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Ombre e dubbi della "società moderna"
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Mithrandir_373

anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere
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Ombre e dubbi della "società moderna"
Ho aperto questa discussione, in seguito a dei dubbi sul modo di pensare della nuova generazione, perché nella mia generazione i miei compagni (ora non vorrei generalizzare) sono "quasi" tutti ossessionati da un pensiero uniforme, e questo pensiero uniforme decide LUI cosa avere: abiti, cellulari (sto parlando indistintamente tra maschi e femmine).
Io, dalla seconda media, ho iniziato un po’ a staccarmi da questo pensiero, da questo luogo comune.
Ora prendo come esempio uno sciocco: il telefono cellulare.
In seconda (media) in classe mia tutti quanti avevano il cellulare, tranne me. Gli altri mi dicevano che avere un cellulare a quest’età è indispensabile, per sviluppare amicizie, per comunicare, ed altro. Ed io risposi (facendo nello stesso tempo la mia rovina in campo d’amicizia a Procida, e l'inizio della mia maturazione) che:

1. Io ho un cervello, e quindi so pensare con la mia testa, e non ho bisogno che un’entità "superiore", che noi poveri mortali definiamo "moda", m’imponi il mio modo di vestire, il mio atteggiamento, il mio linguaggio, le mie preferenze, ed altro.

2. Senza cellulare, fino a prova contraria, io "vivo" (nel senso che sono "felice", non ho nessun bisogno di comprare qualcosa per essere qualcuno) e quindi è qualcosa di cui se ne può fare a meno.

3. Io sono una persona, e quindi ho un pensiero diverso da voi, perché ognuno è uguale solo a se stesso.

Ma dicendo questo mi adirai la "compagnia", e m’isolarono. Nell'insolazione, scoprii Tolkien (ma questa è un’altra storia...).

Ed ora, dopo qualche anno, non posso fare a meno di riflettere su ciò che ho scritto prima. Ovvero che la società, questa società consumistica, e fondata sul commercio, sia più importante "l'avere" che "l'essere", e anche che sia più importante "apparire" che "essere". E quindi la società sta iniziando a produrre persone con pensiero uniforme, piatte, senza nessuna diversità sul modo di pensare (almeno qui, ed in quest’età). E vedo la maggioranza delle ragazze di quest’isola che corre dietro ai ragazzi più grandi come un gabbiano che corre dietro un peschereccio, e ascoltando cosa dicevano, mi stupii: esse sono state lì a parlare di più di un’ora, discutendo di quale marca è la loro preferita. E cercando di parlare con loro, il discorso s’incentrò sulle mie scarpe, e non penso che un paio di comuni scarpe da ginnastica sia un argomento "trattabile". Non parliamo poi dei ragazzi: dal barbiere, uno di loro diceva che se la sarebbe "spassata", fino a quando avrebbe fatto diciotto anni, poi avrebbe vissuto alle spalle dei genitori, tanto " a Procida ci sono già gli adulti che lavorano, se lavoriamo anche noi costringeremmo gli adulti a non lavorare più". Poi quando i genitori avranno finito di lavorare, i figli vivranno di rendita con la pensione, e male che andava, avrebbero venduto la casa (dei genitori!).
E i genitori, poi, che non sanno dire un "NO". Genitori che dicono sempre sì ai figli, e quando i figli si faranno "grandi" (biologicamente) i genitori diventeranno null'altro che "genitori Bancomat". Genitori che danno ai figli soldi per divertirsi. Le discoteche? Cosa producono? Divertimento? Nulla di più falso? Certo, ci sono persone che piace ballare, ma perchè sanno ballare! Ho visto una marea di giovani nella Piazza della Marina Grande, che saltavano su e giù come forsennati. Eppure, pagano un sacco di soldi per entrare in discoteche esclusive, dove poi si siedono perchè non vogliono ballare.
E invece sono stato ad un cenone di ringraziamento per la buona riuscita di una sagra, e ho visto anziani che cantavano "O'Sole mio" in italiano ed in inglese, Gruppi di vecchiette, che vedresti bene con una coroncina di rosario in mano, cantare canzoni napoletane in un quartetto che ti lascia veramente felice: insomma, nelle persone anziane c'era ancora uno spirito giovane, mentre nella nuova generazione, i giovani (nel senso biologico), sono già vecchi dentro.

MA PERCHE'?????

