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Clonazione ed etica...
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Vega

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Amberle il 10-11-2004 10:05 ha scritto:
Non so, ma a me fa l'impressione che l'embrione non possa essere cosiderato come un grumo di cellule... c'è una scintilla di vita, se lo si lasciasse crescere diventerebbe un bambino...

L'embrione non cresce da se. Lo devi impiantare in un utero.
E la scintilla di vita esiste dappertutto anche nei singoli spermatozi..., allora dobbiamo fardci problemi perchè questi vengono persi ?




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Scritto il 10-11-2004 10:20
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Amberle

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Vega il 10-11-04 10:20 ha scritto:
L'embrione non cresce da se. Lo devi impiantare in un utero.
E la scintilla di vita esiste dappertutto anche nei singoli spermatozi..., allora dobbiamo fardci problemi perchè questi vengono persi ?



Sicuramente sì! Quindi... mi raccomando!!!
No, a parte gli scherzi... ho trovato un sito dove spiega mi sembra piuttosto bene la questione:
http://www.bionetonline.org/Italiano/Content/sc_cont1.htm
e dove in pratica dice le stesse cose che hai detto nel tuo precedente post... potrei ammettere l'uso degli embrioni congelati "di scorta", ma non mi sembra etico il generarne di nuovi per la ricerca...
E comunque non riesco proprio a vedere uno spermatozoo allo stesso modo di un embrione... sara una mia paranoia, fatto sta...



Io sono una vita che vuole vivere, circondato da altre vite che vogliono vivere.
- Albert Schweitzer

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Scritto il 10-11-2004 10:46
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Vega

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Amberle il 10-11-2004 10:46 ha scritto:

potrei ammettere l'uso degli embrioni congelati "di scorta",


Allora utilizzarli od eliminarli non è omicidio come e non li possiamo assimilare ad essere umani, a persone.


www.bionetonline.org/Italiano/Content/sc_cont1.htm

sì lo conoscevo, l'avevo letto anch'io tempo fa e le cose che ho detto vengono anche da lì


ma non mi sembra etico il generarne di nuovi per la ricerca...


Ok. Accertato che l'embrione non è una persona, piacerebbe sapere cosa nascondano i puntini... insomma, sapere perchè per te non è etico.
Allora, pensando freddamente, mi chiedo:
Se si crea un embrione con il mio DNA (è mio ci potrò far ciò che voglio no?) per usare le cellule staminali per utilizzarle per far nascere altri tipi cellule che servono a me per non morire. Non ho creato una persona, nè uccso alcun individuo. Dov'è che faccio del male ?

Qual'è l'altra opportunità ? Utilizzare un embrione già congelato..... che potrebbe rappresentare un individuo unico, una nuova persona.

Quale delle due è meglio ? Oppure visto che in entrambi i casi si tratta solo di embrioni che non verranno in alcun caso impiantati in utero, e non saranno mai persone, dovrei pensare non c'è molta differenza ?








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Scritto il 10-11-2004 11:05
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Mornon

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Amberle il 10-11-2004 09:05 ha scritto:
la matrice umana ti sembra che non faccia differenza?


Allora, innanzitutto non si facciano frasi come "come si fa a produrre vite col chiaro intento di sfruttarle", manca un "umane"... in secondo luogo, se si vuole il rispetto della vita, allora lo si abbia in ogni caso, perché, ora, si sta facendo una scala di importanza delle vite, definendone di serie A e di serie B.
In ultimo, si torna a quanto già detto: non è la vita a fare scandalo, ma il fatto che sia una vita di matrice umana ("vita umana" è ancora da definirsi), o in cui riusciamo a identificarsi; ossia, matrice umana vita di serie A, altra matrice vita di serie B. Non mi pare un grande ragionamento...


come si fa a produrre vite col chiaro intento di sfruttarlese un domani a qualcuno fuori di testa venisse a mente di creare una fattoria di pezzi di ricambio, un "allevamento" di matrice umana, diresti sempre che non c'è differenza con l'allevamento animale?


