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Elrond e Aragorn. Storie personali e il destino della Terra di Mezzo
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Naerfindel

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Elrond e Aragorn. Storie personali e il destino della Terra di Mezzo
Alla fine della III Era, Elrond ha il compito delicatissimo di sconfiggere il male rappresentato da Sauron e di lasciare la Terra di Mezzo in mano agli Uomini, conscio com’è del fatto che sono loro il futuro e che il tempo degli Elfi sta volgendo al termine.

Per Elrond però le decisioni a livello politico (passatemi il termine) e personale si intrecciano. Affinché tutto vada a buon fine, egli deve puntare sul destino di un Uomo, vale a dire Aragorn. Elrond lo accoglie nella sua Casa, ben sapendo quale è l’importanza di quel ragazzo, ultimo discendente dei Re degli Uomini, nonché di suo fratello Elros. Io ho sempre ritenuto che Elrond avesse profonda fiducia nelle capacità e nel destino di Aragorn, e che abbia svolto la sua funzione di tutoraggio in maniera egregia.

Le cose sembrano cambiare quando il Dunedain si innamora, ricambiato, di Arwen. A quel punto di che cosa ha più paura Elrond? Di perdere per sempre sua figlia o che Aragorn fallisca al suo destino? Sembra quasi che il signore di Imladris faccia fatica ad accettare il fatto che il destino della Terra di Mezzo e degli Uomini, a cui egli tiene moltissimo, sia così strettamente legato al suo destino personale e a quello della sua famiglia. Ma credo che proprio per questo il personaggio di Elrond sia ancor più da apprezzare: egli, come molti dei grandi, si trova a vivere una profonda lacerazione interiore. E questo non può che esaltare la sua grandezza.

Alla luce di questo, quale credete possa essere stato il rapporto vero, profondo che intercorre tra Aragorn ed Elrond?

Scusate si mi dilungo, ma vorrei darvi altri spunti di riflessione, per cercare di capire meglio il punto di vista dei due. Elrond ha vissuto i drammi della Terra di Mezzo, e sa benissimo quale sia la posta in gioco; ha vissuto per pochissimo tempo vicino ai genitori, è stato costretto a separarsi da Celebrian, rischia infine di perdere la figlia per sempre; ha visto i regni degli Elfi prosperare ed ora vive il loro pur luminoso autunno; ha visto la grandezza degli Uomini ma anche la loro caduta, ha visto Isildur stesso esitare e desistere dalla distruzione totale del male. Aragorn dal canto suo sa di essere destinato a grandi cose ma coltiva dei legittimi dubbi, prende consapevolezza di sé a poco a poco; sa, come insegna la Storia, che labile è il confine tra la gloria e la caduta; è riconoscente verso Elrond per ciò che ha fatto per lui e il suo popolo, ora però il suo amore per Arwen può mettere alla prova i suoi rapporti con il suo padre adottivo. C’è parecchia carne al fuoco!

Eldalie, a voi la parola!

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Scritto il 10-01-2004 11:13
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nauredhriw

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Naerfindel il 10-01-2004 11:13 ha scritto:
Alla fine della III Era, Elrond ha il compito delicatissimo di sconfiggere il male rappresentato da Sauron e di lasciare la Terra di Mezzo in mano agli Uomini, conscio com’è del fatto che sono loro il futuro e che il tempo degli Elfi sta volgendo al termine.


Per Elrond però le decisioni a livello politico (passatemi il termine) e personale si intrecciano. Affinché tutto vada a buon fine, egli deve puntare sul destino di un Uomo, vale a dire Aragorn. Elrond lo accoglie nella sua Casa, ben sapendo quale è l’importanza di quel ragazzo, ultimo discendente dei Re degli Uomini, nonché di suo fratello Elros. Io ho sempre ritenuto che Elrond avesse profonda fiducia nelle capacità e nel destino di Aragorn, e che abbia svolto la sua funzione di tutoraggio in maniera egregia.