Cosa è successo alla nostra generazione? Siamo troppo viziati, forse?
O altro?

Naturalmente, queste sono solo le mie impressioni riguardo a quanto succede sull'isola, riguardo a ragazzi e ragazza della mia età (14 anni), e sono solo opinioni, e riguardo al telefonino, è una mia scelta personale quella di non usarlo.

Spero che questa discussione non sia un buco nell'acqua.

"Il Bagliore della Folgore non è come luce di lampadina."

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Scritto il 28-11-2005 10:14
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Fíriel Tindómerel

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I miei due centesimi?

Da due anni vivo senza televisione...

Non sai quanto stia meglio...

Non sai quanto possa aiutare, in questo senso.



Fíriel Tindómerel


Ritorna a me! Ritorna da me e di che è bella la mia dimora. [Lingalad]

Al pari di Prometeo, egli rubò il fuoco per cui il Mondo esiste e tutto respira, La Natura al suo comando obbedisce e si muove: Se non è dio egli stesso, un dio possente l'ispira."

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Scritto il 28-11-2005 11:14
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Thuringwethil

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Volevo iniziare la mia mail di appoggio sulla questione genitori.
In parte è vero,verissimo.Alcune persone sono genitori,ma non hanno nessunissima voglia di farlo.Ad esempio alcuni pensano che sia la scuola a dover supplire le loro mancanze.E' una questione di responsabilità,ma è sempre la vecchia storia.
Questione "testa dei giovani".Io penso che in passato fosse uguale.Cioè quando io avevo dodici anni non c'era il cellulare ma c'era altro.C'era la discoteca (che ho sempre odiato),c'èra lo spinello,gli anfibi,la musica trasgressiva,i superalcolici etc..Niente è cambiato.Ma l'evoluzione non è tanto nell'avere determinate cose per sentirsi grandi o altro.E' maturare veramente di zucca.E se tu sei quello che dici,i miei più sinceri complimenti.
Si arriva ad un punto in cui si dice: a me che me ne frega se tutti fanno così?Lì si è maturi.Ma dipende da se stessi,dalla famiglia e dall'educazione ricevuta.Questo perchè liberi si diventa.Ed essere liberi (ammesso che esista la libertà) non vuol dire "far ciò che si vuole" (stile chiesa di Satana! ) ma vuol dire prendersi le proprie responsabilità anche per le scelte di tutti i giorni.
Vi saluto con una frase di Hölderlin:
"Grande è il peso dell' infelicità, più grande ancora quello della felicità".

Ihver en natt er et nytt mírke.
Ihver en Vinter fryser jeg,
men dog Aldri skal jeg grate,
for Stolt red jeg jo dengang,
ut av den dype skogen.

"En As I Dype Skogen" - Darkthrone

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Scritto il 28-11-2005 11:33
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Mornon

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Da qualche parte mi pare ci sia una discussione analoga, ma me ne sfugge il titolo...
Comunque, un modello standard cui molti si conformano non è una novità (del resto, cos'è la cultura se non un modello standard cui molti si conformano? ), che sia il cellulare o la discoteca dipende solamente dal periodo preso in considerazione; non è nemmeno strano che capiti, in quanto non si nasce con un'identità, e quando ce ne si sta formando una si prende da ciò che si ha intorno (non sarà il cellulare, ma il padre, ma la madre, ma il fratello... alla fin fine cosa cambia? Sempre a un modello ci si rifà, l'unica differenza mi pare il numero di persone che si rifanno a esso).
Il problema penso possa nascere o quando con la crescita (che non significa a un'età prefissata) non si riesce a distaccarsene, o quando avere un modello predefinito, comune, sia condizione necessaria per essere accettati (anche se su questo si potrebbero fare molte discussioni in quanto a cultura e società ), pur non essendoci una necessità pratica di qualche tipo.

P.S.: ricordo che scrivere in maiuscolo - urlare - è da evitare

Possiamo diventare adulti fuori. Dobbiamo rimanere bambini dentro.

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Scritto il 28-11-2005 12:35
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Mithrandir_373

anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere
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Ma allora perchè siamo stati creati con un cervello, se poi noi stessi tendiamo a creare pensieri uniformi per la massa?? E come un regredire ad un omogeneità mentale. E poi, se io ho un pensiero uguale alla massa, il risultato di comunicare con un altro è parlare con se stessi, perchè non c'è confronto, e qualunque affermazione o negazione risulterebbe tale anche nell'altro.

