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Pluralismo e Libertà Fondamentali
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Gaeren

anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere
alleato con Ulmo
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Cosa significa "pluralismo"? Il termine emerge in diversi ambiti dell'esperienza umana; si parla infatti di pluralismo dei valori, religioso, istituzionale o degli ordinamenti giuridici.
In questa discussione si tratterà di pluralismo delle società e, più precisamente, di comunità nella comunità, in particolare in Italia!
Negli ultimi anni sono sempre di più le minoranze che approdano, più o meno bruscamente, nelle nostre vite; sempre più stranieri, sempre più persone religiosamente, istituzionalmente, giuridicamente diverse da noi.
La domanda che vorrei porre a tutti voi del Forum di Eldalie è la seguente: come affrontare suddette minoranze culturali nel nostro Paese?

Il tema mi è saltato alla mente leggendo una raccolta di saggi intitolata, per l'appunto, "Pluralismo e Libertà fondamentali" (Giuffrè editore, a cura di Mario Ricciardi e Corrado Del Bò).
In questo libro vengono messe in luce varie posizioni in merito, ma per ora vorrei proporne solo una, giusto per iniziare senza troppi dati, nomi, fatti e situazioni in testa che creerebbero solo confusione; il saggio di Maria Paola Ferretti, che si concentra sul ruolo che può assumere la tolleranza di uno stato liberal-democratico verso le minoranze culturali.

Riassumendo brevemente: stando alla saggista si distinguono principalmente tre posizioni:
1-la posizione interventista: stando agli interventisti, pratiche culturali che causano discriminazioni e che minano l'integrità psicofisica degli individui (si pensi, ad esempio, alla clitoridectomia piuttosto che ai matrimoni combinati, etc.), sono inaccettabili, anche se queste sono determinanti di una specifica cultura. Le cause dettate dall'approccio a tali azioni rimangono, nella maggior parte dei casi, all'interno dell'ambiente domestico, quindi lo Stato non può intervenire pubblicamente; stando agli int., quest'ultimo non deve concedere a tali minoranze dei diritti speciali per poter perpetuare riti discriminanti e non deve mai cedere di fronte alla giustificazione "questa è la mia cultura!".
2-la posizione incorporazionista: stando agli incorporazionisti, invece, le pratiche che creano diseguaglianza sono da vedere e concepire come "scelte di vita" che prendono valore nelle profonde e solide tradizioni di ogni cultura (e, quindi, difficilmente modificabili); queste "scelte di vita" devono trovare riconoscimento nella comunità che le ospita, la quale deve capirne le diversità accettando e rispettando l'autonomia del singolo individuo, tollerando le sue scelte (dove per "tollerare" si intende anche "permettere qualcosa che si disapprova"), e deve rendersi conto che la presenza stessa di tali differenze culturali eleva la potenzialità dello Stato di riformarsi in modo benefico.
3-in subordine si ha poi una posizione neutralista, la quale vede accettati i rituali delle minoranze che vengono intese e trattate come libere associazioni di cittadini, che hanno, quindi, diritto a dei riconoscimenti e a delle leggi speciali che vadano a protezione della loro cultura, ma sono al contempo regolate da norme atte a scoraggiare atteggiamenti discriminanti (che andranno, quindi, a sfavore, per esempio, dei gruppi patriarcali che pongono la donna ad un livello più basso e insignificante rispetto a quello dell'uomo).

Personalmente mi collocherei tra gli interventisti; mi basta pensare ai mussulmani o agli islamici, per esempio, i quali sono entrati a fare parte della nostra comunità, e noi, da buoni cittadini cristiani (per non dire un po' "ciucci") abbiamo dato loro delle case, dei luoghi di culto, dei permessi perché potessero continuare in Italia la vita che svolgevano nei loro Paesi d'origine... ma noi cristiani, nelle loro terre, siamo cacciati come animali, perseguitati e uccisi, non una chiesa tra le loro abitazioni, non una persona che possa andare tranquillamente in giro con un crocefisso al collo. Le minoranze culturali ci sono e penso che dal momento in cui hanno messo piede nel nostro Paese, esse dovrebbero sottostare alla nostra comunità, NON VICEVERSA! Peccato che negli ultimi tempi ogni volta che si sente un telegiornale alla radio o in televisione non si sentano che notizie di persone derubate, picchiate, stuprate, seviziate o uccise da arabi, mussulmani, islamici, etc... ci bastavano e avanzavano i nostri connazionali più depravati a rovinarci le giornate in questo modo!

