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  1. ATTENZIONE: LAVORI IN CORSO
Tolleranza, immigrati e religione
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Mornon

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Silmaril Silmaril Silmaril
anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere
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éowyn77 il 31-08-2004 17:27 ha scritto:
sapete tutti quante armi da fuoco circolino negli stati uniti tra la gente comune, quasi tutti hanno un'arma in casa e sapete perché? perché dicono che ci sono in giro troppi neri


Non è cosí semplice... di certo la questione razziale può essere una delle motivazioni che portano alla diffusione delle armi, ma c'è almeno un altro aspetto da considerare: a differenza di altri stati, Italia compresa, in certi stati degli USA c'è il diritto di difesa della proprietà. Cosa dice questo diritto? In pratica, se io mi trovo in casa uno sconosciuto (magari la notte vengo svegliato da un rumore), ho il diritto di difendere la mia proprietà (e, ovviamente, me stesso) dando contro allo sconosciuto (che non dovrebbe essere dov'è, ossia nella proprietà altrui, oltretutto una proprietà chiusa). Viceversa, in Italia questo diritto non c'è, e si arriva a situazione che potrebbero benissimo essere definite paradossali: trovo un ladro in casa mia, lo chiudo a chiave in una stanza per aspettare l'arrivo della polizia, in modo che possa arrestarlo; facendo quello, sono passibile di denuncia per sequestro di persona (caso veramente accaduto). E, appunto, in Italia ci sono meno armi che in questi stati (anche perché la vendita non è libera).
Ora, non so quanto l'aspetto razziale ("Il nero cattivo") conti rispetto a quello generico ("Il delinquente"), ma penso che quel diritto influenzi non poco.


io sono favorevole all'espulsione degli immigrati "pericolosi", se devono stare in italia per fare concorrenza ai nostri malviventi francamente non vedo che società multirazziale possa coesistere in queste condizioni


L'idea di fondo nella questione del lavoro per l'ingresso degli immigrati è proprio questa, infatti

Possiamo diventare adulti fuori. Dobbiamo rimanere bambini dentro.

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Scritto il 31-08-2004 18:16
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Pièveloce Mezzoelfo

foglia di Telperion
Silmaril
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Allora.. prima cosa rispondo a Mornon a proposito della Bossi Fini.. prova solo a pensare... con la difficoltà che c'è oggi in Italia per trovare lavoro e i lunghi tempi burocratici per assunzioni ecc ecc... io sono un immigrato... ho un lavoro e quindi posso stare in Italia... il capo mi paga 500 euro al mese... poi 300 e io che faccio protesto? si certo così mi licenzia e me ne torno a casuccia a fare la fame... Monfalcone con il cantiere è piena di immigrati ed è triste ammetterlo, nonostante le eccezioni.. sono molto ma molto più educati e civili degli italiani... ancora più triste ammettere che qui da noi con gli arrivi dal meridione abbiamo dovuto aprire un centro antimafia.. c'è stato un omicidio di stampo mafioso.. la polizia visita le scuole medie cittadine quasi ogni giorno... ma io ho mille amici tra i meridionali quindi non posso giudicare nessuno Mornon e non sono un po' xenofobo come tu dici che tutti noi siamo. Ho visto coi miei occhi una paga di un lavoratore del Bangladesh in cantiere... un foglio fatto con Word.. Paga: 320 euro... al mese... ma stiamo scherzando??? La galera ci vorrebbe per sta gente... loro e i politici felici e contenti a rubarsi l'aria in galera.

Una buona occasione nella vita si presenta sempre. L'importante è saperla riconoscere.

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Scritto il 01-09-2004 09:01
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Inklings

anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere
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La discussione é molto interessante e spero di poter dare un piccolo contributo con alcune personali riflessioni.