Le cose sembrano cambiare quando il Dunedain si innamora, ricambiato, di Arwen. A quel punto di che cosa ha più paura Elrond? Di perdere per sempre sua figlia o che Aragorn fallisca al suo destino? Sembra quasi che il signore di Imladris faccia fatica ad accettare il fatto che il destino della Terra di Mezzo e degli Uomini, a cui egli tiene moltissimo, sia così strettamente legato al suo destino personale e a quello della sua famiglia. Ma credo che proprio per questo il personaggio di Elrond sia ancor più da apprezzare: egli, come molti dei grandi, si trova a vivere una profonda lacerazione interiore. E questo non può che esaltare la sua grandezza.


Beh, il conflitto tra amore e dovere, tra ragione e sentimento, è uno dei più sfruttati in letteratura per creare trame affascinanti. Tuttavia, in questo caso il conflitto non è così forte. Infatti, se Ainwen rimane con Aragorn, accetta di deporre la sua parte elfica per divenire umana a tutti gli effetti, dunque il destino della TdM non cambia punto. Cambia certo il destino personale di Elrond, che perde suo figlio.

Non ricordo cosa significa il nome Elrond, ma per me il suo nome potrebbe benissimo essere: Abnegazione. Egli mette il bene della Terra di Mezzo sopra tutto, è veramente uno spirito altissimo e lungimirante, uno dei miei personaggi preferiti.


Alla luce di questo, quale credete possa essere stato il rapporto vero, profondo che intercorre tra Aragorn ed Elrond?


Mi ha sempre colpito moltissimo la fiducia che egli ripone in Aragorn, erede di quell'Isildur che non si era comportato poi tanto bene: molte battaglie avrebbe egli potuto risparmiare alla già provatissima Arda se non avesse ceduto al fascino dell'anello. Egli sa che l'uomo può scegliere tra il Bene e il Male, ma sa anche che il tempo degli Elfi è finito: ha ascoltato con attenzione il canto degli Ainur, e sa che questa è l'unica scelta da fare. La sua natura elfica lo rende ancor più degno di Gandalf, che conosce anche lui da buon Maia Istar i disegni di Iluvatar ma non è turbato nel suo compito da alcun rapporto di sangue, come quelli che tu hai messo così bene in luce.

nauredhriw

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Scritto il 10-01-2004 12:39
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Naerfindel

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nauredhriw il 10-01-2004 12:39 ha scritto:
[

... se Ainwen rimane con Aragorn... Cambia certo il destino personale di Elrond, che perde suo figlio.


E' la seconda volta che incontro qualcuno che chiama Arwen col nome di Ainwen. Me lo spieghi per favore? In ogni caso era una figlia (e scusa per la pignoleria )



Non ricordo cosa significa il nome Elrond, ma per me il suo nome potrebbe benissimo essere: Abnegazione.


Elrond = volta stellata o volta di stelle.


Egli mette il bene della Terra di Mezzo sopra tutto, è veramente uno spirito altissimo e lungimirante, uno dei miei personaggi preferiti.
Mi ha sempre colpito moltissimo la fiducia che egli ripone in Aragorn, erede di quell'Isildur che non si era comportato poi tanto bene: molte battaglie avrebbe egli potuto risparmiare alla già provatissima Arda se non avesse ceduto al fascino dell'anello.


Condivido in pieno . Egli riesce a fidarsi totalmente di Aragorn anche se i precedenti, che egli conosce, non sono incoraggianti. Qualche remora riguardo ad averlo come genero, ma nessuno è perfetto.


Egli sa che l'uomo può scegliere tra il Bene e il Male, ma sa anche che il tempo degli Elfi è finito: ha ascoltato con attenzione il canto degli Ainur, e sa che questa è l'unica scelta da fare. La sua natura elfica lo rende ancor più degno di Gandalf, che conosce anche lui da buon Maia Istar i disegni di Iluvatar ma non è turbato nel suo compito da alcun rapporto di sangue, come quelli che tu hai messo così bene in luce.


Come avrebbe fatto Elrond ad ascoltare il canto delgi Ainur? Questo è un passaggio che non capisco. Intendi qualcosa legato alla sua istruzione e formazione, o altro?

