardi, pron; -nín: mio, pron -nîn: plurale di nen, acqua, sost Io per dire "mio" ho sempre usato nín... "Vide una fanciulla camminare su un prato fra i bianchi tronchi delle betulle[...]con un manto argento e azzurro,bella come il crepuscolo nelle terre elfiche;i suoi capelli scuri volavano nel vento e sulla sua fronte brillavano gemme simili a stelle."< Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 09-04-2003 20:06 | |
Mornon
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Thalasîdh il 09-04-2003 18:15 ha scritto: - guardando sull'Hisweloke esiste solo ed unicamente "faer, pl. inv." Mi rimane il dubbio per quella forma Faenor... Cioé "stò cacciando" -> "caccio"??? In effetti...esempio: la frase "guarda come stò imparando il Sindarin" se la mutiamo in "guarda come imparo il Sindarin" non cambia di senso... arguto! Non so se sia reso cosí (in Quenya c'è un tempo dedicato), ma il senso cambia Eliadelin il 09-04-2003 20:06 ha scritto: Non esistendo affato il verbo essere in Sindarin, io userei semplicemente il presente, senza farmi troppi problemi... "bevo", per dire "sto bevendo", ecc. Ad essere proprio pignoli, si potrebbe usare il participio presente, sottintendendo il verbo essere "[sono] bevente", ma mi pare terribile... Non è questione del verbo essere, non necessariamente, almeno; per esempio, in Quenya "sto bevendo" si direbbe súcanyë, senza che il verbo essere appaia In Quenya se non vado errata si dice Macuilëlya ná mára?. Se Mornon ci dice la traduzione letterale (parola per parola) potremmo tentare di tradurla in Sindarin, che ne dite? Quella frase è sbagliata, la giornalista l'ha riportata male... La frase corretta sarebbe Ma cuilelya ná mára?, e non è attestata, ma è una mia ricostruzione (penso valida, ma non metterei troppo la mano sul fuoco sul fatto che un Elfo la capisca...); la traduzione letterale sarebbe "la tua vita è buona?". Magari si potrebbe usare Manen tyë-ná?, la traduzione letterale dell'Inglese "How are you?", ma non so se la letteralità vada bene, in questo caso...Possiamo diventare adulti fuori. Dobbiamo rimanere bambini dentro. Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 09-04-2003 23:07 | |
Eliadelin
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Capito, allora in Sindarin "la tua vita e' buona" potrebbe essere "Cuiad lín mae?". Per ora la prendo per buona ![]() "Vide una fanciulla camminare su un prato fra i bianchi tronchi delle betulle[...]con un manto argento e azzurro,bella come il crepuscolo nelle terre elfiche;i suoi capelli scuri volavano nel vento e sulla sua fronte brillavano gemme simili a stelle."< Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 10-04-2003 10:28 | |
Mornon
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Eliadelin il 10-04-2003 10:28 ha scritto: Capito, allora in Sindarin "la tua vita e' buona" potrebbe essere "Cuiad lín mae?". Sempre che non ci siano particelle interrogative (equiparabili al "do" Inglese)... Possiamo diventare adulti fuori. Dobbiamo rimanere bambini dentro. Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 10-04-2003 17:17 | |
Walthanar
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Mi attizza, come forma... Mornon, in effetti anche in quenya le forme presente ed aoristo si trovano specco impacioccate l'una con l'altra, tant'è che non resta 'chiarissima' la distinzione tra le due (infatti l'aoristo sembra poter sostituire il presente ~quasi~ sempre...) Suilad! -W- Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 10-04-2003 18:51 | |
Thalasîdh
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X ELIADELIN: - Anch'io non ho mai sentito af. - O... è vero!!! Solo che siamo abituati ad usarlo come "di, da" per cui... - Su fae sono molto riluttante però.... boh! Non so che dire!! - fn io l'ho trovato in una decina di parole tra cui lefnui "quinto" ... - Anch'io pensavo al -wen per i femminili, solo che significa fanciulla e io volevo qualcosa di + generale... Io li ho trovati sui doc. nuovi di Ladavs al punto "Nomi"... - E' vero, ned-in è carichissimo... meglio ned col significato di nel, nei, nella... - Ok, la forma "progressiva italiana" (stò bevendo) è a posto... basta un presente semplice! - La questio del nin/nín/nîn è controversa... X MORNON: - Anche a me pare strano... però forse fae è una forma arcaica, un quenya sindarinizzato, di faer... no è?! - Se intendi quell'imparo come una forma progressiva, che è iniziata e prosegue... no! - ok ok... ma cosa vuol dire súcanyë??? - Quella forma italiano-sindarinizzata di How are you è very interesting... si accorda col Cuio mae ("vivi bene") di salve! thanks! “Eccola là, si erge splendida alla vista e luminosa, e le sue torri trafiggono i cieli sopra il Colle di Guardia in mezzo alla pianura” - suil, Thalasîdh·e·Gil-galadrim Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 10-04-2003 20:40 | |