Sulla "chiusura del nostro Paese", credo che sia un'affermazione un tantino azzardata.
Mi dispiace contraddire chi sostiene che l'Italia non é matura per accogliere le diversità ed integrarsi con loro. Questo é un grosso errore storico.
Credo che pochi paesi al mondo possano vantare un "meticiaggio" come l'Italia.
I popoli del nord (dalla Germania in su) sono identificabilissimi perché hanno al 99% tutti gli stessi tratti somatici; provate a confrontare un siciliano e un calabrese o addirittura due siciliani. Nei secoli siamo stati il Paese che maggiormente ha accolto (anche con la forza) popoli diversi (Greci, Arabi, Francesi, Spagnoli o Americani) subendone anche l'influenza ( e non solo culturale!).
Il popolo italiano (quello del Sud per ragioni storiche lo é maggiormente) é molto ospitale e aperto allo "straniero". ma una cosa é il popolo, un'altra é lo Stato.
Lo Stato vive di regole necessarie affinché si eviti il collasso della comunità. Se a casa mia posso ospitare e sfamare 30 persone (comprese i miei figli) e se ne presentano 200, non é razzismo o chiusura il diniego a farli entrare. Lo si puo' fare una volta, posso strigemi, ridimensionare il cibo ma sempre é impossibile causa la crisi del mio "mondo".
La stessa regola vale per i reati commessi dall'ospite.
Se ti permetto di stare a casa mia, non ti autorizzo a portati via un soprammobile.
Provate a "vivere" la stessa situazione immaginandovi la vostra casa. Credetimi, tutti nel proprio animo diventano intolleranti se gli si tocca la propria casa o i propri averi.

Sono solo piccole riflessioni che mi piacerebbe confrontare con le vostre.

Spero di essere stato almeno chiaro (anche perché sono al lavoro e non ho molto tempo per rivedere lo scritto).

Un saluto

Inklings

Nessun fenomeno al Mondo,
potrà mai impedire al Sole di risorgere.

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Scritto il 01-09-2004 09:50
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Leron-x

Silmaril Silmaril Silmaril
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Credo che pochi paesi al mondo possano vantare un "meticiaggio" come l'Italia.
I popoli del nord (dalla Germania in su) sono identificabilissimi perché hanno al 99% tutti gli stessi tratti somatici; provate a confrontare un siciliano e un calabrese o addirittura due siciliani. Nei secoli siamo stati il Paese che maggiormente ha accolto (anche con la forza) popoli diversi (Greci, Arabi, Francesi, Spagnoli o Americani) subendone anche l'influenza ( e non solo culturale!).


Questo non è dovuto all'ospitalità, ma alla posizione! Non credo che avere ingressi forzati da parte di immigrati (dalla Magnagrecia in poi come hai scritto tu) abbia sensibilizzato poi tanto la popolazione! Di certo il Meridione ha meno pregiudizi verso gli immigrati perchè ci siamo uniti, conviviamo, la Puglia (dove abito) è piena di Albanesi molto più italiani di certi Milanesi!!

Lo Stato vive di regole necessarie affinché si eviti il collasso della comunità. Se a casa mia posso ospitare e sfamare 30 persone (comprese i miei figli) e se ne presentano 200, non é razzismo o chiusura il diniego a farli entrare. Lo si puo' fare una volta, posso strigemi, ridimensionare il cibo ma sempre é impossibile causa la crisi del mio "mondo".
La stessa regola vale per i reati commessi dall'ospite.
Se ti permetto di stare a casa mia, non ti autorizzo a portati via un soprammobile.
Provate a "vivere" la stessa situazione immaginandovi la vostra casa. Credetimi, tutti nel proprio animo diventano intolleranti se gli si tocca la propria casa o i propri averi.


Lo spazio in Italia non manca, è solo mal utilizzato (come quasi ogni altra risorsa del resto)!!! Inoltre molti immigrati sono solo di pasaggio per raggiungere i Paesi del Nord Europa, più bisognosi di manodopera sottopagata, meno scrupolosi e con meno pregiudizi degli Italiani! Per quanto riguarda la criminalità se ne è già discusso: uno straniero ha le stesse possibilità di diventare criminale di qualsiasi italiano disoccupato!

"Nell'universo si combattono due forze.
La Luce e l'Ombra.
La Luce lotta per cancellare le Tenebre
L'Oscurità combatte per coprire la Luce.
Ma in ogni cosa Luce ed Ombra convivono".
CURATE IL VOSTRO LATO OSCURO

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Scritto il 01-09-2004 10:12
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Erfea

foglia di Telperion
Silmaril
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Inklings il 01-09-2004 09:50 ha scritto:
La discussione é molto interessante e spero di poter dare un piccolo contributo con alcune personali riflessioni.

