Eldalie.it - Forum

RSS Forum di Eldalie [in lavorazione]
[Go]


Ho dimenticato la password
Iscritti online sul forum:
 
  1. ATTENZIONE: LAVORI IN CORSO
La leggenda di Heryatur - Una fiaba Valinoreana per grandi e piccini
Pagina 1 di 1. Vai a pagina 1
AutorePost
Pagina 1 di 1. Vai a pagina 1

Mildir

Silmaril Silmaril Silmaril
anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere
alleato con Lorien
Registrato il:
13-10-2008
Località:
N/A
Post:
954
La leggenda di Heryatur - Una fiaba Valinoreana per grandi e piccini
Ogni più vero appassionato del mondo di Tolkien avrà sicuramente fantasticato sulla Terra di Mezzo, su Númenor o perfino su Valinor, nonostante poco ci venga narrato di quest'ultimo regno del mondo secondario...
Vi sarete sicuramente chiesti quali potessero essere gli aspetti della vita quotidiana - in un luogo qualsiasi di questa affascinante dimensione - di cui l'autore non ci ha parlato o di cui tratta in modo vago e approssimativo...
Quanti di voi si sono chiesti come potesse suonare una fiaba narrata ai bambini, mettiamo caso, della Contea ?
Avrebbe probabilmente parlato di orchi cattivi e di eroi Hobbit che li sconfiggevano con l'astuzia, rifacendosi forse a quegli eventi che videro coinvolti Sturoi, Pelopiedi e Paloidi menzionati ampiamente nel prologo del Signore degli Anelli...
Ed ecco... io, che sono più un tipo da Lórien che non da Casa Baggins (a parte per la dispensa, quella ogni tanto la visiterei...), mi sono invece chiesto che aspetto potesse avere una fiaba raccontata ai piccoli Eldar nati in Valinor.

Una parte di me pensava che scriverne una sarebbe stata impresa ardua (a meno di non volersi rifare alle storie del Silmarillion, che tuttavia non riterrei "materia da fiaba per bambini" più di quanto non lo siano l'Iliade e l'Odissea di Omero per i nostri bambini), ma un'altra parte di me (la mia dose di follia ? Forse ! ) mi ha fornito la risposta.
Ve la incollo qui a seguito di una breve legenda, resa opportuna dal fatto che nella fiaba compaiono alcuni (pochi) termini chiaramente NeoQuenya.

Legenda dei nomi comuni e propri NeoQuenya:


Spoiler : mostra/nascondi


Siccome la legenda potrebbe contenere vaghi cenni al finale della fiaba... la metto sotto spoiler !
Ed ecco a voi la fiaba !

LA LEGGENDA DI HERYATUR

(Una fiaba Valinoreana per grandi e piccini)


