In
maniera molto approfondita. La sceneggiatura fu che “senza
dubbio” gli Hobbit non potevano aver parlato l'inglese,
piuttosto parlavano una propria lingua detta Westron (ma
sovente ci si riferiva ad essa indicandola come Lingua
Corrente). Tolkien tradusse questa lingua in inglese,
che servì appunto per rappresentare tutti i nomi
dei luoghi espressi in Lingua Corrente.
Lo scopo dell'espediente era quello di produrre il seguente
effetto : i nomi in Lingua Corrente (familiari agli Hobbit)
furono tradotti in lingua inglese (in modo da diventare
familiari ai lettori inglesi); i nomi in altre lingue
(in genere Sindarin) furono lasciati invariati e di conseguenza
restarono sconosciuti agli inglesi così come lo
erano agli Hobbit. Dal momento che la storia è
narrata per lo più dal punto di vista degli Hobbit,
era desiderabile che noi (lettori inglesi [N.d.T.]) condividessimo
con essi la stessa esperienza linguistica (fatto che Tolkien
aveva particolarmente a cuore dato il suo interesse per
le lingue).
Nel tracciare la mappa linguistica della Terra-di-Mezzo,
Tolkien sviluppò questo presupposto in maniera
ancora più meticolosa. Il caso che più salta
agli occhi è l'aver “sostituito” il Rohirrico con
l'anglosassone. Il fondamento logico è che il dialetto
Westron degli Hobbit è lontanamente collegato al
Rohirrico; quindi quando gli Hobbit sentirono i Rohirrim
parlare, riuscirono a riconoscere molte delle parole pronunciate
anche se l'insieme linguistico risultava poco comprensibile.
In questo modo Tolkien ha provato a riprodurre l'effetto
che il Rohirrico fece agli Hobbit sostituendolo nella
traduzione con una lingua che aveva con l'inglese lo stesso
tipo di parentela che a sua volta il Rohirrico aveva con
il dialetto Hobbit, vale a dire l'anglosassone.
Possono essere individuate numerose ed abili sfumature
nell'intricata ragnatela linguistica escogitata da Tolkien
(egli ebbe sempre a cuore l'intento di creare una mappa
linguistica della Terra-di-Mezzo che rispecchiasse abbastanza
fedelmente la struttura linguistica degli inglesi). Perciò
:
a)
Le radici dell'inglese arcaico furono usate per creare
i nomi dei luoghi in Lingua Corrente attribuiti molto
tempo prima della storia narrata.
b) Alcuni degli Sturoi (che più avanti si
sarebbero stanziati nella Terra di Buck e nel Marish)
dimorarono in Dunclivio al tempo in cui gli Uomini di
Brea giunsero in quella regione. “Dal momento che le tracce
residue dell'antico linguaggio degli Sturoi e degli Uomini
di Brea somigliano alle tracce di celtico nell'inglese”
(App. F parte II), i nomi dei luoghi di Brea erano di
origine celtica. Similmente i nomi degli Hobbit della
Terra di Buck erano gallesi.
c)
Tra gli Hobbit, alcune delle antiche famiglie Paloidi,
erano solite darsi dei nomi che riecheggiavano leggende
del passato (tipico esempio di umore hobbit). Tolkien
trasforma quindi, tali nomi in altrettante espressioni
di origine franca e gotica (Isegrim, Rudigar, Fredegar,
Peregrin).
Quanto
detto ed altro ancora è meglio chiarito nella appendice
F.