Sulla "chiusura del nostro Paese", credo che sia un'affermazione un tantino azzardata.
Mi dispiace contraddire chi sostiene che l'Italia non é matura per accogliere le diversità ed integrarsi con loro. Questo é un grosso errore storico.
Credo che pochi paesi al mondo possano vantare un "meticiaggio" come l'Italia.
I popoli del nord (dalla Germania in su) sono identificabilissimi perché hanno al 99% tutti gli stessi tratti somatici; provate a confrontare un siciliano e un calabrese o addirittura due siciliani. Nei secoli siamo stati il Paese che maggiormente ha accolto (anche con la forza) popoli diversi (Greci, Arabi, Francesi, Spagnoli o Americani) subendone anche l'influenza ( e non solo culturale!).
Il popolo italiano (quello del Sud per ragioni storiche lo é maggiormente) é molto ospitale e aperto allo "straniero". ma una cosa é il popolo, un'altra é lo Stato.
Lo Stato vive di regole necessarie affinché si eviti il collasso della comunità. Se a casa mia posso ospitare e sfamare 30 persone (comprese i miei figli) e se ne presentano 200, non é razzismo o chiusura il diniego a farli entrare. Lo si puo' fare una volta, posso strigemi, ridimensionare il cibo ma sempre é impossibile causa la crisi del mio "mondo".
La stessa regola vale per i reati commessi dall'ospite.
Se ti permetto di stare a casa mia, non ti autorizzo a portati via un soprammobile.
Provate a "vivere" la stessa situazione immaginandovi la vostra casa. Credetimi, tutti nel proprio animo diventano intolleranti se gli si tocca la propria casa o i propri averi.

Sono solo piccole riflessioni che mi piacerebbe confrontare con le vostre.

Spero di essere stato almeno chiaro (anche perché sono al lavoro e non ho molto tempo per rivedere lo scritto).

Un saluto

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Sì, ma tutto quanto tu dici accadeva molti secoli orsono...se dobbiamo seguire il medesimo principio, allora anche altri stati come la grecia, lo stesso iraq, l'egitto ed altri ancora, risultano essere il frutto di notevoli incroci etnici e culturali...inoltre, nel caso dell'Italia meridionale, per esempio, si è trattato spesso di una conquista militare che ha portato, tra i suoi effetti, un rimescolamento dei geni e quant'altro...credo che sia un caso diverso da quello che si prospetta oggi: se gli spagnoli del XVI sec. venivano a Napoli per impadronirsi del regno, non lo facevano certo per le medesime ragioni per cui oggi gli immigrati, clandestini o meno, giungono in Italia. Mi sembra che il problema del Conquistador Spagnolo non fosse certo quello di trovare un lavoro (per i cavalieri spagnoli, figli cadetti, l'unica occupazione privilegiata era fare il soldato e godere dei risultati della guerra)...problema che invece riguarda la maggioranza degli immigrati che adesso arrivano da noi..



"Per un istante egli obliò ogni cosa e gli parve di intrapendere sentieri che nessun altro essere aveva mai percorso: lucida allora gli parve l'immagine di Elwen dinanzi a sè e nel suo cuore baluginò la speranza che ad altri toccasse l'arduo cammino intrapeso anni prima. Infine tutto disparve ed egli ascoltò nuovamente il lamento delle armature scosse da fredde lame, i gemiti degli uomini morire nella triste alba e le oscene voci dei Nazgul reclamare la preda perduta: la realtà penetrò allora in lui, simile ad un rapido coltello ed egli si scosse ché la guerra lo chiamava alla sua folle danza" Da "Il Raconto del marinaio e del Re Stregone" di D.F.A. Elia, pag. 24

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Scritto il 01-09-2004 10:22
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Anacarnil di Laurelindórenan

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Io sono il vostro alibi la belva silenziosa
il tuo capro espiatorio l’uomo nero
l’incubo la paura che ti porti dentro
la notte che non passa mai.


