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  1. ATTENZIONE: LAVORI IN CORSO
Concorso di scrittura creativa
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Gianluca Comastri

foglia di Laurelin
Silmaril Silmaril

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OperatoriRaminghiHeren IstarionTolkien 2005Eldalië Bologna - Mindoni EldaCompagnia del CannelloComitato Anti-K
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spostata da Contest di Scrittura Creativa di Eldalie
Regolamento e votazioni
nico96 il 28-03-2014 22:01 ha scritto:

Modalità di svolgimento

Il concorso sarà suddiviso per "tracce". I concorrenti dovranno postare il proprio brano nell'apposito topic che verrà aperto di volta in volta, e il brano dovrà essere attinente alla traccia proposta, pena l'esclusione dal concorso.
Ogni elaborato dovrà essere lungo massimo 5000 caratteri, spazi inclusi, e dovranno essere scritti appositamente per la sfida.
Ogni brano che concorrerà per la sfida, dovrà essere preceduto dalla dicitura Concorso di Scrittura Creativa seguita dalla traccia proposta ed eventualmente dal titolo, in modo da poter distinguere con chiarezza i brani proposti dagli eventuali commenti degli utenti.
Il vincitore sarà colui che per il suo brano riceverà più preferenze, e costui avrà il diritto di proporre il tema per il concorso successivo. Da tale concorso egli verrà escluso: potrà proporre un elaborato che però non entrerà nella sfida e non potrà essere votato. Per velocizzare il tutto, avrà 48 ore di tempo per proporre una traccia.


Durata

I partecipanti hanno tempo 10 giorni, a partire dal giorno successivo a quello in cui viene postata la traccia, per proporre il proprio brano. Le votazioni si terranno nei 5 giorni seguenti, attraverso una checklist.
Per eventuali problemi di tempo saranno concessi tre giorni in piú per inviare i racconti.
Faranno fede giorno e ora in cui vengono messi i vari messaggi, sia per la presentazione degli elaborati che per le votazioni.
Nel caso vi siano meno di 5 brani votabili in gara, i giorni per scrivere salgono a 14 (quindi 4 giorni in più), e rimangono invariati quelli per votare. Se però dopo 14 giorni i brani rimarranno quelli, non ci saranno ulteriori prolungamenti e si passerà direttamente alle votazioni.

Sistema di votazione

Tutti gli utenti, partecipanti a non, hanno il diritto di esprimere preferenze per il brano che preferiscono, ma ovviamente chi partecipa non può votare il suo stesso brano.
Il voto dovrà essere espresso in un apposita lista coi titoli dei racconti.
La fase delle votazioni durerà 5 giorni, e si potranno dare fino a 2 preferenze (non obbligatorie, si potrà votare anche un solo brano).
Nel caso in cui vi siano più brani primi in classifica a pari punti, si procederà ad un secondo turno di votazioni, durante il quale si potrà dare 1 sola preferenza. Questo, della durata di 2 giorni, vedrà confrontarsi solo i brani arrivati primi nel primo turno di votazioni.
Chi ottiene più preferenze, vince.

Lista iscrizioni

ATTENDERE

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Scritto il 29-03-2014 08:27
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Barnack

Silmaril Silmaril Silmaril
anello del potere
alleato con eldalie.it
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"ERRORE nel recupero dati. Ricaricare la pagina"

There was Eru the one, who in Arda is called Ilùvatar, ...
Non contaminerò mai il mio computer con i dati incorretti di wikipedia

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Scritto il 02-04-2014 14:59
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nico96

Silmaril Silmaril Silmaril
anello del potere anello del potere anello del potere
alleato con house_of_feanor
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Riusciamo a trovare un quinto partecipante?

"Possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso"(Gandalf a Frodo in ISDA-La Compagnia dell'Anello)

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Scritto il 03-04-2014 20:31
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nico96

Silmaril Silmaril Silmaril
anello del potere anello del potere anello del potere
alleato con house_of_feanor
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Con questo concorso sto cercando di attivare un po' il forum, di fare qualcosa che coinvolga tutti, peró se solo in 3 (me escluso) collaborano partecipando, allora ditemi, cosa lo ho fatto a fare 'sto concorso con Gianluca? Che vi costa partecipare? Che razza di concorso è se partecipano solo in quattro?

"Possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso"(Gandalf a Frodo in ISDA-La Compagnia dell'Anello)

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Scritto il 12-04-2014 13:08
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Nambarad


alleato con elanor
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io ci provo! non mi sono mai presentato ufficialmente

Ma il racconto deve vertere sulla speranza in Tolkien o è un contest dove è richiesta solo la pratica scrittoria ?

Nambarad

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Scritto il 12-04-2014 14:18
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Gianluca Comastri

foglia di Laurelin
Silmaril Silmaril

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Domande da Facebook
Dal celebre social, riporto un paio di quesiti per nico:
1) le composizioni dovranno essere esclusivamente narrative?
2) dovranno riguardare il nostro autore?
Alla seconda ho già premesso il "no".





«Scoprirai tutti i segreti pensieri dell'Uno, e t'avvederai che essi sono soltanto una parte del tutto e tributari della Sua gloria»

«...dopotutto Tolkien non ci insegna a rifiutare il mondo, anche se esso ha delle brutture, ma ad amarlo e a cercare sempre quello sforzo sovrumano per portare alla luce ciò che di bello c'è nell' universo e in noi» [Fram figlio di Frumgar]

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Scritto il 12-04-2014 17:50
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nico96

Silmaril Silmaril Silmaril
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alleato con house_of_feanor
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1 il racconto dev'essere narrativo 2 non deve riguardare Tolkien 3 deve essere qualcosa di originale 3 il tema...è ad ampio respiro, lascia molto spazio alla creativitá.

"Possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso"(Gandalf a Frodo in ISDA-La Compagnia dell'Anello)

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Scritto il 12-04-2014 19:21
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nico96

Silmaril Silmaril Silmaril
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Nambarad il 12-04-2014 14:18 ha scritto:
io ci provo! non mi sono mai presentato ufficialmente

Ma il racconto deve vertere sulla speranza in Tolkien o è un contest dove è richiesta solo la pratica scrittoria ?

Nambarad


Pratica scrittoria.

"Possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso"(Gandalf a Frodo in ISDA-La Compagnia dell'Anello)

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Scritto il 12-04-2014 19:27
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cantilsaraton


alleato con house_of_gilgalad
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Rieccomi tornato dopo anni!! bella l'idea del concorso, io ci sono!! ma come si fa mettersi nella lista??

cantilsaraton

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Scritto il 13-04-2014 10:23
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cantilsaraton


alleato con house_of_gilgalad
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ok ho capito come!

cantilsaraton

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Scritto il 13-04-2014 10:26
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nico96

Silmaril Silmaril Silmaril
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alleato con house_of_feanor
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Siori e siore, il concorso partirà Lunedi 14/04 alle 21:00 e durerá fino alle 21:00 di Giovedí 24/04.

Ergo, avete ancora fino alle 21:00 di domani per iscrivervi.



"Possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso"(Gandalf a Frodo in ISDA-La Compagnia dell'Anello)

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Scritto il 13-04-2014 22:33
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nico96

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Concorso iniziato!

Tema: La speranza.

Ora sfogatevi.

"Possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso"(Gandalf a Frodo in ISDA-La Compagnia dell'Anello)

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Scritto il 14-04-2014 22:43
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cantilsaraton


alleato con house_of_gilgalad
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Per il concorso di Scrittura Creativa, ecco qua: si intitola l'Inizio

L’inizio

Il Re non era soddisfatto. Proprio per niente.
Fra poco ci sarebbe stata quella cerimonia, e lui non voleva fare brutte figure. Lui odiava le brutte figure.
E, soprattutto, detestava essere pronto e organizzato sempre prima degli altri. Non che gli dispiacesse; amava fare le cose prima di tutti, e arrivare con largo anticipo agli appuntamenti… ma pretendeva che gli altri si conformassero a lui.
Accidenti. Non era forse il Re?
E non era nel suo diritto di fare… di fare…
Che strano… non sapeva cosa doveva fare. Era una cosa molto buffa che gli capitava spesso; non sapeva perché fosse Re, e perché tutta quella gente gli girasse attorno. Sapeva che era così, e per lui era sufficiente.
Anche se più passavano i giorni e più si fermava a rifletterci sopra… c’era qualcosa di strano, e…
“Mio Signore! Mio Signore!”.
Il Re si irrigidì, e di colpo dimenticò tutte le sue riflessioni.
Lei era arrivata, dunque. E come al solito portava scompiglio.
Il Re aveva il viso livido di rabbia , ora; non sapeva come era stato possibile convincerlo a sposarla!
Per la verità non ricordava neanche quando fosse successo; sapeva solo che era così, e questo bastava. Ne aveva abbastanza di lei, però; era ora di farle aprire gli occhi.
Distolse lo sguardo dallo specchio, e si girò verso di lei, cercando di fare la faccia più austera che gli riuscisse.
“Donna - le disse severamente - ne ho abbastanza dei tuoi strepiti! Oggi è il Grande Giorno, e assolutamente dobbiamo brillare di fronte a tutti. Oggi più che mai. Quindi - tornò a girarsi verso lo specchio - confido che ti comporterai con dignità e decoro. Hai qualcosa da aggiungere?”.
Lei stava per dire qualcosa, ma il tutto le morì sulle labbra… e gli occhi le si riempirono di lacrime.
Erano anni che era così… quel maledetto muro che si frapponeva fra loro non aveva nessuna intenzione di scomparire.
Anzi, sembrava aumentare ogni giorno di più.
Deglutì. “No, mio signore - rispose, con voce tremante - sarò decorosa, secondo i vostri desideri. Sarete orgogliosa di me!”. Aveva un carattere allegro, e nonostante la miseria e la tristezza della sua vita, non riusciva proprio a perdere la sua vera essenza.
Ed era l’unica cosa che la tenesse in vita.
“Questo potrebbe non essere nei miei desideri”, le disse minacciosamente, e se ne uscì superbamente dalla stanza.

Il ragazzo voleva avvicinarsi a lei, ma si bloccò. Esitava a farle notare la sua presenza, perché capiva da quanto tempo ormai lei si trovasse in quella situazione, e ne soffriva enormemente.
Aveva sempre avuto un animo gentile - conservarlo in quell’orribile posto era stata davvero un’impresa - e spesso le sofferenze delle persone che amava se le trovava inevitabilmente sulle spalle.
E lui amava quella eroica e infelice fanciulla.
Avrebbe voluto strapparla a quell’infelice destino, condurla in luoghi lontani pieni di profumi inebrianti, farle respirare la… la… come si chiamava? Gli sfuggiva.
Che strano, pensò. Non era la prima volta che qualcosa che sapeva di avere bene in mente gli sfuggiva poi dalla mente; eppure non una delle sue mansioni erano svolte male… si ricordava ogni piccolo dettaglio alla perfezione.
Eppure, quando si trattava di dare voce a certi pensieri, a esprimere certi concetti, a ricordarsi della sua vita e della vita delle persone in quell’infelice luogo… sopraggiungeva l’oblio.
Eppure, non poteva fare a meno di rifletterci su. Sentiva che nella sua vita, nella vita di tutti loro che vivevano lì, esisteva un terribile segreto che essi avevano dimenticato. E presto sarebbe esploso davanti ai loro occhi.
Se lo sentiva nelle ossa.