Forse paradossalmente (e biologicamente), a parte la matrice umana, no, perché sono sempre vite; ma la differenza con l'embrione c'è, ossia l'organismo pienamente formato, e questo crea altri problemi etici. Ora non dico che sia giusto, ovviamente ci sarebbe un problema etico, la discussione è lunga; dico semplicemente che quello che fa scandalo non è la vita, ma la vita di matrice umana. Quindi, non facciamo (discorso generico, non rivolto specificamente a te) i moralisti a uscire con frasi sul rispetto della vita, quando quello che ci preme è la vita umana.


Lonolf il 10-11-2004 09:35 ha scritto:
La matrice umana fa la differenza: non possiamo mettere sullo stesso piano un bambino e una mucca


Opinabile, a molti non va bene fare una scala di importanza di vite; ma io non dico di metterle sullo stesso piano. Solo, a ogni affermazione sulla vita andrà aggiunto un "umana", per chiarezza e coerenza.
Inoltre, un embrione non è ancora un bambino, quindi il discorso è ancora diverso.
Infinte, biologicamente sono sempre vite... la differenza è semplicemente la morale che l'Uomo si è creato.


all'aborto (chiamiamo così l'uccisione di un embrione o di un feto, sia esso nell'utero o fuori, va bene? In fondo il problema è simile) parla di atto intrinsecamente negativo: un atto talmente malvagio che non può essere reso giusto da nulla, nemmeno dalla possibilità di salvare un'altra vita, perchè esso distrugge il tessuto stesso dell'ente che lo compie


Opinabile, ma non entro nel merito: esiste una discussione apposita, qui il tema è un altro. Dico solo che il problema è molto diverso: l'embrione fuori dall'utero non sarebbe diventato Umano, il feto all'interno dell'utero sí. E non mi pare poco.
Comunque, potresti rispondere alla domanda che ho posto nel mio primo messaggio?


Amberle il 10-11-2004 10:05 ha scritto:
Non so, ma a me fa l'impressione che l'embrione non possa essere cosiderato come un grumo di cellule... c'è una scintilla di vita, se lo si lasciasse crescere diventerebbe un bambino


Il fatto è proprio questo: in ogni embrione c'è una scintilla di vita, che sia umano o di topo; solo, la morale umana si fa problemi verso la vita umana, probabilmente in quanto suoi simili; ma, biologicamente parlando, sempre vite sono, non c'è differenza. E, a questo punto, evitiamo i discorsi "buonisti" sul rispetto della vita, aggiungiamoci un "umana"...


Amberle il 10-11-2004 10:46 ha scritto:
non riesco proprio a vedere uno spermatozoo allo stesso modo di un embrione


Esattamente quello che dicevo; eppure, entrambi sono vite. Quindi, il problema non è la vita, ma la vita di matrice umana.


In ultimo... assunto che l'embrione non è vita umana - altrimenti sarebbe omicidio anche usare quelli congelati, e quindi parimenti condannabile -, come mai usare quelli congelati sí, e crearne uno per salvare una vita no, visto che non diventerebbe comunque persona, senza l'impianto in un utero?

Possiamo diventare adulti fuori. Dobbiamo rimanere bambini dentro.

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Scritto il 10-11-2004 11:14
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Amberle

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Mornon il 10-11-04 11:14 ha scritto:
Quindi, non facciamo (discorso generico, non rivolto specificamente a te) i moralisti a uscire con frasi sul rispetto della vita, quando quello che ci preme è la vita umana.

Beh, anche se non rivolto direttamente a me, per me io rispondo... a me non preme solo la vita umana, dato che odio l'antropocentrismo e non mangio carne...

Opinabile, ma non entro nel merito: esiste una discussione apposita, qui il tema è un altro. Dico solo che il problema è molto diverso: l'embrione fuori dall'utero non sarebbe diventato Umano, il feto all'interno dell'utero sí. E non mi pare poco.

