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La Fantasia e gli Adulti
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Falby

foglia di Telperion
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alleato con isildur
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La Fantasia e gli Adulti
Scusatemi questa fissa..ma quando ho conosciuto alcuni di voi, questi rientravano nella categoria Adulti...a me è molto strano, poichè gli adulti che mi circondano non amano La Fantasia (non voglio ricadere in discussioni già fatte...). Mi interessa dunque sapere come questi Adulti di Eldalie si sono confrontati e si confrontano tuttora con La Fantasia...raccontate come viene condivisa questa passione dalla moglie/marito. Esprimetevi...
Ciao
Ciao
Falby

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Scritto il 10-12-2002 08:02
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Estel Séretur

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Scusa se te lo chiedo ma quand'è che tu definisci un apersona adulta? Così almeno si restringe la cerchia!
Ciaooooo

Ci vogliono alcuni migliaia di anni per creare un essere umano. E basta qualche secondo per morire.

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Scritto il 10-12-2002 08:19
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yaya

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alleato con easterlings
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tutti hanno fantasia...
vuoi scommettere che anche i tuoi vecchi fantasticano?Come ho già detto la fantasia è lo zucchero della vita,indispensabile nelle giuste dosi...ho dedotto che tu sei "piccolino"e alla tua età la fantasia è cosa ben più manifesta...persino io che biologicamente sono adulta ma cerebralmente no ho cominciato a diminuire le dosi...di fantasia.
La maggior parte degli adulti-adulti(l'età c'entra relativamente)ha così tanti pensieri(figli,bollette,macchina ecc)che la fantasia può affacciarsi solo a piccole dosi,ma c'è,ti assicuro che anche gli adulti amano la fantasia...
un bacione
yaya

basta un nemico per causare una guerra.E coloro che non hanno spade possono sempre morire cadendo sulla punta di una spada...

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Scritto il 10-12-2002 11:46
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Eowyn15

foglia di Laurelin
Silmaril Silmaril

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Guarda, io credo di essere qui dentro la più adulta di tutti, e purtroppo è vero che a quest'età le preoccupazioni sono tante e distolgono dalla fantasia (anche se io non ho nè figli nè macchina...). Ricordo che vent'anni fa fantasticavo molto di più, inventavo storie, scrivevo romanzi e così via. Ma il passar del tempo non ha affatto diminuito il mio bisogno di storie fantastiche. Da sempre mi interesso di mitologia e adoro le fiabe, e ho letto moltissima letteratura fantastica di tutti i tipi (fantasy vero e proprio, racconti di fantasmi, racconti del terrore...). Il fascino che tutto questo ha su di me è rimasto immutato. Non so, forse è una cosa genetica... Comunque secondo me è ben triste vivere senza fantasia, lasciarsi trascinare solo dal grigiore della vita quotidiana senza lasciarsi lo spazio di sognare...

You see me, I'm a veteran of a thousand psychic wars - my energy is spent at last, and my armour is destroyed - and I've used up all my weapons, and I'm helpless and bereaved - wounds are all I've made of - Did I hear you say that this is victory?

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Scritto il 10-12-2002 12:43
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Gwîl Eryniell

foglia di Telperion
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Non credo che amare o meno la fantasia dipenda dall'età. L'essere adulti implica avere molte più responsabilità a cui far fronte rispetto a quando si è giovani, e quindi il tempo per lasciare vagare la mente diventa sempre più breve. Non credo che si debba mettere in relazione la fantasia con l'età; se si la si ama da piccoli la si ama anche da grandi, magari con meno tempo a disposizione per lasciarla "agire". Per mia esperienza vi assicuro che esistono adulti grandi amanti di fantasia e giovani, invece, che ne sono totalmente privi.



Gwîl Eryniell

"Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte..." Edgar Allan Poe

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Scritto il 10-12-2002 13:04
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Mornon