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Scritto il 10-01-2004 18:49
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nauredhriw

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Naerfindel il 10-01-2004 18:49 ha scritto:
nauredhriw il 10-01-2004 12:39 ha scritto:
[


... se Ainwen rimane con Aragorn... Cambia certo il destino personale di Elrond, che perde suo figlio.



E' la seconda volta che incontro qualcuno che chiama Arwen col nome di Ainwen. Me lo spieghi per favore? In ogni caso era una figlia (e scusa per la pignoleria )


Madonna che casino ho fatto! Dunque, ho detto Ainwen al posto di Arwen perché stavo discutendo nel frattempo anche con un'amica della comunità con questo nick: ho scritto poi "figlio" al posto di "figlia" semplicemente per una svista












Egli sa che l'uomo può scegliere tra il Bene e il Male, ma sa anche che il tempo degli Elfi è finito: ha ascoltato con attenzione il canto degli Ainur, e sa che questa è l'unica scelta da fare. La sua natura elfica lo rende ancor più degno di Gandalf, che conosce anche lui da buon Maia Istar i disegni di Iluvatar ma non è turbato nel suo compito da alcun rapporto di sangue, come quelli che tu hai messo così bene in luce.




Come avrebbe fatto Elrond ad ascoltare il canto delgi Ainur? Questo è un passaggio che non capisco. Intendi qualcosa legato alla sua istruzione e formazione, o altro?


Pensavo che gli Elfi possedessero una sorta di istinto che li porta ad agire secondo quanto predisposto dal canto degli Ainur, a differenza degli Uomini che sono liberi di scegliere: non intendevo dire che lo sapeva coscientemente, ma che l'istitnto elfico, per così dire, lo spingeva ad agire così. In effetti la mia espressione è un po' oscura, ma mi piaceva tanto e ce l'ho messa

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Scritto il 10-01-2004 19:01
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Mornon

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nauredhriw il 10-01-2004 19:01 ha scritto:
Pensavo che gli Elfi possedessero una sorta di istinto che li porta ad agire secondo quanto predisposto dal canto degli Ainur, a differenza degli Uomini che sono liberi di scegliere: non intendevo dire che lo sapeva coscientemente, ma che l'istitnto elfico, per così dire, lo spingeva ad agire così


Onestamente, anche visto che Ilúvatar dice "che per le altre creature sarà come un destino" (Silm), io l'ho sempre vista come una cosa che non dipende dalla creatura in sé ("istinto elfico"), ma indipendente. Loro non agiscono cosí perché il loro istinto li fa agire cosí (anche perché all'istinto ci si può ribellare), ma perché è scritto che agiscano cosí...

Possiamo diventare adulti fuori. Dobbiamo rimanere bambini dentro.

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Scritto il 10-01-2004 19:41
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Arwen_Undomiel85

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Io credo che il conflitto interiore di Elrond sia veramente grande!
Elrond secondo me, vuole bene ad Aragorn come a un figlio, in più ha grandi aspettative per lui! Quando lui s'innamora di sua figlia penso si sia sentito molto combattuto, sarà stato felice perchè Aragorn poteva essere, in futuro, un degno sposo per la sua amatissima figlia e triste perchè avrebbe significato perderla!
Dopo i dubbi iniziali credo che abbia capito che la figlia amasse sinceramente Aragorn e che l'unica cosa giusta da fare era continuare ad educare Aragorn come avrebbe dovuto!

Lasto beth nin, tolo dan na ngalad.