Il Mago sorrise. Mancava così poco.
L’evento di quel giorno - l’ennesimo ripetitivo cerimoniale - sarebbe stato il suggello di tutto ciò che aveva fatto finora.
E avrebbe vinto. Senza alcun dubbio possibile.
Un piano lungo, laborioso e a volte frustrante… ma alla fine lui aveva visto giusto. Aveva fatto la scelta giusta. E ora, il tocco finale.
Tirò fuori dal suo cassetto personale la pietra blu che portava sempre al collo in tutte quelle cerimonie, e se la mise addosso.
La pietra emanò una luce sinistra e gli occhi del Mago brillarono. Era pronto.
Lo sentì arrivare - ormai aveva imparato a memoria i suoi passi - e sorrise.
L’ultimo tassello della sua opera era destinato a compiersi, quel giorno… e quel cieco e ingenuo Re sarebbe stato ancora una volta l’inconsapevole artefice di tutto.

Di nuovo, inesorabilmente, era tutto pronto.
Il Re entrò nel padiglione dai mille colori, e si sedette, guardando furiosamente la Regina che si ostinava a guardarsi attorno, e a salutare la plebaglia.
Non cambierà mai, si disse. E lui ormai ne aveva abbastanza.
Lei si accorse del suo sguardo, e abbassò la testa per nascondere le lacrime, sedendosi pesantemente.
Il ragazzo la vide, e scacciò la rabbia che gli saliva in corpo per l’ennesima umiliazione di quella solare e gentile regina… come si poteva permettere che un essere così nobile vivesse nelle grinfie di un Re così insensibile e grossolano?
Ma lui chi era, per intromettersi? Era solo un semplice intendente.
Eppure… eppure erano tre giorni che la sua mente si faceva delle domande; domande che di solito non si poneva mai.
Aveva osservato il Re; ebbene… sembrava avere la sua stessa età.
Lui non ricordava bene quanti anni avesse; ma non era questo il punto.
Il punto era che... che sentiva che il suo passato avrebbe dovuto raccontare molte storie, riguardo a se stesso, e a tutti quelli che vivevano in quel malinconico Reame.
Qualcosa nel suo cuore pulsava, dolorosamente e fortemente, quando la sua mente si apriva.
Di solito, faceva ciò che era suo dovere, e basta… ma da qualche giorno le cose erano cambiate.
E non aveva intenzione di smettere. Sentiva che avrebbe avuto presto molte risposte.
Un brusio lo riscosse dai suoi frenetici pensieri. Quel brusio, anzi.
Ormai era tristemente familiare.
Le impassibili guardie portarono l’uomo. L’uomo a cui era toccata in sorte la cerimonia.
Il ragazzo rabbrividì, e il suo cuore si contorse dolorosamente, pensando a quando era toccato a sua sorella. E il dramma era che non ricordava perché era toccato a lei. Era successo e basta, e questo sarebbe dovuto essere sufficiente.
Ma non era così. Lui sentiva che tutto questo era un’enorme ingiustizia… ma ancora c’era una buia oscurità che gli impediva di trovare il perché di tutto questo.
Si concentrò sulla tremenda scena che stava per accadere. Vide l’uomo, coperto solo di pochi stracci insanguinati, tremare dal freddo; vide il Re alzarsi pesantemente e solennemente; lo vide lanciare un’occhiataccia alla Regina che subito si alzò sussultando; vide il Mago avvicinarsi al Re. Lo vide poggiargli una mano sulla spalla. Il Re si rivolse all’uomo inginocchiato ai suoi piedi, e disse semplicemente: “Ripeti”.
L’uomo era scosso dalle convulsioni; evidentemente aveva già la febbre alta, e stare lì in quella posizione e con quei miseri cenci non faceva che peggiorare la situazione.
Non rispose quindi subito, e il Re divenne paonazzo dall’ira.
Lanciò uno sguardo di fuoco alle guardie, che cominciarono a bastonare il poveretto.
Il ragazzo era sdegnato, e avrebbe voluto intervenire. Ma era la cerimonia… quindi forse era giusto così.
“Basta! Fate basta!”. Era la Regina.
Il Re sembrò scoppiare. “Donna - disse minacciosamente - stai attenta a quello che fai”.
Lei sembrò che neanche lo udisse. Con stupore di tutti, si tolse la sua pelliccia dorata e la mise sulle spalle dell’uomo. “Ma non vedi - disse - come è malato? Non riuscirebbe mai a recitare tutta la solfa che ogni volta propiniamo a qualcuno! Succederebbe come a tutti gli altri… morirebbe ben presto. E mi chiedo con quale cuore ogni volta ordini questa triste parata. Non sappiamo neanche se lui e tutti quelli prima di lui erano colpevoli o no”.
“Mia signora - disse mellifluamente il mago - poni un freno alle tue parole; devo forse ricordarti che questa è la Cerimonia? Da anni si svolge, e la Commissione presieduta da me indica chi ne sarà il protagonista. E ogni volta, il Re si è trovato d’accordo con le prove schiaccianti che gli ho portato. Non c’è nulla da discutere, mia signora; egli è colpevole, e morirà comunque… con o senza la tua pelliccia”.
“E chi ci assicura che la Commissione sia nel giusto? Essa non ha risparmiato niente e nessuno: nobili e popolani, mercanti e guerrieri… e niente che ci venga detto sul Perché. Io sono stufa di vedere morire il mio popolo, sono stufa di vedere la tristezza in questo maledetto Regno, sono stufa della durezza sua - indicò il Re, che sbiancò in volto - e sono stufa delle tua arroganza. Chi ci dice che tu sia nel giusto?”.
Il Mago non sembrò perdere la sua sicurezza. “Sono un Mago, sono il Mago - rispose - e da anni dirigo questa Commissione. Ma non meriti neanche che io sprechi il mio tempo per risponderti; le tue parole e le tue azioni ti condannano. E penso che il mio Sire sia d’accordo con me”. Gli lanciò uno sguardo sfuggente, e il Re si affrettò ad annuire. “Ho cose ben più importanti da fare che stare a rispondere alle tue ennesime follie, donna - gridò - È l’ora di farla finita con te”. Girò lo sguardo verso il Mago, come per avere la sua approvazione.
E in quel momento, il ragazzo notò un particolare.
Qualcosa scattò nella sua mente, e il suo cervello prese a girare freneticamente.
E gli sembrò di vedere una luce oltre il buio.