Già Anar era sorto, ma ancora gli Ataner non solcavano la quiete delle profonde valli di Arda, quando le giovani foreste che la guarnivano tutta iniziarono a echeggiare del lesto fervore degli scoiattoli.
Essi erano piccole creature, più inclini all’eleganza e all’elusività che non alla brutale robustezza.
Vivevano sugli alberi, celandosi nel verde dei capelli della flora, protetti da qualsiasi creatura i cui occhi fossero alla ricerca di una preda.
Di nessun predatore gli scoiattoli temevano lo sguardo, quand’anche si posasse su uno di loro.
Il leone di pianura non avrebbe potuto avventurarsi fin sui rami degli alberi: Portava troppo peso.
Né il falco solcabrezza avrebbe mai potuto calarsi nel fogliame facendosi strada fra i suoi fitti strati: Ne portava troppo poco.
Nel loro regno di grovigli e ramoscelli essi sempre danzavano senza timore né bisogno, i piccoli corpi aiutandosi a mantenere un immancabile equilibrio grazie alla loro folta, lussureggiante coda.
Ma, fra tutti, ve ne era uno così abile a destreggiarsi fra le vie di questo regno, che il suo nome risuonò presto in ogni angolo della foresta: Heryatur, il signore esperto, egli veniva da tutti chiamato.
Eccelleva nel salto e nella corsa, sempre faceva mostra delle sue capacità, destando generale ammirazione e invidia, e ben presto l’ebbrezza che tutto questo gli dava lo fece sentire potente.
Heryatur si disse certo, parlando un giorno innanzi a quelli del suo popolo, che con le sue abilità avrebbe potuto conquistare la pianura che si stendeva nuda sotto ai pilastri del bosco.
Anzi, affermò, quel mondo avrebbe dovuto appartenere di diritto alla stirpe degli scoiattoli.
Non era forse assai più facile da penetrare e da percorrere dei tortuosi e temerari sentieri che univano fra loro gli alti troni di fogliame?
Cosa mai avrebbero avuto da temere gli scoiattoli, provetti viaggiatori di tali ardue vie?
La voce di Heryatur dunque si levò, e molti fra i suoi simili che da sempre - pur se in segreto - avevano bramato il dominio dei luoghi calpestati da leoni e lupi, si unirono a essa.
Ed essi si offersero di seguire Heryatur, eleggendolo loro capo.
A lungo da quel giorno si esercitarono in ogni sorta di acrobazia, accrescendo la loro prestanza con l’intento di eguagliare il loro maestro.
Tutta la stirpe degli scoiattoli lodava e prendeva a modello gli Herildi, come li chiamavano, ossia “coloro che sono maestri”.
E un mattino - tutti per sempre lo avrebbero ricordato - Heryatur e gli Herildi scesero dagli alberi, abbandonando l’ancestrale rifugio della loro specie e mettendo per la prima volta piede nel mondo sottostante.
Si inoltrarono nella pianura, i cuori leggeri, gli sguardi fieri, correndo attraverso prati sconfinati per dimostrare a tutti quanto potenti erano diventati.
Incontrarono dopo qualche tempo un leone che vagava solitario: Senza perdersi d’animo, lo accerchiarono e lo uccisero, valendosi del loro maggior numero.
Ma mentre già si rallegravano della loro impresa, proclamando se stessi dominatori del nuovo mondo, l’anima del leone salì nel cielo, arrivando a toccarne le più alte vette.
Lì, nelle inarrivabili ed arcane cerchie di Vaia, essa percepì il tocco del grande e onnipresente spirito di Ilúvatar.
Sebbene smarrita e spaventata, la piccola anima chiese giustizia, piangendo per la morte del corpo che aveva amato e abitato.
Ma l’Uno chiese: “Ciò che tu aneli non è forse già presente nel mio regno?”
E l’anima rispose: “Sono calati dagli alberi e mi hanno ucciso. Né io né alcuno fra i miei simili avevamo mai osato tanto nei confronti del loro popolo. Anche se avessimo voluto l’impresa sarebbe stata al di là delle nostre forze, mentre le loro sono bastate a compierla a nostro danno. Dove è dunque la giustizia? Chiunque fra i miei fratelli voglia vendicare la mia morte non potrà farlo, poiché basterà al nemico rifugiarsi nelle alte chiome e nessuno potrà toccarlo. Ma loro, gli scoiattoli, potranno scendere da quel rifugio in qualsiasi momento… per uccidere quelli della mia schiatta, dove e quando lo vorranno”.
A queste parole l’Uno replicò: “Ciò non è bene. Farò in modo che anche la tua stirpe possa fare a loro ciò che loro le hanno fatto, affinché nessuna delle due possa consumare l’altra senza venire consumata a propria volta”.
E così Ilúvatar creò i gatti, dei fratelli minori per i leoni, ma dei validi alleati sempre pronti a portarne la ferocia fin sui più alti rami degli alberi.
E quel giorno il primo branco di gatti assalì il regno degli scoiattoli: Fulmineo ed imprevedibile fu il loro attacco, lasciando dopo di sé innumerevoli vittime e ancor più innumerevoli lacrime.
Volle il destino, tuttavia, che un gruppo di coraggiosi isolasse uno degli assalitori, circondandolo.
Nel tentativo di salvarsi la vita il gatto spiegò che il massacro era avvenuto in nome della giustizia, per compensare la perdita del grosso leone di cui egli si considerava amico e servitore.
Allora tutti capirono che molti innocenti avevano pagato con la vita il prezzo delle azioni sconsiderate di Heryatur e degli Herildi.