Beh, per ora è tutto, un piccolo sfogo finale per far prendere il via alla discussione; spero di non essere risultata offensiva, ma è quello che penso e gradirei un confronto con altre persone.. quindi rispondetemi: siete interventisti, incorporazionisti o neu-tralisti?

Gaeren


Se i figli di Eru lo scorgevano, venivano colti da grande sgomento, poichè il levarsi del Re del Mare era terribile, a guisa di montante onda che s'avventi alla terra con scuro elmo crestato di schiuma...

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Scritto il 29-03-2006 15:08
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Gianluca Comastri

foglia di Laurelin
Silmaril Silmaril

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L'unica cosa che posso aggiungere a questa "discussione" è che secondo me una persona che scrive cose del genere non può dirsi amante di Tolkien e del suo mondo. A meno che di quel mondo non abbia guardato solo le figure, invece di leggere, capire e far proprio il messaggio lanciato dal Professore all'umanità.
Una posizione razzista del genere è totalmente incoerente. Purtroppo non è l'unica, ce ne sono altri che si sono profusi in sragionamenti del genere. In attesa di decidere cosa fare colgo l'occasione per dire a costoro: fermatevi un giro, fate tre passi indietro, rileggete... e vergognatevi.



«Scoprirai tutti i segreti pensieri dell'Uno, e t'avvederai che essi sono soltanto una parte del tutto e tributari della Sua gloria»

«...dopotutto Tolkien non ci insegna a rifiutare il mondo, anche se esso ha delle brutture, ma ad amarlo e a cercare sempre quello sforzo sovrumano per portare alla luce ciò che di bello c'è nell' universo e in noi» [Fram figlio di Frumgar]

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Scritto il 29-03-2006 15:58

Fíriel Tindómerel

foglia di Laurelin foglia di Telperion
Silmaril Silmaril

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Caltanet esiste ancora, invece?



Fíriel Tindómerel


Ritorna a me! Ritorna da me e di che è bella la mia dimora. [Lingalad]

Al pari di Prometeo, egli rubò il fuoco per cui il Mondo esiste e tutto respira, La Natura al suo comando obbedisce e si muove: Se non è dio egli stesso, un dio possente l'ispira."

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Scritto il 29-03-2006 17:04

Stella di Avalon

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alleato con minas_morgul
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dunque si può rispondere a questa discussione o sarà chiusa?

"Tornatevene a casa. E dite a tutti che le Figlie e i Figli di Scozia non sono più vostri.
E che la Scozia è libera"
William Wallace

Braveheart - Cuore Impavido, Mel Gibson, 20th century fox

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Scritto il 29-03-2006 17:54
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Mornon

foglia di Laurelin foglia di Telperion
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Allora... la discussione è potenzialmente interessante, in quanto verte sulle culture, sulla loro evoluzione e sugli inevitabili incontri/scontri che avvengono quando due diverse culture vengono a contatto; per sua stessa natura è, ovviamente, una discussione culturale, che potrebbe portare ad approfondire temi non da poco, soprattutto, se, come dovrebbe essere, le opinioni sono argomentate.
Per contro, argomentazioni come le sempre classiche "Qui noi, là loro" rischiano unicamente di causare degenerazioni, portando la discussione verso uscite razziste/classiste e verso non lo scontro/incontro di culture diverse, ma verso un "Visto che là fanno cosí, noi qui"; la discussione è come andrebbe gestita la questione per voi, cosa è giusto per voi, non per altre persone, per altre nazioni, no?
Spero vivamente che una simile discussione, sicuramente almeno nei temi potenzialmente interessante, possa evolversi tematicamente in modo costruttivo.

Possiamo diventare adulti fuori. Dobbiamo rimanere bambini dentro.

