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Discussione del Mese - Settembre 2004
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Fíriel Tindómerel

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Discussione del Mese - Settembre 2004
Carissimi eldalie, é con piacere che vi invito alla nuova "discussione del mese" di eldalie.it.

In questa sezione, mensilmente, vengono proposte discussioni, strettamente tematiche, che saranno curate al massimo per contenuti ed interessi. (messaggi OT o fuori luogo, che prego sin d'ora evitare, verranno oscurati).

Il responsabile della gestione della discussione é Aldarion, che vi prego contattare in caso di dubbi, o per proposte relative a questa attività

Via alle danze!

Firiel Tindomerel





Discussione proposta da: Pièveloce Mezzoelfo

Analisi delle opere tolkeniane: verifica.

Buongiorno,
ieri sera verso l'una di notte stavo leggendo la Realtà in trasparenza.. una lettera in particolare mi ha colpito.. cito a pezzi per proporre una riflessione.

Da una lettera a Lyle Leach. 13 dicembre 1972.
La risposta ad un lettore che aveva chiesto l'aiuto di tolkien a proposito di un progetto accademico che riguardava le sue opere.
"...colui che rompe qualcosa per vedere com'è fatta abbandona il sentiero della saggezza..." (Gandalf). Non me la sento di essere d'aiuto in questo processo distruttivo, anche se non mi sembra che un eserciio di questo tipo debba essere fatto da Lei personalmente senza altra assistenza [...]. Si dice anche "..non immischiarti nelle faccende degli stragoni, perchè sono astuti e suscettibili..". Mi dispiace se questa lettera sembrerà scontrosa. Ma non mi piacciono le analisi, di qualsiasi tipo.
[Lett.]

J.R.R Tolkien
La realtà in trasparenza - lettere
Bompiani isbn 88-452-9130-8
traduzione dall'inglese di Cristina De Grandis
Lettera N. 346 - Pagina 476

Cosa ne pensate? Non stiamo forse agendo contro la volontà dell'autore? Lo scopo primo della filologia o critica testuale è quello di sviscerare l'ultima volontà dell'autore riguardo ai suoi scritti. Non dovremmo rispettare questa sua volontà?





Fíriel Tindómerel


When Summer lies upon the world, and in a noon of gold,
Beneath the roof of sleeping leaves the dreams of trees unfold;
When woodland halls are green and cool, and wind is in the West,
Come back to me! Come back to me, and say my land is best!
[Treebeard - LOTR]

Scire, Potere, Audere, Tacere. [Zoroastro]

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Scritto il 01-09-2004 08:39

Gianluca Comastri

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Domanda pertinente, arguta e non facile. Io però non penso che noi non rompiamo nulla.
Se lo scopo di un testo è quello di essere letto, ipotizzando anche che il recondito desiderio dell'autore sia che il lettore ne tragga "qualcosa" (non necessariamente una morale, ma chi scrive a un pubblico lo fa per trasmettere un messaggio, mi pare di poter dire) direi che interrogarsi su cosa il testo voglia dire sia pressoché doveroso.
Eldalië, in particolare la sezione dei Saggi, Articoli, Documenti e F.A.Q., nasce proprio con questo obiettivo : raccontare la Terra di Mezzo con parole nostre, cercare di chiarire ciò che a tutta prima sembra incomprensibile.
Tra racconti, scritti dell'autore e addirittura appunti di lavoro risistemati per la pubblicazione abbiamo ormai decine di testi: se Tolkien si fosse voluto limitare a scrivere favole, come quelle che tanto amava, buone da leggere senza andare molto oltre ("gustare la minestra senza preoccuparsi di ricercare le ossa da brodo", scrisse salacemente JRRT) non credo si sarebbe spinto a delineare così minuziosamente abitanti, morfologia, storia e lingue Arda. Io penso che cercare di capire il senso di quella mole di scritti sia pienamente in accordo con lo scopo per il quale ci sono stati dati da cotanta penna.
Altra cosa è vivisezionare tali testi per correr dietro alla poetica che sottendono. Questo è da evitare, per motivi comprensibili - si tratterebbe di esercizi fini a se stessi. Poco senso ha, ad esempio, domandarsi se i Nani di Belegost siano proprio quelli dell'Edda o del Kalevala, e perché mai abbiano quelle caratteristiche: ma chiedersi come sono nati, perché sono lì, se hanno qualcosa da insegnare agli Uomini (sia gli Uomini del Beleriand che quelli che leggono...) e che cosa, mi pare legittimo e utile ai fini della comprensione del testo.

