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Eutanasia... sí o no?
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Erinna

Silmaril Silmaril Silmaril
anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere
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erundur il 08-01-2007 15:57 ha scritto:

tuttavia io continuo a non vedere il lato disumano della suddetta condizione del malato e l'indegnità di m,orire senza staccare la spina
illuminatemi....

Costretto a stare a letto, attaccato a delle macchine che pompano cibo dentro, scarti fuori, che ti soffiano nei polmoni, magari incapace di parlare, o di vedere, o di udire, incapace di muovere una mano per accarezzare chi ti viene a trovare, costretto in una stanza a ricevere le visite una dopo l'altra, come un feticcio, vedere la tristezza dei tuoi cari ed essere incapace di confortarli perchè la tua stessa sofferenza è troppo grande, renderti conto di essere un peso ed alla fine vedere la sopportazione, invece che l'affetto, prigionieri di un sacco di ossa e muscoli ormai privo di vita vera...
Che vita è? Il tuo corpo è una prigione flaccida, la stanza pure, io preferirei morire!
Oppure, altra situazione (e questa non me la invento di sana pianta!):
sei malato di cancro, la terapia ti ha invecchiato il viso, hai 35 anni e ne dimostri 60, ti ha fatto capdere i capelli, ti ha indebolito, e non respiri senza marchingegno, o non puoi nutrirti che di pappette, costretto a vivere in casa, non potere uscire, soffrire come un cane... Facevi il musicista? Non puoi più, non hai fiato per il flauto, nè forza per il pianoforte. Cantavi? Hai perso la voce. Ciò che prima aveva dato un senso alla tua vita è impossibile ora, come un corvo a cui hanno tarpato le ali.
Sai che non guarirai, sai che ciò che hai perduto non lo riavrai mai indietro, soffri fisicamente e spiritualmente.
E' giusto costringere una persona a questo?
Non è meglio lasciare che chi si trova in questa situazione faccia una scala delle priorità e dica "vale la pena tutto questo per sei mesi in più, o no?"?
Chi si trova in queste situazioni spesso è perfettamente lucido è padrone di sè, perlomeno per l'esperienza che ho avuto.
Se vuoi vivere sei libero di farlo, ma se vuoi morire no.
Questi sono due esempi.
Sono abbastanza illuminanti?

Mi scuso se mi accaloro, è un tasto delicato...

[...]
Per questo io ora piangendoti non ti abbandono;
nè i miei piedi lasciano la casa che m'accoglie,
nè lamentare con le chiome sciolte; ho pudore
del cupo colore che mi sfigura il volto (lamento di Bauci, Erinna)

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Scritto il 10-01-2007 19:57
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Anvelicëyon

Silmaril Silmaril Silmaril
anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere
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Mornon il 08-04-2003 20:16 ha scritto:
C'era un'altra discussione su questo argomento, "Eutanasia e diritto alla morte" (http://www.eldalie.it/forum/list_thread.php?iddiscussione=600); continuiamo là

Possiamo diventare adulti fuori. Dobbiamo rimanere bambini dentro.


Hum hum... come al solito Mornon non ti fai rispettare burarum!! con sassi e pietre bisogna chiuderli i thread doppi

Cmq sono felice che questo argomento sia tornato in auge. Scusate se non ho avuto il tempo di rileggere le 21 pagine di thread però mi fa riflettere la distanza (in anni) che hanno questi due forum e che ancora in italia non ci sia una posizione precisa e laica (per quanto riguarda lo stato e le leggi intendo).

Detto questo... ti prego Mornon.. sgridami!!



E' necessario andare oltre la forma pura e allontanarsi dalla regola. Questo principio si applica a tutte le cose.
(Hagakure, 1.91)

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Scritto il 12-01-2007 00:16
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erundur

Silmaril Silmaril Silmaril
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Erinna il 10-01-2007 19:57 ha scritto:
erundur il 08-01-2007 15:57 ha scritto:

tuttavia io continuo a non vedere il lato disumano della suddetta condizione del malato e l'indegnità di m,orire senza staccare la spina
illuminatemi....

