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Come mai L' uomo crede in Dio ?
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Hosseldon

Silmaril Silmaril Silmaril
anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere
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Non guardatemi male...io ho davvero tentato di astenermi dal postare...finirò nel girone dei golosi.

Erundur:

personalmente credo che sia pi√Ļ presuntuoso dire che io sono l'unico padrone della mia vita e della natura, che riconoscere che Qualcuno mi ha dato tutto e che prima o poi dovr√≤ risponderne.


Su questo ho poco da obbiettare...se tu personalmente credi questo...beh, immagino che ci sia anche chi possa crederlo.
Io personalmente trovo altrettanto arrogante pensare che il Super Essere Ultra Figo Mega Stra Magnifico l'Unico e il Solo abbia voluto concedere a dei ridicoli esserini patetici ed insignificanti il diritto di dirsi "creati a sua immagine e somiglianza" e "centro del suo creato"...
D'altra parte la cosa è del tutto soggettiva, il che mi porta a pensare che sia inutile discuterne in termini di arroganza, ma questo è altrettanto soggettivo, perciò passo oltre.

Solo un altro piccolo appunto: temo che fra le peculiarità di atei ed agnostici non sia annoverata la convinzione di essere padroni della natura.
Cosa che non risulta altrettanto chiara per quanto riguarda i cristiani.

1. io non mi sono fatto da solo e non ho fatto la natura
2. chi h fatto ci√≤ √® pi√Ļ potente di me
3. perchè mi ha fatto? perchè mi vuole bene (in alcune religioni lo dice Lui stesso)


La numero 2 risulterebbe pi√Ļ efficace se non avessi completamente scavalcato il problema posto dalla numero 1: se non mi sono creato da solo e non ho creato la natura, chi mi ha creato?
Direi che è un passaggio abbastanza importante perchè non è da escludere che qualcuno possa pensare che esistano altre forze nell'universo ad avere questa capacità oltre ad un ipotetico Dio.
In ogni caso se prendiamo per assunto che noi e la natura siamo stati creati da un Dio allora è altrettanto poco ovvio che la sua motivazione sia la benevolenza. Sono possibili decine se non centinaia di altre ipotesi, probabilmente.
Senza contare, passatemi la provocazione, che √® difficile voler bene ad una cosa che ancora non √® stata creata...direi che sarebbe pi√Ļ corretto dire che Dio ci avrebbe creati in modo da risultargli benvoluti. Se ci avesse creati altrimenti √® evidente che il risultato non sarebbe stato lo stesso.

tra parentesi; non siamo noi che ci consideriamo sui figli, ma è Lui che ci ha detto siete figli Miei....


Se assumi che questo lo abbia detto davvero lui allora buona fortuna, ti do la mia benedizione. I giochi sono fatti signori, non resta che attendere il responso finale, chi va avanti?

personalmente non credo che l'uomo primitivo vedendo la natura che lo circonda (magari il fuoco quando era ancora sconosciuto) dicesse: è un caso!


Ho l'orrendo dubbio che tu stia paragonando te stesso ad un uomo primitivo...ripensaci, non puoi essere così male!
Credo che tu abbia diversi strumenti di conoscenza in pi√Ļ...riporrei scarsa fede negli argomenti di un Homo Erectus che sostenga che la pioggia √® il sudore dell'ascella di nonno Umberto morto in una battuta di caccia.

Hope fades / Into the world of night / Through shadows falling / Out of memory and time / Don't say / We have come now to the end / White shores are calling / You and I will meet again / And you'll be here in my arms / Just sleeping...(Into the West)

Sono avvolto da un velo di strane visioni
Ed immagini vaghe
E porto dentro al cuore la forza di un sogno
Nato tra le ombre di un bosco e la vita reale...
(Lingalad-Giuseppe Festa - Il pi√Ļ grande bardo delle terre dell'ovest)

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Scritto il 07-07-2006 23:52
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Falby

foglia di Telperion
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Discussione interessante,...che non ho ancora avuto tempo di leggere tutta...comunque posso offrire un approfondimento:

Karl Marx diceva: "La religione è l'oppio dei popoli"

http://www.filosofico.net/marxrelig.htm


caio ciao
Falby

Mantenetevi folli e comportatevi come persone normali.
Paulo Coelho

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Scritto il 17-08-2006 14:14
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Gaeren

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l'uomo per la sua natura fragile deve credere in qualcosa oltre alla sua fine.
...tutto qui.

