Sono solo due nomi che stanno ad
indicare la stessa razza di creature. Dei due termini,
"Orchetti" è il più corretto.
Questa faccenda ha generato numerosi equivoci, derivanti
per lo più dall'uso dei due termini ne Lo Hobbit
(Tolkien ha cambiato il suo punto di vista sui termini,
dopo che Il Signore degli Anelli fu pubblicato, ma la
confusione nel primo libro fu peggiorata dalla contraddizione
prima delle modifiche). Ci sono due espressioni ne Lo
Hobbit che se considerate letteralmente fanno comprendere
che gli Orchi erano una sottospecie dei Goblin. Se teniamo
conto delle indicazioni provenienti dalle altre aree degli
scritti di Tolkien, ciò non è corretto.
Ci sono dei riferimenti abbastanza chiari nelle lettere
, l'evoluzione della sua terminologia standard (vedi il
prossimo paragrafo), e l'effettivo impiego ne il Signore
degli Anelli, che tutt'insieme suggeriscono che il vero
nome della razza è "Orchi".
Questo è quanto accaduto: le creature cui si fa
riferimento furono inventate insieme al resto della "sub-creazione"
Tolkeniana durante la stesura del libro dei Racconti Perduti
(il “pre-Silmarillion”). Il suo uso nei primi racconti
è alquanto vario ma l'inclinazione è più
per Orchi anziché per “goblin”. Ciò è
parte di una più generale tendenza a non utilizzare
la terminologia del folklore popolare (era certo che l'uso
di termini popolari avrebbe suscitato nel lettore associazioni
errate, e questo perché la sua creazione era del
tutto differente se vista nello specifico). Per gli stessi
motivi generali cominciò a chiamare gli Elfi Profondi
“Noldor” anziché Gnomi, ed evitò completamente
"Fate". (D'altra parte fu bloccato con Stregone,
un'imprecisa traduzione di “Istari”, Elfi e Nani; disse
infatti che avrebbe preferito "dwarrow", che
come egli diceva, era più storicamente e linguisticamente
corretto, se solo ci avesse pensato in tempo". [in
inglese per indicare la parola Nano si usa il termine
comune "Dwarf", "Dwarrow" ne sarebbe
stata una variante rispondente alle esigenze di Tolkien
(N.d.T.)].
Ne Lo Hobbit, che originariamente
era disconnesso da Il Silmarillion, Tolkien usò
il termine familiare "goblin" a beneficio dei
lettori moderni. Ma dal tempo de Il Signore degli Anelli,
comunque, goblin non gli piacque più – Orchi era
meno vocabolo da fiaba di goblin (vedi sotto). (Tolkien,
inoltre, non aveva dubbi sul fatto che data l'origine
Romanza del termine "goblin", esso poco si addiceva
ad un lavoro basato così tanto sull'anglosassone
e le tradizioni nordiche in generale.) Così, ne
Il Signore degli Anelli, "Orchi" è il
nome proprio della razza (con la "O" maiuscola
[gli inglesi sono soliti indicare i nomi dei popoli, così
come quelli delle lingue che parlano, con la lettera maiuscola
(N.d.T.)]), e questo nome si trova nell'indice finale
insieme ad Ent, Uomini, ecc., mentre “goblin” quando usato
(con la "g" minuscola), si riferisce ad un particolare
tipo di dialetto per Orchi.
La spiegazione di Tolkien all'interno
della storia è che il nome esatto di quelle creature
è Orchi (forma anglicizzata del Sindarin “Orch”,
plurale "Yrch"). In qualità di "traduttore"
dell'antico manoscritto, Tolkien "sostituisce"
"Orchi" con "Goblin" quando traduce
il diario di Bilbo, ma per il Libro Rosso torna all'originale
e corretta traduzione. [L'effettiva fonte della parola
"Orchi" è Beowulf (antico poema epico):
"orc-nass", tradotto con "cadaveri".
Il termine non ha nulla a che vedere con le orche, i cetacei.]