Costretto a stare a letto, attaccato a delle macchine che pompano cibo dentro, scarti fuori, che ti soffiano nei polmoni, magari incapace di parlare, o di vedere, o di udire, incapace di muovere una mano per accarezzare chi ti viene a trovare, costretto in una stanza a ricevere le visite una dopo l'altra, come un feticcio, vedere la tristezza dei tuoi cari ed essere incapace di confortarli perchè la tua stessa sofferenza è troppo grande, renderti conto di essere un peso ed alla fine vedere la sopportazione, invece che l'affetto, prigionieri di un sacco di ossa e muscoli ormai privo di vita vera...
Che vita è? Il tuo corpo è una prigione flaccida, la stanza pure, io preferirei morire!
Oppure, altra situazione (e questa non me la invento di sana pianta!):
sei malato di cancro, la terapia ti ha invecchiato il viso, hai 35 anni e ne dimostri 60, ti ha fatto capdere i capelli, ti ha indebolito, e non respiri senza marchingegno, o non puoi nutrirti che di pappette, costretto a vivere in casa, non potere uscire, soffrire come un cane... Facevi il musicista? Non puoi più, non hai fiato per il flauto, nè forza per il pianoforte. Cantavi? Hai perso la voce. Ciò che prima aveva dato un senso alla tua vita è impossibile ora, come un corvo a cui hanno tarpato le ali.
Sai che non guarirai, sai che ciò che hai perduto non lo riavrai mai indietro, soffri fisicamente e spiritualmente.
E' giusto costringere una persona a questo?
Non è meglio lasciare che chi si trova in questa situazione faccia una scala delle priorità e dica "vale la pena tutto questo per sei mesi in più, o no?"?
Chi si trova in queste situazioni spesso è perfettamente lucido è padrone di sè, perlomeno per l'esperienza che ho avuto.
Se vuoi vivere sei libero di farlo, ma se vuoi morire no.
Questi sono due esempi.
Sono abbastanza illuminanti?

Mi scuso se mi accaloro, è un tasto delicato...


a dire il vero no.
se quello che dici è vero, la dignità dell'uomo, il senso della vita si ferma solo al corpo fisico, e basta.
quindi uno storpio, un paralitico, vivono con meno dignità di me? un cavolo!
perchè allora avevano ragione i nazisti ad abbattere coloro che presentavano deformazioni fisiche fin dalla nascita "poverini, li apsettava una vita senza dignità..." bè, mi accaloro anche io e dico che tutto questo è disgustoso.

lo so che le situazioni che hai descritto sono terribili, e ogni giorno prego perchè non capitino a me, ma su una cosa sono certo: potrei perdere la voce, ed adoro cantare, potrei non poter può usare le braccia e adoro suonare la chitarra, ma la mia digntà non se ne nadrebbe mai.
vi consiglio un libro, del quale, purtroppo non so nè autore nè casa editrice... "il lottatore" la storia di uno (autobiografia, è tuttora vivo) inchiodato al letto che può muovere solo gli occhi, ma che la pensava al contrario di welby (gli ha anche scritto)
allora, perchè uno continua a vivere? per un'ideologia? al diavolo, le ideologie sono roba astratta, il dolore è reale. per un illusione? durano poco, prima o poi ti svegli e ti rendi conto della realtà.
no, il mio corpo può cadere a pezzi ma la mia dignità rimane uguale.
da cristiano a cristiana: Gesù venne torturato, insultato e malmenato. arrivato al Golgota il suo viso era una maschera di sangue, e il corpo a brandelli. non era più il Figlio di Dio in quel momento?
perchè la situazione è la stessa, se non peggiore....

per baciare il cielo devi imparare ad inginocchiarti (U2)

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Scritto il 12-01-2007 17:47
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Mornon

foglia di Laurelin foglia di Telperion
Silmaril Silmaril Silmaril
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erundur il 12-01-2007 17:47 ha scritto:
se quello che dici è vero, la dignità dell'uomo, il senso della vita si ferma solo al corpo fisico, e basta

Non è vero: per esempio, nei casi da me portati non è solo questione di corpo fisico. Non è questione di corpo fisico se ho due mesi di vita e nemmeno la morfina riesce a sedare il dolore, non è questione di corpo fisico se sono bloccato a letto incapacitato anche nelle piú basilari funzioni organiche. Per te potrà comunque essere una vita dignitosa, per altri no; ma questo non per questioni del corpo fisico.
Nella pagina precedente, ultimo messaggio, trovi quanto da me detto sulla questione della dignità, della disumanità.


perchè uno continua a vivere? per un'ideologia? al diavolo, le ideologie sono roba astratta, il dolore è reale. per un illusione? durano poco, prima o poi ti svegli e ti rendi conto della realtà.
no, il mio corpo può cadere a pezzi ma la mia dignità rimane uguale

Perché continua a vivere? Continua a vivere perché secondo lui anche in quella situazione la vita è degna di essere vissuta, continua a vivere perché le sue idee gli dicono quello. Continua a vivere perché ha idee diverse da quelle di altre persone. Diverse, ma non per questo migliori.