La loro rabbia sbollì, al punto che lasciarono andare il gatto che avrebbero volentieri ucciso, e la pena e lo sgomento invasero i loro cuori.
A lungo meditarono su quanto era accaduto, e giunto che fu il nuovo mattino essi decisero l’ineluttabile: Avrebbero bandito per sempre Heryatur e i suoi seguaci dal loro regno, per preservarne la vita e l’integrità.
Nulla poterono gli Herildi e il loro capo contro questa decisione: Sebbene fossero numerosi essi erano pur sempre una piccola parte dell’intero grande popolo degli scoiattoli.
Anche se si fossero opposti non avrebbero mai potuto, da soli, riconquistare con la forza le loro antiche, verdi e sussurranti dimore.
Non restò loro che abbandonarne la sicurezza per sempre, esiliati dai loro stessi fratelli a causa della sciagura che avevano portato su tutta la specie.
Heryatur si offrì di guidarli in luoghi sicuri, ma essi più non nutrivano fiducia nei suoi confronti e, lasciatolo solo, si dispersero fra le verdi onde dei prati ai confini del bosco.
Vagarono a lungo in coppie o da soli, scoprendo che il mondo era vasto, diverso da ciò che avevano immaginato e pieno di terrori.
Compresero infine che non avrebbero mai potuto dominarlo, nemmeno uniti e sotto la guida di Heryatur, come all’inizio avevano pensato.
Vi era infatti un gran numero di leoni, di lupi e di gatti, mentre loro erano pochi, soli, deboli e vulnerabili.
Furono presi dal terrore e non avendo un luogo in cui ripararsi iniziarono a scavare delle buche nascondendovisi tremanti.
Fu un rimedio disperato, ma nondimeno funzionò: Rimanendo nelle tane che avevano scavato, uscendone soltanto nelle ore notturne - nel tentativo di celarsi alla vista dei numerosi predatori - per procurarsi cibo e acqua, riuscirono a scampare alla morte per lungo tempo.
E sebbene non fosse più facile come prima, ma anzi faticoso e per nulla conveniente, generarono prole.
Ma i loro figli, e i figli dei loro figli, subirono una profonda trasformazione che li rese irriconoscibili ai padri: Le maestose code, infatti, divennero sempre più corte fino a sparire e le piccole orecchie si allungarono smisuratamente.
Essi, infatti, non avevano più bisogno di usare la coda per mantenere l’equilibrio correndo sui rami degli alberi.
Al contrario, la sua vistosità sarebbe stata uno svantaggio, rendendoli più visibili agli occhi delle altre creature.
E un leone o un lupo che avesse voluto catturarli avrebbe potuto farlo molto più facilmente afferrandoli per la coda.
Inoltre, non potevano più valersi dell’altezza dei verdi troni della foresta per avvistare da lontano gli eventuali nemici: La loro sola speranza di evitarli risiedeva nell’udirli prima che arrivassero, ed ecco spiegate le lunghe orecchie.
Quando gli Eldar incontrarono gli Herildi ed i loro figli, videro innanzi a loro dei piccoli esseri spauriti, intenti a scavare buche per potersi nascondere da chi era più forte di loro.
E gli Eldar chiamarono questi esseri Hurildi, ossia “coloro che si nascondono”.
Fecero loro capire che non avevano intenzione di nuocere e che, al contrario, avrebbero voluto aiutarli a emanciparsi dalla loro triste condizione.
Allora gli Hurildi si fecero coraggio e, pur con riluttanza, indicarono ad un Elda, un tale di nome Aranwë Erundur, il luogo dove dimorava colui che tanto tempo prima era stato il loro maestro.
Egli, dissero, avrebbe potuto raccontare ad Aranwë la loro storia meglio di chiunque fra loro, perché era colui che le ebbe dato inizio.
Aranwë lo trovò nascosto nella più profonda di tutte le tane, ormai vecchio e prossimo alla morte, divorato dalla vergogna per tutto ciò che aveva causato e preoccupato che gli stessi Hurildi volessero ucciderlo per vendetta.
E Aranwë chiamò la creatura Huryatur, ossia “il signore nascosto”.
Udita che ebbe la sua storia, disse: “La tua stirpe non morirà. L’orgoglio è la sua natura e ciò che la spinse a scendere dagli alberi. Essa dunque vivrà fino a quando non potrà pienamente provarlo per comprendere che da esso fu mosso ogni suo singolo passo. Ad ogni creatura Eru offre il potere, poiché esso è rivelatore della natura di ogni cosa, creando se usato con umiltà, distruggendo se usato con orgoglio. Ed egli lo offerse a voi, che tuttavia non capiste il motivo della rovina che ne derivò. Il leone e il lupo e altre creature che provano orgoglio calcano ora il mondo, pieni di potere, per comprendere cosa le muova attraverso la distruzione che dal potere verrà. Quando esso li avrà consumati, allora voi vi ergerete, godendo del potere che bramavate quella mattina in cui correndo vi siete inoltrati nella pianura. Chi di voi lo userà con orgoglio diventerà un temibile predatore e la sua ferocia sarà ineguagliata da tutti gli esseri che ne abbiano mai espressa. Ma se qualcuno di voi volesse umilmente apprendere dal potere e da chi glielo ha donato, allora egli si risveglierà di nuovo fra i suoi antichi fratelli, i lesti e leggiadri danzatori dei boschi”.