foglia di Laurelin foglia di Telperion
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Concordo, non sempre dipende dall'età, anche se è vero che gli "adulti", per le preoccupazioni e impegni, tendono ad allontanarsene.
Ma, da piccoli, tutti amiamo la fantasia, le fiabe della buona notte, i libri "365 fiabe per un anno" da leggere, ovviamente, in un anno, una a sera, aspettare la sera successiva per sapere come andrà a finire; poi iniziamo anche a leggere noi, senza l'indispensabilità dei genitori, entrando in quel mondo con un approccio diverso; poi, di colpo, si smette di leggere, di sentire il bisogno della fantasia, dei libri, degli stessi fumetti. Cosa succede? Magari la televisione, indubbiamente piú "semplice" e immediata da seguire, meno "faticosa"; magari l'imposizione a leggere di chi ci sta intorno, un "crimine" che trasforma la lettura in un obbligo; o videogiochi e computer, un modo per "vivere" piú attivamente (sotto certi aspetti) le avventure, e per avere questa attività in un modo piú semplice. Fatto sta che molti si allontanano dalla lettura e dalla fantasia, mentre penso che tutti o quasi, da piccoli, ne siano affascinati, ne sentano il bisogno.
Molte volte ho sentito dire "I Promessi Sposi sono un romanzo bruttissimo, non vale la pena di leggerlo", ecc.; ma è davvero cosí? O è cosí perché ci è imposto, magari in un'età in cui ancora non potremmo apprezzarlo, con l'imposizione di studiarlo, non di leggerlo, la paura del compito in classe o dell'interrogazione? Riflettiamo: se al posto de I Promessi Sposi ci fosse stato Il Signore degli Anelli, saremmo stati tutti qui? O avremmo "odiato" anche quello? Non mi stupirei della seconda: l'imposizione a leggere un libro, e lo spettro delle prove su di esso, di certo allontana dal libro stesso, a mio parere.
Se siete interessati, su questo argomento (diritti del lettore, imposizione, lettura da piccoli e sparizione dell'interesse da grandi, ecc.) c'è un saggio che, personalmente, ho apprezzato: si intitola, Come un romanzo, perché è un saggio che cosí andrebbe letto, come un romanzo, di Pennac. Ci sono anche i Dieci Diritti Imprescindibili del Lettore, diritti che, se applicati forse farebbero aumentare i lettori stessi, renderebbero la lettura piú piacevole; "Non puoi saltare pagine!" Perché? Sono un lettore, mi accosto al libro come voglio: saltare pagine è un mio diritto (II Diritto, il diritto di saltare le pagine). "Devi leggere!" Perché? Sono io il lettore, ho il diritto di scegliere quando leggere, se leggere: ho anche il diritto di non essere un lettore (I Diritto, il diritto di non leggere).

Per fosse interessato, riporto il primo capitolo, a mio parere veramente ben fatto, capitolo che mi ha anche portato sul saggio:


Il verbo leggere non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo "amare"... il verbo "sognare"...
Naturalmente si può sempre provare. Dai, forza: "Amami!" "Sogna!" "Leggi!" "Leggi! Ma insomma, leggi, diamine, ti ordino di leggere!"
"Sali in camera tua e leggi!"
Risultato?
Niente.
Si è addormentato sul libro. All'improvviso la finestra gli è apparsa spalancata su qualcosa di desiderabile, e da lí è volato via, per sfuggire al libro. Ma è un sonno vigile, il libro è ancora aperto davanti a lui e se aprissimo la porta della sua camera, lo troveremmo seduto alla scrivania tutto preso dalla lettura. Anche se siamo saliti con passo felpato, dalla superficie del sonno ci avrà sentiti arrivare.
"Allora, ti piace?"
Non ci risponderà di no, sarebbe un delitto di lesa maestà. Il libro è sacro, come può non piacergli leggere? No, ci dirà che le descrizioni sono troppo lunghe.
Tranquillizzati, torneremo alla nostra televisione. E magari la sua osservazione susciterà un appassionante dibattito fra noi e gli altri della casa...
"Trova le descrizioni troppo lunghe. Bisogna capirlo, siamo nel secolo dell'audiovisivo, in fondo i romanzieri del XIX secolo dovevano descrivere tutto..."
"Non è una buona ragione per lasciargli saltare metà delle pagine!"
...
Non stanchiamoci, si è riaddormentato.


A voi la scelta se leggerlo o meno, io ve lo consiglio

"È una tristezza immensa, una solitudine nella solitudine essere escluso dai libri. Anche da quelli di cui si può fare a meno."

Possiamo diventare adulti fuori. Dobbiamo rimanere bambini dentro.

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Scritto il 10-12-2002 22:38
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Alyon

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Mornon... comincia a dirne un po' troppe di sacrosante verità...