Gaeren

Se i figli di Eru lo scorgevano, venivano colti da grande sgomento, poichè il levarsi del Re del Mare era terribile, a guisa di montante onda che s'avventi alla terra con scuro elmo crestato di schiuma...

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Scritto il 22-08-2006 04:40
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Gianluca Comastri

foglia di Laurelin
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Gaeren il 22-08-2006 04:40 ha scritto:
l'uomo per la sua natura fragile deve credere in qualcosa oltre alla sua fine.
...tutto qui.

Dio è davvero grande e misericordioso, dato che per sopperire alla nostra fragilità ogni tanto ci manda sulla terra anche qualcuno che ha sempre la risposta giusta a tutto



¬ęScoprirai tutti i segreti pensieri dell'Uno, e t'avvederai che essi sono soltanto una parte del tutto e tributari della Sua gloria¬Ľ

¬ę...dopotutto Tolkien non ci insegna a rifiutare il mondo, anche se esso ha delle brutture, ma ad amarlo e a cercare sempre quello sforzo sovrumano per portare alla luce ci√≤ che di bello c'√® nell' universo e in noi¬Ľ [Fram figlio di Frumgar]

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Scritto il 22-08-2006 08:58
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Erinna

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Premetto che tutto ciò che dirò è vero SECONDO ME, il che significa che non andarà bene a nessun altro, sarà incompleto, scorretto e parziale, e che io stessa, rileggendolo tra qualche anno, probabilmente non sarò d'accordo. E' una condizione umana.
Per prima cosa vorrei demolire il luogo comune "si crede perchè si ha paura". La fede vera non dà nessuna sicurezza, nessuna base certa. Credere veramente, ed io sono fervente credente anche se di una setta cristiana molto bizzarra, significa essere sempre coscienti che si basa ogni ragionamento sul "forse" e sul "può darsi".
Inoltre, la fede vera implica un ragionamento, una volontà di capire. Chi crede davvero non può non porsi delle domande.
Chi si affida ai dogmi e si sedie su frasi come "Dio esiste perchè è chiaro che esiste", è un superstizioso e basta, la sua fede non vale niente. Ugualmente un ateo che dice "Dio non esiste perchè è chiaro che non esiste" è solo un superstizioso, identico al primo.
Entrambi gli atteggiamenti generano intolleranza.
Non credo nemmeno che la fede dipenda dal voler spiegare i fenomeni naturali. Io sono cristiana panteista e conosco benissimo il meccanismo della tettonica a zolle, in ogni caso ho il pi√Ļ grande rispetto per lo spirito di un vulcano, non so se mi spiego. La fede non √® credere che il sole sia un omino splendente che se ne va a giro in calesse, la fede √® scorgere ci√≤ che di divino c'√® nella luce, nel calore.
In una fede autentica, l'unica sicurezza √® che non ci sono sicurezze, e forse questa pu√≤ essere l'unica lancia spezzata da me a favore della tesi "Dio esiste", perch√® non intendo accampare stupide prove logice. SE √® vero che Dio esiste, SE √® vero che √® buono, ALLORA non pu√≤ che averci creati liberi. Quel FORSE che non si scioglie mai √® la nostra pi√Ļ grande libert√†. La mancanza di prove e di certezze ci svincola da ogni legame, possiamo vedere le cose come vogliamo, possiamo presupporre tutto, e nessuno pu√≤ trovare un modo inconfutabile per darci torto.
Perchè si crede?
Io, per ora, personalmente, credo perchè mi sembra di "sentire" qualcosa tutto attorno a me, nel mondo che mi circonda. Io non mi affido ad una dottrina particolare, io "ascolto", e cerco di capire.

Una vita senza ricerca non è degna di esser vissuta.
(Non ditemi che non sapete la citazione!)