Gesù venne torturato, insultato e malmenato. arrivato al Golgota il suo viso era una maschera di sangue, e il corpo a brandelli. non era più il Figlio di Dio in quel momento?
perchè la situazione è la stessa, se non peggiore

Non condivido: per quanto cruenta e dolorosa, mi pare una situazione ben diversa da uno nelle situazioni da me (e non solo) descritte. Peggiore? Forse, del resto il fatto che nel caso di Gesú non fosse una malattia, che lui trovasse un perché nell'andare avanti, ha un peso non da poco. C'è chi con un paio di mesi di vita da passare in sofferenze inalleviabili non trova motivi per andare avanti. Questo non rende meno valide le sue idee, rispetto a quelle di chi invece continuerebbe.

Possiamo diventare adulti fuori. Dobbiamo rimanere bambini dentro.

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Scritto il 12-01-2007 17:59
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Erinna

Silmaril Silmaril Silmaril
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erundur il 12-01-2007 17:47 ha scritto:

quindi uno storpio, un paralitico, vivono con meno dignità di me? un cavolo!

Se non ho le gambe ma considero la mia vita degna di esser vissuta, allora essa è degna, altrimenti no. Non ho detto che l'infermità fisica significhi essere indegni o inferiori, e l'eutanasia non viene somministrata come il nervino agli alienati nel '43, ma su richiesta! Se nella tua vita non c'è più niente di bello, se sai che comunque hai pochi mesi di vita, perchè aspettare? Per avere il tempo di odiarla, di pregare di morire? Questo sì che è profanare un dono di Dio!
Qui si parla di malati terminali, persone che moriranno comunque a breve, che soffrono. Sta a loro decidere se vale la pena aspettare o meno.
Mia cigina ci disse:
"Sono tanto stanca di questa prigione."
Se la vita diventa una prigione, allora non è degna di essere vissuta. Bada bene, lei non era devastata dalla disperazione, non era paralitica, era malata di cancro e non aveva paura di morire, era solo stanca.

lo so che le situazioni che hai descritto sono terribili, e ogni giorno prego perchè non capitino a me, ma su una cosa sono certo: potrei perdere la voce, ed adoro cantare, potrei non poter può usare le braccia e adoro suonare la chitarra, ma la mia digntà non se ne nadrebbe mai.
Solo gli uomini distruggono la dignità degli uomini, ma qui si parla di altro. Tu dovresti avere il diritto di dire:
"Bene, non posso cantare, nè suonare, nè fare una seria di cose... So che morirò, che non guarirò, che ciò che ho perduto non lo riavrò mai... Mi vale la pena?"
Se sì, benissimo, se no, devi aver diritto all'ultimo conforto. Non dico che bisogni terminare chi secondo noi è indegno, ma chi sta male deve poter scegliere. Solo noi siamo padroni della nostra dignità e della nostra vita. Poi accada ciò che deve accadare per chi ci crede, come ci crede.
no, il mio corpo può cadere a pezzi ma la mia dignità rimane uguale.
da cristiano a cristiana: Gesù venne torturato, insultato e malmenato. arrivato al Golgota il suo viso era una maschera di sangue, e il corpo a brandelli. non era più il Figlio di Dio in quel momento?
perchè la situazione è la stessa, se non peggiore...

Gesù era nato per morire e liberarci dai peccati, morire è stata una scelta lucida, perchè lui sapeva come sarebbe andata a finire, cosa sarebbe accaduto e come.
Forse la tua prova è sopportare l'infermità, forse è affrontare la morte. Eutanasia non significa "purga sociale", eutanasia significa "possibilità", una via di fuga per chi non resiste più. Viene somministrata a chi la chiede, non ha tutti. E' giusto che chi vuole, possa liberarsi. Chi sopporta e vive, tanto di cappello, ne sarà tenuto conto dove ne tengono conto.