Il mondo è bello perchè è vario!!

Naturalmente poi (ritornando all'esempio di prima), parlare dello stesso argomento per sempre è scocciante, e quindi l'uomo, nella sua stupidità infinita (come diceva Einstein) ha creato la moda, che sarebbe la variazione sul tema, che alla fine è sempre quello:

"Per essere qualcuno dovete avere qualcosa!!"
Questo è il messaggio ipocrita celato dietro ogni pubblicità.

In televisione non c'è nessuna pubblicità che parli di "Essere", ma parla di "Avere", "Apparire", "Sembrare". Perchè ad una società basato sul consumo come la nostra, alla società non importa niente di cosa sei, ma cosa hai, perchè "Essere" non arrichisce le multinazionali, ma "l'Avere" si.
E se non è "Avere" è "Apparire", come cure di bellezza, cosmetici, ecc. che mirano a dare un impressione esteriore della persona. Fino a quando il nostro "Essere" non diverrà "vendibile", la società non parlerà mai di ciò.
Perchè, oltre a non generare entrate nelle casse loro, l'essere consci di essere una “persona” implicherebbe il fatto di non aver bisogno di aver qualcosa per essere qualcuno, e quindi prodotti come trucchi, vestiti firmati, telefonino ultima moda, e questo sarebbe estremamente pericoloso per loro, che finirebbero di vendere.

E noi poi accettiamo volentieri quest’idea, perché ci è stato imposto il pensiero che:
1. Giudicare una persona in base alla sua ricchezza e alla sua forma “esterna”.
2. Per il “Piacere” e la “Felicità” la via più facile è “l’Avere”.

Tutti e due sono concetti sbagliati, eppure da sempre una persona viene giudicata in base ad un canone estetico (che vuol dire appunto “esterno, esteriore”).

Pensate al Natale, che da festeggiamento per la nascita di Cristo, è divenuta la festa del consumismo per eccellenza: Cenone natalizio, con tante pietanza da bastare per una settimana, del nostro consumo calorico quotidiano (non parliamo di quanto basti per le popolazioni povere). Regali sotto l’albero come se piovesse, che fanno la felicità del bambino per….. un mese al massimo (ma proprio al massimo).

Oramai la società usa di tutto come capro espiatorio per mandare sempre lo stesso messaggio, pronunciato esplicitamente solo da i venditori ambulanti, che dicono:

Comprate! Comprate!
(Che è anche il messaggio nascosto dietro ogni pubblicità.)

"Il Bagliore della Folgore non è come luce di lampadina."

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Scritto il 28-11-2005 14:32
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Fíriel Tindómerel

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Myth, quando ti avanzano un paio d'ore, riguardati "Fight Club" o leggi il libro

Oppure datti al buddismo... istess... "tutto ciò che puoi tenere in mano lo perdi"...



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Scritto il 28-11-2005 15:13
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Therion

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Stiamo accusando la televisione, ma sostanzialmente è sempre stata un mezzo d’informazione e d’intrattenimento, trovo sbagliato dargli un valore educativo o diseducativo, il problema deriva dalla gente influenzabile e chi più e chi meno lo siamo tutti!

ET IN ARCADIA EGO... SUM
"Una pinta di birra risolverà tutti i problemi" Flann O'Brien
"Ho dispiegato i miei sogni sotto il tuo piede; Cammina dolcemente, perchè cammini sui miei sogni" W.B. Yeats




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Scritto il 28-11-2005 16:00
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Mithrandir_373