Thalasîdh
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Io userei "Cuil cîn mae?" *lín* è reverenziale.... no? Cmq guardo ora l'Hisweloke e qui conferma l'esistenza dell' *fn*... Sul nin e vari dice (è inglese): - nin* [nin] pron. me ◇ LotR/IV:X, RGEO/72 - nín* [nˈiːn] adj. my ◇ UT/40, VT/44:22 ◈ The acute accent in nín has sometimes been regarded as an error for a slanted macron in the manuscript, since all the other attested personal adjectives from Sauron defeated all have a circumflex accent. It was noted though that if the acute accent is confirmed, then this word is probably an enclitic, see HL/73. The acute accent is now confirmed by VT/44 ...e poi dice che nin con il circonflesso sigifica anche lacrima, umido/acquoso... Quindi il nin dal triplice significato è con il circonflesso... penso di poterlo dire ora... no? “Eccola là, si erge splendida alla vista e luminosa, e le sue torri trafiggono i cieli sopra il Colle di Guardia in mezzo alla pianura” - suil, Thalasîdh·e·Gil-galadrim Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 10-04-2003 21:07 | |
Mornon
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Walthanar il 10-04-2003 18:51 ha scritto: Mornon, in effetti anche in quenya le forme presente ed aoristo si trovano specco impacioccate l'una con l'altra, tant'è che non resta 'chiarissima' la distinzione tra le due Una volta deciso che significato dare alla frase, il tempo da usare viene da sé; personalmente non ho mai visto questa confusione, o raramente... Thalasîdh il 10-04-2003 20:40 ha scritto: - Anche a me pare strano... però forse fae è una forma arcaica, un quenya sindarinizzato, di faer... no è?! Non saprei... - Se intendi quell'imparo come una forma progressiva, che è iniziata e prosegue... no! "Imparo" è presente, non progeressivo; possono avere significati simili, ma non uguali - ok ok... ma cosa vuol dire súcanyë? Esattamente quello che ho detto nello scorso messaggio, "io sto bevendo"... - Quella forma italiano-sindarinizzata di How are you è very interesting... Ti riferisci a Manen tye-ná? Possiamo diventare adulti fuori. Dobbiamo rimanere bambini dentro. Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 10-04-2003 21:15 | |
Eliadelin
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Non mi risulta che "lín" sia riverenziale... Sul dizionario c'è scritto che "dîn" è riverenziale... Può darsi anche che mi sbagli, però io l'ho sempre usato normalmente in poesie e traduzioni. ![]() "Vide una fanciulla camminare su un prato fra i bianchi tronchi delle betulle[...]con un manto argento e azzurro,bella come il crepuscolo nelle terre elfiche;i suoi capelli scuri volavano nel vento e sulla sua fronte brillavano gemme simili a stelle." Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 10-04-2003 23:19 | |
Almavarno
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Dubbi di grammatica QuenyaAllativo di sostantivi terminanti in -nQui (ardalambion.immaginario.net/Saggi/QuenGramm.pdf) pag 30-31 e qui (en.wikibooks.org/wiki/Quenya/Allative) prima dice che la terminazione è -enna dopo le consonanti e fa l'esempio aran -> aranenna ma dopo dice invece le parole terminanti in -n contraggono con la desinenza, e fa l'esempio mindon -> mindonna. Si contraddice? Locativo singolare di sostantivi terminanti in -n Stesso discorso: dice che l’uscita di base è -ssë dopo le vocali e -essë dopo le consonanti: aran -> aranessë però poi riporta che le parole terminanti in -n hanno come desinenza -ndë (n+ ssë): cemen -> cemendë (VT43:17) Nelle tabelle di esempio (pag 38 e en.wikibooks.org/wiki/Quenya/Declension_Paradigms) riporta le seconde forme. Coniugazione di tyuru- L'Indicativo Perfetto è utyúrië? Participio presente tyúrula? Non ricordo se il gruppo ty non permetta l'allungamento dellla vocale che segue o che precede. E scomparve persino il nome di quella contrada, e dopo di allora gli Uomini più non parlarono di Elenna né di Andor il dono sottratto, né di Númenórë ai confini del mondo; ma gli esuli sulle rive del mare, quando si volgevano all'Ovest indottivi dal desiderio dei loro cuori, parlavano di Mar-nu-Falmar inghiottita dalle onde, di Akallabêth la Caduta, Atalantë in lingua Eldarin. Smells like Númenorean spirit! Se il singolo uomo impara dai propri errori, l'umanità non l'ha fatto quasi mai. Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 08-02-2010 18:19 | |