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Scritto il 23-08-2006 03:02
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Mornon

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Erinna il 23-08-2006 03:02 ha scritto:
Per prima cosa vorrei demolire il luogo comune "si crede perchè si ha paura". La fede vera non dà nessuna sicurezza, nessuna base certa. Credere veramente, ed io sono fervente credente anche se di una setta cristiana molto bizzarra, significa essere sempre coscienti che si basa ogni ragionamento sul "forse" e sul "può darsi"

Non ne sarei cosí sicuro: innanzitutto, ci sarebbe da capire se uno che sia assolutamente certo della veridicità della sua fede creda veramente o no; secondo il tuo ragionamento, sembrerebbe di no, eppure potrebbe credere veramente in Dio, e seguirne i dettami.
Inoltre, che si creda (o si sia iniziato a credere) se non altro anche per paura mi pare pi√ļ di un luogo comune, √® una tesi legittima: quando ancora non ci si sapevano spiegare moltissimi fenomeni, quando non si capiva la morte, la spiegazione sovrannaturale potrebbe venire naturale.
Infine, direi che avere fede può comunque dare al credente sicurezze: la sicurezza di non essere solo, che non è poco; la sicurezza che ci sarà sempre qualcuno disposto a capirci e perdonarci; la sicurezza che ci sia qualcosa dopo la morte; la sicurezza che ci sia un bene assoluto. Per portare alcuni esempi.
Ovviamente poi dipenderà anche dal singolo (ipotizzando che ci siano credenti che mettano in dubbio l'esistenza del dio), ma definirlo "luogo comune" mi pare abbastanza generalizzante.


Non credo nemmeno che la fede dipenda dal voler spiegare i fenomeni naturali. Io sono cristiana panteista e conosco benissimo il meccanismo della tettonica a zolle, in ogni caso ho il pi√Ļ grande rispetto per lo spirito di un vulcano, non so se mi spiego. La fede non √® credere che il sole sia un omino splendente che se ne va a giro in calesse, la fede √® scorgere ci√≤ che di divino c'√® nella luce, nel calore

Sarebbe però interessante indagare la nascita delle religioni, lí si potrebbe vedere, anche nella religione cristiana, una volontà di spiegare fenomeni naturali: perché cosí tanti dei sarebbero legati a fenomeni altrimenti inspiegabili, ai tempi?


SE è vero che Dio esiste, SE è vero che è buono, ALLORA non può che averci creati liberi

Dipende: pura ipotesi, giusto per fare un esempio, ma se nella sua onniscienza avesse un disegno in cui il nostro non essere liberi condurrebbe a un bene superiore?


non mi affido ad una dottrina particolare, io "ascolto", e cerco di capire

Non hai detto di essere cristiana panteista?

P.S.: ricorco che per mettere in evidenza dei passi esistono grasseto, corsivo e sottolineato, invece di scrivere maiuscolo

Possiamo diventare adulti fuori. Dobbiamo rimanere bambini dentro.

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Scritto il 23-08-2006 12:00
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erestor

anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere
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Io posso solo portare la mia esperienza personale e spiegare perchè io credo in Dio.
sono stato educato nelle fede cattolica come il 90% degli italiani, poi ho iniziato un mio percorso personale che si concluderà probabilmente con la mia morte.
sinceramente la cosa che pi√Ļ mi meraviglia di questo nostro universo √® l'ordine di fondo, s√¨ proprio l'ordine come cio dimostrano anche le continue scoperte scientifiche e tutte le leggi naturali alla base del modno e della vita; un tale ordine non ritengo possa essere il frutto di un insieme di causalit√† (sarebbe pi√Ļ facile, secondo me indovinare il sei al super enalotto) ma devono essere frutto di un'intelligenza, che non sar√† magari esclusivamente quella descritta dai cattolici o dai musulmani o piuttosto dai buddhisti.
mi piace ricordare una frase del grande condottiero gengis khan; egli soteneva che Buddha, maometto, cristo erano come le dita della stessa mano; mi pare sia una bella descrizione per sottolineare come probabilamente tutte le credenze religiose siano espressione della stessa divinità.
Certo restra da dire che tra le figure storiche Cristo √® la pesonalit√† pi√Ļ straordinaria, poi ognuno sceglie se credere alla natura di figlio di dio ed alla resurrezione nel terzo giorno.
Questa è la mia opinione; poi altri hanno bisogno della divinità come conslolazione dai problemi del mondo nella convinzione, un pò infantile, secondo me, che ci sia sempre un genitore dell'umanità che ci debba proteggere ed evitare tutti i guai.

la morte pone fine a tutto, ma prima della fine qualcosa può essere ancora fatto, qualche nobile impresa degna di uomini che combatterono con gli dei.(Tennyson)

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Scritto il 23-08-2006 12:17
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Erinna

Silmaril Silmaril Silmaril
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Mornon il 23-08-2006 12:00 ha scritto:
Non ne sarei cosí sicuro: innanzitutto, ci sarebbe da capire se uno che sia assolutamente certo della veridicità della sua fede creda veramente o no; secondo il tuo ragionamento, sembrerebbe di no, eppure potrebbe credere veramente in Dio, e seguirne i dettami.