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Scritto il 29-03-2006 18:05
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Gaeren

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Lo spero anche io!
Insomma, vorrei spiegare che questa è una discussione che è stata aperta per una ragione molto semplice (e qui vorrei dare una risposta a Gianluca Comastri ): io NON sono razzista.. beh, che ci crediate o no, non ho assolutamente nulla da dire contro persone che hanno un credo, una società o la pelle diversa dalla mia... ho voluto mettere online questo tema perchè negli ultimi anni, purtroppo, mi è capitato più volte di passeggiare per le città e provare un senso di disagio passando di fianco a gruppi di extracomunitari o di zingari...
Insomma, cercate di capirmi, in televisione se ne sentono di tutti i colori, lo ripeto: stupri, rapine, violenze, omicidi... da parte di italiani, questo è vero, ma nella maggior parte dei casi si parla di persone appartenenti a minoranze culturali... la cosa non mi piace per niente, già non era gradita quando erano solo gli italiani a fare pasticci, ma che adesso dei popoli che vengono accettati e aiutati in tutti i modi possibili e immaginabili per essere inseriti nel nostro Paese debbano comportarsi così... questo proprio non lo capisco e non lo accetto...
Questi sentimenti mi hanno fatto sentire strana, perchè, ripeto, non sono razzista... ma quando è troppo è troppo!! Ho iniziato a essere meno indulgente e comprensiva e volevo capire se è solo un mio stato d'animo o se qualcun altro lo condivide...

Per concludere... mi spiace, ma non mi vergogno di scrivere certe cose, anche perchè sono concetti non legati alla rabbia, ma ad un senso di delusione verso degli esseri umani che abbiamo accolto tra di noi e che si rivelano peggio di animali... loro dovrebbero vergognarsi, non io...

Gaeren

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Scritto il 29-03-2006 20:51
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Mornon

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Silmaril Silmaril Silmaril
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Gaeren il 29-03-2006 20:51 ha scritto:
da parte di italiani, questo è vero, ma nella maggior parte dei casi si parla di persone appartenenti a minoranze culturali


E di questo si potrebbero trovare mille motivi, che non necessariamente vanno nel "Sono per la maggior parte loro"; uno per tutti? Se quando un italiano fa un crimine si dice "Commesso crimine" e quando lo fa un albanese "Commesso crimine da un albanese", la seconda resta piú impressa della prima.
Inoltre, dire che nella maggior parte si parla di loro non so nemmeno quanto sia realistico, non fosse altro per mere questioni numeriche: se sono un decimo degli italiani, è difficile che ci siano piú delitti, numericamente parlando, da parte loro: portando qualche numero, a quanto ho letto nel 2001 gli stranieri in Italia erano 1 334 889; ipotizzando che con gli irregolari si arrivi a cinque volte tanto (e non so quanto sia plausibile) e una popolazione di sessanta milioni, si ha una percentuale straniera dell11,1%. Non so quanto sia plausibile che l'11,1% faccia piú crimini del restante 88,9%, se non altro per mere questioni numeriche... per portare simili affermazioni si dovrebbe come minimo portare anche qualche base, dati, invece di portare avanti discorsi generici, e non so quanto converrebbe spostare la discussione sulla criminalità in Italia.
Portate pure avanti la discussione, ma evitate attacchi indiscriminati, generalizzanti, infondati, che rischiano fin troppo di scivolare nel razzismo, e che mi pare siano pure un po' assurdi. Altrimenti, non so quanto resterà.

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Scritto il 29-03-2006 21:28
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Gaeren

anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere
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Hai ragione Mornon, non ho portato dei dati con me; con quella mia frase, mi riferivo alle notizie giornalistiche che mi sono rimaste più impresse, come hai giustamente detto tu.
Per non trascinare la discussione da un argomento all'altro torniamo alla domanda iniziale e arricchiamola un po': come gestite nel vostro piccolo la questione "accettare o no le minoranze culturali" e i sentimenti, le sensazioni che questa gestione vi porta? ...in effetti così va meglio, no?

Solo un'ultima cosa: spero che la discussione non infiammi gli animi, ma che possa portare a ragionamenti ed esposizioni di pensieri in modo calmo e sereno!