Parlando dell'aborto... sì, in certi casi sono favorevole... anche se ciò significa cessare una vita... la differenza sta nel discorso "creare appositamente per..."
Il fatto è proprio questo: in ogni embrione c'è una scintilla di vita, che sia umano o di topo; solo, la morale umana si fa problemi verso la vita umana, probabilmente in quanto suoi simili; ma, biologicamente parlando, sempre vite sono, non c'è differenza. E, a questo punto, evitiamo i discorsi "buonisti" sul rispetto della vita, aggiungiamoci un "umana"...

Per quanto mi riguarda io non aggiungo "umana", altrimenti si torna a discorsi già fatti... per quanto mi riguarda non è etico neppure utilizzare gli animali per la sperimentazione...

In ultimo... assunto che l'embrione non è vita umana - altrimenti sarebbe omicidio anche usare quelli congelati, e quindi parimenti condannabile -, come mai usare quelli congelati sí, e crearne uno per salvare una vita no, visto che non diventerebbe comunque persona, senza l'impianto in un utero?

Semplicemente perchè quelli congelati esistono già e restano lì perchè non sanno che farci... perchè non ritengo giusto il generarli per distruggerli... certo, entrambi sono sullo stesso piano, sono embrioni, ma a me quello che da fastidio è la mentalità umana di fare tutto così semplicistico...

Io sono una vita che vuole vivere, circondato da altre vite che vogliono vivere.
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Scritto il 10-11-2004 11:34
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Amberle il 10-11-2004 11:34 ha scritto:
a me non preme solo la vita umana, dato che odio l'antropocentrismo e non mangio carne


Allora perché vegetali sí, embrioni no? Sei tu ad aver fatto la differenza a causa della matrice umana, definendo gli embrioni non usabili, mentre i vegetali li mangi...


la differenza sta nel discorso "creare appositamente per..."


Allevamento; agricoltura. Onestamente, giustificare anche solo uno di questi due, e non giustificare l'uso degli embrioni, mi pare una contraddizione, vista la frase citata.


per quanto mi riguarda non è etico neppure utilizzare gli animali per la sperimentazione


Per approfondire questo rimando alla discussione apposita; ma il fatto è che tu non parli di sperimentazione, ma di creare una vita per sacrificarla. E sia l'uso degli embrioni, sia l'allevamento, sia l'agricoltura rientrano in questa definizione.
Inoltre, con gli embrioni si parlava di sperimentazione in un primo momento, gi√† solo ora si parla anche di applicazione, in quanto si sono trovati degli usi efficaci. Quindi, non √® pi√ļ solo sperimentazione (anche se su di questa c'√® quanto detto nel mio primo messaggio).


quelli congelati esistono già e restano lì perchè non sanno che farci... perchè non ritengo giusto il generarli per distruggerli


Onestamente, non capisco il senso di un simile ragionamento, visto che dovrebbe portare all'abolizione di qualunque cosa che crei una vita per distruggerla (vaccini compresi, se definiamo virus e batteri come "vita")...

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Scritto il 10-11-2004 11:44
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Amberle

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Mornon il 10-11-04 11:44 ha scritto:
Allora perché vegetali sí, embrioni no? Sei tu ad aver fatto la differenza a causa della matrice umana, definendo gli embrioni non usabili, mentre i vegetali li mangi...

Di questo ne abbiamo già parlato e riparlato... non mi metto a ripetere tutto quanto, dico solo (almeno è il mio pensiero):
vegetali- mancano di sistema nervoso centrale
- ne uccido meno io che li mangio direttamente di chi indirettamente
mangiando carne... tra i due il male minore...


Allevamento; agricoltura. Onestamente, giustificare anche solo uno di questi due, e non giustificare l'uso degli embrioni, mi pare una contraddizione, vista la frase citata.



Penso che il "anche solo uno dei due" sia riferito al fatto che avrei ribattuto sull'allevamento, e solo su quello...


