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Almavarno
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I "patronati" dei ValarRileggendo il Valaquenta mi è venuto in mente che si potrebbero associare ad ognuno dei Valar, a seconda delle loro caratteristiche, certe attività/lavori e aspetti della vita quotidiana; un po' come per i Santi protettori.Ho provato a buttare giù una lista, sicuramente non esaustiva: arricchiamola! Manwë - signore dell'aria e dei venti: potrebbe essere invocato dai marinai in bonaccia e dai mugnai dei mulini a vento, e in caso di tempo sfavorevole (siccità/inondazioni). In quanto Re di Arda, sarebbe invocato dai governanti, affinché il loro operato sia buono e corretto. Ulmo - signore delle acque, e dunque dei mari e dei fiumi: sarebbe il patrono di marinai, pescatori e dei villaggi che sorgono vicino al mare, su isole e su palafitte (come Esgaroth). Aulë - signore della terra, delle rocce e dei lavori manuali: ovviamente il patrono di tutti gli artigiani, ma anche dei minatori e dei geologi. Oromë - signore delle foreste e detto “il grande cacciatore”: patrono di cacciatori, popoli nomadi e allevatori di cavalli (come i Rohirrim). Mandos - giudice dei morti e signore dell'oltretomba: sarebbe il protettore dei giudici... e delle pompe funebri! Lórien - signore dei sogni e delle visioni: potrebbe ovviamente essere il riferimento di tutti i “sognatori”, venendo invocato da chi spera di vedere realizzati i propri desideri. Tulkas - il campione di forza dei Valar e il valoroso in battaglia: andrebbe ad essere il patrono dei soldati e di competizioni come la corsa e la lotta. Si dice di lui: “è un amico costante”, dunque è il protettore delle amicizie. Varda - signora degli astri e di tutto ciò che risplende: naturalmente patrona degli astronomi. Ma anche dei geografi e degli esploratori (“conosce tutte le regioni di Eä”). Yavanna - signora delle piante e di tutto ciò che dona la terra: è la protettrice degli agricoltori. Nienna - la tristezza fatta persona, ma anche la massima dispensatrice di pietà e speranza: a lei salirebbero le invocazioni delle persone afflitte che cercano consolazione dai dolori della vita, e probabilmente anche dei moribondi (la sua dimora è vicina alle aule di Mandos). Estë - signora del riposo e del rinfrancamento: sarebbe patrona di medici, locandieri, cucinieri. Vairë - “la Tessitrice” che istoria nelle sue tele tutti gli avvenimenti: protettrice di scrittori, storici, tessitori, sarti. Vána: siccome è sempre associata allo sbocciare della vita, potremmo legarla alla gioventù, e ovviamente alle partorienti. Nessa: data la sua descrizione, potrebbe essere associata alle attività fisiche e alla danza. Manwë e Varda, la “coppia” per eccellenza, potrebbero essere i patroni delle coppie sposate. E scomparve persino il nome di quella contrada, e dopo di allora gli Uomini più non parlarono di Elenna né di Andor il dono sottratto, né di Númenórë ai confini del mondo; ma gli esuli sulle rive del mare, quando si volgevano all'Ovest indottivi dal desiderio dei loro cuori, parlavano di Mar-nu-Falmar inghiottita dalle onde, di Akallabêth la Caduta, Atalantë in lingua Eldarin. Smells like Númenorean spirit! Se il singolo uomo impara dai propri errori, l'umanità non l'ha fatto quasi mai. Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 03-05-2012 21:48 | |
Gianluca Comastri
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Almavarno il 03-05-2012 21:48 ha scritto: Vista l'enorme differenza tra un Vala e un Santo patrono, non riesco a sintonizzarmi sulla questione, la vedo un po' troppo forzata... «Scoprirai tutti i segreti pensieri dell'Uno, e t'avvederai che essi sono soltanto una parte del tutto e tributari della Sua gloria» «...dopotutto Tolkien non ci insegna a rifiutare il mondo, anche se esso ha delle brutture, ma ad amarlo e a cercare sempre quello sforzo sovrumano per portare alla luce ciò che di bello c'è nell' universo e in noi» [Fram figlio di Frumgar] Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 03-05-2012 22:11 | |
Vega
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Beh dai magari anche se come dici GC c'è un enorme differenza tra un Valar e Santi patroni, l'accostamento da un punto di vista popolare sugli aspetti della vita quotidiana potrebbe starci ![]() E' vero che non c'era un culto dei Valar, però per esempio ne iSdA quando carica l'Olifante c'è una invocazione generica: che i valar possano farlo deviare, o qualcosa del genere. Potrebbe darsi che ci siano invocazioni simili, tra il popolo su un Vala in particolare, a seconda degli aspetti se esso sia un contadino, un marinaio o chessò. Invocazioni (ed imprecazioni) si fanno a prescindere dalla religione in sé o comunque il popolo spesso se ne fa una sua particolare versione. ps naturalmente non sto dicendo che fosse così o che credo che Tolkien avesse voluto così. Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 04-05-2012 10:52 | |
