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Tolkien sarebbe piaciuto agli antichi?
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Fram figlio di Frumgar

Silmaril Silmaril Silmaril
anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere
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Tolkien sarebbe piaciuto agli antichi?
Leggendo un articolo di Edoardo Volpi Kellerman http://accademia.tolkieniana.net/tesi/001evk.htm
e precisamente queste parole:
Oltre a essere multi-dimensionale e ascrivibile a diverse chiavi di lettura, l’opera di Tolkien trae il suo universale successo non da un‘unico, ma da molteplici fattori, due dei quali tengo a sottolineare:

-La riscoperta del mito, dei suoi principi e dei suoi archetipi.
-La capacità di rielaborare gli archetipi del mito, traducendoli in un linguaggio universale ma multi-sfaccettato, complesso, quindi più vicino alla sensibilità e alle esigenze umane attuali (e, presumibilmente, future).
(sottolineature mie)

mi chiedo, e Vi chiedo:

Tolkien viene apprezzato da noi moderni e presumibilmente verrà apprezzato dai nostri pronipoti (io spero), ma visto il suo richiamarsi a mitologie, epopee, stili e temi antichi sarebbe stato apprezzato anche dagli antichi (che so, da una corte medioevale, dagli antichi greci, dai romani, dai vichinghi)? o data la sua intrinseca modernità (dopotutto SdA è un romanzo, cioè una forma letteraria moderna, contiene sfaccettature psicologiche moderne, tratta della rinuncia ad un oggetto magico piuttosto che della cerca) non potrebbe essere apprezzato se non da chi è coevo o successivo a Tolkien stesso?

Non penso ci sia una risposta univoca, gradirei le vostre opinioni.

Grazie,

Fram

"Quali altre meraviglie scorgeranno dunque i miei occhi in questi giorni ricolmi di terrore ed incanto?"
D.F.A. Elia, Il ciclo del marinaio e altri racconti, Besa Ed.

Socio Eldalië

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Scritto il 20-05-2006 09:40
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Eredhel

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Bisogna fare una distinzione del passato, perchè penso che tolkien sarebbe potuto piacere in una corte medievale, ma non penso in un'epoca precedente,perchè i poemi avevano spessimo un fondamento storico,forse se avesse dato un valore encomiastico all'opera come fece Virgilio all'Eneide forse avrebbe potuto avere un pò di fama ma non credo...

Io ultimo dei Noldor vago su questo relitto che voi chiamate terra

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Scritto il 20-05-2006 11:11
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Naerfindel

foglia di Laurelin
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Io sono fermamente convinto che il Tolkien dell'Ainulindale, per esempio, sarebbe piaciuto molto aglòi antichi, soprtattutto ai filosofi della Grecia arcaica, i fisici pluralisti.

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Scritto il 20-05-2006 11:34
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erundur

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io sono d'accorod con nearfindel, e secondo me avrebbe spopolato fra i colti del medioevo; lo avrei visto male dai romani che prediligevano cronache di fatti realmente accaduti che esaltano il valore dei loro eroi...

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Scritto il 21-05-2006 21:31
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miriel

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ai greci contemporanei di Omero forse sarebbe piaciuto questo viaggio inteminabile, incontri fantastici e lotte impari, si credo che a loro sarebbe piaciuto, in altre epoche non saprei dire.

non marcerò per strade spente e piatte
per formule precise, frasi fatte
nel mondo immutabile ove chi fa
con l'arte di creare nul parte ha.
non chinerò il capo al dominio del ferro
interrando il mio piccolo scettro d'oro

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Scritto il 22-05-2006 16:56
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Thalasîdh

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Fram ha sottolineato l'elemento di introspezione/analisi psicologica, tipica del romanzo del 900, o comunque acquisito solo recentemente (è relativo ma è recente). Questo è un punto che, a mio parere, avrebbe sconcertato come minimo gli antichi...
Fra l'altro mi venive in mente che culture come quella greca o medioevale tenevano molto al rispetto delle unità aristoteliche di unità di tempo, azione e luogo: altro elemento tipico del '900 (e di Tolkien) è di non rispettare questo canone...
Secondo me non lo avrebbero accettato così volentieri...

"Il mondo rotea e il mondo cambia,
Ma una cosa non cambia.
In tutti i miei anni una cosa non cambia.
Comunque la mascheriate, questa cosa non cambia:
La lotta perpetua del Bene e del Male.
"

[T.S. Eliot - The ROCK]

suillannon, Thalasîdh·e·Gil-galadrim

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Scritto il 23-05-2006 20:38
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Narthoron

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Interessante discussione -davvero, bravo Fram!- ma secondo me il Prof non si poneva tanto il problema quanto il contrario,
mi spiego, al Prof piacevano gli antichi, ecco quindi richiami e affinità..che quindi spostando la punta della freccia della relazione diventa agli antichi poteva piacere Tolkien..ma non era voluto..
comunque penso che senza dubbio solo fino al primo medioevo..
poi la vedo dura anche per il prof..