Per approfondire questo rimando alla discussione apposita; ma il fatto è che tu non parli di sperimentazione, ma di creare una vita per sacrificarla. E sia l'uso degli embrioni, sia l'allevamento, sia l'agricoltura rientrano in questa definizione.
Inoltre, con gli embrioni si parlava di sperimentazione in un primo momento, gi√† solo ora si parla anche di applicazione, in quanto si sono trovati degli usi efficaci. Quindi, non √® pi√ļ solo sperimentazione (anche se su di questa c'√® quanto detto nel mio primo messaggio).


Ci sarà sempre sperimentazione, è la cosa che ci riesce meglio... provare che succede se...
Lo stesso uso efficace che hanno trovato utilizzando midollo osseo anzichè embrioni umani.

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Scritto il 10-11-2004 11:55
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Amberle il 10-11-2004 11:55 ha scritto:
vegetali- mancano di sistema nervoso centrale


Non ritorno sulla questione del dolore delle piante in quanto fuori tema (per chi fosse interessato, sembra che la mancanza di sistema nervoso centrale non implichi la mancanza di dolore, quindi cadrebbe come motivazione; chi √® interessato mi contatti in privato), ma una sola domanda, che pongo citandoti: embrioni- mancano di sistema nervoso centrale. Quindi sono sacrificabili, giusto? √ą il tuo ragionamento...


Penso che il "anche solo uno dei due" sia riferito al fatto che avrei ribattuto sull'allevamento, e solo su quello


√ą dovuto al fatto che dirsi a favore di anche solo una creazione di vita con scopo di sacricarla fa, a mio parere, rientrare nel mio ragionamento.


Ci sarà sempre sperimentazione, è la cosa che ci riesce meglio... provare che succede se


Ma questo ha salvato delle vite, penso sia da considerare.


Lo stesso uso efficace che hanno trovato utilizzando midollo osseo anzichè embrioni umani


Mi informerò, mi risultavano cose diverse...

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Scritto il 10-11-2004 12:00
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Amberle

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Non sto a riportare tutti i quote...
Dico solo che una pianta non ha sistema nervoso centrale da che è germoglio a che è pianta nel pieno sviluppo, un embrione (umano o animale che sia) ha un sistema nervoso scritto nel suo DNA...
Io non paragono l'allevamento all'agricoltura perchè, nonstante rispetti la vita, metto sul piano alimentare il rispetto prima degli animali e poi delle piante...
Non abbatto alberi o taglio loro rami inutilmente, non incido le mie iniziali sugli alberi, li rispetto perchè anche loro sono vite, ma non mi faccio problemi a mangiare un'insalata, senza contare che sono i frutti delle piante la stragrande maggioranza dell'alimentazione di un vegetariano, non la pianta stessa...
E comunque non riesco proprio a paragonare una lattuga ad un embrione...


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Scritto il 10-11-2004 12:16
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Amberle il 10-11-2004 12:16 ha scritto:
Dico solo che una pianta non ha sistema nervoso centrale da che è germoglio a che è pianta nel pieno sviluppo, un embrione (umano o animale che sia) ha un sistema nervoso scritto nel suo DNA


Quindi non solo la presenza di un sistema nervoso (non necessariamente di dolore) è discriminante del diritto alla vita, ma persino se questo sistema nervoso sia scritto nel DNA, prescindendo dal fatto se la vita si svilupperà o no (in questo caso no, non essendo impiantato in un utero)? Onestamente, non mi pare quel gran ragionamento, e, inoltre, è pericoloso: quindi quegli Umani che nascono senza sistema nervoso, senza poter provare dolore, sono sacrificabili? Stante il tuo ragionamento, essendo tale sistema la discriminante del diritto alla vita (un embrione non è sacrificabile perché avrebbe il sistema nervoso, una pianta lo è perché non lo ha), sí... ovvio, in questo caso è un Umano; ma si sta parlando di vita, non di vita umana, per quanto detto da te; quindi, una vita senza sistema nervoso è una vita senza sistema nervoso.


senza contare che sono i frutti delle piante la stragrande maggioranza dell'alimentazione di un vegetariano, non la pianta stessa


Come da risposta privata, se qualcuno fosse interessato mi contatti.


non riesco proprio a paragonare una lattuga ad un embrione


N√© io dico che sia facile; semplicemente, entrambi sono vite, salvo che la lattuga si svilupper√†, l'embrione, se non impiantato in un utero, no. Quello che dico - e che ho detto - √® che la questione principale sembra non essere tanto la vita in s√©, quanto la vita di matrice umana prima, e quella in cui possiamo pi√ļ facilmente immedesimarci poi. A seguito di queste, c'√® la vita in generale.