Ricordò un tempo, e gli sembrò lontano anni luce.
Un tempo dove c’era il sole. E come per magia, il ricordo di quel sole gli illuminò del tutto la mente, strappandogli via quell’invisibile maschera che aveva addosso.
Ricordò chi fosse. E questo lo sconvolse per un attimo… ma poi il perché di tutte le sue strane sensazioni di quegli ultimi giorni. Lui sapeva.
“Rèbel”, sussurrò, quasi stupendosi di poterlo di nuovo pronunciare. Il suo nome.
E quella consapevolezza cambiò tutto.
“Mago”. Quelle parole gli uscirono così facili… per tanto tempo gli aveva provocato terrore il solo pensare a quelle quattro lettere.
Ma ora ricordava. Ricordava tutto.
Il Mago si girò, e lo squadrò con fastidio. “Che vuoi, ragazzo? - disse - E abbassa il tono. Sai bene chi hai di fronte”.
“Certo - disse Rebel, con un tono fiero che stupì tutti - se fossi quel misero, infelice e timido inserviente che tu hai contribuito a plasmare, dovrei chinare il capo in fretta. Ma non lo farò. So bene chi sono, per tua immensa sfortuna”.
Seguì uno strano silenzio, quasi di terrore: tutti ne erano permeati, come se quello che stava dicendo potesse far cadere tutti dentro un nero pozzo senza fondo. “Strano - pensò Rebel, accorgendosi di quell’atmosfera - la verità è spesso la cosa più terribile. Ma io non la temo più”.
Scese i gradini della tribuna, e si mise davanti alla regina, sorridendole. Aveva trovato il coraggio anche per quello. Lei lo fissò, e qualcosa di strano la fece rabbrividire. Era come se potesse vedere per un fugace attimo le quinte di un misterioso ma allo stesso tempo familiare palcoscenico. E aveva una tremenda paura che quel sipario si richiudesse per sempre.