[...]
Per questo io ora piangendoti non ti abbandono;
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Scritto il 12-01-2007 19:24
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Gwîl Eryniell

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erundur il 12-01-2007 17:47 ha scritto:

quindi uno storpio, un paralitico, vivono con meno dignità di me? un cavolo!
perchè allora avevano ragione i nazisti ad abbattere coloro che presentavano deformazioni fisiche fin dalla nascita "poverini, li apsettava una vita senza dignità..." bè, mi accaloro anche io e dico che tutto questo è disgustoso.


Non credo, come te, che la dignità stia solo nell'avere un corpo sano e forte, ma è in ciò che la persona ha voluto diventare nel corso della sua vita, ai suoi principi e a ciò in cui crede. Proprio per questo motivo uno storpio può sentire che la sua dignità non è lesa dalla sua condizione, e invece un malato terminale può sentire che la sua dignità è lesa dall'aver perduto per sempre la sua indipendenza e la sua libertà, con l'aggravante delle sofferenze fisiche a cui è condannato sino alla morte. Io non credo che si possa biasimare chi sente di aver perso la sua dignità in queste condizioni.


ma su una cosa sono certo: potrei perdere la voce, ed adoro cantare, potrei non poter può usare le braccia e adoro suonare la chitarra, ma la mia digntà non se ne nadrebbe mai.


Scusa, niente di personale, ma mi permetto di dubitare, non perchè non ti credo convinto di quello che dici ovviamente, ma perchè fortunatamente non hai la più pallida idea di che cosa voglia vivere in quelle condizioni.


vi consiglio un libro, del quale, purtroppo non so nè autore nè casa editrice... "il lottatore" la storia di uno (autobiografia, è tuttora vivo) inchiodato al letto che può muovere solo gli occhi, ma che la pensava al contrario di welby (gli ha anche scritto)
allora, perchè uno continua a vivere? per un'ideologia? al diavolo, le ideologie sono roba astratta, il dolore è reale. per un illusione? durano poco, prima o poi ti svegli e ti rendi conto della realtà.


Evidentemente questa persona sente che ha ancora voglia di vivere. Per questo è migliore di chi invece ha perso ogni stimolo e vuole solo accelerare un qualcosa che è inevitabile e molto prossima, senza soffrire ulteriormente?

Lady Gwîl Eryniell.


L'immaginazione è la prima fonte della felicità umana. Giacomo Leopardi

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Scritto il 12-01-2007 19:51
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imrahil

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Non ho letto le 21 pagine, sono troppe ma mi permetto lo stesso di parlare:
Io sono contro l'eutanasia perchè la vita non me la sono data io, non mi sono fatto da me.

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Scritto il 14-01-2007 17:33
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Erinna

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imrahil il 14-01-2007 17:33 ha scritto:
Non ho letto le 21 pagine, sono troppe ma mi permetto lo stesso di parlare:
NOOOOO NON PUOI!!!
Io sono contro l'eutanasia perchè la vita non me la sono data io, non mi sono fatto da me.

Allora a chi appartiene la tua vita?
Se credi, a Dio, va bene (anche se ho delle riserve).
Se sei ateo?
Posso io credente, senza nessuna sicurezza scientifica accettabile che ho ragione, imporre che chi non crede sia costretto in un corpo che non vuole perchè così mi sembra giusto?
Secondo me la legge dovrebbe esserci: sta alla persona decidere se morire o se confidare nella Carità Divina, in ogni caso dovrà riscuotere le conseguenze dei suoi atti, sia che muoia, sia che viva.

[...]
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Scritto il 14-01-2007 19:08
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Mornon

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imrahil il 14-01-2007 17:33 ha scritto:
sono contro l'eutanasia perchè la vita non me la sono data io, non mi sono fatto da me

Sicuramente non te la sei data tu, i genitori c'entrano; in altri termini, che venga da un dio non è certo né dimostrabile, quindi con che diritto imponiamo (imponete) agli altri le vostre idee? Soprattutto considerando cose come il non dover giudicare, e il libero arbitrio: Dio mi dà la libertà di scelta, voi giudicate che stia sbagliando e me la togliete? Qualcosa non mi torna...

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Scritto il 15-01-2007 00:46
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Mornon

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Due spunti interessanti: il buon cristiano deve seguire volontariamente i dettami della Chiesa, dove sta il merito quando il dettame è imposto per legge?

Nel giardino dell'Eden c'era un albero dai frutti proibiti, e l'Uomo ha avuto la possibilità di scegliere il male; a oggi, ho l'impressione che certe gerarchie ecclesiastiche promuoverebbero una legge per toglierlo...