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Scritto il 10-11-2004 12:23
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Amberle

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Sinceramente non credo che con questa discussione si arriverà a nulla...
La vediamo troppo diversamente.
Per me un embrione è vita, e non trovo giusto il generarlo per ucciderlo...
Forse perchè proprio per il fatto che è umano (anche se fosse animale per me sarebbe lo stesso) la cosa mi disturba così tanto...
Ma non metto sullo stesso piano vegetali e animali...
Con un animale puoi interagire, con una pianta no.
Comunque tutti questi discorsi non rientrano nella discussione se sia etico o meno usare embrioni umani per estrarre cellule staminali... siamo OT, e già da un pò...

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Scritto il 10-11-2004 12:34
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MistayA

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Amberle il 10-11-2004 12:34 ha scritto:
Con un animale puoi interagire, con una pianta no.


piccolo nota.. alcuni sostengono che anche con una pianta si può interagire, mi pare che sono stati fatti anche degli studi, ma non ne so molto a riguardo.

"Silenzio chiedo a tutte le divine genti, piccole e grandi, progenie di Heimdallr! Tu che vuoi che io, o Valfodhr, narri compiutamente le antiche storie delle creature, le cose che prime ricordo." Edda - Carme I¬į Voluspa

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Scritto il 10-11-2004 12:40
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Mornon

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Amberle il 10-11-2004 12:34 ha scritto:
La vediamo troppo diversamente


Semplicemente, non vedo il senso di discriminare in base al sistema nervoso, in base alla mobilità, in base alla possibilità di comunicare in modi da noi recepibili... sempre vita è, mi paiono discriminanti superficiali.
Forse non si arriverà a nulla anche perché non mi dai spiegazioni per confutare il mio discorso (che è principalmente sulla scala delle vite, vedi punti dopo); almeno, io non ne ho viste...


Per me un embrione è vita, e non trovo giusto il generarlo per ucciderlo


Il punto è proprio questo: per te l'embrione è vita umana, non vita in generale; altrimenti, per questo stesso ragionamento non sarebbe giusto generare piante per ucciderle. Il mio punto, cui non ho ancora avuto confutazioni valide, è proprio questo: tu fai discorsi generici sulla vita ("un embrione è vita"), per poi fermarti davanti a quelle vite che non sono umane, o in cui difficilmente possiamo immedesimarci. Altimenti il discorso resta valido anche con una piccola modifica: un vegetale è vita, e non trovo giusto il generarlo per ucciderlo.
Tu non parli di vita, a questo punto, ma di vita umana/animale. Il che è estremamente diverso.
Del resto, tu parli di accettare il male minore: si può negare con certezza che tra il sacrificare un embrione (non ancora sviluppato, senza sistema nervoso, ecc.) che non diventerà nemmeno Umano, e tra il lasciar morire un Umano, il primo non sia il male minore?


Forse perchè proprio per il fatto che è umano (anche se fosse animale per me sarebbe lo stesso) la cosa mi disturba così tanto


Esattamente quello che ho detto: quindi, il discorso non è la vita, ma la vita umana (altrimenti, i bambini acefali sarebbero sacrificabili), poi quella in cui possiamo immedesimarci, poi le altre, a scendere fino ai batteri, se sono vita.
Io non sto dicendo che tu non possa pensarla cosí, sto semplicemente dicendo che (1) si sta facendo una scala sul diritto alla vita, dove ogni vita non è allo stesso piano, e (2) frasi come "non è giusto creare la vita per sacrificarla" sono fondamentalmente incoerenti, in quanto si deve specificare quale vita, visto che si sta dando alle singole vite una diversa dignità. Inoltre, se è giusto accettare il male minore, siamo certi che l'embrione che non sarà Umano - a fronte dell'Umano sviluppato - non sia il male minore?


