La Cina scopre Tolkien
di Nausica Guanetti

embra quasi impossibile che uno dei libri più venduti di ogni epoca, insieme alla Bibbia e al corpus delle opere di Shakespeare, sia rimasto, ad oggi, praticamente sconosciuto a più di un miliardo di persone. Eppure, fino a cinque anni fa, chiunque avesse pronunciato il nome di Tolkien in terra di Cina avrebbe, con ogni probabilità, suscitato nel proprio interlocutore una semplice seppur inaspettata domanda: "Tolkien chi?".

E di questo ne era fin troppo conscio Zhu Zude, vice presidente della casa editrice Yilin, che nel 1998 decise di accaparrarsi i diritti della Terra di Mezzo. A spingerlo non era stato né particolare interesse per le opere del Professore, né un miracoloso sprazzo di lungimiranza. Anzi. "Abbiamo deciso di tradurre Tolkien perchè era stato tradotto praticamente in tutto il pianeta - ha di recente dichiarato Zhu Zude - e molti la ritenevano una delle più grandi storie mai scritte". Della serie proviamo a seguire la corrente e vediamo che accade.

In realtà all'inizio non accadde un granché. Fino al 2001 in tutta la Cina vennero vendute solo un milione di copie della Triologia, inclusa un'edizione speciale contenente anche "Lo Hobbit". E se si considera il potenziale bacino d'utenza, risulta ben chiaro che non si sta parlando di un risultato eclatante.

Poi arrivò Peter Jackson.

Nel 2002, in seguito all'uscita nelle sale de " La Compagnia dell'Anello" la Tolkien mania iniziò a prendere piede e le vendite aumentarono raggiungendo il ragguardevole risultato del milione di copie vendute in poco più di sei mesi. "Non mi sarei mai aspettato che questa storia si sarebbe trasformata in un best seller - ha dichiarato Zhu Zude - l'ho sempre ritenuta un'opera dedicata a un pubblico ristretto".

Ebbene, oggi, sull'onda degli undici premi Oscar conquistati da "Il Ritorno del Re", le cose vanno ancora meglio. In occasione dell'arrivo nei cinema cinesi dell'ultimo capitolo della triologia (sullo schermo dal 15 marzo 2004) la casa editrice Yilin ha in progetto la ristampa di 10.000 copie dell'opera tolkeniana. Allo stesso tempo molte librerie del paese rimpolpano gli approvvigionamenti confidando in una nuova ondata di entusiasmo (proprio dopo la notte di Los Angeles lo Scholar Bookstore di Shanghai ha venduto più di 80 copie in una settimana). Nella grande Cina qualcosa è cambiato.

 

           
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