Alyon

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Scritto il 11-12-2002 01:43
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Gwîl Eryniell

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Concordo in pieno con Mornon. Leggere deve essere esclusivamente un piacere, un modo per vedere altre cose, per aprire la mente.
Adoro Pennac, ma questo saggio non l'ho mai letto... vedrò di rimediare al più presto! Grazie!



Gwîl Eryniell

"Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte..." Edgar Allan Poe

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Scritto il 11-12-2002 08:11
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Eowyn15

foglia di Laurelin
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Mornon:

Pensate veramente a cosa sarebbe successo se ci avessero "costretto" a leggere il SdA a scuola... Con interminabili analisi dei personaggi e delle situazioni, nonchè letture delle diverse interpretazioni (spesso incomprensibili) dei vari critici letterari... AIUTOOOO! E parla una che ha fatto per un bel po' di anni l'insegnante...

You see me, I'm a veteran of a thousand psychic wars - my energy is spent at last, and my armour is destroyed - and I've used up all my weapons, and I'm helpless and bereaved - wounds are all I've made of - Did I hear you say that this is victory?

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Scritto il 11-12-2002 08:54
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Laurelin

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Mornon, Come un romanzo l'ho letto praticamente tutto in libreria (è un libricino breve breve e facile facile, ma è bellissimo), e mi sono ritrovata in pieno in tutto quello che c'era scritto! Bellissima soprattutto la parte in cui spiega come interessare i ragazzi alla lettura: il professore che legge un libro ad alta voce in classe, un pochino ogni settimana, senza chiedere altro che di ascoltare, niente temi, niente riassunti o analisi critiche del testo ecc. solo ascoltare la storia, Finalmente il romanzo ridiventa quello che deve essere: una storia, una buona storia, in cui coinvolgersi (oppure no, dipende dai gusti e da come è scritta), da ascoltare, da immaginare. Non un pretesto per esercizi di critica letteraria. Se in una storia c'è qualcosa di buono, secondo me emerge, anche senza mettersi a fare tante analisi. Magari non si capisce bene cosa o perché quella storia ci sembra così buona, però si "sente". L'analisi serve casomai in seguito, se ci va di capire cosa è questo "qualcosa", ma non può essere obbligatoria. Le storie sono fatte per essere raccontate, ascoltate e godute, non analizzate.

Quanto alla fantasia degli adulti... credo che sia una questione genetica, come dice Eowyn. Cioè, se si ama la fantasia da piccoli si ama anche da grandi. Magari cambia il genere di fantasia: si passa dalle fiabe a storie più profonde, dal gusto per magie e incantesimi a quello per le dimostrazioni di coraggio o per i percorsi di maturazione individuale, dallo stupore di fronte all'"effetto" (mostri, bei vestiti, splendidi castelli, armi splendenti, fate bellissime e orchi orribili...) a quello di fronte all'uso del linguaggio, o alle descrizioni accurate, o alla verosimiglianza di situazioni altrimenti impossibili. Diciamo che chi ama davvero la fantasia, crescendo capisce che dentro di essa si può trovare molta della cosiddetta "realtà concreta", e non la usa più per sottrarsi alle proprie responsabilità concrete, ma per attingervi nuova forza.

Mia madre, ad esempio, detesta tutto quanto non è saldamente piantato per terra, o meglio saldamente piantato nella realtà quotidiana, pur amando le storie avventurose. E' così di natura, lei non riesce a riconoscere che un racconto fantasy può contenere molta realtà. Ma credo sia proprio una questione di carattere, non dal fatto che è "adulta" (io pure lo sono).

Anche Tolkien diceva che le storie fantastiche non sono necessariamente da associare ai bambini. In realtà molti bambini non amano le storie fantastiche, preferiscono i racconti d'avventura. E' più una questione di gusto individuale, di capacità di apprezzare certe atmosfere, che di età. Io adoro la mitologia fin da quando avevo 10 anni, prima quella greco-romana e poi quella nordica. Ho divorato il Nibelungenlied prima di finire i 12 anni, impazzivo per l'Odissea di Montaldo in telelvisione, e quando al liceo ho scoperto il Beowulf ho praticamente visto la luce (finalmente una cosa bella "primitiva"!); nel frattempo mi ero abbondantemente alimentata sul ciclo bretone ed è nata la passione per i Celti, ho letto storie di Yeats e di quella balorda fantasy-femminista della Zimmer Bradley... insomma, la passione per la fantasia dura tutta la vita, specie se la alimenti con i documenti giusti (cioè, non i libri-game, ma le opere originali, e magari anche qualche saggio storico per capire le culture da cui nascevano queste opere).