Comunque tutti questi discorsi non rientrano nella discussione se sia etico o meno usare embrioni umani per estrarre cellule staminali


De gustibus, ma a me pare che decidere se sia giusto generare un embrione per poi sacrificarlo non sia solo in tema, ma sia la risposta al quesito iniziale...


Forse perchè proprio per il fatto che è umano


Con un animale puoi interagire, con una pianta no


C'è qualcosa che mi sfugge... ti cito: "odio l'antropocentrismo". E ora le discriminanti sul diritto alla vita sarebbe se possiamo o meno interagire con quella vita (a parte che, seppur in modo diverso, si può interagire anche con le piante), sarebbe che l'animale può comunicare in modi che possiamo sentire, e la pianta no, sarebbero simili cose? Scusa, ma mi pare antropocentrismo, metti come discriminante cosa l'Uomo può o non può fare con quella vita, cosa può o non può vedere di quella vita.


MistayA il 10-11-2004 12:40 ha scritto:
alcuni sostengono che anche con una pianta si può interagire, mi pare che sono stati fatti anche degli studi, ma non ne so molto a riguardo


A fronte di alcuni esperimenti, alcuni sostengono che le piante o provano dolore, o provano qualcosa di assimilabile al nostro dolore.

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Scritto il 10-11-2004 12:50
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Lonolf

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Credo che il problema sia nelle basi di definizioni dell'essenza umana: cos'√® che ci rende differenti da un animale? Ho gi√† detto il mio rifiuto per i sostenitori della linea celebrale o nervosa, non penso che sia neanche le funzioni pi√Ļ alte dell'uomo (√® stato provato che i polipi possono imparare come l'uomo e i delfini hanno coscienza del proprio corpo. Perfino gli alligatori sognano).

Lo son che sembra di andare OT, ma non è possibile parlare di clonazione se non si da una base a questo. Si potrà pervenire a risoluzioni basate sui soliti sentimenti o su esperienze passate.

Io credo nell'esistenza dell'anima e che essa ci divide dagli animali. Ovviamente anche un embrione ha un'anima e questo pone fine ad ogni fondamento per la clonazione (non si parla pi√Ļ dei 40 giorni di s. Tommaso. Persino lui poteva sbagliare)
Se non abbiamo l'anima, cosa ci distingue? Cosa ci ha permesso di sviluppare sentimenti tanto forti, di creare concetti tanto alti che ci siamo avvicinati, sia pure di solo una frazione, da soli alla divinità? Per questo non è possibile neanche una vera e propria clonazione completa: l'anima di un uomo clonato sarà sempre diversa da quella del suo "stampo".

Dove solo i lupi e i draghi osano, io vivo!

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Scritto il 10-11-2004 14:20
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Pièveloce Mezzoelfo

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anche io da buon crisitiano cattolico praticante credo nell'esistenza dell'anima... ma mi domando... come puoi essere certo dell'esistenza dell'anima degli embrioni? Ne hai le prove? Io per quanto mi riguarda parlo dell'anima mia e di nessun altra.. perchè sulla mia ho controllo e di essa ho coscienza...

"... e da li il buffone, paradigma di libert√†. L'unico uomo veramente libero, e anche il pi√Ļ saggio. Nella filosofia occulta il buffone si identifica con il mercurio degli alchimisti... messaggero degli dei, conduce le anime attraverso il regno delle ombre..."
(Il Club Dumas. A.P.R.) .. grazie Firiel..