(Rachid in "Gente Tranquilla", Subsonica, album "Amorematico", edito da Mescal) (tratto da www.subsonica.it)

Questo passo (il cui originale, in arabo, non sono riuscito a trovare), cantato dal rapper marocchino Rachid, credo riassuma bene i sentimenti di xenofobia diffusi nella gente. Xenofobia nel senso corretto di paura dello straniero, del diverso. E' un sentimento profondamente intrinseco dell'essere umano, a mio avviso: infatti, trovo spesso persone che pur mostrandosi generose ed umane con gli immigrati con cui si trovano a convivere, non riescono a non nascondere tracce di xenofobia rivelate da frasi quali "anche i romeni sono cattivi" o "è buono, anche se è un meridionale".
Ma non è solo il colore della pelle o la terra di origine a far differenza: un immigrato curato nell'aspetto e integrato nella vita sociale "standard" non subirà lo stesso trattamento di un immigrato dalle mani rugose dal lavoro, che manda gran parte del suo stipendio ai parenti lontani e che non li spende per abiti all'ultima moda. Alla fin fine, che si tratti di immigrati o italiani, spesso si giudica dall'apparenza.

Faccio una riflessione sulla Bossi-Fini, e, più in generale, sui principi che ispirano questa e altre leggi sull'immigrazione.
L'idea che l'immigrato debba per forza avere, o trovare entro brevissimo termine, un lavoro per sostentarsi mi pare figlia di due considerazioni:
1) che i cittadini debbano essere ingranaggi di un sistema economico
2) che l'azienda in Italia (ma forse anche altrove, non mi pronuncio) è sempre pronta ad assumere nuovi dipendenti è la delinquenza.

Dette così, sono affermazioni un pò forti, dunque, vedo di chiarirle.
Uno Stato è una macchina economica, i cittadini hanno bisogni economici ed è la moneta (che si dovrebbe ottenere tramite un lavoro, a meno di possedere grandi patrimoni) lo strumento per la soddisfazione di tali bisogni. Lo Stato è solo questo? Ritengo di no. Lo Stato dovrebbe essere prima di tutto una comunità di persone, in cui è utile a tutti che ognuno sia messo in condizioni di sostentarsi. Forse non tutti gli immigrati sono capaci in questo breve termine di tempo di trovare un lavoro, forse non hanno neanche i mezzi (ad esempio titoli di studio riconosciuti) per lavori di non semplice manovalanza. Se i centri di prima accoglienza non fossero semplicemente dei capannoni dove stoccare gli immigrati in attesa di rimetterli in salute o di un mezzo per rispedirli a casa tutti assieme, ma funzionassero anche per aiutare la persona a cercare lavoro, con corsi di formazione o attraverso creazione di cooperative di lavoro?
Naturalmente avrebbe il suo costo, e naturalmente potrebbe non essere di così facile realizzazione pratica. Ma mi chiedo quante volte sia stato preso in considerazione questo principio.

La seconda considerazione (su cui ho una battutina che non posso riportare qui in forum) nasce da una situazione che non ha nulla a che vedere con gli immigrati. Se la delinquenza in Italia è molto diffusa, la colpa non è di chi viene da fuori. Qualcuno obietterà che esistono bande criminali con a capo nigeriane, romeni, albanesi... io gli rispondo che in tutti i lavori si fa carriera. Sono fondamentalmente ottimista per quanto riguarda l'uomo: non credo siano molte le persone istintivamente portate per il crimine, credo piuttosto che la maggior parte che ne entri lo faccia per necessità. E su questa mia considerazione, concludo dicendo che il problema è da risolvere all'origine.

Una legge fatta con i fiocchi che permetterebbe all'Italia di accogliere immigrati senza problemi risolverebbe l'intolleranza e la xenofobia? Io credo di no, almeno non nel breve periodo. Ci vorranno generazioni perché i pregiudizi e vecchie concezioni radicate diventino di nicchia.

"Che freddo stagno, per fare un bagno, [buRRozo] sììì, se mi riesce, io cerco un pesce, [buRRozo] sììì" [LdT, adattamenti propri

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Scritto il 01-09-2004 11:23
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Mornon

