Quasi
certamente lo sono, soprattutto le lingue elfiche Quenya
e Sindarin. "[Queste non erano] insiemi di parole
senza senso, ma linguaggi veri e propri con reali etimi,
con regole linguistiche, inflessioni, frutto delle capacità
immaginative e filologiche di Tolkien" (Bestiario).
In ogni caso essi derivarono da una sorta di lingua “proto
elfica”, in una guisa linguisticamente corretta. [Il Sindarin
era la lingua di “tutti i giorni”, mentre il Quenya era
una sorta di “latino-elfico”; comunque, la maggior parte
dei termini elfici de Il Signore degli Anelli sono in
Sindarin. Per esempio quasi tutti i nomi dei luoghi “non
inglesi” riportati dalle mappe (Minas Tirith, Emyn Beriad)
sono Sindarin, così come il canto a Elbereth cantato
a Gran Burrone; il lamento di Galadriel è invece
in Quenya (naturale se si tiene conto del lignaggio di
Dama Galadriel [N.d.T.] ) ].
La lingua dei Rohirrim “è” una lingua vera: l'anglosassone
(inglese antico), proprio come anglosassone "è"
la loro cultura (eccezion fatta per i cavalli). Ma non
si tratta dell'anglosassone standard, per così
dire, piuttosto di un dialetto del Mercian).
La
gran parte delle altre lingue utilizzate ne Il Signore
degli Anelli sono molto più abbozzate rispetto
a quelle menzionate prima: l'Entish (la lingua degli Ent
e delle Entesse [N.d.T.]) , Khudzul (la lingua dei Nani)
e la lingua Nera (la lingua di Mordor, per esempio l'iscrizione
dell'Anello). Il Dunedano, la lingua dei Numenoreani,
fu assemblato nel 1946 quando Il Signore degli Anelli
era quasi pronto, si dice essere il quindicesimo linguaggio
da lui inventato.