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Scritto il 10-11-2004 14:51
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Mornon

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Innanzitutto, una risposta a quanto scritto:

Lonolf il 10-11-2004 14:20 ha scritto:
credo nell'esistenza dell'anima e che essa ci divide dagli animali


Piccolo problema: "Salmo 144, Osea, Isaia, ove si dice che l'uomo non √® dominatore della natura.... e dopo quasi duemila anni, c'√® arrivata anche la Chiesa [vedi encicliche di Giovanni Paolo II e discorso del 1990 ‚ÄúPace con il Creato e con il Creatore‚ÄĚ in cui il Papa, dice che ‚Äúanche gli animali hanno un‚Äôanima‚ÄĚ (confermando quando detto gia' nella Genesi)]" (Vega su http://www.eldalie.it/forum/list_thread.php?iddiscussione=4129). Se anche gli animali hanno un'anima, questa non pu√≤ dividerci da essi (del resto, la stessa parola "animale" ha la sua etimologia in "anima").


Cosa ci ha permesso di sviluppare sentimenti tanto forti, di creare concetti tanto alti che ci siamo avvicinati


In prima approssimazione? Forse, banalmente, il pollice opponibile, che è un po' alla base della nostra evoluzione.


Poi, un discorso non spezzettato; è un po' il riassunto dei dubbi espressi nei messaggi precedenti, vedete voi se leggerlo o no:

Quello che trovo insensato sono i discorsi generici sulla vita "un [qualcosa] è vita, non accetto di crearlo per sacrificarlo", perché, allora, lo stesso discorso varrebbe per ogni vita (il discorso deve essere ""un [qualcosa] è vita [aggettivo], non accetto di crearlo per sacrificarlo" - dove "aggettivo" può essere "umana", "animale", ecc., in modo da adattare il discorso alle vite per cui lo si considera valido); i discorsi sull'odiare l'antropocentrismo, quando i criteri sul diritto alla vita sono fondati sulla visione dell'Uomo, sulle possibilità dell'Uomo, sulla struttura dell'Uomo (sistema nervoso; se non l'avessimo, non lo considereremmo); i discorsi sul dolore, sul sistema nervoso, sulla mobilità come discriminante, per poi rifiutarsi di far rientrare in tali categorie quegli Umani che, di fatto, ci rientrano. Questo trovo insensato: ci dovrebbe essere l'accettazione dell'antropocentrismo, l'ammissione di una gerarchia di vite, altri criteri; poi posso accettarli, anche se magari non condividerli: almeno, sarebbero coerenti.

Quello che vorrei capire è perché siamo disposti ad accettare il male minore, ma sacrificare un embrione che non è sviluppato né mai lo sarà non è "male minore" rispetto a sacrificare un Umano che è già tale, ed è sviluppato; perché il sistema nervoso dovrebbe essere una discriminante sulla dignità della vita e sul diritto alla vita; perché la sacralità della vita vale solo in alcuni casi, pur impostando un discorso generico; perché, volendo evitare discorsi antropocentristi, la matrice umana dovrebbe fare differenza.

Quello che mi chiedo è perché un embrione di due settimane, delle dimensioni di un quarto di testa di spillo, deve essere considerato sacro, mentre una pianta di anni può essere considerata sacrificabile, e un Umano di anni, a fronte della salvezza che verrebbe data dal sacrificare l'embrione, anche; perché un embrione che non crescerebbe da solo sia sacro, una pianta che crescerebbe da sola no; perché, in pratica, si facciano discorsi sulla vita, per poi non riuscire a vedere le diverse vite sullo stesso piano: allora non parliamo di vita, ma di vite.

Inoltre, c'è da considerare che, come detto, "Esistono in tutto il mondo miglia di spermatozoi e di ovuli non fecondati che potrebbero essere generati"; nemmeno in questo caso la creazione andrebbe bene?

Ecco, questo non capisco, questo vorrei capire, questo mi chiedo; se potrete darmi risposte a questi dubbi, spiegarmi dove sbaglio nel trovare contraddizioni, dirmi dove le mie domande sono assurde, ben venga; io aspetto.

Possiamo diventare adulti fuori. Dobbiamo rimanere bambini dentro.

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Scritto il 10-11-2004 14:57
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