“Ho una storia da raccontare - disse Rebel - è lunga, ma interessante, Mago. E credo che a tutti possa piacere. Poi potrai continuare nelle tue cerimonie, se così ti piace”.
Il Mago gli sorrise con disprezzo. “Basta che non ci metti troppo - disse - abbiamo di meglio da fare che sopportare le esibizioni di un paggio annoiato”.
“Soddisferò tutti, vedrai, mio signore”, disse Rebel, senza recedere da quella nuova fierezza.
“Nessuno di noi è quello che crede di essere”, disse con un tono glaciale. Il silenzio attorno a lui ora si poteva quasi toccare con mano.
“Mi chiamo Rèbel, e un tempo sapevo molte cose di questo posto”. Alzò lo sguardo per comprendere in un sol momento tutto ciò che lo circondava.
“Il Re ero io.”. Cadde un silenzio attonito e ostinato. Molti chiaramente cominciavano a pensare che fosse pazzo, ma lui non se ne curò.
“Sì, ero io - ribatté con maggior decisione - e ora vi dimostrerò che ho ragione”. E così, con calma e freddezza glaciale, cominciò a raccontare la storia del Palazzo e della loro terra, ricordando quando e come era stata fondata, e le guerre e i dolori che aveva dovuto sopportare.
Descrisse le stanze piene di quadri e statue rare e meravigliose, degli archivi del Palazzo, dei trattati con i popoli vicini, delle fastose cerimonie che i vari Re avevano svolto in innumerevoli anni.
E raccontò di lei.
La Regina Nylèn - lei sussultò e sorrise tremando nel risentire il suo nome obliato - Ricordò a tutti di quando era giunta a Palazzo, di come il suo carattere allegro ma allo stesso tempo saggio e profondo l’avesse subito rapito, e di come la sua originalissima voce avesse conquistato ben presto lui e tutti loro.
Non negò la difficoltà sempre crescente nel regnare, né le lotte che aveva intrapreso e quelle che sarebbero dovute venire.
Ma oltre alla regina, aveva suo fratello e sua sorella a fianco, e la sua forza aumentava.
“Eppure - sospirò - accadde che Rìmil, mia sorella, sparì. Ora rammento tutto, non dubito di come avvenne. Con quest’assurda cerimonia di oggi. Già all’epoca ero diventato quel misero paggio.
E ora, eccoci, tutti noi, un intero Regno!, ci prestiamo a questa insulsa buffonata! Volete sapere il perché?”.
Erano ammutoliti tutti. Rebel, guardando i loro occhi fissi nei suoi, capì che avevano finito di prenderlo per un folle, e lo imploravano di continuare.
Guardò Nylèn, che gli strinse la mano, sorridendo.
Allora non ebbe più dubbi di sorta.
“Il Mago - puntò il dito con durezza - si chiama Ifil, e a lungo fu esiliato da mio padre. Si diceva che non fosse proprio un’eccellenza nel suo campo”.
La gente tirò fuori qualche sorrisetto sarcastico. Ifil divenne rosso di rabbia, ma era come incantato anche lui da quella voce… stava perdendo tutta la sua arrogante sicurezza.
“E lui - continuò Rebel - ne combinò di grosse, e per evitare altre grane mio padre lo mandò in giro per il mondo. Un giorno - che sia maledetto! - tornò… e io decisi di fidarmi di lui, sperando che il suo esilio avesse dato frutti.
Li aveva dati, ma non nel senso che speravo io.
Tornò trasformato, sicuro e tremendamente arrogante; in tutto voleva sempre avere l’ultima parola, finendo per decidere sempre lui ogni cosa. E spesso lo vedevo confabulare animatamente in compagnia di mio fratello, che ben presto cambiò divenendo chiuso e terribilmente preciso, lui che era sempre stato uno spirito libero.
E alla fine, mi svegliai un giorno… con il buio nella mente.
Sapevo solo che dovevo fare. Agire. Pulire. Obbedire.
Fu l’inizio dell’incubo per tutti noi”.
La gente cominciò a montare un’enorme brusio. Tutti si avvicinarono costantemente a Rebel e alla Regina, fissando con occhi minacciosi il Re e il Mago.
Ifil sentiva che l’equilibrio si stava spezzando, ma lui aveva ancora la sua carta da giocare, perché il centro del suo segreto ancora non era stato scoperto.
Bastava solo attivare di nuovo, in un modo ancor più potente, la sua magia, e…