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Sulla xenofobia, non posso che rimandare al messaggio di Laurelin che, forse, con le sue conoscenze ha spiegato meglio di me cosa intendevo dire: la xenofobia è un istinto naturale, e, onestamente, per quanto aperti si possa essere non so se sia possibile sopprimere completamente un istinto naturale, quale che sia. Forse, si fa (parziale?) confusione col razzismo, ma questo è solo un mio sospetto...
Per la legge, quanto tu dici può anche essere vero; ma, come ho detto a fronte del discorso con chi la legge ha letto (che mi pare un punto di partenza non da poco, che non so quanti, tra noi, possano vantare), il principio è buono (per evitare che disoccupati si diano alla delinquenza), ma la legge da perfezionare; in ogni caso, come ho detto, per dire qualcosa di piú sicuro devo prima leggerla. Per la paga qui la discussione si fa anche piú complessa: tu giustamente parli del rischio di licenziamento, ma anche per i datori ci sarebbe rischio, se tale paga fosse dimostrata, e, in teoria (non conosco la legislazione in materia), il lavoratore potrebbe essere difeso. Poi, bisogna fare una legislazione adatta al caso. Come detto, in fondo buona, ma da perfezionare.
Sullo spazio in Italia... poniamo anche che non manchi (opinabile), e che sia possibile in breve sfruttarlo meglio (idem), in quanto a risorse come siamo messi? Materie prime non molte, anche per l'elettricità siamo obbligati a comprarne dall'estero, ecc... Forse, il discorso da fare è un po' piú ampio, e complesso...
Sulla possibilità di diventare criminale Leron ha ragione, ma qual è il problema? Ragionamento di fondo alla legge: se stai qui per essere onesto e lavorare, sei benvenuto; se non lavori, e quindi rischi di diventare un delinquente, ti rimandiamo a casa. Applichiamolo parimenti a un italiano: lo rimandiamo a casa. Ossia? In Italia... la legge è applicata, con pari criterio. La criminalità c'è già da noi, almeno rischiare di aumentarla dall'esterno: certo, anche un italiano potrebbe diventare un delinquente, ma, di fatto, è una persona nata, non accolta, in Italia, e la sua casa è in Italia. La differenza non è poca cosa, nell'ambito di una simile legge... Il problema, su italiani, deve quindi essere affrontato in modo diverso.
Il trovare lavoro nel "breve termine"... "breve" che è uguale a... ? Perché mi pare inutile continuare a dire "breve", finché non si riporta il brano della legge, dove questo "breve" è quantificato... perché su questa legge ci sono già state mille notizie poi risultate false...


Leron-x il 01-09-2004 10:12 ha scritto:
Questo non è dovuto all'ospitalità, ma alla posizione


Quando c'è stata l'arrivo di forza, sí; ma, se nella storia ci sono stati popoli accolti, posizione o no l'accoglimento c'è stato ugualmente.


Anacarnil di Laurelindórenan il 01-09-2004 11:23 ha scritto:
Lo Stato dovrebbe essere prima di tutto una comunità di persone, in cui è utile a tutti che ognuno sia messo in condizioni di sostentarsi


Vero; ma il discorso del trovare lavoro per tutti è un po' diverso...


Se la delinquenza in Italia è molto diffusa, la colpa non è di chi viene da fuori


Vero, il problema qual è? Come detto, che sia dovuto a loro o no, l'inizio dell'immigrazione "massiccia" (o forse è meglio dire pubblicizzata?) è coinciso con un aumento della criminalità.

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Scritto il 01-09-2004 11:41
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bergil

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Mornon il 01-09-2004 11:41 ha scritto:



Anacarnil di Laurelindórenan il 01-09-2004 11:23 ha scritto:
Se la delinquenza in Italia è molto diffusa, la colpa non è di chi viene da fuori


Vero, il problema qual è? Come detto, che sia dovuto a loro o no, l'inizio dell'immigrazione "massiccia" (o forse è meglio dire pubblicizzata?) è coinciso con un aumento della criminalità.

Su questo io non mi meraviglierei più di tanto; su 400-500 immigrati, 1 probabilmente ha intenzioni criminali. Comunque anche gli emigranti italiani, che venivano accolti quasi nello stesso modo, hanno portato in America criminalità, quindi è un fenomeno proprio dell'immigrazioni

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Scritto il 02-09-2004 08:56
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Idril79

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E questa è una cosa abbastanza ovvia anche senza essere o xenofobi o razzisti. La criminalità c'è in ogni parte del mondo, persino nelle Isole Kayman. E la criminalità locale si aggiunge a quella venuta da fuori (mafia cinese per esempio qui al nord ha una forza incredibile) e la criminalità diffusa aumenta. E' una cosa ovvia e matematica.