«Tehkämme sula sovinto toinen ei toistansa viata sinä ilmoisna ikänä, kuuna kullan valkeana!» (Kalevala, Trentesimo Runo)
U+E061 U+E010 U+E02C U+E046 U+E020 U+E044 U+E02E U+E04C U+E014 U+E010 U+E040 U+E000 U+E025 U+E044 U+E010 U+E04A U+E024 U+E000 U+E040 U+E022 U+E046 U+E010 U+E011 U+E02C U+E040 U+E020 U+E046 U+E060 U+E02E U+E040 U+E014 U+E015 U+E02C U+E040 U+E020 U+E04A
U+E010 U+E040 U+E022 U+E000 U+E04C U+E014 U+E02E U+E040 U+E010 U+E02C U+E04A U+E011 U+E044 U+E002 U+E040 U+E014 U+E011 U+E040 U+E014 U+E02E U+E04C U+E022 U+E003 U+E046 U+E010 U+E02C U+E04C U+E008 U+E044 U+E011 U+E040 U+E014 U+E061 (Fëanor)


Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato

Scritto il 02-03-2018 23:48
  • clicca oer vedere il profilo di 6180
  • Cerca altri post di Mildir
  • cita questo messaggio

Mildir

Silmaril Silmaril Silmaril
anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere anello del potere
alleato con Lorien
Registrato il:
13-10-2008
Località:
N/A
Post:
954
Per coloro di voi che si chiedessero cosa significa "Vaia", ebbene non è nemmeno un termine NeoQuenya: è il nome che Tolkien dà allo strato esterno dell'atmosfera terrestre.
Giusto per non lasciare niente indietro...

«Tehkämme sula sovinto toinen ei toistansa viata sinä ilmoisna ikänä, kuuna kullan valkeana!» (Kalevala, Trentesimo Runo)
U+E061 U+E010 U+E02C U+E046 U+E020 U+E044 U+E02E U+E04C U+E014 U+E010 U+E040 U+E000 U+E025 U+E044 U+E010 U+E04A U+E024 U+E000 U+E040 U+E022 U+E046 U+E010 U+E011 U+E02C U+E040 U+E020 U+E046 U+E060 U+E02E U+E040 U+E014 U+E015 U+E02C U+E040 U+E020 U+E04A
U+E010 U+E040 U+E022 U+E000 U+E04C U+E014 U+E02E U+E040 U+E010 U+E02C U+E04A U+E011 U+E044 U+E002 U+E040 U+E014 U+E011 U+E040 U+E014 U+E02E U+E04C U+E022 U+E003 U+E046 U+E010 U+E02C U+E04C U+E008 U+E044 U+E011 U+E040 U+E014 U+E061 (Fëanor)


Segnala questo post ad un operatore | IP: loggato

Scritto il 03-03-2018 00:16
  • clicca oer vedere il profilo di 6180
  • Cerca altri post di Mildir
  • cita questo messaggio
Rispondi [ Torna al forum principale | Torna su ]

Vai a [Go]
Total: 0.030481 - Query: 0.001399 Elaborazione 0.020508 Print 0.000807 Emoticons/Tengwar/Quote 0.000952 © Eldalië.it