“Non è tutto”. Sussultò. Rebel riprese a parlare, e il Magò sentì il cuore venirgli meno.
“Sapete perché il buio dentro di me se ne è andato?”. Fece una pausa, e sentì che tutti quasi si sporgevano fisicamente verso di lui.
“Perché - riprese, con voluta lentezza - ho visto un particolare… è come quando si nota una cosa evidente, ma che per tanto tempo passa quasi inosservata. E ci stupiamo di come sia potuto accadere”. Si allontanò da tutti loro, e si avvicinò al Mago.
Si fissarono per qualche minuto negli occhi, e le verdi pupille di Rebel non ebbero più dubbi: ormai l’aveva in pugno.
Con uno scatto repentino, strappò il medaglione dal collo del mago, e con rabbia lo frantumò gettandolo per terra.
Un acre fumo avvolse tutti, e ammorbò l’aria… ma durò lo spazio di un attimo.
Subito dopo apparve un sole caldo e accecante. Era tanto tempo che non vedevano uno spettacolo del genere..
Il Mago crollò per terra, respirando affannosamente. Rebel lo ignorò, e si rivolse al fratello. “Rasel - disse, gustando di nuovo il suono di un nome - come vedi, anche il tuo oblio è finito. Quel medaglione imprigionava tutti noi, tutti i nostri ricordi, tutta la nostra consapevolezza, tutti i nostri sentimenti… la paura ci governava, la paura di dover fare qualcosa ad ogni costo, per non sentire il vuoto. Ma ora… ora tutti ricordiamo chi siamo! - urlò, rivolgendosi a tutti - e possiamo ricominciare… come prima. Andando avanti!”.
Un applauso scrosciante fece tremare tutta l’area, e Rebel sorrise. Era tanto che non vedeva sorridere, e che non sorrideva lui stesso. Guardò la Regina, e il suo cuore fece un balzo. Lei sorrise a sua volta, e tanto bastò.
“E di lui che ne facciamo?”, disse Rasel, trovando finalmente il coraggio di parlare.
Rebel riflettè. Avrebbe voluto che morisse all’istante, avrebbe voluto incenerirlo… L’odio lo stava pervadendo.
“Io ho un’idea”, disse la Regina, con gli occhi che le brillavano.
Rebel la guardò, e attese. Lei era nella fase che lui spesso si era divertito a definire “compositiva”. Stupiva sempre tutti, in quella fase. Più del solito, comunque.
“Facciamogli provare quello che abbiamo passato noi, vedendo i nostri amici e le persone che amiamo soffrire al freddo. Ma - disse - adesso c’è un bel sole. Lasciamolo senz’acqua. Chissà che non capisca cosa ha provocato a tutti noi. Forse potrà cambiare”.
Rebel annuì, e sorrise. Eccola, la Regina dei suoi sogni. Tenace e dura, se necessario, ma dal cuore gentile e speranzoso.
Non ci fu bisogno di parole. Lentamente, tutti tornarono alla proprie case, e alla propria vita. Nessuno di loro sarebbe stato quello di prima, questo era certo.
Ma quella lunga era di buio aveva forse rafforzato la loro intima natura, e essi sarebbero stati molto più tenaci e resistenti di prima.
Nessuno degnò di uno sguardo il Mago, nemmeno Rasel; e non lo faremo neanche noi.
Rebel e Ylèn furono gli ultimi ad andarsene.
Il lungo buio era stato straziante, ma il Re sentì che non era bastato a separarla da lui.
Quello che era accaduto non si poteva cambiare, ma ora il loro legame era più forte; sapevano cos’era accaduto, e avrebbero condotto quel regno su vie sicure; non sarebbe stato facile, ma ci sarebbero riusciti.
Il Re chiuse gli occhi. Era provato, non era stato uno scherzo andare contro un Mago, anche se ridicolo e vergognoso. Lei lo guardò, e sospirò.
“Rebel - disse - apri gli occhi”. “Cosa?”. “Apri gli occhi”.
Lui lo fece, fissando quegli occhi brillanti, di un castano chiaro con riflessi verdi. Occhi magnetici.
“So perché li chiudi - disse lei infine - Ma non pensare a quello che è successo. La tua intelligenza e la tua curiosità hanno salvato tutti noi. L’hai conservata anche da paggio”. Rise.
“Certe cose non vanno via”, disse Rebel. “No - rispose lei, seria - ma avendole vissute, sono andate. E sappiamo cosa ci hanno insegnato. Sta a noi scacciare la paura che ritornino. Noi ora siamo più forti”. Gli strinse le mani, e lo tenne a sé.
Lui annuì a lungo, e tenne gli occhi aperti.