La fede non è sicurezza, "la fede è una salto nel buio" (Pascal), ed essere coscienti che possiamo sempre prendere un granchio è fondamentale per non diventare intolleranti. E' una regola, serve a non irrigidirsi nè in meditazione nè in rapporto con gli altri. Io credo fermamente in Dio e la mia fede non è mai stata scossa, ma so che quello che credo io non è legge. Io credo, e sono sicura, ma può darsi che io mi sbagli.

Infine, direi che avere fede può comunque dare al credente sicurezze


Conosco pi√Ļ di una persona che ha abbandonato la religione perch√® non poteva essere certa dell'esistenza di Dio. Non so cosa ci trovi di pi√Ļ sicuro nella non-esistenza di Dio, ma fatto sta che √® una scelta gettonata dagli insicuri, per quanto riguarda la mia esperienza.

Sarebbe però interessante indagare la nascita delle religioni, lí si potrebbe vedere, anche nella religione cristiana, una volontà di spiegare fenomeni naturali: perché cosí tanti dei sarebbero legati a fenomeni altrimenti inspiegabili, ai tempi?


Ripeto che religione e superstizione sono diverse. La superstizione è credere che ci sia un signore sott'acqua che quando è di malumore scatena una bufera, la religione è la capacita di scorgere ciò che di divino c'è nella natura stessa del mare. Anche questo è passibile di errore ovviamente, ed è possibile che nel mare non ci sia niente di divino.

SE è vero che Dio esiste, SE è vero che è buono, ALLORA non può che averci creati liberi

Dipende: pura ipotesi, giusto per fare un esempio, ma se nella sua onniscienza avesse un disegno in cui il nostro non essere liberi condurrebbe a un bene superiore?

E' possibile, ma credo sia chiaro che il mondo funziona per causa ed effetto. Un Dio che interviene costantemente per alterare la nostra vita non il Dio che concepisco io, anche se è possibile che sia così. A come la vedo io, e sicuramente non andrà bene, Dio ci ama. Può darsi che non sia così, o che noi non abbiamo importanza, ma sono cristiana, e credo in quello che Cristo ha detto, il che potrebbe anche essere un'assurdità. Ci ha creati e inseriti in un meccanismo di causa ed effetto. Noi possiamo intervenire nel nostro destino secondo queste leggi, e Lui non interviene, se non essendo immanente in ogni cosa.

non mi affido ad una dottrina particolare, io "ascolto", e cerco di capire

Non hai detto di essere cristiana panteista?

Intendevo dire "nessuna dottrina riconosciuta". Pur essendo cristiani, la Chiesa non riconosce i panteisti (guarda un pò!)

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Scritto il 23-08-2006 18:06
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Mornon

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erestor il 23-08-2006 12:17 ha scritto:
sinceramente la cosa che pi√Ļ mi meraviglia di questo nostro universo √® l'ordine di fondo, s√¨ proprio l'ordine come cio dimostrano anche le continue scoperte scientifiche e tutte le leggi naturali alla base del modno e della vita

Considera però che, stando alle attuali conoscenze, l'universo tende al caos, ogni azione non fa altro che aumentare il disordine generale dell'universo, che non può diminuire.
Inoltre, tenete sempre presente che l'equilibrio naturale √® un equilibrio fragile, e la fragilit√† potrebbe indicare pi√ļ una origine "casuale", piuttosto che una costruzione razionale a opera di un essere onnipotente.


un tale ordine non ritengo possa essere il frutto di un insieme di causalit√† (sarebbe pi√Ļ facile, secondo me indovinare il sei al super enalotto) ma devono essere frutto di un'intelligenza, che non sar√† magari esclusivamente quella descritta dai cattolici o dai musulmani o piuttosto dai buddhisti

√ą interessante, a mio parere, notare una cosa: anche fosse tutto frutto di casualit√† (e per discuterne sarebbe interessante sapere come √® nato l'universo, cosa c'era prima), quante ripetizioni ci possono essere state? Ossia, prendi una cosa con probabilit√† infinitesima, fai infinite ripetizioni... arrivi ad avere una probabilit√† definita, teoricamente anche alta.
Lo stesso ragionamento è stato fatto anche sulla nascita della vita, ma si basa sulla singola ripetizione: prendi miliardi di ripetizioni, su miliardi di mondi, per miliardi di anni... la probabilità cresce, e non poco.