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Scritto il 02-09-2004 09:10
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bergil il 02-09-2004 08:56 ha scritto:
Su questo io non mi meraviglierei più di tanto; su 400-500 immigrati, 1 probabilmente ha intenzioni criminali


Va bene, mi esprimo piú chiaramente: come detto, che sia dovuto a loro o no, l'inizio dell'immigrazione "massiccia" (o forse è meglio dire pubblicizzata?) è coinciso con un forte aumento della criminalità, che, almeno stando a quanto ne so, non sarebbe giustificato da cose come quelle da te dette. Al punto che era uscita l'ipotesi, plausibile, ma non so se vera, che il tutto fosse motivato dalla quantità di soldi necessaria per venire in Italia in quelle condizioni, soldi che un malvivente piú facilmente avrebbe.

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Scritto il 02-09-2004 11:00
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Laurelin

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Qualche dato statistico...
A proposito di "italiani intolleranti" e di "immigrati e criminalità"...

I seguenti dati sono tratti da "Dossier Statistico Immigrazione 2003 - XIII Rapporto sull'immigrazione", a cura di Caritas-Migrantes, Anterem Ed.:

Popolazione immigrata regolare in Italia al 1/1/03: 2.469.324 unità (tra immigrati extraeuropei con permesso di soggiorno, minori non registrati perché regstrati sul permesso di soggiorno dei genitori, minori nati in italia o venuti a carico di un familiare, immigrati che ahnno presentato istanza di regolarizzazione), pari al 4,2% della popolazione totale.

Tasso di disoccupazione degli immigrati: 5,2%

Provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale: 149.783

Atteggiamento degli Italiani verso gli immigrati nel 2002: il 23,9% li ritiene un pericolo per l'identità culturale; il 29,2% li ritiene un pericolo per l'occupazione; il 39,7% li ritiene un pericolo per l'ordine pubblico e la sicurezza (le percentuali sono sovrapponibili, in quanto gli intervistati possono aver fornito più di una risposta).

Religione di appartenenza degli immigrati: 45,7% Cristiani, 36,6% Musulmani, 0,3% Ebrei, 2,6% Induisti, 2,5% Buddisti, 12,4% altro.

Criminalità: i denunciati di nazionalità extraeuropea costituiscono il 17,4% del totale nazionale, con una diminuzione di quasi 3 punti percentuali rispetto al 2001. In netta diminuzione i reati in materia di droga (-10 punti percentuali), in crescita quelli contro il patrimonio (+7,6%), crollo dei reati riguardanti la prostituzione (-30%)




"Piccole mani agiscono per necessità, mentre gli occhi dei grandi sono rivolti altrove"

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Scritto il 02-09-2004 17:02
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Su quel documento diceva qualcosa a proposito degli immigrati clandestini (presenza stimata, ecc.)?

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Scritto il 02-09-2004 17:39
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Mornon il 02-09-2004 17:39 ha scritto:
Su quel documento diceva qualcosa a proposito degli immigrati clandestini (presenza stimata, ecc.)?


Purtroppo non riesco più a trovare il documento completo (deve essere finito in qualche recesso della bilbioteca dell'istituto in cui lavoro), e avevo a disposizione solo un estratto. Non parlava delle presenze clandestine stimate, ma si basava solo sui provvedimenti di espulsione emanati nel 2002 (che ho indicato), di cui sono stati effettivamente eseguiti solo il 59,1%. Suppongo che il testo completo dicesse qualcosa, ma non ne sono sicura. Magari vedo se c'è quacosa sul sito della Caritas.

"Piccole mani agiscono per necessità, mentre gli occhi dei grandi sono rivolti altrove"

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Scritto il 03-09-2004 09:54
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sasso

