No.
Per Tolkien la Terra-di-Mezzo è il nostro stesso
mondo, sebbene il modo in cui espone e sostiene questa
tesi sia alquanto inusuale : Tolkien dice di aver creato
eventi che si collocano in un “tempo immaginario” di un
posto reale. Questo è asserito esplicitamente solo
nelle lettere, anche se ci sono forti indizi anche nel
Signore degli Anelli, tutti comunque al di fuori della
narrazione vera e propria. Il primo indizio lo si trova
nel Prologo. C'è scritto :
"Quei giorni, la Terza Età della Terra-di-Mezzo,
sono ora assai lontani, e la configurazione di tutti quei
paesi è cambiata; ma le regioni in cui allora vivevano
gli Hobbit sono senza dubbio le stesse ove essi passano
tuttora i loro giorni; a nord-ovest del Vecchio Mondo
e ad est del Mare." (Compagnia dell'Anello pag.27).
Dal momento che non è fatto nessun altro riferimento
a questa cosa né nel Prologo né nella struttura
narrativa vera e propria, la maggior parte dei lettori
ci ha fatto poco caso, ma se si tiene in debita considerazione
il riferimento, la faccenda diventa abbastanza chiara.
Il secondo punto è nell'Appendice D che contiene
uno studio dei calendari della Terra-di-Mezzo. Il discorso
comincia come segue:
"I
calendari della Contea differiscono dai nostri in diversi
punti. L'anno senza dubbio era della stessa lunghezza
*, ora quei tempi sono assai lontani quando sono calcolati
in anni o in vite d'uomo, ma alla memoria del Mondo essi
non sembrano molto remoti"
* 365 giorni, 5 ore, 48 minuti, 46 secondi (Ritorno del
Re, App. D).
La citazione è abbastanza chiara e non ha bisogno
di eccessivi chiarimenti : la lunghezza dell'anno specificata
nella nota a pie' di pagina è l'esatta lunghezza
del nostro anno e ciò deve sinceramente rimuovere
ogni dubbio (solo un pianeta delle esatte dimensioni della
Terra e con la sua esatta distanza dalla stella attorno
alla quale ruota, può avere un ciclo di rivoluzione
della durata di un anno terrestre [N.d.T.]). Quanto segue
è estratto da tre lettere scritte da Tolkien, nelle
quali la faccenda è ulteriormente discussa.
"La
Terra-di-Mezzo, comunque, non è una terra che non
c'è, senza relazione con il mondo in cui viviamo
(come Mercurio di Eddinson). Deriva solo dall'uso del
termine medio inglese middel-erde (o erthe), modificazione
del termine dell'antico inglese middangeard: il nome per
le terre abitate dagli uomini " in mezzo ai mari
". E benché non abbia cercato di far coincidere
la forma delle montagne e la dislocazione delle terre
con le ipotesi dei geologi riguardo al passato, questa
" storia " si svolge su questo pianeta in una
certa epoca del Vecchio Continente. (Lettera #165)
"Io ho la mentalità dello storico. La Terra-di-Mezzo
non è un mondo immaginario. Il nome è la
forma moderna (apparsa nel XIII secolo ancora in uso)
di midden-erd/middle-erd, l'antico nome di oikoumene,
il posto degli uomini, il mondo reale, usato proprio in
contrasto con il mondo immaginario (come il paese delle
fate) o come mondi invisibili (come il paradiso o l'inferno).
Il teatro della mia storia è su questa terra, quella
su cui noi ora viviamo, solo il periodo storico e immaginario.
Ci sono tutte le caratteristiche del nostro mondo (almeno
per gli abitanti dell'Europa nord-occidentale) così
naturalmente sembra familiare, anche se un pochino nobilitato
dalla lontananza temporale." (Lettera #183).
"... spero che il lasso di tempo, chiaramente
lungo ma indefinito, tra la Caduta di Barad-dûr
e i nostri giorni sia sufficiente per la " credibilità
letteraria ", anche per quei lettori che sono a conoscenza
di quello che si sa o si presume della preistoria
... Suppongo di aver costruito un tempo immaginario, ma
per quanto riguarda i luoghi ho tenuto i piedi ben puntati
sulla nostra madreterra. Preferisco questo alla moda contemporanea
di cercare mondi remoti nello spazio. Per quanto strani,
sono sempre alieni, e non possono essere amati con l'amore
del legame di sangue. La Terra-di-Mezzo non è (tra
l'altro e se questa annotazione è necessaria) una
mia invenzione. E' una modernizzazione o un'alterazione
(Nuovo Dizionario Inglese " una perversione ")
di un'antica parola che indicava il mondo degli uomini,
l'oikoumene: di mezzo perché si pensava vagamente
che fosse posta al centro di mari che la circondavano
e (nell'immaginazione nordica) tra i ghiacci del nord
ed i fuochi del sud. Antico inglese middan-geard, inglese
medioevale midden-erd, middle-erd. Molti recensori sembrano
pensare che la Terra-di-Mezzo sia su un altro pianeta!"
(Lettera #211)
La
nota a pie' di pagina relativa alla prima parte dell'estratto
della lettera riportata appena sopra offre uno spunto
davvero affascinante:
"Immagino che l'intervallo sia di circa seimila anni:
cioè noi ora siamo alla fine della Quinta Età,
se le Età hanno conservato la stessa durata della
Seconda e della Terza. Ma io credo che si siano accorciate;
e penso che oggi siamo alla fine della Sesta o della Settima."
(Lettera #211)
Concludendo possiamo dire che, non solo il luogo (ove
si svolge la scena) è il nostro stesso mondo ma
anche le persone che lo abitano sono le stesse, sia moralmente
che fisicamente:
"... ma non ho reso la gente che sta dalla parte
giusta, Hobbit, Rohirrim, uomini di Dale o di Gondor,
migliore di quanto non siano stati, siano o possano essere
gli uomini. Il mio non è un mondo immaginario,
ma un momento storico immaginario della Terra-di-Mezzo
– che è la Terra dove noi viviamo." (Lettera
#183)