Almavarno
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Sostantivi derivanti da verbi (Quenya)Se non vado errato per denotare i sostantivi che esprimono cose concrete si impiega il suffisso -lë con i verbi in -a e in -u.nurta- "nascondere" -> nurtalë "occultamento" nurru- "lamentarsi" -> nurrulë "lamento" Per i verbi radicali si impiega invece il suffisso -alë applicato al tema del passato: tam- "battere " -> tamalë "colpo" tuv- "trovare" -> túvë (passato) -> túvalë "ritrovamento" quet- "dire, parlare" -> (inversione nasale) quentalë "storia, racconto" rer- "seminare" -> rendë (passato) -> rendalë "semina" Giusto? I seguenti due verbi coniugano solo come se fossero verbi radicali: papa- "tremare" -> pampë (passato) pata- "bussare, dare piccoli colpi" -> pantë (passato) Seguono anch'essi la regola del tema del passato + -alë? Anche se sono verbi in vocale? Per indicare chi compia l’azione si usano i suffissi agentali -ro/-rë e -indo/-indë. I primi due suffissi si impiegano con i verbi in -a e in -u, giusto? masta- "cuocere al forno" mastaro "panettiere,"mastarë "panettiera" Gli altri suffissi si applicano ai verbi radicali: car- 'fare, fabbricare, costruire" carindo "fattore, artefice, costruttore", carindë "fattrice, artefice, costruttrice". Ora, anche per questi ultimi si applicano le regole del tema del passato? Il sostantivo di quet- è quetindo o quentindo? E scomparve persino il nome di quella contrada, e dopo di allora gli Uomini più non parlarono di Elenna né di Andor il dono sottratto, né di Númenórë ai confini del mondo; ma gli esuli sulle rive del mare, quando si volgevano all'Ovest indottivi dal desiderio dei loro cuori, parlavano di Mar-nu-Falmar inghiottita dalle onde, di Akallabêth la Caduta, Atalantë in lingua Eldarin. Smells like Númenorean spirit! Se il singolo uomo impara dai propri errori, l'umanità non l'ha fatto quasi mai. Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 09-02-2010 17:29 | |
Mildir
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Almavarno il 08-02-2010 18:19 ha scritto: Allativo di sostantivi terminanti in -n Qui (ardalambion.immaginario.net/Saggi/QuenGramm.pdf) pag 30-31 e qui (en.wikibooks.org/wiki/Quenya/Allative) prima dice che la terminazione è -enna dopo le consonanti e fa l'esempio aran -> aranenna ma dopo dice invece le parole terminanti in -n contraggono con la desinenza, e fa l'esempio mindon -> mindonna. Si contraddice? Allora, ragioniamo: La desinenza del dativo è, di base, -nna (HF). Questo significa che quando ti dicono che è -enna l'affermazione è parzialmente scorretta, nel senso che non è la desinenza ad essere -enna bensì un vocabolo terminante in -ë a ricevere la desinenza -nna ( -ë + -nna > -enna ). Se il dativo "Aranenna" è dunque attestato questo significa che la forma intera del termine che noi abitualmente conosciamo come "Aran" è "Aranë". Non credo inoltre sia corretto affermare che dopo le consonanti la terminazione è sempre -enna basandosi sulll'unico esempio di "Aranenna". Quello è un esempio, non significa che tutti i sostantivi Quenya che omettono l'ultima vocale terminino in -ë. Potrebbero, per esempio, terminare in -a. Quando avviene la contrazione tale -a/-ë viene sincopata, abbastanza semplice, ma ci dovevano essere casi specifici di contrazione, ovvero non era un optional ma si applicava a dei sostantivi particolari. Altra cosa: Gli studiosi di grammatica Quenya farebbero bene, prima di pubblicare la loro interpretazione della lingua (che va quindi ad influenzare chi studia il Quenya), a rendersi conto che il Quenya ometteva le vocali finali delle parole, ma invero ogni parola aveva una sua terminazione in vocale, almeno all'origine, può essere, che omettendo costantemente una vocale finale per lungo tempo si venisse a creare uno "status" di terminazione consonantica permanente di alcuni termini come "Istar", e addirittura che