Nota finale: tra i brani che mi onoro di aver pubblicato sul sito ve ne sono diversi che riguardano possibili interpretazioni dell'opera tolkieniana. Vale a dire, proprio quello che Tolkien stesso gradiva di meno, probabilmente. Ma ci sono per scopi ben precisi: dar voce a tutti rispettando le varie opinioni, in primo luogo, e offrire elementi di raffronto e discussione. Fermo restando che, come ben specificato, si tratta di opinioni degli autori dei rispettivi brani.

Cribbio, se son stato prolisso...!




«Scoprirai tutti i segreti pensieri dell'Uno, e t'avvederai che essi sono soltanto una parte del tutto e tributari della Sua gloria»

«...dopotutto Tolkien non ci insegna a rifiutare il mondo, anche se esso ha delle brutture, ma ad amarlo e a cercare sempre quello sforzo sovrumano per portare alla luce ciò che di bello c'è nell' universo e in noi» [Fram figlio di Frumgar]

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Scritto il 01-09-2004 08:43

Fíriel Tindómerel

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Ar_Pharazon_il_Dorato

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Pièveloce, mi hai messo la pulce all'orecchio.
E se davvero il Prof non gradisse le analisi delle sue opere?

Ma credo che, quando Tolkien era ancora in vita, già esistevano società che, come noi, si dilettavano ad analizzare e a discutere le opere del Prof.
Credo che Tolkien non abbia gradito che le sue opere fossero analizzate, lettera per lettera, parola per parola non per divertimento, ma quasi come un lavoro sistematico che lui stesso aveva più volte sentito, essendo lui stesso un professore universitario.

Queste sono le mie considerazioni, pièveloce.

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Scritto il 01-09-2004 08:48

Leron-x

Silmaril Silmaril Silmaril
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Firiel:
Da una lettera a Lyle Leach. 13 dicembre 1972.
La risposta ad un lettore che aveva chiesto l'aiuto di tolkien a proposito di un progetto accademico che riguardava le sue opere.
"...colui che rompe qualcosa per vedere com'è fatta abbandona il sentiero della saggezza..." (Gandalf). Non me la sento di essere d'aiuto in questo processo distruttivo, anche se non mi sembra che un eserciio di questo tipo debba essere fatto da Lei personalmente senza altra assistenza [...]. Si dice anche "..non immischiarti nelle faccende degli stragoni, perchè sono astuti e suscettibili..". Mi dispiace se questa lettera sembrerà scontrosa. Ma non mi piacciono le analisi, di qualsiasi tipo. [Lett.]

J.R.R Tolkien
La realtà in trasparenza - lettere


Io non credo che il nostro sia un lavoro di analisi come lo intendeva Tolkien rivolto a Lyle Leach. Noi non "rompiamo" nulla, non "smembriamo la luce bianca" non è questo il nostro intento, o almeno non è il mio!
Io sono mosso unicamente dall'amore verso le opere del Prof. dalla passione che ho per Arda e non da fini analitici o scientifici.
Io accetto il mondo di Tolkien così com'è, perchè per me è perfetto; laddove ci sono lacune adoro inventare, ma non smembro l'opera analizzandola, anzi, la arricchisco di qualcosa di mio proprio perchè sento di doverlo fare in quanto amo così tanto quel Mondo! Il "progetto accademico" della signore Leach probabilmente non era animato dalla stessa passione!
Forse questo mio post vi sarà sembrato semplice e poco significativo, ma non è così! Se io amo qualcosa non ci sono spiegazioni di sorta sul perchè lo faccia e cerchi in ogni modo di goderne l'importante è rendere onore a colui che ha reso possibile tutto questo e sapere che il nostro "motore" non è la voglia di "scavare" nei significati che lui inseriva criticandoli, ma piuttosto è quella di estrapolarne dei nostri e di imparare dal suo genio!

Chiuderei con: per gustare una fragola bisogna mangiarla!!