"Piccole mani agiscono per necessità, mentre gli occhi dei grandi sono rivolti altrove"

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Scritto il 11-12-2002 11:10
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WhiteQueen

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adulti e fantasia
Allora, premetto che secondo me, l'essere "adulto" è uno stato mentale e non una questione anagrafica.
Cosa vuol dire essere adulto? Di solito si intende, con questo termine, una persona autosufficiente in grado di prendersi responsabilità.

La fantasia...cos'è la fantasia? La capacità della mente di immaginare situazioni diverse dalla realtà, che siano verosimili o meno.
Un adulto privo della "fantasia" intesa come capacità di fantasticare in senso artistico (ovvero di immaginare situazioni e mondi inverosimili) non è sicuramente privo della capacità di immaginare sè stesso proiettato nel futuro, di vedersi insieme alla donna dei suoi sogni, o a bordo di una macchinona dalla cilindrata esaggerata, e quindi di fantasticare su situazioni verosimili.

Difficili entrambe le definizioni.

Molti adulti credono che per essere tali si debba rinnegare il mondo della fantasia, c'è un'idea purtroppo diffusa che pensare a qualcosa che non siano le tasse da pagare, lo stipendio, i pannolini del bambino, cosa si mangia oggi, Berlusconi è mafioso o meno, oggi la Roma vince o pareggia? eccetera (ovvero, tutte cose realistiche e realizzatesi) sia un Peccato, qualcosa di cui vergognarsi.

Ma la mente umana, e soprattutto l'Anima, ha bisogno della fantasia come una pianta ha bisogno di acqua, ed allora che cosa succede?
Che spesso questa "sete" le suddette persone la soddisfano in fantasie "malate", spesso di tipo sessuale, se non peggio.
Ecco allora che nel migliore dei casi abbiamo degli ingegneri che la sera vanno a troioni o travestiti, nel peggiore, abbiamo i pedofili, i maniaci omicidi, ecc...

Io ho sempre più spesso l'impressione che chi ha così tanta paura che la gente abbia fantasia (intesa come capacità di immaginare realtà diverse dalla nostra ma comunque verosimili e realizzabili) è perchè la gente è molto più controllabile e prevedibile se resta con la testa completamente immersa in questa realtà, nella realtà che i "grandi" (nel senso dei potenti) hanno scelto per noi.
Se la gente comincia ad usare la fantasia per immaginare un mondo dove non è importante avere la macchinona, magari nemmeno la macchinina, dove non è importante avere la televisione, nè essere vestiti alla moda, smette di consumare nella direzione che dall'alto vorrebbero imporre, e diventa imprevedibile, sia economicamente che politicamente, e questo al Sistema (per me identificabilissimo con l'Anello) non piace per niente.

Quando sento dire che un libro come ISDA è escapista nella mia mente si forma un trattino, sapete perchè? Perchè la frase è totalemente priva di significato.

Cosa vuol dire escapismo?

Secondo chi lo dice, vuol dire "paura di affrontare la realtà rifugiandosi in un mondo immaginario", dando per scontato che questo sia un male.
Io ho paura della realtà e non mi vergogno affatto a dirlo, voi non ne avete forse?
A volte mi rifugio in un mondo immaginario, e non mi sento affatto in colpa, perchè così facendo sono in grado di immaginare una realtà diversa da quella in cui vivo, ed agisco di conseguenza per far assomigliare la mia realtà a quella che ho immaginato, e che preferisco a quella attuale.

Per me è molto più escapista la vecchietta che, in pelliccia di foca, davanti al banco del macellaio al mercato, dà dei pezzetti di frattaglie ai gatti randagi esclamando a gran voce "Ah! Se fosse per me gli animali starebbero tutti bene, io amo gli animali, poveri gattini và".
Oppure quelli che, e ce ne sono tanti, sanno dirti a memeoria la squadra della Lazio di 20 anni fa e poi non sanno dirti chi è il Presidente della Camera adesso.
Potrei andare avanti all'inifinito con questi esempi.

Noi tolkieniani secondo me, insieme ad altri "escapisti" facciamo paura, e diamo molto, molto, molto fastidio al Sistema, perchè sappiamo immaginare un mondo senza di Esso, e, cosa più grave, agiamo di conseguenza.



