Chi
guarirà la Terra,
chi custodirà i boschi di Yavanna,
chi correrà per le verdi praterie di Orome
col vento che gioca tra i capelli lucenti,
chi allieterà le notti
sotto le stellate volte di Varda
col candido suono di voci squillanti?
Ecco
ogni cosa sulla Terra
piange e canta per i Primogeniti,
cantano le dure rocce e le gemme lucenti,
gli alberi dei boschi e i loro perduti pastori,
gli uccelli del cielo e i cavalli dalle criniere fluenti,
il vasto mare e i bianchi gabbiani,
l'arco di legno e l'arpa d'argento,
i placidi fiumi e i dolci ruscelli,
le alte montagne e le valli celate,
cantano i figli degli Uomini!
Il
loro Addio volerà sulle ali del vento
e giungerà sulle brezza della sera
alle brillanti sponde dell'Ovest,
la dove mai più mortale porrà piede,
la dove ciò che era è perduto per sempre.
La Terra è grigia agli occhi del perduto popolo
ma giovane e vasta agli occhi degli Uomini
pur non senza rimpianto.
Inizia
il regno degli Uomini,
sapranno essi governare ciò che Eru ha donato loro,
serberanno il ricordo dei loro antichi fratelli,
o lo getteranno via,
pasto per l'orgoglio e la follia.
Il Tempo porterà sentenza,
ma la speranza è sempre viva
là all'Ovest!
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