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Non sto accusando la televisione com mezzo d'informazione, anzi, è uno dei mezzi di comunicazioni più avanzati della nostra epoca (dopo il computer). Ma ormai anche nella televisione si creano figure che siano più vicine al pensiero dei ragazzi, e da qui nascono reality show, o fenomeni televisivi creati per aumentare l'audience. E quindi non è la televisione che influenza noi, ma siamo noi che costringiamo la televisione a trasmettere programmi che soddisfino le esigenze di chi non ha una vita, ma se la vuole vedere in diretta, così che si possa paragonare a questo o a quel personaggio. E questo influenza i giovani a guardare sempre più questi programmi, e quindi cresce l'audience, e quindi si creano più pubblicità, insomma, tutto un circolo vizioso, che abitua a noi ad assistare agli eventi, tuttavia non essendone parte. Quante volte abbiamo comprato figurine di giocatori?? E chi non imita i "giochetti" dei grandi campioni??Ma questo imitare, ecco, sembrare. apparire, ci fà diventare un clone di quell'idolo, tuttavia senza mai diventare lui stesso, e senza mai diventare se stessi. Insomma, ci si vive una vita a metà, dove per imitare un campione, non sfruttiamo i nostri talenti che possono essere altri. Poi quando si arriva a 18 anni (a Procida ce ne sono molti) si capisce che abbiamo sprecato tutti gli anni nella nostra vita per corere dietro un sogno, e poi, autocommiserandoci nella nostra miseria, cadiamo in un pozzo oscuro e profondo, quello della depressione, ed è difficile che qualcuno possa riuscire a riprenderci da qui.

Carpe diem!
Cogli l'attimo!


E il migliore augurio che si può fare ad un giovanissimo come me, fino ad un 17enne.
Perchè penso che questo sia la parte migliore (e peggiore allo stesso tempo, per chi non fa fruttificare il dono)della nostra vita.

Da adulti il carattere diventa definito, e non si potrà tornare più indietro, se non dicendo: "Ah, se avessi 15 anni".



"Il Bagliore della Folgore non è come luce di lampadina."

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Scritto il 28-11-2005 16:27
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Mithrandir_373

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Fíriel Tindómerel il 28-11-2005 15:13 ha scritto:
Myth, quando ti avanzano un paio d'ore, riguardati "Fight Club" o leggi il libro

Oppure datti al buddismo... istess... "tutto ciò che puoi tenere in mano lo perdi"...


Perchè mi dovrei dare al buddismo?

"Il Bagliore della Folgore non è come luce di lampadina."

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Scritto il 28-11-2005 16:32
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Gianluca Comastri

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Mithrandir_373 il 28-11-2005 16:32 ha scritto:
Perchè mi dovrei dare al buddismo?

Non devi farlo: Firiel intendeva soltanto dire che lì trovi espresso a chiare lettere lo stesso concetto che stai esprimendo tu circa la vacuità del culto del bene di consumo.
Sul fatto che si debba vivere la propria vita direttamente, e non subire quella di altri da oltre uno schermo televisivo, sei da applaudire per la convinzione con cui esprimi e porti avanti nel tuo ambiente, in solitudine o quasi, il concetto. Resisti e insisti, ne vale davvero la pena.




«Scoprirai tutti i segreti pensieri dell'Uno, e t'avvederai che essi sono soltanto una parte del tutto e tributari della Sua gloria»

«...dopotutto Tolkien non ci insegna a rifiutare il mondo, anche se esso ha delle brutture, ma ad amarlo e a cercare sempre quello sforzo sovrumano per portare alla luce ciò che di bello c'è nell' universo e in noi» [Fram figlio di Frumgar]

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Scritto il 28-11-2005 16:39
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Ramses II

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Mithrandir_373 il 28-11-2005 16:27 ha scritto:
Da adulti il carattere diventa definito, e non si potrà tornare più indietro, se non dicendo: "Ah, se avessi 15 anni".


'E vero in parte. Innegabile che non si possa tornare indietro, ma non trovo vero che il carattere sia così definito da non poterne almeno smussare gli angoli o addirittura cambiarlo radicalmente se se ne sente la necessità.
Un'altra cosa che non mi trova d'accordo è che il consiglio di cogliere l'attimo valga solo per un giovane fino a 17 anni. Se lo intendi, come penso, nel cercare di vivere il meglio possibile e in modo che "ne valga la pena", credo che questo riguardi tutti.
Per il resto: io non trovo così sbagliato seguire la moda o parlare di scarpe e vestiti... certo, questo non deve diventare la cosa più importante della mia vita, ma un pò di frivolezza ogni tanto ci vuole. Non sempre si può stare a parlare dei massimi sistemi... e lo dice una che è piuttosto portata verso la riflessione.

