In che modo Tolkien finse di essere il traduttore de Il Signore degli Anelli ?
di William D. B. Loos - Traduzione di Giuseppe Truono

 

In maniera molto approfondita. La sceneggiatura fu che “senza dubbio” gli Hobbit non potevano aver parlato l'inglese, piuttosto parlavano una propria lingua detta Westron (ma sovente ci si riferiva ad essa indicandola come Lingua Corrente). Tolkien tradusse questa lingua in inglese, che servì appunto per rappresentare tutti i nomi dei luoghi espressi in Lingua Corrente.
Lo scopo dell'espediente era quello di produrre il seguente effetto : i nomi in Lingua Corrente (familiari agli Hobbit) furono tradotti in lingua inglese (in modo da diventare familiari ai lettori inglesi); i nomi in altre lingue (in genere Sindarin) furono lasciati invariati e di conseguenza restarono sconosciuti agli inglesi così come lo erano agli Hobbit. Dal momento che la storia è narrata per lo più dal punto di vista degli Hobbit, era desiderabile che noi (lettori inglesi [N.d.T.]) condividessimo con essi la stessa esperienza linguistica (fatto che Tolkien aveva particolarmente a cuore dato il suo interesse per le lingue).

Nel tracciare la mappa linguistica della Terra-di-Mezzo, Tolkien sviluppò questo presupposto in maniera ancora più meticolosa. Il caso che più salta agli occhi è l'aver “sostituito” il Rohirrico con l'anglosassone. Il fondamento logico è che il dialetto Westron degli Hobbit è lontanamente collegato al Rohirrico; quindi quando gli Hobbit sentirono i Rohirrim parlare, riuscirono a riconoscere molte delle parole pronunciate anche se l'insieme linguistico risultava poco comprensibile. In questo modo Tolkien ha provato a riprodurre l'effetto che il Rohirrico fece agli Hobbit sostituendolo nella traduzione con una lingua che aveva con l'inglese lo stesso tipo di parentela che a sua volta il Rohirrico aveva con il dialetto Hobbit, vale a dire l'anglosassone.

Possono essere individuate numerose ed abili sfumature nell'intricata ragnatela linguistica escogitata da Tolkien (egli ebbe sempre a cuore l'intento di creare una mappa linguistica della Terra-di-Mezzo che rispecchiasse abbastanza fedelmente la struttura linguistica degli inglesi). Perciò :

a) Le radici dell'inglese arcaico furono usate per creare i nomi dei luoghi in Lingua Corrente attribuiti molto tempo prima della storia narrata.

b) Alcuni degli Sturoi (che più avanti si sarebbero stanziati nella Terra di Buck e nel Marish) dimorarono in Dunclivio al tempo in cui gli Uomini di Brea giunsero in quella regione. “Dal momento che le tracce residue dell'antico linguaggio degli Sturoi e degli Uomini di Brea somigliano alle tracce di celtico nell'inglese” (App. F parte II), i nomi dei luoghi di Brea erano di origine celtica. Similmente i nomi degli Hobbit della Terra di Buck erano gallesi.

c) Tra gli Hobbit, alcune delle antiche famiglie Paloidi, erano solite darsi dei nomi che riecheggiavano leggende del passato (tipico esempio di umore hobbit). Tolkien trasforma quindi, tali nomi in altrettante espressioni di origine franca e gotica (Isegrim, Rudigar, Fredegar, Peregrin).

Quanto detto ed altro ancora è meglio chiarito nella appendice F.

 
 
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