Gianluca Comastri
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Vega il 04-05-2012 10:52 ha scritto: Possa il Valar farlo deviare (ISdA), traduzione viziata dalla non conoscenza delle lingue di Arda. Però per l'appunto, come tu scrivi, è generica. Diversamente, dovremmo concludere che tutti i Valar assieme sono i patroni dei miliziani minacciati dagli Olifanti ![]() Potrebbe darsi che ci siano invocazioni simili, tra il popolo su un Vala in particolare, a seconda degli aspetti se esso sia un contadino, un marinaio o chessò Invocazioni sicuramente, probabilmente in special modo da parte delle persone più semplici. Ma da qui a istituzionalizzare dei patronati veri e propri, secondo me, ce ne corre. «Scoprirai tutti i segreti pensieri dell'Uno, e t'avvederai che essi sono soltanto una parte del tutto e tributari della Sua gloria» «...dopotutto Tolkien non ci insegna a rifiutare il mondo, anche se esso ha delle brutture, ma ad amarlo e a cercare sempre quello sforzo sovrumano per portare alla luce ciò che di bello c'è nell' universo e in noi» [Fram figlio di Frumgar] Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 04-05-2012 13:38 | |
Almavarno
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Giuste osservazioni di CG, e altrettanto giusta risposta di Vega, che mi ha tolto le parole di tastiera Guardate che le mie osservazioni sul fatto che i Valar potessero essere direttamente invocati per questa o quell'attività o situazione a seconda delle loro peculiarità, nascono direttamente da alcuni passi e del Silmarillion e di ISdA e dei Racc. Incompiuti. Vero è che ora come ora mi baso sulla mia pur fallace memoria invece di andare a snocciolare citazioni concrete, ma il fatto che gli Ainur scesi in Arda (e quindi qui ci rientrano anche i Maiar) potessero essere associati a vari aspetti del quotidiano (mestieri/situazioni) mi traspare abbastanza chiaramente dai testi del Professore. Non fino al livello del culto vero e proprio, come lo intendiamo noi, e lo avete giustamente richiamato; ma anche in maniera meno "istituzionale". Basta anche solo pensare all'invocazione a Varda (signora della luce) fatta da Frodo nel buio della tana di Shelob. E scomparve persino il nome di quella contrada, e dopo di allora gli Uomini più non parlarono di Elenna né di Andor il dono sottratto, né di Númenórë ai confini del mondo; ma gli esuli sulle rive del mare, quando si volgevano all'Ovest indottivi dal desiderio dei loro cuori, parlavano di Mar-nu-Falmar inghiottita dalle onde, di Akallabêth la Caduta, Atalantë in lingua Eldarin. Smells like Númenorean spirit! Se il singolo uomo impara dai propri errori, l'umanità non l'ha fatto quasi mai. Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 04-05-2012 19:36 | |
romarie
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[uquote]Vega il 04-05-2012 10:52 ha scritto: Potrebbe darsi che ci siano invocazioni simili, tra il popolo su un Vala in particolare, a seconda degli aspetti se esso sia un contadino, un marinaio o chessò. Portebbe darsi Vega, anche se personalmente penso piuttosto che (in caso) ognuno avrebbe invocato i Valar in generale o un determinato Vala a cui per sue ragioni si sentiva particolarmente legato e non certo perche "quel" Vala fosse, diciamo così, "preposto a un determinato compito". PS. Scusa Amalvarno, ma proprio non ricordo che Frodo invochi Varda nella tana di Shelob (per la veritá non ricordo proprio invocazioni specifiche a un Vala piuttosto che a un altro), può darsi che la memoria mi falli, ma rammento un'unica invocazione e invoca Earendil, non Varda: "Aya Earendil, elenion ancalima". Certo è un'invocazione, impossibile negarlo, ma rivolta a un uomo... per quanto simbolo di luce e speranza egli possa essere. "Per me tutto quello che faccio fa parte del medesimo sforzo: vivere con consapevolezza."by Viggo Mortensen Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 05-05-2012 00:16 | |
Mildir
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E' Samvise ad invocare Varda, chiamandola col nome di Elbereth in un linnod che sembra ripreso dall'inno di Imladris. Uno degli epessi di Varda è appunto Elbereth, "Tessitrice di stelle", quindi è plausibile che venga associata alla luce nell'oscurità, come lo sono le stelle nella notte. Inoltre attenzione ad accostamenti come Araw (Oromë) ai bisonti, fornitaci da Denethor in persona, questo Vala viene anche chiamato Tauron, "Il signore delle foreste", la cosa mi sembra talmente specifica da rendere legittima l'ipotesi che così come Samvise invocò Elbereth all'arrivo di un mostro nell'oscurità un cacciatore potrebbe invocare Araw all'arrivo di un cinghiale che carica ! Altrimenti perché dedicargli degli animali ? «Tehkämme sula sovinto toinen ei toistansa viata sinä ilmoisna ikänä, kuuna kullan valkeana!» (Kalevala, Trentesimo Runo) Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 05-05-2012 11:46 | |