Erinna il 23-08-2006 18:06 ha scritto:
La fede non è sicurezza, "la fede è una salto nel buio" (Pascal), ed essere coscienti che possiamo sempre prendere un granchio è fondamentale per non diventare intolleranti [...] Io credo, e sono sicura, ma può darsi che io mi sbagli

Con tutto il rispetto per Pascal, non è detto che abbia ragione: come c'è chi segue una religione con dubbi, c'è chi la segue con sicurezze (anche solo la certezza dell'esistenza di Dio). Tu stessa dici di essere sicura: questo significa che sei sicura dell'esistenza di Dio? Se sí, sapere che c'è qualcuno che ci potrà aiutare non è poco.
Il fatto che delle persone abbiano abbandonato la religione per insicurezza verso l'esistenza di Dio non nega quanto sopra detto; del resto, ci sono persone che hanno abbracciato la religione perché certe dell'esistenza di Dio.


Ripeto che religione e superstizione sono diverse. La superstizione è credere che ci sia un signore sott'acqua che quando è di malumore scatena una bufera, la religione è la capacita di scorgere ciò che di divino c'è nella natura stessa del mare

Il che non esclude quanto da me detto: "Sarebbe però interessante indagare la nascita delle religioni". Su che basi escludi che, quando il mito di Zeus nacque, i fedeli non credessero veramente che ci fosse qualcuno a tirare fulmini, là sull'Olimpo (o dove che lo posizionasse il singolo fedele)?
Religione e superstizione sono cose diverse? Accettiamolo (anche la religione può essere una forma di superstizione, se non altro se non esistesse Dio). Questo però lascia aperta la possibilità che si intreccino, no?


A come la vedo io, e sicuramente non andrà bene, Dio ci ama

A come la vedono altri, se ci amasse non lascerebbe che nel mondo capiti quanto √® capitato e sta capitando (non scherzo, ne ho sentito pi√ļ d'uno)

Possiamo diventare adulti fuori. Dobbiamo rimanere bambini dentro.

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Scritto il 23-08-2006 19:19
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Erinna

Silmaril Silmaril Silmaril
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Capisco che possa essere difficile da capire. Io sottoscritta sono sicura che Dio esiste, ma sempre io posso sbagliare. Io credo fermamente in Dio e metto anche in discussione la sua esistenza. So che è un pò farraginoso...
Dio potrebbe benissimo non esistere. Io non sono infallibile. C'è il cinquanta per cento di possibilità che io mi sbagli e Dio non esista.

Secondo: ripeto che si prende per buono un approccio cristiano, che prevede un Dio benevolo verso l'uomo, siamo stati creati da un Dio che ci ama (l'approccio cristiano può essere completamente campato per aria, ma io sono cristiana e parlo dal mio punto di vista). Se ci ama, non può che averci creati liberi, quindi in un sistema che noi possiamo controllare secondo certe leggi fisse di causa ed effetto. Siamo stati noi a scatenare i peggiori massacri, noi a sterminare milioni di persone, e siamo sempre noi a subire le peggiori catastrofi. Siamo sempre noi carnefici e vittime di noi stessi. Insomma, per certe cose, come le guerre o le carestie in particolari situazioni, siamo noi ad averle causate. E' stata una nostra scelta, che eravamo liberi di fare come di non fare, e se Lui è tutto quello che abbiamo detto, ci ha lasciati liberi di scegliere, perchè solo lasciandoci liberi ci dimostra il suo amore. Dio non è solo un tizio che interviene o se ne resta a guardare, Dio fa parte dell'essenza stessa delle cose, è immanente al mondo.
Il mondo in cui viviamo è regolato da causa ed effetto e leggi fisiche immutabili. A volte un effetto ci arriva addosso senza che noi possiamo controllarne la causa, come per esempio un terremoto, ma semplicemente perchè non ne conosciamo la causa prima. A volte varianti infime, come lo sbattere d'ali di una farfalla a Tokio, può scatenare, per cause ed effetti, un uragano in Florida. Tutte queste leggi sono la base, il palcoscenico su cui noi possiamo allestire il dramma che preferiamo.
Ovviamente questa è una spiegazione semplificata. Comunque è ganza davvero questa discussione!
W la confutazione che porta alla maieutica!