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Scritto il 11-01-2004 12:54
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Melinde

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Piacevolmente colpita sul vivo dal bellissimo topic...
Elrond è un personaggio bellissimo e ammirevole.
Una delle poche cose che non perdono al film è aver fatto un Elrond così incarognito con gli Uomini, quando il Sire di Imladris (onore alla mia Allenaza) ama Aragorn come un figlio e concede agli Uomini una fidicia, in quel frangente, difficile da dare.
Ho letto e riletto molte volte nelle Appendici di SdA la parte della Storia di Aragorn e Arwen, e quando Elrond legge nel cuore del giovane Dunadan l'amore appena nato per Arwen, comprende ciò che può derivarne. Ma non aggredisce il giovane e non si tira ndietro rispetto al suo destino e alle sue responsabilità.
Quando parla con il ventenne Aragorn, non gli nasconde i dolori e le difficoltà in cui tutti e tre, Elrond, Aragorn e Arwen, saranno coinvolti. Tuttavia gli infonde coraggio, è veramente come un padre dovrebbe essere.

...guardando gravemente il giovane, gli disse: "Gli anni porteranno ciò che vorranno portare. Non riparleremo più di ciò prima che ne siano trascorsi molti altri. I giorni si rabbuiano, e il male incombe".
Allora Aragorn si congedò affettuosamente da Elrond.

L'amore di Elrond per la figlia è così profondo da non essere possessivo, nonostante il dolore che ne deriverà. Ed è chiaro che nche per Aragorn egli ha un affetto profondo e una stima grandissima.




Melindë
"Impagabile è la gioia di un libro, la cui lettura dirada la tenebra della notte e fa luce ai tuoi stessi pensieri; quando rischiara il moto oscuro del sangue" (D.M.Turoldo)

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Scritto il 11-01-2004 16:54
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nauredhriw

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Mornon il 10-01-2004 19:41 ha scritto:
nauredhriw il 10-01-2004 19:01 ha scritto:
Pensavo che gli Elfi possedessero una sorta di istinto che li porta ad agire secondo quanto predisposto dal canto degli Ainur, a differenza degli Uomini che sono liberi di scegliere: non intendevo dire che lo sapeva coscientemente, ma che l'istitnto elfico, per così dire, lo spingeva ad agire così



Onestamente, anche visto che Ilúvatar dice "che per le altre creature sarà come un destino" (Silm), io l'ho sempre vista come una cosa che non dipende dalla creatura in sé ("istinto elfico"), ma indipendente. Loro non agiscono cosí perché il loro istinto li fa agire cosí (anche perché all'istinto ci si può ribellare), ma perché è scritto che agiscano cosí...




Pensavo che Elrond, un po' come Galadriel, avesse in qualche modo poteri di preveggenza, come ha detto Arwen in un altro post. In realtà, pensavo che tutti gli Elfi, o perlomeno le tre stirpi che avevano dimorato in Aman li possedessero. Certo Galadriel è una Noldor antichissima, mi sembra invece di ricordare che Elrond è più giovane. Ma ne so troppo poco per mettermi a discutere. Quando avrò finito con San Paolo mi rileggerò il Silmarillion, certamente sarà una lettura più piacevole

nauredhriw

"E' un piacere prezioso, muschioso, aprire un vecchio libro" E. Dickinson

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Scritto il 11-01-2004 17:14
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romarie

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Non è poi molto difficle capire il rapporto esistente tra Elrond ed Aragorn credetemi,basta essere un genitore e tutto diventa subito chiaro come un giorno di sole.
Elrond è profondamente affezionato ad Aragorn (non sono solo "speranze" per la terra di mezzo quelle che ripone in lui),lo cresce e lo prepara alla vita come solo un padre può fare e ci mette tutto se stesso in questo,ma appunto perchè è un padre pieno d'amore non è (nè potrebbe esserlo mai) felice di consegnare sua figlia alla morte.
Arwen potrebbe vivere fino alla fine di Arda,conservandosi sempre giovane e sceglie di morire,ditemi : quale padre non si opporrebbe?
Pure Elrond alla fine la consegna volontariamente a quel destino che tanto avrebbe voluto evitarle e lo fa per amore sia di Arwen che di Aragorn.
Quì non centra quanto Aragorn possa o meno essere utile alla TdM o quanto possa contribuire a sconfiggere il male incarnato da Sauron,quì c'è solo un padre che trascende se stesso,supera il suo egoismo di genitore (lo siamo egoisti,credetemi) e si fa violenza per vedere "i suoi figli felici".
quanto poi a come tutto questo sia stato interpretato nel film non ho nulla di negativo da commentare : aspettate l'incoronazione di Aragorn e vi accorgerete di quanto amore il sire di Imladris nutra per Arwen e per Aragorn e di quanto gli costi questo amore,basterà che lo guardiate in viso,allora si che capirete.

