Questa
Faq fa riferimento alla principali revisioni apportate
al capitolo su Gollum “Indovinelli nel Buio”, non alla
miriade di cambiamenti minori disseminati un po' ovunque.
Nell'edizione originale del 1939 de Lo Hobbit Gollum aveva
veramente intenzione di scommettere il suo anello nel
gioco degli indovinelli. Il patto era che Bilbo avrebbe
ricevuto un “regalo” se avesse vinto la scommessa. Gollum
infatti, era davvero addolorato di aver perso l'anello
e di conseguenza di non poter pagare il debito. Mostrò
quindi a Bilbo, come alternativa, la via d'uscita, ed
i due si lasciarono da amici.
Man mano che la stesura de Il Signore degli Anelli proseguiva,
la natura dell'Anello cambiò. Non più un
“comodo oggetto magico”, ma un irresistibile oggetto di
potere, e il comportamento di Gollum sembrava ora illogico.
Nella primitiva bozza del capitolo “L'ombra del passato”
Gandalf tenta di dare una spiegazione verosimile alla
faccenda, tentativo comunque, non completamente riuscito.
Tolkien risolse la difficoltà riscrivendo il capitolo
de Lo Hobbit nella presente forma, in cui Gollum non ha
nessuna intenzione di dare l'Anello ma sembra, piuttosto,
disposto a mostrare a Bilbo in caso di una sua vittoria.
Inoltre, Gollum diventa schiavo dell'Anello Dominante
e da esso tormentato.
In questo modo però, il diritto di Bilbo all'Anello
è seriamente compromesso. [ Bisogna prestare particolare
attenzione a quest'ultimo punto. Esso racchiude due problemi,
ben riassunti nel Prologo :
“I
pareri dei commentatori sono discordi, se considerare
veramente, cioè in base alle regole del gioco,
l'ultima domanda di Bilbo come un vero e proprio "
enigma " o come una semplice " domanda ",
ma tutti sono d'accordo nel dire che Gollum, avendo accettato
la sfida e tentando di risolvere l'ultimo quesito, era
tenuto irrevocabilmente a rispettare la promessa”
(Compagnia dell'Anello, Prologo, pag. 37)
Così, il modo in cui Bilbo vince la scommessa è
discutibile. Dato però che egli di fatto vinse,
sia pure grazie ad un “tecnicismo”, ha tutto il diritto
al prezzo, che, nella vecchia versione era l'Anello. Nella
nuova versione, comunque, a Bilbo non spetta alcun diritto
sull'Anello, indipendentemente dal fatto di aver vinto
o meno, dato che il premio per il vincitore non è
l'Anello.
Esistono quindi due edizioni differenti dello stesso episodio.
Tolkien abilmente, fece della circostanza parte integrante
dello stesso racconto, asserendo che Bilbo aveva vantato
il suo (inesistente) diritto, sotto la malvagia influenza
dell'Anello. (Bilbo ha scritto questa versione nel suo
diario, il quale fu poi “tradotto” da Tolkien e pubblicato
come “Lo Hobbit”; per cui l'errore nella prima versione,
fu più tardi “corretto”.) Questa nuova sequenza
di eventi nell'ambito della storia è ricostruita
chiaramente ne “A proposito della scoperta dell'Anello”
(Prologo) ed è data per scontata per il resto della
storia (per esempio ne “L'Ombra del Passato” e nel Concilio
di Elrond). Lo Hobbit come ora presentato si colloca in
maniera ineccepibile nello scenario dell'intera storia,
sebbene Tolkien, per ragioni di tranquillità letteraria,
tiene fuori quest'intera faccenda della disonestà
di Bilbo (fu un'irrilevante complicazione che avrebbe
gettato fuori dalla bilancia) Il presente tentativo di
fare un passo indietro e vedere l'intera figura è
reso più intricato dal fatto che la disonestà
di Bilbo di manifesta in due diversi momenti.
Il primo, molto evidente, quando Bilbo inizialmente racconta
la sua avventura a Gandalf ed ai Nani, e non fa menzione
del ritrovamento dell'Anello – ciò fu senza dubbio
il fatto che ispirò Gandalf a lanciare a Bilbo
la “strana occhiata da sotto le sue sopracciglia irsute”
(Lo Hobbit, cap. VI). Più tardi, (dopo l'episodio
del ragno) rivelò di avere l'Anello, e dev'essere
stato a questo punto che inventò la storia della
“vincita del regalo” (un'azione incredibile, date le circostanze).
Non c'è, comunque, alcuna allusione nel testo,
del secondo momento della sua disonestà (come annotato
di sopra, sarebbe stato un grave errore letterario). Ai
lettori non è data alcuna indicazione, tranne quando
“… Balin insistette per farsi raccontare da capo la storia
completa di Gollum, degli indovinelli e di tutto il resto,
con l'Anello al suo posto giusto” (Hobbit, cap. VIII,
pag. 188), al che Bilbo non raccontò la storia
vera, esattamente come descritta nel cap. V. A questo
proposito, “Circa il Ritrovamento dell'Anello” nel Prologo,
è un preludio indispensabile a Il Signore degli
Anelli.