Gaeren

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Scritto il 29-03-2006 21:36
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Stella di Avalon

anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere
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Parto da un presupposto, un principio sul quale credo ci sia poco da sindacare: quando si entra in contatto con un altra cultura, la si frequenta, si va a vivere nel paese dove questa cultura è presente da sempre, la si deve rispettare, si devono rispettarne le regole, non si può pretendere di cambiarla o di avversarla.. se vado a casa di uno rispetto le regole che lì ci sono, altrimenti me ne resto a casa mia.
Detto questo, io credo che in ogni cultura, religione, ci sia qualcosa da imparare, qualcosa di buono da apprendere, anche dagli islamici tanto bistrattati a volte. Per questo motivo, ma anche per un fatto di moralità pura e semplice, è giusto accogliere nel nostro paese qualsiasi straniero voglia venire qui, è giusto aiutarlo ad inserirsi ed integrarsi.
A patto però che questo straniero rispetti le nostre leggi, le nostre regole, e non pretenda di mettere in discussione il nostro modo di vivere e pensare.
Faccio un esempio. Siamo uno stato laico, ok, ma le nostre radici e le nostre tradizioni sono cristiane, da più di mille anni. Come può una minoranza che viene a vivere qui, che noi accettiamo, pretendere di togliere i crocifissi dalle aule scolastiche, solo perchè i loro bambini non sono cristiani?
Questo è inammissibile.
E arrogante.
Qui in Italia le cose vanno così, ossia ci sono i crocifissi. Chi sei, tu, straniero di un altro paese, che pretendi di dirmi cosa fare qui?
Non esiste.
E tutto ciò rende difficile l'integrazione, la convivenza.
Spetta alle minoranze che decidono di vivere qui darsi da fare per una buona integrazione, e non comportarsi per ottenere il risultato contrario, no?
Veniamo poi ai reati. Bè, i fatti li porto io. Nessuna statistica, anche perchè sarebbe criticata, ma esperienza personale. Nella città dove vivo lo spaccio della droga e la prostituzione sono gestiti da extracomunitari, e in molte zone gli stessi vigili sconsigliano di recarsi di sera, perchè è facile essere aggrediti e derubati da questi extracomunitari.
Bisogna aprire gli occhi e non si può ogni volta trincerarsi dietro la frase "non bisogna generalizzare". Certo, le cause di questa situazione sono profonde e molteplici, e sicuramente noi occidentali non siamo esenti da colpe, ma non è giusto dare del razzista a chi vorrebbe solo camminare per le strade della propria città in santa pace.


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Scritto il 29-03-2006 22:17
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Therion

Silmaril Silmaril Silmaril
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Secondo me sbagliate in principio a considerare le violenze, gli stupri, ecc. una conseguenza della diversità culturale, insomma non penserete mica che esistano culture che alla loro base abbiano queste cose!

Se poi la maggior parte dei crimini vengono commessi da stranieri è logica conseguenza dell'ecessiva immigrazione e di una situazione disagiata.

Per quanto mi riguarda, penso proprio di aver conosciuto più gentaglia italiana che straniera!

"Dio è stato testimone dello sguardo che mi ha
rivolto mentre parlava, e se davvero esiste un
angelo registratore,quello sguardo sarà annotato
a suo imperituro onore"
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Scritto il 29-03-2006 22:31
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Beren85

Silmaril Silmaril Silmaril
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Gaeren ha scritto:
Personalmente mi collocherei tra gli interventisti; mi basta pensare ai mussulmani o agli islamici, per esempio, i quali sono entrati a fare parte della nostra comunità, e noi, da buoni cittadini cristiani (per non dire un po' "ciucci") abbiamo dato loro delle case, dei luoghi di culto, dei permessi perché potessero continuare in Italia la vita che svolgevano nei loro Paesi d'origine... ma noi cristiani, nelle loro terre, siamo cacciati come animali, perseguitati e uccisi, non una chiesa tra le loro abitazioni, non una persona che possa andare tranquillamente in giro con un crocefisso al collo. Le minoranze culturali ci sono e penso che dal momento in cui hanno messo piede nel nostro Paese, esse dovrebbero sottostare alla nostra comunità, NON VICEVERSA!

Be', questo è logico. Dopotutto la differenza è questa, no? Il perché noi siamo Paesi modernizzati (più che modernizzati direi che abbiamo un po' più di buon senso) e loro sono quelli arretrati. Però è anche vero che il Cristianesimo ci insegna che "non si dà per avere!. Sta nel buon senso dei popoli ospitati ed accolti da noi l'accortezza di dimostrare un minimo di gratitudine.

Peccato che negli ultimi tempi ogni volta che si sente un telegiornale alla radio o in televisione non si sentano che notizie di persone derubate, picchiate, stuprate, seviziate o uccise da arabi, mussulmani, islamici, etc... ci bastavano e avanzavano i nostri connazionali più depravati a rovinarci le giornate in questo modo!