Molti di quelli che vivono meritano la morte e molti di quelli che muoiono meritano la vita. Tu sei in grado di valutare, Frodo? Non essere troppo ansioso di elargire morte e giudizi: anche i più saggi non conoscono tutti gli esiti. (LCDA, il film)

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Scritto il 28-11-2005 18:09
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primonato

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Hai proprio ragione e vedrai che, purtroppo, crescendo i tuoi amici non matureranno. La moda rimarrà la loro unica guida. È anche io alla tua età (due anni fa) pensavo la stessa cosa ma pensavo che alle superiori la gente fosse maturata. Non è per niente così.
È per questo che passo gran parte della mia vita davanti al computer e a leggere. E sono anche preso in giro perchè mi piace l'informatica. Sembra che la cultura ormai sia inutile. Non arrabbiarti. Troverai qualcuno che come te è stufo della pecoraggine dei coetanei e assieme formerete una ristretta cerchia di amici. Cosi è per me e spero sia così per te.

nostra è la furia

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Scritto il 28-11-2005 18:36
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Beren85

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Mithrandir_373 ha scritto:
2. Senza cellulare, fino a prova contraria, io "vivo" (nel senso che sono "felice", non ho nessun bisogno di comprare qualcosa per essere qualcuno) e quindi è qualcosa di cui se ne può fare a meno.


Non nel 2005! Al giorno d'oggi persino qualsiasi datore di lavoro richiede la reperibilità completa (alias telefono cellulare), e poi è molto comodo in campo organizzativo, senza contare che nei casi come il mio che non ho un linea telefonica fissa, il cellulare è quasi di "vitale" importanza.

E quindi la società sta iniziando a produrre persone con pensiero uniforme, piatte, senza nessuna diversità sul modo di pensare (almeno qui, ed in quest’età).


A dire il vero il fenomeno è iniziato nei mitici anni '60, anche se secondo me ha avuto inizio già nelle corti francesi...

Genitori che danno ai figli soldi per divertirsi. Le discoteche? Cosa producono? Divertimento? Nulla di più falso? Certo, ci sono persone che piace ballare, ma perchè sanno ballare! Ho visto una marea di giovani nella Piazza della Marina Grande, che saltavano su e giù come forsennati. Eppure, pagano un sacco di soldi per entrare in discoteche esclusive, dove poi si siedono perchè non vogliono ballare.


A me non piace più la musica dance, house, tecno, ecc... ma ogni tanto mi piace andare a ballare in disco, a fare, come dici tu, il forsennato; non ché non sabbia ballare, è solo il modo migliore di ballare su quel tipo di musica, e ti dirò che è molto, ma molto liberatorio; sempre secondo il mio modesto parere, alla gente piace ballare la tribalhouse perché ci riporta un po' verso il nostro vecchio instinto primordiale.

Firiel TIndomerel ha scritto:
Da due anni vivo senza televisione...

Non sai quanto stia meglio...


Quanto sei drastico. Io sono del parere che non avere la televisione equivalga un po' a come non avere la carta igenica.

Mithrandir_373 ha scritto:
Ma allora perchè siamo stati creati con un cervello, se poi noi stessi tendiamo a creare pensieri uniformi per la massa?? E come un regredire ad un omogeneità mentale


Forse perché "l'uomo" è, come molti altri animali, portato a vivere in gruppo (branco) e che quindi sia normale creare una certa omogeneità.

"Per essere qualcuno dovete avere qualcosa!!"
Questo è il messaggio ipocrita celato dietro ogni pubblicità.


Per me questa frase è, oserei dire, filosofica: bisogna sempre avere qualcosa per vivere: amici, amore, salute, sostentamento...

In televisione non c'è nessuna pubblicità che parli di "Essere", ma parla di "Avere", "Apparire", "Sembrare". Perchè ad una società basato sul consumo come la nostra, alla società non importa niente di cosa sei, ma cosa hai, perchè "Essere" non arrichisce le multinazionali, ma "l'Avere" si.


Beh, se guardi ogni tanto su MTV ti accorgerai che pubblicità sull'autostima ne fanno abbastanza... "I wanna be the best... I wanna be me!"

E se non è "Avere" è "Apparire", come cure di bellezza, cosmetici, ecc. che mirano a dare un impressione esteriore della persona. Fino a quando il nostro "Essere" non diverrà "vendibile", la società non parlerà mai di ciò.


Tutte le civiltà del passato che io conosca, hanno sempre usato trucchi e cosmetici, dagl'antichi egizi, ai pelle rossa, ai cinesi, ecc... quindi non vedo perché rompere questa usanza dell'uomo che affonda le radici fin da millenni addietro.