Almavarno
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romarie il 05-05-2012 00:16 ha scritto: Che errore grossolano che ho commesso!!! Scusatemi ho fatto una tremenda confusione... Ringrazio Mildir per la pronta correzione e per i suoi esempi: uno di quelli che avevo in mente riguardava proprio le attribuzioni di Oromë. Andiamoci a rileggere Aldarion ed Erendis, e vedremo come vi siano allusioni in tale senso, una su tutte il fatto che la Gilda dei Venturieri fosse "dedicata" a Uinen. E scomparve persino il nome di quella contrada, e dopo di allora gli Uomini più non parlarono di Elenna né di Andor il dono sottratto, né di Númenórë ai confini del mondo; ma gli esuli sulle rive del mare, quando si volgevano all'Ovest indottivi dal desiderio dei loro cuori, parlavano di Mar-nu-Falmar inghiottita dalle onde, di Akallabêth la Caduta, Atalantë in lingua Eldarin. Smells like Númenorean spirit! Se il singolo uomo impara dai propri errori, l'umanità non l'ha fatto quasi mai. Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 05-05-2012 17:20 | |
Turin Turambar1
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Mildir il 05-05-2012 11:46 ha scritto: Ma Elbereth non è "Regina delle stelle"? Dovrebbe essere il corrispondente Sindarin di Elentári. Turambar, in realtà, si ergerà accanto a Fionwë nella Grande Rovina, e Melko e i suoi draghi malediranno la spada di Mormakil Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 05-05-2012 22:14 | |
Mildir
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Si scusate, in Letters:282 è tradotto "Star-lady" ma da qualche parte nel web avevo trovato "Star-weaver" e mi è venuto in mente quello, che strano, sembrerebbe uno dei pochi nomi su cui non ha cambiato idea dalle Etymologies... Aspetta che torno a vedere, l'avevo trovato qui: http://www.theonering.com/reading-room/stories/elone-forgotten-daughter-of-rivendell-chapter-two Sapete che posto è ? Riuscite a vedere il testo normalmente ? (Un po' di tempo fa era normale e c'era questa storia di Elbereth dove si diceva "chiamò Varda Elbereth, Tessitrice di stelle", dev'essermi rimasto impresso il particolare) Comunque, errore mio, scusate l'imprecisione. «Tehkämme sula sovinto toinen ei toistansa viata sinä ilmoisna ikänä, kuuna kullan valkeana!» (Kalevala, Trentesimo Runo) Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 06-05-2012 02:14 | |
Turin Turambar1
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L'ho visto, ma chi ha scritto questo brano? Non mi sembra un testo di Tolkien, ma di qualche autore di racconti collaterali. Oppure mi sbaglio? Turambar, in realtà, si ergerà accanto a Fionwë nella Grande Rovina, e Melko e i suoi draghi malediranno la spada di Mormakil Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 06-05-2012 16:48 | |
Anacarnil di Laurelindórenan
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Almavarno il 05-05-2012 17:20 ha scritto: Questa la ricordavo ![]() Mi pare anche che fosse scritto da qualche parte (forse proprio sul Silmarillion) che Uinen era invocata proprio dai marinai in caso di tempeste in mare. L'essere umano non può sopportare a lungo la realtà. Thomas Stearns Eliot Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 06-05-2012 18:50 | |
Almavarno
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Corretto Anac, proprio così! Tra l'altro, rileggendo il Valaquenta più attentamente, ho visto che Manwë potrebbe essere associato alla vista, Varda all'udito e Ulmo alla musica. Tra i Maiar, Eönwë potrebbe essere associato al comando militare, per cui andrebbe ad essere lui e non più Tulkas il patrono dei soldati (laddove Tulkas a ben vedere è più legato al combattimento a mani nude). Ossë è più legato di Ulmo al mare costiero e alle isole. E scomparve persino il nome di quella contrada, e dopo di allora gli Uomini più non parlarono di Elenna né di Andor il dono sottratto, né di Númenórë ai confini del mondo; ma gli esuli sulle rive del mare, quando si volgevano all'Ovest indottivi dal desiderio dei loro cuori, parlavano di Mar-nu-Falmar inghiottita dalle onde, di Akallabêth la Caduta, Atalantë in lingua Eldarin. Smells like Númenorean spirit! Se il singolo uomo impara dai propri errori, l'umanità non l'ha fatto quasi mai. Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato |
| Scritto il 06-05-2012 19:48 | |