Qui devo dare ragione a Mornon quando dice:
E di questo si potrebbero trovare mille motivi, che non necessariamente vanno nel "Sono per la maggior parte loro"; uno per tutti? Se quando un italiano fa un crimine si dice "Commesso crimine" e quando lo fa un albanese "Commesso crimine da un albanese", la seconda resta piú impressa della prima.

I massmedia mettono in luce solamente quello che vogliono loro, tralasciando molti altre cose che magari ci guardano da vicino. Le emittenti nazionali sono quello che sono, e nessuno (che io sappia) ha la facoltà di poter guardare tutte le emittenti locali della penisola. Cito le emittenti locali perché a mio avviso sono quelle che più riflettono la realtà che ci circonda più da vicino, ed è lì, a pochi passi dalla nostra porta, che si sentono fatti tra i più allucinanti.
(altro che albanesi e marocchini!)

Gianluca Comastri ha scritto:
L'unica cosa che posso aggiungere a questa "discussione" è che secondo me una persona che scrive cose del genere non può dirsi amante di Tolkien e del suo mondo. A meno che di quel mondo non abbia guardato solo le figure, invece di leggere, capire e far proprio il messaggio lanciato dal Professore all'umanità.

Che esagerazione... uno può essere razzista ed amare le opere di Tolkien, non vedo cosa ci sia di tanto sconcertante. Poi questo fatto di dare così tanta importanza ad uno scrittore ed hai suoi libri, manco iSdA fosse la Bibbia! Cerchiamo di restare coi piedi per terra.

Comunque credo che con un argomento del genere bisognerebbe stare molto attenti in quanto sarebbe molto facile cadere nella politica, che da quel che so ne è vietata la discussione nel forum.

[...] Mit tausendfacher Liebeswonne sich an mein Herz drägt deiner ewigen Wärme heilig Gefühl, unendliche Schöne! [...] "Con infinita gioia d'amore al mio cuore si stringe il sacro impeto del tuo eterno amore, infinita bellezza!" (Ganymed, J. W. Goethe)

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Scritto il 29-03-2006 22:39

Stella di Avalon

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Therion il 29-03-2006 22:31 ha scritto:
Secondo me sbagliate in principio a considerare le violenze, gli stupri, ecc. una conseguenza della diversità culturale, insomma non penserete mica che esistano culture che alla loro base abbiano queste cose!


nessuno ha mai sostenuto questa implicazione, non dire queste cose altrimentì sì che si rischia di scaldare gli animi!

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E che la Scozia è libera"
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Scritto il 29-03-2006 22:40
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Utumno

Silmaril Silmaril Silmaril
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Gaeren il 29-03-2006 20:51 ha scritto:
Insomma, vorrei spiegare che questa è una discussione che è stata aperta per una ragione molto semplice (e qui vorrei dare una risposta a Gianluca Comastri ): io NON sono razzista..

ma che adesso dei popoli che vengono accettati e aiutati in tutti i modi possibili e immaginabili per essere inseriti nel nostro Paese debbano comportarsi così... questo proprio non lo capisco e non lo accetto...

Per concludere... mi spiace, ma non mi vergogno di scrivere certe cose, anche perchè sono concetti non legati alla rabbia, ma ad un senso di delusione verso degli esseri umani che abbiamo accolto tra di noi e che si rivelano peggio di animali... loro dovrebbero vergognarsi, non io...

Sinceramente concordo con Mornon, ma solo in linea di principio: questa discussione sarebbe potenzialmente interessante, anche se il tema è troppo vasto per una discussione che non sia di principio; tuttavia sono fermamente convinto che non sia il caso di discuterne qui.
E quindi mi limiterò a farti riflettere su un aspetto del tuo discorso che si riscontra di frequente: io ti credo quando dici che non sei razzista nelle intenzioni, però vorrei farti notare che tu attribuisci a interi popoli responsabilità che sono di individui singoli. È questa forma di generalizzazione (sempre indebita) che sta, insieme ad altre cose, alla base del razzismo.
Ci sono singole persone che dovrebbero vergognarsi, è vero, ma del tutto indipendentemente dalle loro origini geografiche e culturali, e solo per ciò che individualmente fanno.