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non pensavo di trovare un argomento simile parlando di tolkien e mi ha scaturito più di un sorriso leggere alcuni commenti in cui si disprezza l'Italia e l'italiano mentre si compatisce e si solidarizza con il resto del mondo. Si critica una legge e chi l'ha scritta, la bossi fini, ma non si pensa al passato quando sicuramente potevano entrare migliaia e migliaia d'immigrati, legalmente o non, ma venivano lasciati a loro stessi senza la minima tutela. avevano certamente la libertà... ma di stare in strada..in appartamenti monolocali (in 50)...senza soldi, senza niente..facile preda di quegli stessi connazionali entrati illegalmente che non gli offrono assistenza e aiuto, ma qualche bustina di droga o indicano la via del marciapiede per le donne. se vogliamo tornare a quel tempo facciamo pure. meglio per gli stessi immigrati farne entrare di meno ma quei pochi (e non sono pochi) che entrano sistemarli con un lavoro e una casa. non farli entrare, dando loro la bandierina della pace e lasciarli marcire in strada. (piccola polemica politica - se hanno fatto quella legge è perchè gli italiani li hanno votati perchè nelle promesse elettorali c'era il progetto di fare quella legge)
si parla dei crimini della Chiesa...e la diffidenza verso l'islam e i mussulmani che risiedono in italia... non sono stato io ma l'imam di un paese del nord a solidarizzare con bin laden e minacciare gli italiani e l'occidente. non sono io che parlo di dover islamizzare l'occidente ricco e opulento attraverso la maggiore natalità dei popoli islamici rispetto agli infedeli. non sono io che mi faccio scoppiare in mezzo alla folla. non sono io che costringo una mia ipotetica moglie a convertirmi altrimenti rapisco il nostro figlio e la tratto come una schiava.
o forse dimentico che da anni la Chiesa Cattolica manda messaggi di pace e riconciliazione verso le altre religioni mentre nel paesi islamici nel nord est asiatico bruciano i cristiani e le Chiese. o forse per il diritto internazionale di reciprocità un cristiano dovrebbe avere gli stessi diritti di professare la propria religione come un islamico...peccato che se un cristiano va a professare in certi stati ti condannano per aver proselitismo e pena è la morte mentre in italia facciamo costruire le moschee.. non sono tanto sicuro che siamo noi i cattivi e gli altri le vittime...

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Scritto il 03-09-2004 10:22
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Laurelin

Silmaril Silmaril Silmaril
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Stistiche 2
Queste le ho trovate sul sito http://www.stranieriinitalia.it


"ROMA - Aumentano i clandestini verso l'Italia nel 2004.

Da gennaio a maggio ne sono stati rintracciati ben 46.825: erano stati 41.204 negli stessi mesi del 2003.Si tratta di un incremento del 13%. In questo periodo, però, si è registrato un calo degli sbarchi: da 3.936 a 1.752.

I dati sul fenomeno sono stati forniti dal prefetto Alessandro Pansa, direttore centrale dell' immigrazione e della polizia delle frontiere, attraverso il sito internet della polizia di Stato.

Nel corso del 2003 la pressione migratoria illegale ha subito una flessione netta: gli stranieri rintracciati in posizione irregolare sono stati 81.775, contro i 113.090 del 2002. Questa tendenza è confermata anche dai respingimenti alla frontiera: da 37.656 a 24.202.

Ma nei primi 5 mesi di quest' anno, i numeri indicano un' inversione della tendenza. Quanto ai clandestini effettivamente allontanati dall' Italia, sono stati 27.155 (il 58% degli irregolari rintracciati); erano stati 24.165 nello stesso periodo del 2003.

Continuano invece a diminuire anche nel 2004 gli arrivi via mare di clandestini: nel periodo gennaio-maggio 2002 erano stati 9.737; erano scesi a 3.936 nei primi 5 mesi del 2003; sono diventati 1.752 quest' anno. Quasi la totalità (1.740) sono sbarcati in Sicilia (erano stati 3.678 nel 2003); 12 in Calabria (contro i 177 del 2003) e nessuno in Puglia (81 nel 2003).

Capitolo emersione: sono state presentate istanze di regolarizzazione per 694.312 stranieri; al 19 aprile del 2004 è stato rilasciato il permesso di soggiorno a 640.011 persone.
Il più alto numero di permessi è stato rilasciato a cittadini rumeni (133.607), seguiti dagli ucraini (100.727), dagli albanesi (47.388) e dai marocchini (47.406). (ANSA).

(30 giugno 2004)"


Inoltre ho trovato questa notizia di un anno fa:

"ROMA -Diminuiscono gli sbarchi, aumentano gli arresti e le espulsioni.
Dal fronte della lotta all'immigrazione clandestina arriva un bollettino di guerra dai toni vittoriosi.

A pubblicarlo è il Ministero degli Interni, che ha monitorato il periodo che va da 21 luglio ed il 21 agosto 2003 confrontandone i dati con quelli relativi allo stesso periodo dello scorso anno.

Le notizie più incoraggianti riguardano gli sbarchi.
Le carrette del mare hanno lasciato sulle nostre coste 1289 clandestini, contro i 2403 dello scorso anno.
Una riduzione, quindi, del 46, 4%.