"Nell'universo si combattono due forze.
La Luce e l'Ombra.
La Luce lotta per cancellare le Tenebre
L'Oscurità combatte per coprire la Luce.
Ma in ogni cosa Luce ed Ombra convivono".
CURATE IL VOSTRO LATO OSCURO

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Scritto il 01-09-2004 09:35
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sasso

anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere
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è la prima volta che scrivo in questo forum che ho scoperto oggi e colgo l'occasione per un saluto generale...non penso di far torto a tolkien quando, insieme a chi con me ama tolkien e le sue opere, prova o si diverte a sviscerare, immaginare o criticare benevolmente, senza nessun intento di stravolgere, i personaggi, i paesaggi o tutte quelle cose che, grazie appunto a tolkien, ci danno tanto piacere. anzi,...tolkien sarebbe contento di vedere come tanti si appassionano a quanto lui ha creato e riportato, diffidando infastidito da chi lo legge con superbia o con l'intento di distruggere quanto faticosamente ha creato...

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Scritto il 01-09-2004 10:08
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Erfea

foglia di Telperion
Silmaril
anello del potere
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Credo che sia molto importante l'intenzione con la quale ci si muove in tale analisi...se io ho lo stesso spirito di Saruman, il quale con supposta "scientificità" muove per analizzare cosa vi sia dietro la luce bianca, allora pecco di superbia ed orgoglio...il mondo di tolkien non è un manuale di scienza, non si può analizzare con la pretesa di voler poi aver compreso l'intero mondo tolkieniano...
Io credo che il nostro "lavoro" sia molto diverso...la maggior parte delle discussioni non si pone certo l'obiettivo di voler arbitriaramente sostituirsi al Prof..ci limitiamo a dare la nostra interpretazione, sulla base di quello che sappiamo, a volte anche commettendo erroro...in fondo, il nostro intento è questo, discutere delle opere di Tolkien con l'umiltà di chi sa che la sua interpretazione, parafrasando Popper, può essere tutt'al più la migliore tra quelle esistenti (sul forum), ma non la migliore in assoluto.



"Per un istante egli obliò ogni cosa e gli parve di intrapendere sentieri che nessun altro essere aveva mai percorso: lucida allora gli parve l'immagine di Elwen dinanzi a sè e nel suo cuore baluginò la speranza che ad altri toccasse l'arduo cammino intrapeso anni prima. Infine tutto disparve ed egli ascoltò nuovamente il lamento delle armature scosse da fredde lame, i gemiti degli uomini morire nella triste alba e le oscene voci dei Nazgul reclamare la preda perduta: la realtà penetrò allora in lui, simile ad un rapido coltello ed egli si scosse ché la guerra lo chiamava alla sua folle danza" Da "Il Raconto del marinaio e del Re Stregone" di D.F.A. Elia, pag. 24

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Scritto il 01-09-2004 10:32
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Galadhel

anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere
alleato con house_of_thranduil
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olmi
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Quando mi capita di entrare a contatto con una qualsiasi opera la cosa che mi fa più arrabbiare è leggere critiche ed analisi che mettono in bocca all'autore interpretazioni astruse e sproporzionate, a cui l'autore stesso forse non aveva nemmeno pensato.
Ecco credo che il nostro "lavoro" (se così può essere chiamato) non consista nel costruire impalcature di significati inverosimili, che si allontanino dall'opera tento quanto la nostra presunzione li spinge. Noi (parlo per me ma credo sia un sentimento condiviso) discutiamo, ci interessiamo, leggiamo e rileggiamo, ci immergiamo nelle pagine del professore per amare di esse tutto quello che ci è dato di amare. Non mi interessa smembrarle per prosciugarle di tutti i suoi misteri, e sinceramente credo che conoscere ed amare (o meglio conoscere per amare) non siano stati due verbi estranei al professore stesso.

"Così mi distesi nel sottobosco, e fui lieto di sentirlo fresco e soffice. Levai lo sguardo e vidi una Stella brillare fra i bruni ricami delle fronde.
Fu allora che il suo volto mi tornò in mente, fu allora che la desiderai, fu allora che scelsi di amarla.
Ai Galadhel... Galadhel!"