Pensate al Natale, che da festeggiamento per la nascita di Cristo, è divenuta la festa del consumismo per eccellenza: Cenone natalizio, con tante pietanza da bastare per una settimana, del nostro consumo calorico quotidiano (non parliamo di quanto basti per le popolazioni povere). Regali sotto l’albero come se piovesse, che fanno la felicità del bambino per….. un mese al massimo (ma proprio al massimo).


Anche qui le secolari tradizioni dei "cenoni festivi" non andrebbero attaccate, ma piuttosto "ridimensionate"; in fondo anche il fatto dei regali è di origine prettamente cristiana (vedi p.e. i re magi). A parer mio se il perdiodo natalizio è così magico è perché ne abbiamo fatto una festa di tale sfarzo che è quasi impossibile rimanerne indifferenti.

Poi quando si arriva a 18 anni (a Procida ce ne sono molti) si capisce che abbiamo sprecato tutti gli anni nella nostra vita per corere dietro un sogno, e poi, autocommiserandoci nella nostra miseria, cadiamo in un pozzo oscuro e profondo, quello della depressione, ed è difficile che qualcuno possa riuscire a riprenderci da qui.


A.A.A. appello ai ragazzi di procida: sparatevi! Ovviamente scherzo, però io credo che il tempo impiegato per rincorrere i nostri sogni non è mai sprecato, qualunque essi siano.

Ramses II ha scritto:
io non trovo così sbagliato seguire la moda o parlare di scarpe e vestiti... certo, questo non deve diventare la cosa più importante della mia vita, ma un pò di frivolezza ogni tanto ci vuole. Non sempre si può stare a parlare dei massimi sistemi... e lo dice una che è piuttosto portata verso la riflessione.


Sono pienamente d'accordo. Non si può sempre parlare o pensare alle problematiche del pianeta o interrogandosi sui grandi "perché"; bisogna far riposare il cervello ogni tanto, ed il chiacchierisciare (come si dice a Taranto), a volte ci vuole.

Ciao



"Frode se scettò 'ndèrre, boccheggiànne. Sam s'acciuppenò 'ngocchie ô patróne. S'avvèrtij' cu ssurprése ca jéve mancupáte ma cchiù llieggére, e cca 'a mènde sove 'ève arréte chiáre, nò cchiù 'nduveláte da uèrre 'ndèriure. Canoscéve tutte le mutíve de desperazzióne e nno'nge vuléve ascoltàrle. 'A volondáte sove jéve chiatráte e ssule 'a morte l'avisse Å¡quasciàte. Nò sendíve cchiù nné 'u spijule né 'u bbesogne de suènne, ma cchiuttoste de vegelànze. Sapéve ca tutte le perìcle mo stavene scènne mére 'nu sule punde: 'u ggiurne c'avéve venè' avisse state 'nu ggiurne dečesíve, 'u ggiurne d'a fatije fenále o d'u cataplàsme, l'urteme affanne." (J.R.R. Tolkien, iSdA)

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Scritto il 28-11-2005 19:47
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Mithrandir_373