Il diritto di scegliere come coesistere è nostro,a meno che non vogliamo rinunciarvi volontariamente. by Viggo Mortensen

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Scritto il 12-01-2004 00:34
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Naerfindel

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Melinde il 11-01-2004 16:54 ha scritto:
Piacevolmente colpita sul vivo dal bellissimo topic...


Ti ringrazio, è un pezzo che ci rimuginavo su.


Elrond è un personaggio bellissimo e ammirevole.

Una delle poche cose che non perdono al film è aver fatto un Elrond così incarognito con gli Uomini, quando il Sire di Imladris ama Aragorn come un figlio e concede agli Uomini una fiducia, in quel frangente, difficile da dare.


Preveggenza elfica? Non solo, credo che, come dici tu, la fiducia arrivi proprio dal fatto che Elrond sa bene quali siano le possibilità e le risorse di Aragorn. E come padre adottivo gli era anche comodo scommettere su di lui.


Ho letto e riletto molte volte nelle Appendici di SdA la parte della Storia di Aragorn e Arwen, e quando Elrond legge nel cuore del giovane Dunadan l'amore appena nato per Arwen, comprende ciò che può derivarne. Ma non aggredisce il giovane e non si tira ndietro rispetto al suo destino e alle sue responsabilità. Quando parla con il ventenne Aragorn, non gli nasconde i dolori e le difficoltà in cui tutti e tre, Elrond, Aragorn e Arwen, saranno coinvolti. Tuttavia gli infonde coraggio, è veramente come un padre dovrebbe essere.

...guardando gravemente il giovane, gli disse: "Gli anni porteranno ciò che vorranno portare. Non riparleremo più di ciò prima che ne siano trascorsi molti altri. I giorni si rabbuiano, e il male incombe".
Allora Aragorn si congedò affettuosamente da Elrond.


Penso che la grandezza del personaggio e la sua serenità nel porsi d'innanzi al futuro, della sua famiglia e della TdM, siano tutte racchiuse in quest'ultima citazione.


... è un padre pieno d'amore non è (nè potrebbe esserlo mai) felice di consegnare sua figlia alla morte.
Arwen potrebbe vivere fino alla fine di Arda,conservandosi sempre giovane e sceglie di morire,ditemi : quale padre non si opporrebbe?
Pure Elrond alla fine la consegna volontariamente a quel destino che tanto avrebbe voluto evitarle e lo fa per amore sia di Arwen che di Aragorn.


In effetti dal suo punto di vista, non sarebbe da biasimare se avesse scelto di portare con sè Arwen a Valinor, o di attenderla fino a che il caro genero non avesse conclusi il suo cammino terreno.

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Scritto il 12-01-2004 11:22
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nimindil

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Melinde:
L'amore di Elrond per la figlia è così profondo da non essere possessivo

Mi pare che Elrond, nelle appendici del SDA, prima che Aragorn parta con la Compagnia gli dica "tale sara' la sua scelta" riferendosi ad Arwen e alla partenza per Valinor. In questo punto mi sembra un po' possessivo.
Comunque credo che giochi una componente anche il fatto che Elros, il fratello di Elrond, abbia scelto il destino degli uomini. Forse Elrond pensa anche a questo quando non vorrebbe che la figlia rinunciasse all'immortalita'.
Pero' credo che alla fine il desiderio di ogni genitore sia quello di vedere il proprio figlio felice, quindi Elrond ha concesso la mano di Arwen ad Aragorn nella consapevolezza che questa sia stata la scelta "giusta".