Il mondo si allontana
Ricordo
Qualcosa che brucia
O che scalda
Mi concentro sul calore
E scrivo

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Scritto il 29-03-2006 22:59

Therion

Silmaril Silmaril Silmaril
anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere
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Stella di Avalon il 29-03-2006 22:40 ha scritto:
Therion il 29-03-2006 22:31 ha scritto:
Secondo me sbagliate in principio a considerare le violenze, gli stupri, ecc. una conseguenza della diversità culturale, insomma non penserete mica che esistano culture che alla loro base abbiano queste cose!


nessuno ha mai sostenuto questa implicazione, non dire queste cose altrimentì sì che si rischia di scaldare gli animi!


Insomma, dal primo post ho avuto questa sensazione, forse anche per questo è stato oscurato!

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Scritto il 29-03-2006 23:38
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Nuitari

foglia di Laurelin
Silmaril Silmaril
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Io propongo di chiudere qua

cmq aggiungo una postilla.

A parte il raccapriccio di quanto scritto.. ^^" dai! diventiamo tutti un po' razzisti e già che ci siamo bruciamo qualche libro tipo quel brutto silmarillion o quel blasfemo Sda, poi ci buttiam su i diritti umani e anche un po' di islamici e xhè no, un bel cinese vecchio e stagionato che fa fiamma!

-l'ironia è l'unica strada- (così si evita il ban )


Io penso che ci siano in generale, dei diritti fondamentali dell'uomo, che debbano essere rispettati, dovunque..
Dunque bisognerebbe cercare di "cambiare" qualche usanza come la pluricitata infibulazione, ma nel senso, non di vietarla, ma di cercare di far prendere coscienza ad ogni popolo di questi diritti e tramite la propria coscienza e il ragionamento, giungere ad un benessere di tutti..
La strada del vietare, non ha mai funzionato del tutto e lascia sempre aperta quella porta semichiusa..
Poi per quanto riguarda culture o etnie o stati, per me esistono solo esseri umani, non italiani, non francesi, non eschimesi. Non c'è "la cultura" da difendere, le radici da inchiodare , c'è invece la cultura dell'umanità e l'umanità che deve convivere, rispettarsi e accettarsi (NON, tollerarsi). Arricchirsi l'un l'altro, senza schiacciare, ma costruendo.


Tutte le altre speculazioni inutili e barbariche di questa discussione evito di commentare, data la loro suddetta inutilità

Meglio regnare all'inferno che servire in paradiso

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Scritto il 29-03-2006 23:44
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Mornon

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Quando due culture vengono a contatto devono interagire, poco ma sicuro: "devono" non perché sia per qualche motivo giusto piuttosto che sbagliato, o che altro, semplicemente perché è lo stesso contatto a portare l'interazione. Tutto sta in come questa interazione avviene.
Personalmente, non è che mi piaccia quando cercano di imporre aspetti della loro cultura, soprattutto quando vanno contro le leggi, e poi magari tacciano di razzismo chi semplicemente cerchi di far seguire tali leggi (discorso generale, non so quanti casi ci siano stati): eventualmente si chiede la modifica della legge, ma non si fa ciò che si vuole a prescindere da essa, né si fa se la modifica viene negata. Le culture si integreranno, però il discorso secondo cui essendo arrivati in un'altra cultura non possono pretendere di cambiarla e/o di imporre la loro non mi pare poi cosí insensato: posso capire il disagio che li ha portati a venire qui, però scegliendo di venire in Italia sapevano di andare in una cultura diversa dalla loro, e non possono pretendere che visto che loro sono venuti qui allora la cultura locale si adatti a loro: capiterà, in piccola o grande parte, ma anche loro devono adattarsi alla cultura e alle leggi locali, a mio parere. Per contro, dall'altra parte una chiusura assoluta rischia di essere piú dannosa che altro.
Sulla criminalità, potrebbe essere vero che percentualmente gli immigrati commettano piú crimini, ma questo potrebbe trovare spiegazione nel fatto che molti sono irregolari, e che, ragionamento che mi era stato fatto e che mi pare sensato, chi di là si dava al crimine, facendo soldi, è piú plausibile che abbia i fondi per farsi trasportare rispetto a chi di là era (è) povero.
Non sono comunque d'accordo con frasi come "è giusto accogliere nel nostro paese qualsiasi straniero voglia venire qui", per mere questioni territoriali: siamo un paese relativamente piccolo, povero di risorse, non ha quindi senso far venire vagonate di persone, che alla fin fine non avrebbero né spazi né risorse.
Questione stato laico: premetto: personalmente l'atteggiamento tenuto ai tempi mi ha dato fastidio. Però siamo di fatto uno stato laico, e quindi è vero che, piaccia o no, teoricamente o non ci sono simboli religiosi, o ci sono tutti; salvo far passare il crocifisso come simbolo della nostra cultura, ma non so quanti sarebbero d'accordo (cosa per cui vi rimando alla discussione apposita, se volete approfondire). Se una cosa giusta viene portata da uno (forse) straniero, da uno di una fede diversa, ecc., non nega la giustezza della cosa stessa. Di certo, c'è modo e modo per porsi.
Poi... esistono culture che hanno alla base violenze, stupri, ecc.? Magari no, però (discorso generale) sicuramente esistono culture che per motivi storici sono fondamentalmente piú violente di altre (cosa che comunque può cambiare nel corso del tempo), e culture che considerano accettabili o meno gravi cose che per noi sono inconcepibili (pensiamo, e faccio volutamente esempi del passato, per evitare degenerazioni, alla pedofilia tra i romani o ai sacrifici umani tra i maya), e nell'incontro con altre culture questo si fa sentire.
Sulla tolleranza: va bene, è una cosa ammirevole, ma fino a un certo punto; per dirlo con una citazione da Popper: "Se estendiamo l'illimitata tolleranza anche a coloro che sono intolleranti, se non siamo disposti a difendere una società tollerante contro l'attacco degli intolleranti, allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi".