Il pattugliamento delle coste nel periodo preso in considerazione ha inoltre fatto scattare le manette per 12 scafisti e ha portato nei depositi delle forze dell'ordine 31 natanti sequestrati.

Secondo i dati del Viminale, la rotta dei trafficanti di uomini è ormai una sola e punta alla Sicilia.
Tutti i 1289 arrivi hanno infatti riguardato le coste dell'isola, che pure ha registrato un calo del 39,5 per cento (2.130 sbarchi nel 2002).
Lo scorso anno, sempre dal 21 luglio al 21 agosto, erano arrivati 73 clandestini in Calabria e 200 in Puglia.

L'azione delle forze dell'ordine si è fatta più pressante anche sulla terraferma.
Nel periodo preso in considerazione sono stati espulsi 4.831 stranieri: il rapporto tra espulsioni e sbarchi è stato quindi di 4 a 1.
Solo l'operazione "Alto impatto", conclusa il mese scorso, ha portato a 424 arresti e 1.504 espulsioni.

L' operazione ha riguardato 24 province in Sicilia, Calabria, Puglia, Veneto, Piemonte e Friuli-Venezia Giulia.
Delle 424 persone (379 stranieri) arrestate, 140 sono accusate di immigrazione clandestina e reati in materia di prostituzione (138 stranieri); 105 di violazione alle norme sugli stupefacenti (90 extracomunitari); 132 di reati contro il patrimonio (104 stranieri); 47 extracomunitari di altri reati, tra i quali il commercio abusivo.

Sono state infine denunciate 621 persone (535 stranieri) e sequestrati 26 chilogrammi di stupefacenti e circa 1.400 prodotti contraffatti.

(25 agosto 2003)"








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Scritto il 03-09-2004 10:35
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Aranel_Elerrìna

Silmaril Silmaril Silmaril
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"Selon moi"
Bene, dopo mezz'ora circa, ho terminato di leggere l'intera discussione: ed ecco cosa ne penso...
In primo luogo, il diverso trattamento della gente straniera, o aventi origini straniere, da parte di moltissimi italiani è un fatto scomodo da accettare, ma più che vero. In merito, ricordo il trattamento subito da due uomini di colore ch'erano su un treno...io viaggiavo in gruppo e l'organizzazione aveva fatto confusione con l'assegnazione dei vagoni. Ora, questi due signori occupavano un vagone che nn aveva alcuna prenotazione, il controllore, evidentemente, vedendoci intenti alla ricerca di uno libero, cacciò questi in barbaro modo dal vagone per farci spazio. Noi tentammo, invano, di dissuadere il nostro responsabile a lasciar libero il posto. I due signori, però, possedevano grandi e pesantissimi bagagli e fortunatamente, riuscimmo a offrir loro i nostri scomparti, anche se quei poveretti dovettero subire uno scomodissimo sonno sullo sporchissimo pavimento del treno ed in più, il seguente commento del controllore:"sì le valigie, buttatele dalla finestra come fece Totò, così imparano a dare fastidio!".
Beh, per aver offerto loro il posto per i bagagli, uno dei due signori voleva suonarci qualcosa con la chitarra, pur nn avendone mai suonata una!


Bene, sono d'accordo con tutti voi, motivando quest'assurdo comportamento con l'ignoranza, sono d'accordo anche con Leron, per quanto riguarda i messaggi che ci vengono trasmessi dai programmi televisi o articoli di giornali (e così via).
Insomma, parte del popolo è ignorante, perchè ai potenti fa comodo: se la libertà di stampa e di opinione (per quanto riguarda la televisione) va sempre più diminuendo, si divulgheranno sempre le stesse idee ed informazioni, ciò renderà più semplice, nonchè inevitabile,
accondiendenza popolare!
Per nostra fortuna, se ciò avverrà, averrà in un giorno molto lontano dai nostri: c'è ancora molta gente che nn si ferma alle apparenze!
Cmq, gli italiani ospitano gli immigrati, ma mi chiedo: desiderano veramente ciò?(intendo alcuni, ossia molti di questi: non mi si fraintenda e non mi si dica che generalizzo, perchè spero si sia capito il senso metaforico della frase)

Melenyel eldanya! Aranel Elerrìna nà ancalimalya elen!

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Scritto il 04-09-2004 19:08
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