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Scritto il 11-12-2002 11:55
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Mornon

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Alyon il 11-12-2002 01:43 ha scritto:
Mornon... comincia a dirne un po' troppe di sacrosante verità...


Lo so, è naturale


Eowyn15 il 11-12-2002 08:54 ha scritto:
Con interminabili analisi dei personaggi e delle situazioni, nonchè letture delle diverse interpretazioni (spesso incomprensibili) dei vari critici letterari...


Probabilmente lo avremmo apprezzato di meno; e, per apprezzarlo come facciamo ora, avremmo dovuto trovare la "forza" di leggerlo fuori dalla scuola.


Laurelin il 11-12-2002 11:10 ha scritto:
Le storie sono fatte per essere raccontate, ascoltate e godute, non analizzate.


Il diritto di tacere?


Laurelin il 11-12-2002 11:10 ha scritto:
Io ho sempre più spesso l'impressione che chi ha così tanta paura che la gente abbia fantasia (intesa come capacità di immaginare realtà diverse dalla nostra ma comunque verosimili e realizzabili) è perchè la gente è molto più controllabile e prevedibile se resta con la testa completamente immersa in questa realtà, nella realtà che i "grandi" (nel senso dei potenti) hanno scelto per noi.


La normalità non è stare nelle riche imposte dalla società, cosa che ci permette di esistere, ma non di vivere (citato a memoria da Pirandello)



In quanto a preoccupazioni e impegni degli adulti, anche i bambini ne hanno; il tempo per leggere è sempre "rubato" a qualcos'altro. Forse, chi dice "Non ho tempo per leggere" non ne ha semplicemente voglia

Possiamo diventare adulti fuori. Dobbiamo rimanere bambini dentro.

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Scritto il 11-12-2002 13:11
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Laurelin il 11-12-2002 11:10 ha scritto Io ho sempre più spesso l'impressione che chi ha così tanta paura che la gente abbia fantasia (intesa come capacità di immaginare realtà diverse dalla nostra ma comunque verosimili e realizzabili) è perchè la gente è molto più controllabile e prevedibile se resta con la testa completamente immersa in questa realtà, nella realtà che i "grandi" (nel senso dei potenti) hanno scelto per noi



La normalità non è stare nelle riche imposte dalla società, cosa che ci permette di esistere, ma non di vivere (citato a memoria da Pirandello) .


Non per essere pignola, ma quello lo avevo scritto io






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Scritto il 11-12-2002 14:31
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Mornon il 11-12-2002 13:11 ha scritto:

Laurelin il 11-12-2002 11:10 ha scritto:
Io ho sempre più spesso l'impressione che chi ha così tanta paura che la gente abbia fantasia (intesa come capacità di immaginare realtà diverse dalla nostra ma comunque verosimili e realizzabili) è perchè la gente è molto più controllabile e prevedibile se resta con la testa completamente immersa in questa realtà, nella realtà che i "grandi" (nel senso dei potenti) hanno scelto per noi.


La normalità non è stare nelle riche imposte dalla società, cosa che ci permette di esistere, ma non di vivere (citato a memoria da Pirandello)



A-hemm... Mornon, veramente questo l'ha detto WQ, non io...

"Piccole mani agiscono per necessità, mentre gli occhi dei grandi sono rivolti altrove"

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Scritto il 11-12-2002 14:41
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WhiteQueen il 11-12-2002 14:31 ha scritto:


Laurelin il 11-12-2002 11:10 ha scritto Io ho sempre più spesso l'impressione che chi ha così tanta paura che la gente abbia fantasia (intesa come capacità di immaginare realtà diverse dalla nostra ma comunque verosimili e realizzabili) è perchè la gente è molto più controllabile e prevedibile se resta con la testa completamente immersa in questa realtà, nella realtà che i "grandi" (nel senso dei potenti) hanno scelto per noi


La normalità non è stare nelle riche imposte dalla società, cosa che ci permette di esistere, ma non di vivere (citato a memoria da Pirandello) .


Non per essere pignola, ma quello lo avevo scritto io



Appunto...

"Piccole mani agiscono per necessità, mentre gli occhi dei grandi sono rivolti altrove"

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Scritto il 11-12-2002 14:49
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Laurelin il 11-12-2002 14:41 ha scritto:
A-hemm... Mornon, veramente questo l'ha detto WQ, non io...


Ho notato... mi sono incasinato con le citazioni multiple

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Scritto il 11-12-2002 20:09
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