Ps=religione e superstizione sono divise da un confine molto labile, ma da una parte ci sta la codardia, dall'altra una ricerca senza fine

Pps=io non mi sento sola, quindi credo di non essere sola. Non: io non credo di essere sola, quindi non mi sento sola...

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Scritto il 24-08-2006 00:33
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Mornon

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Erinna il 24-08-2006 00:33 ha scritto:
Capisco che possa essere difficile da capire. Io sottoscritta sono sicura che Dio esiste, ma sempre io posso sbagliare. Io credo fermamente in Dio e metto anche in discussione la sua esistenza. So che è un pò farraginoso

Posso capirlo, qualche tempo fa ho sostenuto una cosa analoga (che un fedele può anche avere dubbi e mettersi in discussione, se non altro perché è fallibile). Il punto è però che a questo punto tu non sei assolutamente certa che esiste, avendo una (legittima) dose di dubbio, no?
Comunque, quello che sto dicendo ora è che la fede può dare sicurezze, e non so quanto si possa dire che uno che le trovi non sia veramente un credente.


ripeto che si prende per buono un approccio cristiano, che prevede un Dio benevolo verso l'uomo, siamo stati creati da un Dio che ci ama [...]. Se ci ama, non può che averci creati liberi, quindi in un sistema che noi possiamo controllare secondo certe leggi fisse di causa ed effetto

Ho capito che parti da un simile approccio, semplicementa stavo portando alternative; per esempio, i luterani credono nello stesso Dio, Dio che ama l'Uomo, eppure c'è un destino.
Su massacri e carestie, ci si potrebbe interrogare sulle cose non dipendenti dall'Uomo, come eruzioni, terremoti, pestilenze e simili.


religione e superstizione sono divise da un confine molto labile, ma da una parte ci sta la codardia, dall'altra una ricerca senza fine

Non condivido: la religione può non avere ricerca (e nella storia direi che gli esempi si sprecano), mentre la superstizione e la codardia non so quanto siano legati (la prima potrebbe derivare da ignoranza); un legame con la paura ci può essere al contrario (dalla superstizione nasce la paura), ma questa non è codardia. Paura che, tra parentesi, può parimenti nascere dalla religione.

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Scritto il 24-08-2006 00:58
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Erinna

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Io parlo dal mi punto di vista.
Secondo i luterani esiste il destino, secondo me, dato il ragionamento che ho descritto, il destino in quanto via inevitabile e pre-tracciata non esiste. Questo non significa che non prenda in considerazione le altre opinioni, dato che è possibile che abbiano ragione loro.
Il fatto di mettere costantemente in dubbio le proprie ipotesi e l'esistenza stessa di Dio √® una disciplina mentale inscindibile dal mio credo, che non serve a minare le mie certezze o a rendermi insicura, dovrebbe rervire a non farci irrigidire sulle nostre posizioni. Seguendo questa disciplina √® molto pi√Ļ difficile diventare intolleranti.
Con questo mi allaccio alla terza questione: religione significa studiare con gli strumenti della mente qualcosa che potrebbe esistere come no, e che se esistesse sarebbe impossibile da studiare in altro modo se non così. La religione è una specie di scienza, in quanto ricerca una verità a cui non arriverà mai del tutto. Ripeto che questo non significa che la religione non sia in realtà fine a sè stessa.
Prendendo per buono che sia una ricerca, l'intolleranza è la sua morte. Se si è intolleranti ci si chiude e senza confutazione non è possibile progredire.
E' vero che dalla superstizione nasce la paura, ma è un circolo vizioso. Non si può essere sicuri dell'esistenza di Dio o meno, e non avere questo terreno fermo sotto i piedi può essere difficile. Per questo ci si autoconvince che certe cose sono tali e non c'è discussione. Questa però è superstizione, sia che si decida che Dio esista e basta, sia che si decida che non esista.
Ovviamente questo secondo me...