l'originale terminazione vocalica venisse poi dimenticata generando confusione (ipotesi che tuttavia non condivido), ma nessuna parola Quenya nasce con termine consonantico, e non esiste, a mio parere, nessuna "fase" di trasformazione in cui il Quenya diventa una lingua i cui vocaboli terminano in consonante (come accenna velatamente E.J.Kloczko) . La fase decisiva di passaggio dal principio di terminazione vocalica a quello di terminazione consonantica si ha, per come la vedo io, solamente da Quenya a Sindarin. E così come nel Sindarin esistono eccezioni a tale principio anche in Quenya ci saranno sempre vocaboli permanentmente impiegati omettendo la vocale finale, questo non vuol dire che essi per principio non ce l'hanno o che non l'hanno mai avuta. Locativo singolare di sostantivi terminanti in -n Stesso discorso: dice che l’uscita di base è -ssë dopo le vocali e -essë dopo le consonanti: aran -> aranessë però poi riporta che le parole terminanti in -n hanno come desinenza -ndë (n+ ssë): cemen -> cemendë (VT43:17) Stesso discorso (in effetti, vedo, stesso esempio) e stessa risposta, se "Aran" per intero fa "Aranë" allora tutta la declinazione si baserà su tale forma. Per quanto riguarda i sostantivi terminati in -ndë, anche questi possono venir "abbreviati" in -n, ma la declinazione terrà sempre conto della loro forma originale, pertanto, se invero "Cemen" è "Cemendë" allora al dativo fa "Cemendenna" e al locativo "Cemendessë". Sottolineo comunque come il quadro linguistico del Quenya sia dato dalle grammatiche in modo talvolta non del tutto chiaro, e ipotesi siano avanzate su singoli esempi a partire dai quali è impossibile delineare il comportamento di un intero corpus linguistico nella flessione di ogni suo elemento. In VT per esempio si dava "Cemendë" addirittura come locativo di "Cemen", ma credo sia parte dell'analisi relativa ad attestazioni di vecchia data... Coniugazione di tyuru- L'Indicativo Perfetto è utyúrië? Direi piuttosto Utyuruië con verosimile decadimento dell'accento. Mi suona lampante l'impossibilità di non tener conto del tema tyuru- elidendo a priori la -u finale che può essere, e anzi quasi sicuramente è, apportatrice di significato (cioè *tyur- e tyuru- non sarebbero la stessa cosa, posto che il primo esista, e credo che per principio, esista, anche se non è attestato) Participio presente tyúrula? Questo si che può essere corretto. Non ricordo se il gruppo ty non permetta l'allungamento dellla vocale che segue o che precede. Non c'è nessuna attestazione di regola citata o esempio che lo dimostri, ma credo che l'allungamento sia un principio da applicare comunque. Potrebbe invece decadere con sostantivi ossitoni, o l'acento potrebbe, in questo caso, avanzare, come in Greco, ma resta solo una congettura per quanto sia fondata su solidi principi... Almavarno il 09-02-2010 17:29 ha scritto: Se non vado errato per denotare i sostantivi che esprimono cose concrete si impiega il suffisso -lë con i verbi in -a e in -u. nurta- "nascondere" -> nurtalë "occultamento" nurru- "lamentarsi" -> nurrulë "lamento" Per i verbi radicali si impiega invece il suffisso -alë applicato al tema del passato: tam- "battere " -> tamalë "colpo" tuv- "trovare" -> túvë (passato) -> túvalë "ritrovamento" quet- "dire, parlare" -> (inversione nasale) quentalë "storia, racconto" rer- "seminare" -> rendë (passato) -> rendalë "semina" Giusto? 1) Diciamo che il suffisso Quenya -lë può essere paragonato al nostro italiano -mento (spargimento, andamento, spostamento, riconoscimento... ) 2) Verbi radicali con derivazioni dal tema del PASSATO ? *Just shocked* Sentite, ne ho sentiti a migliaia di espedienti del genere per tentare di spiegare la grammatica Quenya basandosi sul fatto che ne si conosce solamente alcune parti ! Non sono nemmeno coerenti fra loro (vedi Tuvë > Tuvalë) e si pretende di farne le regole del Quenya ! Che una forma sia identica al passato per esempio, significa assai più probabilmente che tale forma aveva diversi significati, poteva significare "passato remoto" ma anche "sostantivo astratto" come per esempio nell'inglese Might o Ground ... Inoltre se ti si dice che dal tema Quet- deriva "Quentalë" significa che questo passerà per una forma "Quenta" derivata appunto da Quet-. E invero tale forma significa "Novero" e sarebbe anche, se non sbaglio ad applicare la regola, il participio