cantilsaraton

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Scritto il 15-04-2014 10:32
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Ingwë

Silmaril Silmaril Silmaril
anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere
alleato con house_of_earendil
Eldalie Milano - Oromandi Endoreo
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09-01-2011
Località:
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198
Scusate tanto, ma mi sa tanto che a questo giro mi tocca saltare. Sono via in vacanza per il ponte di Pasqua, non sono a casa mia. Mi riesce un po' difficile mettermi a scrivere e non ho una connessione stabile, solamente il 3G del cellulare (tant'è che ho appena scoperto che il concorso era già iniziato )
I'm sorry



scritta in caratteri tengwar:  Onen i-Estel Edain, ú-chebin estel anim - Gilraen

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Scritto il 24-04-2014 14:23
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romarie

foglia di Telperion
Silmaril
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Heren Istarion
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A questo punto si può solo sperare che,per dirla con Shakespeare, non sia stato solo "Molto rumore per nulla".

"Per me tutto quello che faccio fa parte del medesimo sforzo: vivere con consapevolezza."by Viggo Mortensen

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Scritto il 04-05-2014 11:17
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Gianluca Comastri

foglia di Laurelin
Silmaril Silmaril

alleato con Eru
OperatoriRaminghiHeren IstarionTolkien 2005Eldalië Bologna - Mindoni EldaCompagnia del CannelloComitato Anti-K
Registrato il:
22-11-2002
Località:
Bologna
Post:
4146
romarie il 04-05-2014 11:17 ha scritto:
A questo punto si può solo sperare che,per dirla con Shakespeare, non sia stato solo "Molto rumore per nulla".

C'è chi troverebbe modo di goderne, presumo.





«Scoprirai tutti i segreti pensieri dell'Uno, e t'avvederai che essi sono soltanto una parte del tutto e tributari della Sua gloria»

«...dopotutto Tolkien non ci insegna a rifiutare il mondo, anche se esso ha delle brutture, ma ad amarlo e a cercare sempre quello sforzo sovrumano per portare alla luce ciò che di bello c'è nell' universo e in noi» [Fram figlio di Frumgar]

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Scritto il 04-05-2014 11:27
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