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Scritto il 01-09-2004 11:52
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Pièveloce Mezzoelfo

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the Big Comastri wrote:
Se lo scopo di un testo è quello di essere letto, ipotizzando anche che il recondito desiderio dell'autore sia che il lettore ne tragga "qualcosa" (non necessariamente una morale, ma chi scrive a un pubblico lo fa per trasmettere un messaggio, mi pare di poter dire) direi che interrogarsi su cosa il testo voglia dire sia pressoché doveroso.


certo ma se lo scrittore vuole trasmettere un messaggio ad un destinatario che sarà il lettore ha bisogno di un mezzo: il romanzo, la sua opera. Or dunque analizziamo insieme altri tipi di messaggio racchiusi in un mezzo che fa da tramite ra mittente e destinatario. Un prestigiatore usa i trucchi magici per trasmettere un messaggio al suo pubblico. I trucchi sono il mezzo ma non per questo vanno capiti e conosciuti, si perderebbe il messaggio. Un attore recita sul palcoscenico e dirige il suo messaggio al pubblico. Il pubblico per apprezzare il messaggio non deve conoscere gli esercizi vocali, la preparazione fisica, la storia del teatro che l'attore ha studiato. In un certo senso il mezzo stesso (romanzo in questo caso) ha una vita propria, una sua dignità che ritengo ingiusto violare. Certo ipotizziamo su di esso e fantastichiamo sull'onda che esso ha sollevato. Ma non scomponiamolo in mille pezzi per capire cose che esso non vuole dire. Sarebbe come sezionare un viso bellissimo.

Una buona occasione nella vita si presenta sempre. L'importante è saperla riconoscere.

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Scritto il 01-09-2004 12:38

Gianluca Comastri

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Pièveloce Mezzoelfo il 01-09-2004 12:38 ha scritto:
il mezzo stesso (romanzo in questo caso) ha una vita propria, una sua dignità che ritengo ingiusto violare. Certo ipotizziamo su di esso e fantastichiamo sull'onda che esso ha sollevato. Ma non scomponiamolo in mille pezzi per capire cose che esso non vuole dire. Sarebbe come sezionare un viso bellissimo.

Vero. Infatti, interrogarsi sul significato non vuol dire spezzettare il testo per vivisezionarlo ed estirpare il significato stesso dal suo intimo. Quello sì sarebbe un modo di analizzare deturpante. Ma non è quello che facciamo noi - almeno mi pare. Anche in ragione del fatto che un testo ha vita propria fintantoché c'è gente che lo legge e ne discute.




«Scoprirai tutti i segreti pensieri dell'Uno, e t'avvederai che essi sono soltanto una parte del tutto e tributari della Sua gloria»

«...dopotutto Tolkien non ci insegna a rifiutare il mondo, anche se esso ha delle brutture, ma ad amarlo e a cercare sempre quello sforzo sovrumano per portare alla luce ciò che di bello c'è nell' universo e in noi» [Fram figlio di Frumgar]

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Scritto il 01-09-2004 12:51

Mornon

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"Preferisco di gran lunga la storia, vera o finta che sia, con la sua svariata applicabilità al pensiero ed all'esperienza dei lettori. Penso che molti confondano "applicabilità" con "allegoria"; l'una però risiede nella libertà del lettore, e l'altra nell'intenzionale imposizione dello scrittore" (da http://www.eldalie.com/Saggi/PrefazioneJRRT.htm).

Penso che innanzitutto ci sia da fare una distinzione, ossia separare "analisi" che cercano di esprimere cosa l'applicabilità della nostra esperienza ci fa vedere dalle altre; ovviamente, penso che Tolkien non avrebbe avuto nulla da dire, a questo proposito.
Un'ulteriore distinzione è da fare, a mio parere, tra saggistica che vuole "psicanalizzare" l'opera (per usare un termine già uscito in forum), e quelle che cercano di scoprire le fonti dell'opera, dove questa affonda le sue radici, cosa le ha dato vita e spunto.
Forse, "critica", "saggistica", "analisi" e simili sono termini troppo vasti, per permettere una trattazione univoca, del tipo "La saggistica è giusta?", in quanto contengono moltissimi casi diversi: applicabilità, ricerca delle fonti, ricerca di piú o meno velati messaggi, analisi dell'autore, della sua mentalità, del suo pensiero, ricerca della vita/epoca dell'autore nel testo, ecc...

Possiamo diventare adulti fuori. Dobbiamo rimanere bambini dentro.