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OK, vediamo di prendere una cosa alla volta.
Per riferimenti a "Telefonini, vestiti, Natale e compagnia", ho scritto delle mie opinioni, e non consiglio a nessuno di farle. Solo, ho detto che non sono necessarie: se non lavori, o hai il telefono fisso, il telefonino non è di primaria importanza. Se ti piace ballare, balli, niente in contrario. Per le discoteche io mi riferivo a quei ragazzi che pagano il biglietto, e poi si siedono, senza ballare, o ballano per costrizione, perchè tutto il gruppo balla e loro no. Per i vestiti, se ti piace quel particolare tipo di maglietta, non vedo perchè non dovresti comprarlo, ma se lo compri perchè ce l'hanno tutti gli altri tranne te, allora stai seguendo la massa, e quindi non per tua scelta (la mia teoria principale è: Se devi sbagliare, devi sbagliare con la testa tua).
Io preferisco aprrofondirmi meglio "dentro", che aumentare il mio guardaroba con i vestiti che la moda ha deciso che mi devo mettere, e tu, impaurito dall'isolamento del gruppo, vai a comprarne l'ultimo modello (il tu è in generale). Oppure compri il telefonino perchè altrimenti il gruppo mi caccia: sono atteggiamenti sbagliati (tutto è relativo alla mia opinione). Perchè uno se fà tutto ciò che fà il gruppo, non avrà mai un carattere capace di affrontare la vita, stare in isolamento (in seguito ad un trasferimento, o che so altro),pensare con una propria testa, farsi un opinione sua, senza influenze di terzi, e molte altre cose. Purtroppo, a Procida ci sono pochi che hanno lasciato il gruppo per scelta, e tra questi pochi ci sono io. Non posso dirvi quante bestemmie, quanti pugni in faccia, quante calunnie,quanti schiaffi e quante mazzate ho preso, per il mio atteggiamento solitario, eppure io (testardo come sono), ad ogni ingiuria mi rafforzavo, in un certo senso. Ora che ho capito come ci si deve stare per vivere senza preoccupazioni, dal periodo "isolamento totale" ho iniziato a star con compagni, amici, "senza però mai essere nel gruppo". In quel periodo mi regalarono Tolkien (il caso!) e da li mi informai su chi l'aveva letto. e tra essi trovai Elanor Eliniel, che mi suggerì di entrare in Eldalie. Nel mio primo messaggio scrissi che cercavo nuovi amici, capaci di comprendermi, ed eccomi qui.
Spero non sia stato prolisso. Tuttavia non potrò mai aver ragione per tutti, perchè ognuno è uguale solo a se stesso, ma questa è la mia opinione, e io la manterrò sempre, perchè voglio essere fermo nei miei propositi. Quindi scusatemi ancora per la mia testardaggine, ma io devo continuare, continuare e tirare avanti, e correre finchè avrò fiato, perchè voglio essere me stesso, e capirmi, e in seguito capire gli altri, confrontarmi. Non mi arrenderò ai pugni, alle mazzate, alle calunnie, alle sconfitte che la vita può riservare, ma pensare sempre che ci saranno delle vittorie, ed altre vittorie ancora, perchè questa mia corsa nella mia vita, la mia unica vita, non venga sprecata. E sebbene col fiato corto, con lividi, con crampi od altro, mi trascinerò per terra pur di arrivare al mio traguardo. e lo raggiungerò, finchè avrò speranza e fiato in corpo.

Penso che qualcuno mi capisca e mi accetti, anche se il mio obiettivo sembra troppo alto per chiunque, ma meglio perdere la vita cercando di vincere, che stare seduti in panchina da perdenti, fino alla vecchiaia, e li rimpianti e dolore affligerannno i pensieri, seguiti da una morte improvvisa, senza che ci si sia potuti realizzare nella vita. Realizzare tutti i sogni e tutto ciò in cui si crede può succedere, perchè lì, secondo me, vi è la Felicità con la F maiuscola.

E concludo, dicendo che dal basso dell'Everest, i primi scalatori la decretarono impossibile da salire, ma da lassù, sul tetto del mondo, potevano vedere tutto ciò che volevano, ed erano felici, felici come non mai.

Spero (e sono due) che mi abbiate capito, ma soprattutto che in ognuno di voi bruci questa fiamma, questo pensiero, questa sfida, che è la vita, e che non si spegni, senza essere conscio di ciò che è la Felicità vera.

Ma non scalerò questa montagna da solo................................

"Il Bagliore della Folgore non è come luce di lampadina."

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Scritto il 28-11-2005 20:40
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Mithrandir_373 il 28-11-2005 14:32 ha scritto:
Ma allora perchè siamo stati creati con un cervello, se poi noi stessi tendiamo a creare pensieri uniformi per la massa?? E come un regredire ad un omogeneità mentale. E poi, se io ho un pensiero uguale alla massa, il risultato di comunicare con un altro è parlare con se stessi, perchè non c'è confronto, e qualunque affermazione o negazione risulterebbe tale anche nell'altro


C'è confronto in quanto pensieri simili e in parte uguali non implicano sovrapposizione totale. Perché abbiamo un cervello se creiamo modelli? C'è da dire che i modelli sono comunque un modo per semplificare la realtà con cui ci scontriamo ogni giorno, e non bisogna mai dimenticare che comunque siamo animali. Del resto, cos'è la legge se non un modello cui la maggior parte si adegua?


Il mondo è bello perchè è vario!!