passato del verbo Quet-. I seguenti due verbi coniugano solo come se fossero verbi radicali: papa- "tremare" -> pampë (passato) pata- "bussare, dare piccoli colpi" -> pantë (passato) Seguono anch'essi la regola del tema del passato + -alë? Anche se sono verbi in vocale? Se non sono attestate ulteriori forme la cosa più logica da fare sarebbe: > *Papalë > *Patalë Vedo comunque che i verbi sono di vecchia data... Per indicare chi compia l’azione si usano i suffissi agentali -ro/-rë e -indo/-indë. I primi due suffissi si impiegano con i verbi in -a e in -u, giusto? masta- "cuocere al forno" mastaro "panettiere,"mastarë "panettiera" Gli altri suffissi si applicano ai verbi radicali: car- 'fare, fabbricare, costruire" carindo "fattore, artefice, costruttore", carindë "fattrice, artefice, costruttrice". Ora, anche per questi ultimi si applicano le regole del tema del passato? Il sostantivo di quet- è quetindo o quentindo? Che GRAN CONFUSIONE !!! Per rispondere alla domanda finale direi che "Quetindo" è senz'altro più corretto di "Quentindo" ma c'è già "*Quendo/*Quendë" in caso fosse sfuggito, di cui è attestato il plurale... Tutto il resto è giusto ma continuo a non capire perché ci si basa sui prefissi anziché sulle parole... Un verbo con tema Car- può avere a seconda dell'aspetto realizzazioni in Cara- e Carya- e pertanto avremmo *Cararo o ANCHE *Caryaro, e *Caryando che viene abbreviato in *Carindo. (E' anche vero che poi Tolkien decide che fra *Cara- e *Carya ci sarebbe una differenza di funzione, cioè da verbo intransitivo a transitivo, ma questa è una rottura del disegno precedente e una deviazione da anni di attestazioni sul Quenya... ) Scusate se ho messo più confusione di prima, se volete ne discutiamo qui o in un Thread apposito ma bisogna rovesciare completmante la visuale che abbiamo mantenuto finora della lingua Quenya, le soluzioni sono troppo banali e basate su singoli casi o apparenze e si stanno a mio parere commettendo dei pasticci... «Tehkämme sula sovinto toinen ei toistansa viata sinä ilmoisna ikänä, kuuna kullan valkeana!» (Kalevala, Trentesimo Runo) Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 05-03-2010 15:36 | |
Turin Turambar1
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[ Mildir il 05-03-2010 15:36 ha scritto: Almavarno il 08-02-2010 18:19 ha scritto: Allativo di sostantivi terminanti in -n Qui (ardalambion.immaginario.net/Saggi/QuenGramm.pdf) pag 30-31 e qui (en.wikibooks.org/wiki/Quenya/Allative) prima dice che la terminazione è -enna dopo le consonanti e fa l'esempio aran -> aranenna ma dopo dice invece le parole terminanti in -n contraggono con la desinenza, e fa l'esempio mindon -> mindonna. Si contraddice? Allora, ragioniamo: La desinenza del dativo è, di base, -nna (HF). Questo significa che quando ti dicono che è -enna l'affermazione è parzialmente scorretta, nel senso che non è la desinenza ad essere -enna bensì un vocabolo terminante in -ë a ricevere la desinenza -nna ( -ë + -nna > -enna ). Se il dativo "Aranenna" è dunque attestato questo significa che la forma intera del termine che noi abitualmente conosciamo come "Aran" è "Aranë". Non credo inoltre sia corretto affermare che dopo le consonanti la terminazione è sempre -enna basandosi sulll'unico esempio di "Aranenna". Quello è un esempio, non significa che tutti i sostantivi Quenya che omettono l'ultima vocale terminino in -ë. Ma esiste anche l'esempio attestato Sin Quentë Quendingoldo Elendilenna (PM:401) E nessuno mi convincerà mai che la forma intera di Elendil è Elendile... Per me la "e" di -(e)nna è solo eufonica, cioè da aggiungersi quando la consonante finale non permetterebbe una affissione di -nna senza una cacofonia nella parola (per non parlare di eventuali gruppi proibiti dal Quenya). Ci sarebbe anche Endorenna, ma qui esistono entrambe le forme Endor e Endórë, quindi non fa testo. E per finire, perchè chiami dativo quello che normalmente viene invece definito allativo? Il dativo è un complemento di termine, non c'entra col moto a luogo (anche se forse erano anticamente imparentati, ormai hanno funzioni diverse). Magari se forse parliamo tutti con lo stesso linguaggio ci capiamo meglio... Turambar, in realtà, si ergerà accanto a Fionwë nella Grande Rovina, e Melko e i suoi draghi malediranno la spada di Mormakil Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 06-03-2010 01:38 | |