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Scritto il 01-09-2004 12:56
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Aldarion

Silmaril Silmaril Silmaril
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In sostanza... Tolkien approverebbe Eldalie e le numerose associazioni a lui ispirate ? Lui stesso ebbe a scrivere , sempre nelle lettere, di quanto sia lusinghiero l'apprezzamento dei lettori, e soprattutto il loro interesse .
Rompere il giocattolo ? Mah... forse a volte lo facciamo davvero.
In alcune discussioni si esagera, è innegabile. Come già detto da altri , secondo me, il problema non è l'analisi, ma il modo di porla. Non si sbaglia fin che si rimane nel campo delle ipotesi plausibili, dello studio delle fonti, ma anche della fantasia, senza cercare di sovvertire il messaggio dell'autore, o, ancora peggio, far "dire a Tolkien" cose che lui non ha mai detto.
E' normale che il nostro amore per le opere del professore ci spinga a cercare una conoscenza approfondita , oltre che tecnica anche di pensieri e motivazioni, ma non per questo alteriamo l'opera stessa .
Infine una provocatoria riflessione : il materiale pubblicato in che misura appartiene all'autore ? Non parlo di copyright, ma del messaggio emozionale, recepito in maniera diversa da ognuno di noi.
Ed alora è sbagliato affermare ad esempio che Il Signore degli Anelli è anche un po' nostro ? E che abbiamo il diritto dicercare di capirlo ? L'unica regola è il rispetto. Il rispetto per il pensiero dell'autore, per la sua fatica, per la sua persona.

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Scritto il 01-09-2004 14:06
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Gollum

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Io penso che il prof non si arrabbierebbe se sapesse che noi stiamo analizzando i suoi racconti, anzi, gli piacerebbe, perchè gli Eldalie non sono altro che un gruppo di studiosi del mondo Tolkeniano che stimano tolkien e fanno di tutto per conoscerlo, studiando le sue opere. Si arrabbierebbe forse del film che non è altro che una, ehm, come si dice, una imitazione fatta e rifatta della sua grande opera, ma anche il film è un onore, specie se un film, tratto da un libro, prende 11 oscar.

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Scritto il 02-09-2004 11:39
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Melinde

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Aldarion il 01-09-2004 14:06 ha scritto:

Ed alora è sbagliato affermare ad esempio che Il Signore degli Anelli è anche un po' nostro ? E che abbiamo il diritto dicercare di capirlo ? L'unica regola è il rispetto. Il rispetto per il pensiero dell'autore, per la sua fatica, per la sua persona.


No, non è affatto sbagliato. Tolkien stesso nelle Lettere scriveva dell'apprensione e dell'emozione di offrire qualcosa di proprio come un'opera letteraria a lettori sconosciuti. Anche io nel mio piccolo piccolo piccolo ho provato una certa trepidazione a mostrare i miei disegni, ma la stessa trepidazione la provo anche quando li dono a persone conosciute ed amate. L'arte è offrire qualcosa di sé; Tolkien l'ha fatto con immensa bravura e in fin dei conti con umiltà, nonostante il carattere talora burbero. A noi sta accogliere tutto questo con altrettanta umilità, e con gratitudine, perché quando ha deciso di pubblicare i suoi lavori, anzi ha lottato per farlo, ha deciso con ciò di darci qualcosa di sé.

Melindë

“L’amore consiste non nel sentire che si ama, ma nel voler amare: quando si vuol amare più di ogni altra cosa, si ama più di ogni altra cosa”. (P. De Foucauld)

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Scritto il 03-09-2004 08:29

Elenwen

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Il problema me lo sono spesso posta anche io, fin dalle medie: come si può sezionare e commentare un'opera letteraria (in particolare una poesia) affermando "qui l'autore vuol dire così e colà"? Per certe immagini o in presenza di esplicite spiegazioni del poeta/scrittore può anche essere legittimo, però appunto la gelida analisi tecnica forse non è del tutto corretta...

Per me analizzare un'opera d'arte di qualsiasi tipo vuol dire per prima cosa lasciarsi prendere dalle emozioni, poi cercare di capire il perchè di quello che si prova e solo alla fine provare a svelare qualche meccanismo; in definitiva però l'opera d'arte (in quanto tale) non può e non deve essere del tutto spiegabile, se no tanto vale leggersi le istruzioni di un cellulare che tanto l'emozione che ti dà è la stessa.
Come in Tolkien: sappiamo che ha preso ispirazione da vari poemi, leggende e fonti diverse, però questi spunti potrebbero anche essere presi per "scopiazzatura", ma l'emozione che danno allora da cosa deriva?
Insomma, fare a pezzi e una cosa, il desiderio di capire qualcosa che ci affascina è un'altra!
E poi, visto che Tolkien ha lasciato dei "vuoti" nella sua storia, trovo molto bello poter immaginare cosa potrebbe essere accaduto in quei momenti di buoi, e se lo possiamo fare è anche grazie alla comprensione che un saggio o una ricerca ci possono dare...