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Scritto il 01-02-2007 15:32
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Jashìla

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Dal punto di vista di umana peccatrice...potrei dire che se vedessi una persona che mi è cara, ridotta come un vegetale che della vita non se ne fà più niente se non per essere un peso per alcuni e un profondo dispiacere per altri, ti potrei anche dire che sono favorevole all'eutanasia; ma se la mettiamo sul piano religioso, no , Dio ti ha donato la vita e decidendo a tuo piacimento se tenertela fino alla fine o meno non fai altro che offenderlo profondamente, è come se la tua ragazza ti facesse un regalo che a lei è costato tanto e che magari non poteva permetterselo però te lo fa lo stesso perchè ti vuole bene e le fa piacere, e tu lo rifiuti schifato... a volte Dio agisce in modi sconosciuti e apparentemente incomprensibili, ma non è forse vero che è solo nei momenti di dolore che noi preghiamo col cuore? rare persone pregano quando tutto va bene... a volte il sacrificio di una persona serve a salvare tante persone... non dimentichiamo il sacrificio di Cristo, notevole gesto di amore e di altruismo.
Mi chiedi se c'è un merito quando la legge ti impedisce di staccare la spina, ti dico di no, perchè anche se per la legge è vietato, per il Cristianesimo desiderare la morte è un peccato piuttosto grave.

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Scritto il 01-02-2007 17:05
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Narthoron

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Mornon:
il buon cristiano deve seguire volontariamente i dettami della Chiesa, dove sta il merito quando il dettame è imposto per legge?

é l'errore che in certi esponenti si sta drammaticamente riscontrando nel periodo recente.
S.Tommaso diceva che l'uomo deve ricercare nella sua vita un Phronimos, uomo saggio dotato della virtù massima della Phronesis (che viene di solito tradotta in maniera riduttiva con "prudenza") col quale rapportarsi circa le scelte della propria vita, ma al quale in nessun modo deve delegare tali sclete.
E aggiunge efficacemente che compiere il bene non essendone convinti, (agendo contro coscienza)è peggio che compiere il male.

Nel giardino dell'Eden c'era un albero dai frutti proibiti, e l'Uomo ha avuto la possibilità di scegliere il male; a oggi, ho l'impressione che certe gerarchie ecclesiastiche promuoverebbero una legge per toglierlo...

Purtroppo ti do ragione anche adesso, col richiamo però a non generalizzare.
Lo so, è facile e soprattutto comodo, ma -scusate, ma la febbre alta mi limita a farmi venire in mente qualcosa di diverso da frasi fatte- fa molto più rumore un albero che cade di una foresta che cresce.
(Per intenderci, in tv ci stanno finendo gli alberi che se non stanno cadendo, oscillano paurosamente)
S.Agostino scriveva a proposito dell'esistenza del male, che è tollerato da Dio, perchè se no l'Uomo non sarebbe libero, non avrebbe scelta, inquanto potrebbe solo fare il bene, e quindi l'amore non avrebbe merito.
D'altronde davanti a una società che sorridente ti stringe la mano e fa grandi discorsi e promesse, e che poi è forse peggiore -inquanto più subdola- dell'Illuminismo più becero (iperbole per enfatizzare il discorso) un religioso x si sente molto più che assediato, e la prima tentazione può forse essere qualcosa di diverso dal chiamare le sue truppe alla guerra?(altra esagerazione)o dall'adoperarsi in tutti i modi(idem)per sbloccare la situazione?
Corruzione, attivismo, fanatismo, ideologia, sono grandi croci che la Chiesa sta portando sulle sue spalle, ma la Chiesa porta sempre sulle proprie spalle delle croci pesantissime, che sono quelle degli errori degli uomoni che la compongono (e ci tengo a sottolineare che non è solo la Curia, ma ogni persona battezzata).
Scusante?Forse.
Il comportamento di sopra viene giustificato?No.
Darle addosso in maniera Illuminista, col tono di chi ha capito tutto e finalmente può dire la sua?serve?non credo.
Ri-posto che la Chiesa conta non so esattamente quanti milioni di persone, e che la percentuale di membri(ancora una volta, religiosi o laici)è per fortuna minima nel complessivo, sarà una visione un po' troppo ottimistica, o realizzabile solo in un mondo immaginario, ma mi sembra che questa sia un'occasione d'oro per tutti per crescere.