Chissà se tutti la pensano cosí


In televisione non c'è nessuna pubblicità che parli di "Essere", ma parla di "Avere", "Apparire", "Sembrare". Perchè ad una società basato sul consumo come la nostra, alla società non importa niente di cosa sei, ma cosa hai, perchè "Essere" non arrichisce le multinazionali, ma "l'Avere" si


Qui comunque si va anche sul commercio: non appena legittimi la concorrenza, è ovvio che nascano forme pubblicitarie per attirare verso il tuo prodotto.


E se non è "Avere" è "Apparire", come cure di bellezza, cosmetici, ecc. che mirano a dare un impressione esteriore della persona


Esistente anche in natura, anche se non tramite cosmetici; la differenza? Il fatto che noi creiamo modi, oltre a usare quelli naturali.


Perchè, oltre a non generare entrate nelle casse loro, l'essere consci di essere una “persona” implicherebbe il fatto di non aver bisogno di aver qualcosa per essere qualcuno, e quindi prodotti come trucchi, vestiti firmati, telefonino ultima moda, e questo sarebbe estremamente pericoloso per loro, che finirebbero di vendere


Onestamente non so quanto concordo: il telefonino ultima moda può anche essere questione di comodità, e non di moda; i trucchi esistono da secoli, pur senza le pubblicità e senza la società odierna, e quindi non vedo perché dovrebbero sparire. Per portare due esempi.


Tutti e due sono concetti sbagliati, eppure da sempre una persona viene giudicata in base ad un canone estetico (che vuol dire appunto “esterno, esteriore”)


Il problema è che il tuo è un concetto soggettivo, ci sarà anche chi considera giusto ciò che tu consideri sbagliato; e come fare a dire per certo chi ha ragione?


Pensate al Natale, che da festeggiamento per la nascita di Cristo, è divenuta la festa del consumismo per eccellenza: Cenone natalizio, con tante pietanza da bastare per una settimana, del nostro consumo calorico quotidiano (non parliamo di quanto basti per le popolazioni povere). Regali sotto l’albero come se piovesse, che fanno la felicità del bambino per….. un mese al massimo (ma proprio al massimo)


Non che sia necessariamente vero "Per un mese al massimo"


Mithrandir_373 il 28-11-2005 16:27 ha scritto:
siamo noi che costringiamo la televisione a trasmettere programmi che soddisfino le esigenze di chi non ha una vita, ma se la vuole vedere in diretta, così che si possa paragonare a questo o a quel personaggio


Opinabile, c'è chi ha una vita, chi non si paragona con i personaggi che vede, pur piacendogli quei programmi.


Quante volte abbiamo comprato figurine di giocatori?


E questo cosa vorrebbe dire? Collezionare figurine è una collezione come un'altra, non è sinonimo di conformismo...


Da adulti il carattere diventa definito


Non concordo, il carattere è sempre aperto a modifiche, si modifica sempre.


primonato il 28-11-2005 18:36 ha scritto:
Hai proprio ragione e vedrai che, purtroppo, crescendo i tuoi amici non matureranno


Evviva la generalizzazione


È per questo che passo gran parte della mia vita davanti al computer e a leggere


E questo non è chiudersi in un mondo, come lo è seguire una moda?

Con questo non voglio dire che io consideri il conformismo una cosa buona, che lo difenda, o cosa; semplicemente, prima di condannarlo in toto penso bisogni fare un discorso piú approfondito, senza attaccare questa società sotto aspetti che, personalmente, non so quanto siano attaccabili (emblematico l'esempio dei trucchi: da quanti secoli è che si usano? perché solo oggi sarebbero simbolo di qualcosa di condannabile?).

Possiamo diventare adulti fuori. Dobbiamo rimanere bambini dentro.

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Scritto il 28-11-2005 20:56
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Mithrandir_373 il 28-11-2005 20:40 ha scritto:
se non lavori, o hai il telefono fisso, il telefonino non è di primaria importanza


Dillo a un sindacalista, per esempio... posso assicurarti che, a oggi, è indispensabile. Non per tutti, ma nemmeno per nessuno.


questa è la mia opinione, e io la manterrò sempre, perchè voglio essere fermo nei miei propositi


Però questa non è chiusura mentale? Analoga alla chiusura mentale che condanni nei tuoi coetanei? Che sia dovuta a modelli comportamentali o a prese di posizioni assolutistiche, sempre chiusura mentale è.

Possiamo diventare adulti fuori. Dobbiamo rimanere bambini dentro.

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Scritto il 28-11-2005 20:59
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