Naerfindel:
In effetti dal suo punto di vista, non sarebbe da biasimare se avesse scelto di portare con sè Arwen a Valinor, o di attenderla fino a che il caro genero non avesse conclusi il suo cammino terreno.


scusate la domanda super cretina: ma anche i numenoreani vanno a Valinor?

Nimindil


L'intuito non mente allorche' ci bisbiglia: non sei polvere, tu sei magia! (R. Bach)

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Scritto il 12-01-2004 12:29
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Mornon

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nimindil il 12-01-2004 12:29 ha scritto:
anche i numenoreani vanno a Valinor?


Quelli sopravvissuti all'Inabissamento? Che io sappia no, non mi pare sia detto da nessuna parte che qualcun altro, oltre agli Elfi, avesse tale possibilità...

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Scritto il 12-01-2004 14:58
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Naerfindel

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nimindil il 12-01-2004 12:29 ha scritto:

Comunque credo che giochi una componente anche il fatto che Elros, il fratello di Elrond, abbia scelto il destino degli uomini. Forse Elrond pensa anche a questo quando non vorrebbe che la figlia rinunciasse all'immortalita'.


In effetti, nella storia personale di Elrond, va considerato anche il distacco dal fratello Elros; non per essere psicanalitico, ma tutti questi piccoli traumi famigliari non possono non aver influenzato il saggio Elrond. Egli ben sapeva a cosa andava incontro Arwen: era già la seconda volta che gli capitava una cosa del genere in famiglia.

Una domanda: ma Elrond e Elros si sono più incontrati dopo che il secondo è diventato Re a Numenor?

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Scritto il 12-01-2004 19:42
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Ingil

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Vorrei allargare la discussione.Elrond ha 2 figli gemelli che non partono sicuramente per Valinor con lui e come mezzelfi posso scegliere a quale razza appartenere,non conosciamo la loro scelta e questo è sicuramente un altro pensiero per il nostro Elrond.

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Scritto il 12-01-2004 22:02
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Melinde

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Mi sa che molti, molti davvero sono i dolori familiari di Elrond. Cominciano da bambino, con l'attacco fratricida alle foci del Sirion, il padre che era lontano, sua madre che si getta in mare, il rapimento...
Ora, al di là del naturale desiderio di riunione con i propri cari, Elrond è diviso tra le due stirpi fin dall'inizio, a entrambe probabilmente sente di appartenere, pur avendo scelto gli Elfi (infatti continua ad essere chiamato Mezzelfo, è quais un titolo onorifico, pensate a quanto è eccezionale il modo di Tolkien di valorizzare i "mezzosangue"...).
Sebbene desideri per la figlia la gioia incorruttibile di Valinor, non avrà visto negli occhi del giovane Estel qualcosa che lo ha convinto ad avere fiducia in lui? Un riflesso di Elros, un riflesso di Earendil suo padre, prima ancora che di Isildur e della debolezza degli Uomini? Fiducia non solo politicamente (poteva anche essere un calcolo, il gusto di programmare il destino di Gondor e Arnor! Ma questo non si addice a Elrond...), ma soprattutto umanamente (elficamente?), con il cuore di padre.


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Scritto il 13-01-2004 08:54
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romarie

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3037
Indubbiamente la fducia che elrond ripone in Aragorn è grande e va ben al di là di un mero discorso "politico",l'ha cresciuto e lo conosce bene(forse persino meglio di quanto Aragorn conosca se stesso),sa fino a che punto di "grandezza" può giungere e sa altrettanto bene fin dove arriva il suo amore per Arwen.
Il cuore di un padre che possegga la saggezza del Sire di imladris vede molto lontano ed egli conosce i suoi figli,tant'è che in ultimo tra la proprio "egoistica felicità" e la felicità, sia pur dal suo punto di vista di breve durata, di Arwen ed Aragorn sceglie quest'ultima.
E questo a mio avviso è fidarsi dei propri figli e della bontà delle loro scelte fino in fondo

Il diritto di scegliere come coesistere è nostro,a meno che non vogliamo rinunciarvi volontariamente. by Viggo Mortensen

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Scritto il 13-01-2004 09:15
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