..larga è la Foglia, stretta la Via, dite la vostra che io ho detto la mia

Il Trismegisto Arconte del Regno del Sogno

_________________________ Do chuim gloire De, agus onora na hEirean ____

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Scritto il 01-02-2007 17:23
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Jashìla

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scusa, ma, non ti è venuta una leggera emicrania a scrivere tutto quel papello? Cmq complimenti...sei molto preparato sull'argomento.

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Scritto il 01-02-2007 18:08
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Mornon

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Jashìla il 01-02-2007 17:05 ha scritto:
se la mettiamo sul piano religioso, no, Dio ti ha donato la vita e decidendo a tuo piacimento se tenertela fino alla fine o meno non fai altro che offenderlo profondamente

Ma se non sono credente ho il diritto di scegliere? E anche fossi credente ho il diritto di scegliere, per quanto questo mi faccia magari sbagliare? Se sbaglio, e se Dio esiste, una volta nell'aldilà me la giocherò con lui, sarà lui a dirmi che ho sbagliato. Ma ho il diritto di scegliere liberamente, senza che mi venga imposto per scelte altrui?
Ossia: tu credente vorresti che non si facesse, ma se un ateo invece volesse farlo accetteresti la sua scelta, e che giudichi Dio (com'è detto nella Bibbia), oppure cercheresti di impedirglielo anche attraverso vie legali?
Sul regalo della ragazza, onestamente penso che anche qui dipenda dalla situazione: non è questione del semplice rifiutarlo schifato, ma del trovarsi in una situazione in cui quello che ci è stato donato (sempre che si creda, e ricordatevi sempre che il discorso sull'eutanasia tocca anche chi non crede, e che quindi non ha donatori di vita) non solo è diventato un peso per noi e per gli altri, ma oltretutto a breve verrà meno comunque. Ossia, se tu regalassi qualcosa al tuo ragazzo, e lui si venisse a trovare in una situazione in cui questo regalo fosse solo un peso, sapendo che comunque lo perderebbe in sei mesi ti offenderesti se lui decidesse di metterlo da parte prima?


Narthoron il 01-02-2007 17:23 ha scritto:
D'altronde davanti a una società che sorridente ti stringe la mano e fa grandi discorsi e promesse, e che poi è forse peggiore -inquanto più subdola- dell'Illuminismo più becero (iperbole per enfatizzare il discorso) un religioso x si sente molto più che assediato, e la prima tentazione può forse essere qualcosa di diverso dal chiamare le sue truppe alla guerra?

Direi che ti sei risposto da solo: scusante, forse, ma non giustifica il comportamento: la prima reazione può anche essere quella, però una cosa è avere la tentazione, un'altra è portarla avanti a oltranza anche quando ci venga fatto notare che non solo si sta imponendo il proprio credo, ma nel farlo si sta anche andando contro lo stesso.

Possiamo diventare adulti fuori. Dobbiamo rimanere bambini dentro.

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Scritto il 01-02-2007 19:39
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certo, ateo o cristiano è giusto che tu abbia la possibilità di scegliere, anche Dio ci ha lasciati liberi di farlo, ma Lui ti ha informato anche delle conseguenze e ti ha indicato la retta via, sta a te giudicare se per te è più importante la tua vita terrena (periodo di prove e tentazioni) o la vita ultraterrena (il meritato premio o la meritata pena).

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Scritto il 01-02-2007 20:40
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Erinna

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Jashìla il 01-02-2007 20:40 ha scritto:
certo, ateo o cristiano è giusto che tu abbia la possibilità di scegliere, anche Dio ci ha lasciati liberi di farlo, ma Lui ti ha informato anche delle conseguenze e ti ha indicato la retta via, sta a te giudicare se per te è più importante la tua vita terrena (periodo di prove e tentazioni) o la vita ultraterrena (il meritato premio o la meritata pena).

Non é detto che esista il paradiso, quindi bisogna dare totale libertà alle persone. Una legge che tutei credenti, non credenti, pagani, ecc. ci vuole

[...]
Per questo io ora piangendoti non ti abbandono;
nè i miei piedi lasciano la casa che m'accoglie,
nè lamentare con le chiome sciolte; ho pudore
del cupo colore che mi sfigura il volto (lamento di Bauci, Erinna)

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Scritto il 03-02-2007 12:35
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