E' già stato detto che anche
Radagast fallì la sua missione, ma è allettante
pensare che ciò non comportò un danno come
il fallimento degli altri. Il saggio sugli Istari: "In
effetti, di tutti gli Istari, uno solo restò fedele,
e fu l'ultimo venuto. Infatti Radagast, il quarto, si
innamorò delle molte specie di animali e di uccelli
che popolavano la Terra-di-Mezzo, e abbandonò gli
Elfi e gli Uomini per trascorrere i suoi giorni tra le
creature selvatiche." (Racconti Incompiuti, pag.516)
Radagast di certo non diventò mai cattivo. Il precedente
riferimento suggerisce, comunque, che la sua missione
non era solo quella di andare d'accordo con le bestie
selvatiche, ma anche costruire un ponte tra loro, gli
Elfi e gli Uomini. In effetti egli fece raccogliere ad
i suoi amici uccelli molte informazioni, ma dal momento
che essi facevano rapporto anche a Saruman, in quanto
capo del Bianco Consiglio, la cosa non fu di grande giovamento.
D'altro canto, è stato spesso supposto (benché
non c'è nessun riferimento testuale diretto) che
il motivo per cui le Aquile si trovavano al posto giusto
al momento opportuno sia da ricondurre all'intervento
di Radagast.
Non sappiamo nulla di ciò
che accadde a Radagast dopo la fine della Terza Età.
Sembra concepibile, data la natura molto ambigua del suo
fallimento, che gli possa essere stato concesso di ritornare
a Valinor alla fine.