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Scritto il 05-09-2004 17:24

romarie

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Tolkien stesso ebbe a dire ( e scusate se non ricordo esattamente dove e quandomi pare nelle lettere) che la Terra di Mezzo non gli apparteneva più, che era cosa di tutti (non sono le sue esatte parole,ma quelle non le ricordo, magari qualcuno con più memoria di me potrebbe "ritrovarle") e dunque è anche nostra.
Analizzare parola per parola i suoi scritti alla ricerca di ogni sia pur minima traccia di significato recondito? Direi di no.
Parlare della TdM per conoscerla meglio senza attribuire a Tolkien cose mai dette o significati nascosti? Direi di si.
Parlare della Terra di Mezzo, è questo che in fondo facciamo, parlare di un Mondo che amiamo perchè lo "sentiamo" vero ben oltre il racconto (ha in se valori a cui tutti più o meno ci rifacciamo e che valgono nel Mondo Primario come in Arda), un mondo che sentiamo nostro, in cui vorremmo, a volte, ritrovarci e parlarne è quasi un "aumentarne lo spessare", un renderlo ancora più vivo, più "reale"(passatemi la paola) di quanto già, in fin dei conti, non sia.
Che c'è di male o di sbagliato in questo?
Nessuno di noi, credo, "analizza scientificamente" il mondo secondario, nessuno, spero, vuole rompere il giocattolo distruggendone l'incanto, vogliamo conoscerlo meglio, scoprirne ogni bellezza, assaporarne ogni angolino per quanto nascosto, nel rispetto di ciò che Tolkien ha creato (o sognato? o raccontato storicamente?) non certo svicerarlo, smontarlo, scomporlo a livello atomico alla ricerca pretestuosa ed inutile di qualcosa che non c'è.
Per dirla in breve : abbiamo conosciuto un Mondo di bellezza (con tutto quello che questa parola contiene) e vogliamo "viverci meglio", assaporarlo come si fa con un "momento prezioso", è "nostro", ci "appartiene" è la "casa" e conoscere casa propria penso sia l'unica cosa intelligente e ragionevole da fare a meno che non si voglia, un giorno o l'altro, ritrovarsi pieni di lividi per il troppo sbattere contro angoli aguzzi che non abbiamo visto per il non voler guardare con occhi più chiari.


"Per me tutto quello che faccio fa parte del medesimo sforzo: vivere con consapevolezza."by Viggo Mortensen

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Scritto il 06-09-2004 10:34

Silwin

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romarie il 06-09-2004 10:34 ha scritto:

Nessuno di noi, credo, "analizza scientificamente" il mondo secondario, nessuno, spero, vuole rompere il giocattolo distruggendone l'incanto, vogliamo conoscerlo meglio, scoprirne ogni bellezza, assaporarne ogni angolino per quanto nascosto, nel rispetto di ciò che Tolkien ha creato (o sognato? o raccontato storicamente?) non certo svicerarlo, smontarlo, scomporlo a livello atomico alla ricerca pretestuosa ed inutile di qualcosa

Perchè vedere sempre nello scienziato un freddo distruttore di poesia?
Chi non ha pazienza e voglia di applicarsi a capire come funzionano le cose, nella foga, rompe il "giocattolo", lo scienziato lo osserva, lo inizia a smontare con prudenza annotandosi le azioni che fa così alla fine non solo lo avrà rimontato ma avrà anche capito, almeno in parte, come funziona.
Insomma credo che come già detto al Professore farebbe piacere vedere quanto i suoi scritti ci spingano a riflettere a investigare ad approfondire tematiche che altrimenti, con molta probabilità non avremmo mai affrontato. Secondo me, ciò che è sbagliato non è tanto analizzare, anche molto minuziosamente, l'opera di Tolkien ma pretendere di ritrovarci per forza quello che vogliamo, forzarla ad avvalorare qualsiasi teoria ci passi per la testa...
Credo che possiamo “estrarne” ciò che vogliamo ma non dobbiamo “inculcarvi” nulla.
(ho l’impressione di essere stata molto oscura… nel caso chiedo scusa!)

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Scritto il 06-09-2004 11:46
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