Stella di Avalon il 29-03-2006 22:17 ha scritto:
Nella città dove vivo lo spaccio della droga e la prostituzione sono gestiti da extracomunitari, e in molte zone gli stessi vigili sconsigliano di recarsi di sera, perchè è facile essere aggrediti e derubati da questi extracomunitari.
Bisogna aprire gli occhi e non si può ogni volta trincerarsi dietro la frase "non bisogna generalizzare". Certo, le cause di questa situazione sono profonde e molteplici, e sicuramente noi occidentali non siamo esenti da colpe, ma non è giusto dare del razzista a chi vorrebbe solo camminare per le strade della propria città in santa pace


Infatti non lo faccio, però ci sono altre città in cui gli immigrati sono per la maggior parte ben integrati: l'esperienza di una persona, in una città, allargata all'intera nazione? Servono perlomeno criteri rigorosi, per provare a farlo...


Nuitari il 29-03-2006 23:44 ha scritto:
per quanto riguarda culture o etnie o stati, per me esistono solo esseri umani, non italiani, non francesi, non eschimesi. Non c'è "la cultura" da difendere, le radici da inchiodare


Cosa che mi pare sbagliata, se non altro per un semplice motivo: che ti piaccia o no, esistono gli italiani, esistono i francesi, esistono gli eschimesi, ed esistono tre diverse culture proprie delle tre diverse popolazioni. Se si ignora questo, volendo parlare di tutti come se fosse uguali, si rischiano solo incomprensioni e problemi: metti vicine due persone senza considerare minimamente le differenze che inevitabilmente ci sono, plausibilmente nasceranno problemi. I problemi derivanti dalle differenze non si risolvono facendo finta che tali differenze, e ciò che le causa, non esistano, ma affrontandole e tenendole in conto. Per le etnie è un discorso che oltretutto va nella genetica...
Puoi negarli - si può fare tutto -, ma questo non ne cancellerà l'esistenza; e dato che esistono sono da considerare.
Inoltre, vietare non avrà mai funzionato del tutto, ma o lasci tutto nell'anarchia completa, oppure devi porre delle leggi che regolamentino il vivere sociale; ma poi a queste leggi devono adeguarsi tutti, anche se vengono da altre culture (con quanto detto sopra).


Tutte le altre speculazioni inutili e barbariche di questa discussione evito di commentare, data la loro suddetta inutilità


Evitiamo anche simili commenti: non solo quanto scritto prima può causare degenerazioni. O tenete in modo indicibile alla chiusura della discussione?

Possiamo diventare adulti fuori. Dobbiamo rimanere bambini dentro.

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Scritto il 30-03-2006 00:32
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