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Scritto il 24-08-2006 14:10
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Mornon

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Erinna il 24-08-2006 14:10 ha scritto:
Io parlo dal mi punto di vista.
Secondo i luterani esiste il destino, secondo me, dato il ragionamento che ho descritto, il destino in quanto via inevitabile e pre-tracciata non esiste. Questo non significa che non prenda in considerazione le altre opinioni, dato che è possibile che abbiano ragione loro

Quello che stavo facendo io, prendendo in considerazione altri punti di vista; ho capito che tu parli del tuo, da parte mia argomento, portando anche esempi ed altre possibilità, su quanto da te detto.


Il fatto di mettere costantemente in dubbio le proprie ipotesi e l'esistenza stessa di Dio è una disciplina mentale inscindibile dal mio credo, che non serve a minare le mie certezze o a rendermi insicura

Questo però implica che comunque dalla religione possono venire sicurezze, cosa che era uno dei miei punti, no?


religione significa studiare con gli strumenti della mente qualcosa che potrebbe esistere come no, e che se esistesse sarebbe impossibile da studiare in altro modo se non così

Quello è uno dei modi per affrontare la religione, ma non è la religione in sé. La religione è l'insieme delle credenze, dei riti, ecc., che rimane tale anche se accettata aprioristicamente.
Poi si può discutere se sia migliore l'approccio aprioristico o quello critico, ma in entrambi i casi resta religione.


Se si è intolleranti ci si chiude e senza confutazione non è possibile progredire

Pi√ļ difficile, ma comunque possibile: l'evoluzione della religione andrebbe per vie meno dirette, ma comunque ci sarebbe.

Possiamo diventare adulti fuori. Dobbiamo rimanere bambini dentro.

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Scritto il 24-08-2006 15:03
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Feanien

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Il messaggio è stato nascosto, perchè contiene contenuti che violano la politica di Eldalie. Lo staff si scusa per l'accaduto. E' possibile comunque visionare questo messaggi cliccando su mostra; in basso, in basso a destra, ma ti preghiamo di evitare rispondere in forum. Per ogni spiegazione scrivete pure a forum-admin@eldalie.com
mostra /oscura messaggio

Da un punto di vista razionale/ storico, dovremmo partire dalle origini delle religioni, dall'uomo della preistoria e la sua interpretazione dei fenomeni atmosferici sino a giungere alla costituzione di quella che viene chiamata "Antica Religione" o come pi√Ļ tardi sar√† denominata dai primi Cristiani, "Paganesimo".

storicamente non è mai esista un "Antica Religione Unica"


Se partiamo dall'Antica Religione, viene meno la considerazione di Leron, ossia che la credenza nel Dio e nella Dea, fosse in quanche modo legata ad una vita migliore nell'aldilà.
L'idea del bene e male, paradiso e inferno, sono idee legate al cristianesimo.
Anticamente i "Pagani" o "Wiccan"[come si chiamano ai nostri giorni]

La Wicca e il neopaganesimo hanno in verit√† poco a che fare con le antiche religioni nel senso che sono un misto di queste ed anzi... da qualcuno che √® crede ancora in qualcuna di quelle religioni da cui prendono spunto sono considerate un insulto ed una cosa offensiva ed il pensiero pu√≤ essere abbastanza condivisibile visto che quello che hai di pi√Ļ caro e sacro viene snaturato. Tra l'altro spesso alcune correnti del neopagamesimo accusano senza piet√† (a volte a ragione, altre meno) il cristianesimo di aver snaturato credenze e cose sacre, beh non si accorgono che loro fanno lo stesso.

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Scritto il 24-08-2006 19:54
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Vega

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ho commesso un casino: il post precedente è mio ed era in risposta a quello di feanien che è andato perso scusate



...e se il destino si mette contro di noi... peggio per lui!

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Scritto il 24-08-2006 20:25
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Rousseau diceva che la prova dell' esistenza di un mondo spirituale è proprio questo eterno bisogno dell' uomo di credere in Dio.



‚Äúla morte √® il dono di Dio agli uomini‚ÄĚ

‚Äúl‚Äô essenziale √® invisibile agli occhi‚ÄĚ

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Scritto il 24-08-2006 20:56
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