______________________Narthoron, Arconte del Regno dei Sogni______

Pellegrin Bevitore
Nobile nel Cuor Guerriero
Sonante Rimatore
Giullare dal Sorriso Sincero
..per voi, fratelli miei....

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Scritto il 23-05-2006 21:24
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Tolman

foglia di Telperion
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L'opera completa, essendo molto sfaccettata, avrebbe avuto problemi ad essere accettata ovunque, ma certi passaggi sugli hobbit non avrebbero disgustato i romani lettori di Luciano o di Terenzio (fatto salvo per le componenti esteriori moderne), quelli storici sugli elfi forse avrebbero interessato qualche greco, ed i brani su Rohan sarebbero stati pienamente capiti in ambito germanico. Nel Cinquecento la commistione fra picaresco ed eroico, anche dal punto di vista linguistico, avrebbe spopolato.

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Scritto il 26-05-2006 23:44
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Erfea

foglia di Telperion
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Eldalie Puglia - Laure LondeStoriciGuardiani di FeeriaHeren Istarion
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Come ha scritto Tolman precedentemente, non è improbabile che alcuni episodi ed alcuni personaggi sarebbero stati compresi ed apprezzati dai popoli antichi; altri, tuttavia, sarebbero stati osservati con occhio diverso dal nostro.
Ad esempio, la scelta finale di Denethor, sia presso un pubblico greco che presso uno romano, non avrebbe sollevato alcuna obiezione, perchè sarebbe stata concepita come la giusta reazione alla perdita dell'onore e al trionfo della disperazione, mentre essi non avrebbero compreso la reazione di Gandalf; come Aiace Telamonio, che si suicidò perchè privato delle armi di Achille che secondo il suo parere gli spettavano di diritto, così Denethor, piuttosto di doversi "piegare" al ritorno del Re, decide di recidere il proprio filo vitale.
Il personaggio di Turin, invece, sarebbe stato visto come un novello Edipo, dannato per colpa di un Fato al quale inutilmente tenta di sfuggire; e così via.
In conclusione, credo che gli Antichi si sarebbero riconosciuti nelle storie, ma non sempre ne avrebbero compreso il significato reale, finendo con l'assumere spesso una posizione divergente rispetto a quella che la nostra sensibilità moderna, la stessa di Tolkien, ci ispira.


Colui che conosce gli altri è sapiente; colui che conosce sè stesso è illuminato.
Colui che vince un altro è potente; colui che vince sè stesso è forte.
Colui che agisce con forza ha risolutezza; colui che sa soddisfarsi è ricco.
Colui che non di discosta dal suo giusto posto sussiste a lungo; morire senza perire, questa è la longevità.
Tao te ching - Il libro della Via e della Virtù


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Scritto il 27-05-2006 12:37
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Naerfindel

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Erfea il 27-05-2006 12:37 ha scritto:

In conclusione, credo che gli Antichi si sarebbero riconosciuti nelle storie, ma non sempre ne avrebbero compreso il significato reale, finendo con l'assumere spesso una posizione divergente rispetto a quella che la nostra sensibilità moderna, la stessa di Tolkien, ci ispira.


Sì, si sarebbero riconosciuti anche perchè in moltissimi personaggi e in moltissime situazioni avrebbero riconosciuto miti, eroi nonchè citazioni di autori loro contemporenei. E forse sarebbero arrivati a considerare alcune vicende financo un plagiio di alcune opere dei loro concittadini più illustri.

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Scritto il 27-05-2006 12:45
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Tolman

foglia di Telperion
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Erfea il 27-05-2006 12:37 ha scritto:
Ad esempio, la scelta finale di Denethor, sia presso un pubblico greco che presso uno romano, non avrebbe sollevato alcuna obiezione, perchè sarebbe stata concepita come la giusta reazione alla perdita dell'onore e al trionfo della disperazione, mentre essi non avrebbero compreso la reazione di Gandalf; come Aiace Telamonio, che si suicidò perchè privato delle armi di Achille che secondo il suo parere gli spettavano di diritto, così Denethor, piuttosto di doversi "piegare" al ritorno del Re, decide di recidere il proprio filo vitale.


Difatti Gandalf lì parla di "re pagani" che nella loro follia uccidevano chi gli stava vicino per agevolare la propria morte. Il concetto di pagano presuppone un passaggio alla morale cristiana, quindi in un ambito precedente (o comunque distante: basti pensare al seppuku giapponese) un suicidio come quello di Denethor sarebbe stato forse compreso; non necessariamente però giustificato, poiché si trattava non di cedere il trono ad un nemico, ma di riprendere il proprio giusto ruolo nell'ordine gerarchico, quindi forse (sottolineo forse) anche un lettore antico avrebbe visto nell'incaponirsi di Denethor un atto di hybris.

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Scritto il 30-05-2006 10:00
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